IL PIANO D’AZIONE PER LA PROMOZIONE DEI DIRITTI DEI DISABILI PASSA PER SALUTE, LAVORO, SCUOLA, ACCESSIBILITA’

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Il piano biennale prevede sette linee d’intervento per attuare concretamente i principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

E’ stato ufficialmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, lo scorso 28 dicembre, il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che prevede una serie di interventi utili  a dare piena attuazione alla Convenzione ONU dei Diritti delle persone con disabilità.  In sostanza, si tratta di interventi per far sì che i diritti siano effettivamente applicati  e garantiti, così come l’Italia si è impegnata  a fare, con la ratifica della Convenzione, avvenuta nel 2009.Il programma, messo a punto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, adottato con il Decreto del Presidente della Repubblica lo scorso ottobre e ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è il frutto di un lavoro coordinato che ha visto coinvolto non solo l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, ma anche associazioni efederazioni di persone disabili, con l’istituzione di ben quattro gruppi di lavoro formati anche da enti locali, centri di ricerca, università, imprese, che si sono confrontati sul tema. Obiettivo unico: uno sforzo affinchè l’inclusione sociale, economia e culturale delle persone con disabilità sia realtà.
Da questo confronto sono emerse chiare indicazioni di lavoro che prevedono il coinvolgimento non solo delle istituzioni (ministeri e SSN in primis), ma anche di società civile  e imprese, lungo sette linee d’azione che prevedono, ciascuna, specifici interventi e azioni. Le vediamo una ad una:
LINEA DI INTERVENTO 1 – Revisione del sistema di accesso, riconoscimento/certificazione della condizione di disabilità e modello di intervento del sistema socio-sanitarioL’obiettivo di questa prima linea chiama subito in causa la definizione di “persona con disabilità” e la valutazione della stessa. E’ prevista infatti una riforma della Legge 104/92 che preveda l’introduzione specifica della definizione di “persona con disabilità”indicato dalla Convenzione ONU a cui associare, con valenza per l’intero territorio nazionale e come riferimento per il Servizio sanitario nazionale e per il sistema degli Enti Locali, un processo di valutazione/accertamento della condizione di disabilità globale e modulare, unitario e coerente con l’articolo 1 della stessa Convenzione ONU.
La nozione di invalidità civile così come formulata nella Legge 118/71, viene superata. L’accertamento delle menomazioni della persona, elemento di riferimento anche per la definizione ONU di persona con disabilità, diventa parte del percorso di valutazione della disabilità che dovrà scaturire dallamodifica della Legge 104/92. La descrizione delle malattie/menomazioni della persona utilizza come riferimento gli strumenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD10) e la Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute (ICF) per la parte di funzioni e strutture corporee.
La parte del nuovo sistema valutativo orientata alla definizione di una progettazione personalizzata e all’erogazione di interventi assistenziali e finalizzati all’inclusione sociale, scolastica e lavorativa è basata sulla valutazione dei funzionamenti della persona con riferimento specifico ai principali luoghi di vita della persona con disabilità: famiglia, scuola e lavoro.Ai fini dell’accesso a servizi o a specifici benefici economici per i quali le norme richiedano la definizione di livelli di priorità, la graduazione della disabilità sostituisce la graduazione dei livelli di handicap prevista dalla Legge 104/92 e le percentuali di invalidità previste dalla Legge 118/71. La valutazione viene articolatasu una lista differenziata per fasce d’età e riferita ai principali nuclei di Attività e Partecipazione di ICF. Ai fini della graduazione della condizione di disabilità si terrà conto dell’insieme dei fattori ambientali necessario alla garanzia dei diritti/funzionamenti di base: salute, cura di sé, scuola/formazione, lavoro einclusione sociale determina la condizione di “gravità della disabilità”. In fase di avvio del nuovo sistema la graduazione si può basare sulla sola valutazione della necessità di “sostegno” personale. Le informazioni essenziali prodotte dal processo avviato dal nuovo sistema di accertamento, confluiranno nel sistema informativo sanitario e sociale e nel sistema statistico nazionale.  (Maggiori dettagli nel testo completo).

