Uno smartphone in Braille per chi non vede

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Ideato da un designer indiano, per ora è un prototipo: sarà in commercio entro fine anno

Uno smartphone in Braille che permetterà a chi è cieco o ipovedente di “leggere” testi e immagini sul telefonino e fare chiamate in completa autonomia. Il nuovo cellulare, che per ora è un prototipo, dovrebbe essere in commercio entro fine anno. Gli ultimi test sono in corso al Prasad Eye Institute in India, dove risiede un quinto di tutti i ciechi nel mondo. L’invenzione, infatti, è di un designer indiano, Sumit Dagar, che tre anni fa ha deciso di progettare il “Braille Smartphone” perché il mercato della telefonia ignora gli utenti non vedenti. Ma come funziona? Grazie a un’innovativa tecnologia touch screen converte parole e immagini nel linguaggio che porta il nome dell’ inventore, il francese Braille, divenuto cieco all’età di tre anni in seguito a un incidente.
Lo smartphone trasforma le informazioni sullo schermo, proiettandole sulla superficie. Le immagini diventano tridimensionali e lo stesso accade per i testi, che assumono la forma di bassorilievi in Braille. Lo schermo è composto da una griglia di punti, come i pixel: si solleva in base al contenuto da visualizzare. Nella parte bassa del dispositivo ci sono i classici tasti: “chiama”, “accendi”, “cancella”, “seleziona” . Per comporre i numeri di telefono compare sullo schermo un tastierino numerico ed è disponibile una tastiera qwerty come quella dello smartphone tradizionale.
«Le modifiche fisiche di superfici di materiali piezoelettrici, mediante impulsi elettrici, sono utilizzate da circa vent’anni per far emergere i punti della scrittura braille da righe di speciali display che così riproducono ciò che è scritto sullo schermo del computer – spiega Giulio Nardone, presidente dell’Associazione disabili visivi. Nel caso dello smartphone, è lo stesso schermo che ha la capacità di creare sporgenze percepibili al tatto».

Si apre dunque un mondo nuovo per chi non vede? Nardone è cauto. «Oggi noi ciechi utilizziamo il cellulare servendoci del sintetizzatore vocale che legge tutto ciò che appare sullo schermo – dice -. Anche quando si cammina per strada, per esempio, è possibile parlare al telefono con l’auricolare o ascoltare i messaggi, lasciando l’apparecchio in tasca e reggendo una borsa con una mano e il bastone bianco nell’altra. Non riesco ancora a immaginare i vantaggi sotto il profilo pratico – osserva il presidente dell’Associazione disabili visivi -. Per esempio, un sms di 20 parole, che la voce legge in 5 secondi, occuperebbe almeno 3 schermate del display e ci costringerebbe a usare entrambe le mani, una per reggere l’apparecchio, l’altra per scorrere con i polpastrelli le righe Braille».

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