DISABILI: AL VIA RICORSO COLLETTIVO PER RICONOSCIMENTO FAMILY CARGIVER

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Sono un minuscolo esercito silenzioso pronto a combattere per uscire dall’invisibilita’ e per i propri diritti umani, senza ricatti sociali ma con tutti i mezzi leciti e nel rispetto delle leggi. Sono i ‘family cargiver’. Migliaia di persone costrette a rinunciare alla propria vita (festivita’, vacanze, viata sociale, momenti di svago, a volte una consona alimentazione o un numero di ore di sonno adeguato) per prestare cure e assistenza, senza soluzione di continuita’, 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, ad un proprio familiare gravemente disabile. E non si parla solo di malattie devastanti che portano via 5 o 10 anni della vita da dedicare ad un congiunto, ma spesso di tutta una vita, 20, 30, 40 o anche 50 anni di dedizione assoluta fino alla fine dei propri giorni che si concludono nell’angoscia per quanto succedera’ dopo, quando non ci sara’ piu’. Sono soprattutto donne: mogli, madri, sorelle, figlie.
Questo piccolo esercito è pronto a presentare un ricorso collettivo avviato per richiedere il riconoscimento della figura del Family Caregiver e di tutele e diritti alla stessa figura collegati. In Italia è una figura fondamentale per il tessuto sociale del tutto misconosciuta, nonostante tutti i Paesi Europei ne riconoscano, invece, l’altissima rilevanza con leggi e provvedimenti specifici. Dopo un’attesa di quasi vent’anni, durante i quali il Parlamento italiano non è riuscito a legiferare nemmeno sul prepensionamento dei Family Caregiver, nonostante in tutte le passate Legislature centinaia di Parlamentari avessero caldamente appoggiato il provvedimento, su iniziativa di due familiari caregiver molto agguerrite, Chiara Bonanno e Maria Simona Bellini, si è deciso di passare ad azioni concrete.
Dopo svariati mesi dedicati all’organizzazione e allo studio della strategia legale, elaborata dall’Avvocato Marco Vorano di Venezia, che si sta peraltro occupando anche dei noti ricorsi sulle cure con cellule staminali, e con la partecipazione di migliaia di persone che vivono in prima persona questa particolare condizione di vita, i ricorsi verranno a breve depositati nei Tribunali di Milano, Palermo e Roma.
(ADNKronos)
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