LINEA DI INTEVENTO 2- Lavoro e occupazione
Obiettivo di questi interventi è favorire il mainstreaming della disabilità all’interno delle politiche generali per il lavoro e nella raccolta dati. Aggiornare la legislazione in vigore e renderla più efficace nell’offrire occasioni di lavoro, in particolare attraverso un miglior funzionamento delcollocamento mirato (previsto dalla legge 68/99). Per aggiornare la legislazione e renderla più efficace nell’offrire occasioni di lavoro è previsto innanzitutto il rifinaziamento del fondo nazionale per la legge 68/99, oggi sostanzialmente azzerato (a decorrere dall’anno 2011 le risorse sono state ripartite esclusivamente alle autonomie speciali). Sono inoltre previsti interventi di ridefinizione dei criteri per quanto riguarda le aziende (es. in crisi) e occupazione o licenziamento dei lavoratori con disabilità, ma anche ridefinizone dei criteri di distribuzione dei fondi disponibili per la legge 68/99.

LINEA DI INTERVENTO 3 – Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione nella società
Con l’obiettivo di definire linee comuni per l’applicazione dell’articolo 19 della Convenzione Onu (Vitaindipendente ed inclusione nella società ), si prevede di fissare i criteri guida per la concessione di contributi, per la programmazione degli interventi e servizi e la redazione dei progetti individualizzati.
Vengono assunti come criteri per l’attivazione, l’accesso e la modulazione dei servizi e delle prestazioni quelli connessi al riconoscimento/valutazione della condizione di disabilità intesa come rischio o costanza di esclusione sociale e di assenza di pari opportunità, con attenzione aggiuntiva alla necessità di sostegno intensivo nelle situazioni in cui questo venga richiesto.
Viene favorito il generale processo dideistituzionalizzazione da un lato e lo sviluppo di progetti di “abitare in autonomia” che coinvolgono piccoli gruppi di persone dall’altro (come nel caso delle diverse esperienze funzionanti in Italia per persone con problemi intellettivi).
Nel supporto alla domiciliarità e alla residenzialità si assume come criterio regolatore che le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione.
Per quanto riguarda la voce Protezione giuridica delle persone con disabilità e loro autodeterminazione, nel documento si legge che sono previsti interventi atti a prevedere l’abrogazione degli istituti giuridici dell’interdizione e dell’interdizione, prevedendo un contestuale e coordinato rafforzamento dell’istituto dell’amministrazione di sostegno.

LINEA DI INTERVENTO 4 – Promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità
Nell’attesa di un organico aggiornamento della normativa riguardante l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche ai principi della introdotti dalla Convenzione, occorre aggiornare i regolamentiesistenti sulla base di quanto elaborato dalla Commissione di studio permanente. Per quanto riguarda i Contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, leggiamo che parallelamente al rilancio degli strumenti di pianificazione per l’adeguamento e all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici e spazi pubblici (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche – P.E.B.A. – e Piani Integrati Spazi Urbani – P.I.S.U. – previsti dall’art. 32 della L. 41/86 e dall’art. 24, comma 9, della L. 104/92) occorre inserire come elemento prioritario il tema dell’accessibilità nel quadro più generale del rinnovamento/restauro del patrimonio edilizio del paese (ad es. il Piano Casa); per quanto concerne la formazione, è previsto di inserire nei programmi didattici delle scuole secondarie di secondo grado a indirizzo tecnico insegnamenti riguardanti gli aspetti funzionali, edilizi e urbanistici relativi all’universal design e al superamento delle barriere architettoniche nonché lo studio della domotica in rapporto alla disabilità e realizzare programmi formativi/informativi rivolti a chi gestisce servizi, edifici e spazi pubblici per la gestione dell’accoglienza alle persone con disabilità.

LINEA DI INTERVENTO 5 – Processi formativi ed inclusione scolastica
Obiettivo di queste linee di intervento sarà quello dipotenziare l’inclusione scolastica degli alunni conBES prevedendo sistematicamente il coinvolgimento di tutti gli operatori scolastici. Attivare reti di supporto, formazione e consulenza, valorizzando le professionalità disponibili, comprese quelle formate espressamente con master e corsi di perfezionamento. Prodigarsi al fine di offrire la garanzia, in termini organizzativi e/o normativi, della continuità del rapporto docente di sostegno/alunno.
Per quanto riguarda l’istruzione per gli adulti con disabilità, si pone l’obiettivo di promuovere l’inclusione e la partecipazione degli adulti nel contesto sociale, mediante reti operative e accordi tra Centri Territoriali Permanenti, corsi serali e i soggetti competenti in materia di promozione dell’occupazione.

LINEA DI INTERVENTO 6 – Salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione
Per quanto riguarda il sostegno alla fase prenatale e neonatale, con obiettivo di promuovere il bambino con disabilità e tutelarne i suoi bisogni sin dalla primissima infanzia e garantire che le donne con disabilità possano accedere sulla base di uguaglianza a servizi ginecologici e riproduttivi, sono previsti interventi quali: Accoglienza in contesti adeguati di bambini con disabilità abbandonati in culla o nella prima infanzia, Servizi di supporto ed orientamento per le madri che decidono di portare a termine una gravidanza a rischio, Accessibilità fisica e tecnico – professionale dei servizi sanitari diretti alle donnePer facilitare l’accoglienza e la presa in carico di tutti i cittadini, con una condizione di salute, per superare la criticità di una frammentazione dei servizi, della scarsa conoscenza dei percorsi socio-sanitari da parte dei cittadini, nonché della complessità dei percorsi amministrativi per l’erogazione dei presidi, delle cure e altri servizi di supporto, è prevista la figura del Disability&Case Manager che dovrà essere in grado di esaminare le esigenze e la situazione individuale e di relazionarsi direttamente con il cittadino, per strutturare con lui una risposta adeguata ai bisogni e fungere da facilitatore nella comunicazione corretta in ambito di cure, per aiutare i pazienti nella scelta.
Sono inoltre previsti interventi  atti a realizzare un programma di riforma delle attività di riabilitazione e abilitazione attraverso l’armonizzazione normativa e ordinamentale in base ai principi ed alle prescrizioni dell’art 26 della Convenzione ONU, a partire dai bisogni abilitativi delle persone con disabilità con necessità di sostegni intensivi come le disabilità intellettive e relazionali e la salute mentale. L’obiettivo è quello di Assicurare il diritto all’empowerment delle persone con disabilità tramite interventi per la riabilitazione e abilitazione precoce e per quella continua nonché gli specifici interventi riabilitativi e ambulatoriali, a domicilio o presso i centri socio riabilitativi ed educativi a carattere diurno o residenziale.

LINEA DI INTERVENTO 7 – Cooperazione internazionale
Obiettivo è la formulazione di un Piano di azione per le persone con disabilità della Cooperazione Italiana DGCS/MAE, attraverso una serie di azioni che toccano l’accessibilità, le situazioni di emergenza, la progettazione inclusiva, il monitoraggio delle politiche per la disabilità e il Coinvolgimento e valorizzazione delle imprese.
(disabili.com)

di Giovanni Cupidi

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SIBLINGS E GENITORI DI PERSONE DISABILI: PERCORSI DI SOSTEGNO E CONFRONTO

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Promossi da Fondazione Ariel, in partenza due percorsi di sostegno e confronto dedicati a fratelli e sorelle e genitori di persone con disabilità

Disabilità come condizione che investe e riguarda tutta la famiglia. Lo diciamo sempre: una famiglia nella quale ci sia una persona disabile è una famiglia con disabilità. Il discorso vale tanto per i genitori quanto per i fratelli, ad esempio, di bambini disabili. In considerazione di questa cosa da tempo si è sviluppata una sensibilità verso il supporto ai famigliari delle persone con disabilità. Rientrano in questi percorsi le iniziative che la Fondazione Ariel promuove, nel milanese, nelle prossime settimane per i genitori e i siblings (fratelli) di bambini  o persone con disabilità.

IL RAPPORTO COI SIBLINGS – La Fondazione Ariel promuove un percorso di gruppo dedicato ai sibligs, ovvero ai fratelli o sorelle di persone con disabilità. Questo con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto utile a comprendere come non siano gli unici  a vivere questa condizione, aiutandoli quindi nello scambio di esperienze con chi sa cosa vivi  e quali sono le tue difficoltà. Il rapporto tra fratelli è infatti spesso intenso e carico di conflitti, tanto più quando il  fratello o la sorella abbia una disabilità. In questo caso si innesca tutta una serie di particolarità in un legame che per forza di cose differisce da quello tra fratelli non disabili. Uno dei rischi,  ad esempio, è che le relazioni possano basarsi più sull’obbligo di vegliare sull’altro che sull’affetto.

UN PERCORSO PER FRATELLI E SORELLE – Da qui nasce il percorso di gruppo che Fondazione Ariel dedica ai fratelli e sorelle di persone disabili: spazi di ascolto e momenti esclusivi per sentirsi meno soli, dedicati a ragazzi dai 14 ai 25 anni, a partecipazione interamente gratuita. Si tratta di una esperienza che avrà come perno la condivisione nel corso di appuntamenti periodici che si svolgeranno una volta al mese; a supportare il percorso ci saranno esperti , per stimolare il confronto, condividere vissuti, domande e la ricchezza che questa sfida può donare. Gli incontri si svolgeranno il venerdì, in queste date per il 2014: 17 gennaio, 14 febbraio, 14 marzo, 11 aprile, 16 maggio, 13 giugno, 19 settembre, 17 ottobre, 14 novembre,  dalle 18:30 alle 20:00 presso l’Auditorium al Building 2 dell’Istituto Clinico Humanitas. Le iscrizioni, entro e non oltre il 14 gennaio 2014, vanno effettuate contattando la dr.ssa Stefania Cirelli all’indirizzo mailstefania.cirelli.ariel@humanitas.it oppure al numero verde gratuito 800.133.431

GRUPPO DI SOSTEGNO PER GENITORI – Se il rapporto tra fratelli con disabilità è un rapporto delicato, con dinamiche specifiche e particolarissime, anche quello che investe genitori e figli disabili non è da meno. La stessa nascita di un figlio disabile può portare una destabilizzazione nella famiglia, e un tornado di emozioni, paure e ansie che mettono a dura prova anche i genitori. Con l’obiettivo di dare un sostegno emotivo, ma anche fornire uno spazio di confronto, Fondazione Ariel promuove il gruppo di sostegno alla genitorialità “L’incontro”, dedicato a  genitori di bambini e ragazzi con disabilità neuromotorie.Anche in questo caso gli incontri, che sono rivolti a genitori (sia coppie che singoli) di figli con disabilità neuromotorie, di qualsiasi fascia di età, sono interamente gratuiti, con cadenza mensile. Queste le date: 18 gennaio, 8 febbraio, 15 marzo, 12 aprile, 10 maggio, 7 giugno, dalle ore 10.00 alle 13.00 presso l’Auditorium al Building 2 dell’Istituto Clinico Humanitas
Durante gli incontri sarà attivo “Un sabato per voi”, lo spazio di intrattenimento bambini curato dai volontari di Fondazione Ariel, per permettere ai genitori di frequentare in tutta serenità il corso.
Per iscriversi è necessario compilare la scheda di partecipazione sulla brochure del corso e inviarla afondazione.ariel@humanitas.it o via fax al n. 02-82242395, oppure chiamare il Numero verde 800.133. 431 o compilare il form su www.fondazioneariel.it.
Entrambi i percorsi si svolgeranno presso l’Auditorium al Building 2 dell’Istituto Clinico Humanitas in Via Manzoni, 56 – ROZZANO (MI), Per entrambi la scadenza di iscrizione è il 14 gennaio 2014.Per info:Fondazione ArielTel: 02.8224.2315 – Fax 02.8224.2395Numero Verde: 800.133.431 E-mail: fondazione.ariel@humanitas.it
(disabili.com)

di Giovanni Cupidi

Biblioteca modello a misura di disabile

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Una biblioteca sempre più accessibile e a misura dei ragazzi diversamente abili. E’ un progetto ampio quello che coinvolge l’assessorato alla cultura del Comune di Imperia, quello ai servizi sociali, l’Asl, la biblioteca civica e l’istituto Amoretti.
Da qualche anno la struttura comunale dipiazza De Amicis è entrata a far parte del circuito CulturAccessibile, realizzato con il contributo della Regione Liguria e con la Cooperativa David Chiossone di Genova,un’attività innovativa e sperimentale che ha consentito alla struttura di dotarsi di ausili tecnici e informatici e di realizzare interventi di miglioramento alla fruibilità dei contenuti dei servizi informativi e bibliotecari da parte di persone con disabilità.
«Nel 2012 la biblioteca – spiega la direttrice Silvia Bonjean – è stata esaminata e prescelta, tra diversi siti culturali in Liguria, quale destinataria del Progetto CulturAccessibile. Un intervento innovativo e sperimentale a cura di Regione Liguria e Asl, che prevedeva la realizzazione di una prima fase di attività formativa del personale sull’accessibilità e l’accoglienza, e una seconda fase di acquisizione didotazioni e ausili tecnici ed informatici tecnologicamente all’avanguardia per l’accessibilità delle fonti, del materiale bibliografico e dei servizi bibliotecari a persone con disabilità».
La Biblioteca ha ricevuto dunque in dotazione diversi strumenti tecnici e ausili informatici: un pc Apple multifunzionedotato di software appositi, con lettore vocale e tastiera e mouse ad hoc, uno scanner per la lettura vocale di libri, un ingranditore per libri e giornali, un ipad per la lettura di e-book e una mappa tattile in braille posta all’ingresso.
Attualmente è stata siglata una collaborazione che rende aperta una volta la settimana la biblioteca a undici ragazzi disabili di Imperia e comprensorio con un impegno di accoglienza del personale che in questi anni ha seguito un percorso di crescita professionale e formazione, l’appoggio di studenti appositamente formati del liceo Amoretti di Imperia e la disponibilità di un servizio di scuolabus con accompagnatore messo a disposizione dall’Asl 1 con il coordinamento dell’assessorato ai servizi sociali.
(ilsecoloxix.it)

di Giovanni Cupidi

«Nulla su di noi, senza di noi»: mostra sulla disabilità a Padova

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Il 10 gennaio 2014 verrà inaugurata a Padova ula mostra sulla disabilità «Nulla su di noi, senza di noi», promossa dalla Federazione italiana per il superamento dell’handicap (FISH). L’apertura della mostra avrà luogo con un evento alle ore 17.15 presso il cortile pensile di Palazzo Moroni, nel cuore storico della città patavina.Interverranno alte personalità e cariche istituzionali, tra le quali il sindaco di Padova Ivo Rossi, che aprirà l’incontro, e Stefano Borgato, della redazione di Superando.it, che si presterà per l’occasione come coordinatore dell’evento.
Saranno presenti inoltre Franco Bomprezzi, giornalista e presidente di Ledha (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), Marco Mascia, direttore del Centro di Ateneo per i Diritti Umanidell’Università di Padova, e Matteo Schianchi, storico e scrittore.
La mostra fotografica è stata inaugurata ufficialmente, in altre città sparse sul territorio nazionale, lo scorso 3 Dicembre in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.
Come ci ricorda l’associazione Fish, l’iniziativa è stata fortemente voluta e sostenuta, poiché rappresenta «un’occasione per ricordare le condizioni di vita di milioni di cittadini e delle loro famiglie, ma anche un momento per ribadire la necessità di un impegno comune per garantire loro fondamentali diritti umani. Ancora troppe persone a causa della disabilità vivono situazioni di marginalità e addirittura di segregazione».
Non parliamo solo dei paesi poveri del mondo, dove la mancanza di servizi e infrastrutture per tutti si riflette in particolar modo sulle persone con necessità psico-fisiche particolari. Anche in Italia, «la via da percorrere sulla strada della piena inclusione è ancora lunga». Da ricordare il grande passo avanti compiuto dall’ONU nel 2006 con l’approvazione della Convenzione per i diritti delle persone con disabilità, fondamentale strumento giuridico per la tutela dei disabili, poi ratificata dall’Italia nel 2009.
In questi anni, lo slogan «Nulla su di noi, senza di noi» è stato il grido portato avanti nelle battaglie delle persone con handicap e delle numerose associazioni che le hanno sostenute. Essi rivendicano il diritto a una partecipazione attiva in tutte le decisioni che riguardano la loro vita e la possibilità di dare la propria opinione in qualità di soggetti interessati per quanto riguarda ad esempio le politiche pubbliche degli stati cui appartengono. Un ruolo di cittadini di serie A insomma, come tutti gli altri.
Esplicativo il sottotitolo della mostra: «Le persone con disabilità e le loro famiglie: una partecipazione da protagonisti. Appunti per immagini». Il percorso espositivo propone la storia, le azioni, la voglia di partecipazione degli individui disabili e delle famiglie al loro fianco, nelle sfide quotidiane così come nelle rivendicazioni politiche, attraverso immagini simbolo e commenti che testimoniano i diversi passaggi epocali.
La raccolta di foto mostra alla cittadinanza alcuni momenti significativi nell’evoluzione della condizione e della tutela dei disabili dagli anni Settanta a oggi. L’iniziativa intende contribuire ad un momento di riflessione e sensibilizzazione, che renda “visibili” le lotte, le campagne, le esperienze e le storie individuali che hanno segnato il protagonismo delle persone con handicap e delle loro famiglie nel nostro Paese.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 3 febbraio 2014. In aggiunta alle associazioni già citate, hanno reso possibile la realizzazione del progetto il Comune di Padova, la supervisione di Roberto Koch dell’Agenzia Contrasto e la collaborazione di tante realtà locali che hanno messo a disposizione i propri archivi fotografici.
(ilreferendum.it)

di Giovanni Cupidi

DISABILITÀ, LE SETTE “LINEE D’INTERVENTO” DEL PROGRAMMA D’AZIONE

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Dalla riforma della 104 alla cooperazione internazionale, passando per la salute, il lavoro, la scuola, la mobilità e l’autonomia: sono i sette obiettivi indicati dall’Osservatorio, nel Programma appena pubblicato in Gu

Azioni e interventi concreti per garantire alle persone con disabilità una qualità di vita in linea con i diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione Onu: è questo, in sintesi, l’obiettivo del Programma d’azione per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, elaborato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale.
Sette le “linee d’intervento” individuate, corrispondenti ai principali ambiti della vita privata e sociale delle persone con disabilità. Revisione del sistema di riconoscimento e certificazione della disabilità. Avviare una “riforma della legge della Legge 104/92, che preveda l’introduzione specifica della definizione di ‘persona con disabilità’ indicato dalla Convenzione Onu”: è questo uno dei rpoimi obiettivi indicati dall’Osservatorio. Per l’accesso ai benefici e ai servizi, si terrà conto del “grado” di disabilità, che sarà misurato sulla base “dei diritti/funzionamenti di base: salute, cura di sé, scuola/formazione, lavoro e inclusione sociale determina la condizione di “gravità della disabilità”. Per quanto riguarda le risorse finanziariedestinate alla disabilità, l’Osservatorio da un lato chiede che sia incentivato il Fondo nazionale per le non autosufficienze, dall’altro ipotizza la riforma delle attuali forme di assistenza economica, anche tenendo conto del “rischio di ‘impoverimento’ della persona con disabilità e fortemente acuito in questa fase di crisi economica del Paese”.Lavoro. Non si conosce il numero dei disoccupati con disabilità, ma si sa che i posti di lavoro a questi riservati restano in parte (21%) inoccupati. E’ questa una delle principali incongruenze nell’applicazione della legge (n. 68/99) che norma l’inserimento lavorativo delle persone disabili. Obiettivo principale è quindi “aggiornare la legislazione in vigore e renderla più efficace nell’offrire occasioni di lavoro, in particolare attraverso un miglior funzionamento del collocamento mirato di cui alla legge 68/99”. Occorre poi “rifinanziare il fondo nazionale per la legge 68/99, oggi sostanzialmente azzerato”, prevedere nuove “competenze per il collocamento mirato in modo da seguire i lavoratori con disabilità durante tutto il percorso lavorativo”, elaborare una “legislazione ad hoc” per il lavoratori colpiti da “malattie ingravescenti/croniche progressive”, prevedere modalità come il part-time e il telelavoro per le persone con disabilità.
Vita indipendente e inclusione sociale. Assistenza indiretta, domiciliarità, percorsi di autonomia personale: sono queste le “parole chiave” intorno alle quali si sviluppa il concetto e l’obiettivo della “vita indipendente”, indicato nel Programma d’azione. Nella costruzione di questo processo di autonomia, assume fondamentale importanza il superamento e l’abrogazione di due strumenti giuridici che sono in contraddizione con questo obiettivo: l’interdizione e l’inabilitazione. Di contro, l’unico strumento giuridico valido per tutelare giuridicamente le persone con disabilità, senza privarle della possibilità di esercitare le proprie capacità e funzioni, è l’amministratore di sostegno. L’Osservatorio chiede quindi un “intervento legislativo statale di riforma del codice civile”, che rafforzi questa figura, ampliandone l’ambito d’intervento.
Accessibilità e mobilità. Elaborare, tramite un’apposita Commissione, le “linee guida per la progettazione universale”; rifinanziare, con risorse adeguate, i “fondi statali per l’abbattimento delle barriere architettoniche apportato da privati nelle proprie abitazioni e negli spazi condominiali”; promuovere programmi formativi sulla progettazione universale, rivolti alle diverse tipologie di soggetti interessati; attuare il nuovo Regolamento europeo in materia di trasporto urbano ed extraurbano, nominando l’Organismo responsabile dell’applicazione; sostenere “l’impegno degli Enti Locali nel dare piena attuazione alle previsioni contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica (n. 151 del 30 luglio 2012) concernente l’adozione del Contrassegno unificato europeo per persone disabili”; riattivare “a tutti i livelli istituzionali una forte attenzione al tema dell’inclusione digitale”: sono queste le principali linee di intervento suggerite dall’Osservatorio per realizzare ambienti e contesti accessibili a tutti.
Formazione e inclusione scolastica. Introdurre nella legislazione corrente il concetto di “accomodamento ragionevole”, già previsto nella Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità; ottimizzare i percorsi di formazione obbligatoria iniziale e in servizio prevista per gli insegnanti, sia curricolari che di sostegno, “sulle strategie educative appropriate a favorire l’apprendimento per gli alunni con disabilità e necessità educative speciali”; garantire la continuità didattica, cioè la permanenza dello stesso docente di sostegno accanto all’alunno per tutto il ciclo scolastico: sono alcune delle azioni suggerite dall’Osservatorio al governo. Si chiede poi di rendere accessibili gli istituti scolastici attraverso il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche.
Salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione. Due gli obiettivi in ambito sanitario indicati come fondamentali dall’Osservatorio: il primo, “individuare i livelli essenziali di assistenza sociale e socio-sanitaria alle persone con disabilità”; il secondo, “ridefinire in modo univoco nella legislazione italiana i concetti di gravità e di non autosufficienza”. L’Osservatorio propone poi di istituire la figura del “disability-case manager”, che avrà il compito di “strutturare con il cittadino una risposta adeguata ai bisogni” e veicolare “un’informazione corretta sulla salute, nel momento in cui il cittadino si trovi di fronte a scelte di cura e presa in carico particolarmente complesse”. Inoltre, chiede che siano garantiti servizi “di supporto ed orientamento per le madri che decidono di portare a termine una gravidanza a rischio”, nonché una “accoglienza in contesti adeguati di bambini con disabilità abbandonati in culla o nella prima infanzia”.Cooperazione internazionale. E’ questo il tema dell’ultimo capitolo del Programma d’azione: l’unico a cui, a Bologna, non sarà dedicato alcun gruppo di lavoro specifico. Nelle ultime settimane è stato intanto centrato uno dei principali obiettivi indicati nello stesso Programma: la realizzazione di un Piano d’azione per le persone con disabilità della Cooperazione Italiana, elaborato dal ministero per gli Affari esteri e dalla Rids (Rete italiana disabilità e sviluppo). Altre azioni previste nel programma sono: la “definizione di un piano formativo indirizzato a tutto il personale del Mae e agli enti esecutori di iniziative”. L’Osservatorio chiede poi che un’attenzione particolare sia riservata alla “definizione più accurata dei bisogni e dei diritti delle persone con disabilità in situazioni di catastrofi e disastri naturali” e alla “organizzazione di corsi di formazione per il personale preposto alla sicurezza in servizio in Italia e all’estero”.
(superabile.it)

di Giovanni Cupidi