Paolo, ingegnere disabile si progetta una super casa “a comando vocale”

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Porte e luci funzionano con l’impulso della voce: «Ora potrò vivere con maggiore autonomia»

Ecco la prima casa per disabili. È pensata anche per chi è completamente paralizzato e che, non solo non riesce a camminare, manon può neppure muovere le braccia.
È il caso di Paolo Berro, l’ingegnere di Castelfranco noto anche per l’omonima fondazione, che ha messo a punto la prima “Smart Home” pensata per persone con disabilità. Berro, 37 anni, quando ne aveva 21, in seguito ad un incidente stradale, era rimasto paralizzato dal collo.
Una condizione, quella vissuta in prima persona, che gli ha fatto maturare l’idea di realizzare una casa per persone come lui che, proprio grazie agli accorgimenti pensati, garantirà loro una relativa autonomia. In pratica la casa consente di essere vissuta da un tetraplegico come il professionista castellano perché è comandata quasi completamente con la voce. La casa è in fase di realizzazione in via Vivaldi: l’abitazione in cui lo stesso Paolo Berro viveva insieme ai genitori è stata demolita ed al suo posto è stata creata questa “Smart Home”, dove ora l’ingegnere andrà a vivere.
L’idea della casa per disabili è partita dallo stesso Berro che si è avvalso della collaborazione dello studio Play Architetti e di Aldo Cibic. Vengono messe insieme le migliori tecnologie presenti nel mercato in fatto didomotica, oltre che di bioedilizia e risparmio energetico. Tutti accorgimenti costruttivi che consentono anche ai disabili di vivere gli spazi in autonomia e senza incontrare ostacoli. «Automazioni a comando vocale sono state installate per porte e finestre, che dialogano con la voce – spiega Paolo Berro – Lo stesso vale per gli interruttori della luce e tutto ciò che funziona con l’energia elettrica, è tutto a controllo vocale. C’è un computer centrale e sono stati montati vari microfoni e casse. Con la mia voce posso dare i comandi, che vengono recepiti dal computer ed a quel punto si azionano la porta o l’interruttore». Voce, microfoni, casse, ma anche sensori che percepiscono il passaggio di persone, o della carrozzina. «Grazie a dei sensori – prosegue – vengono recepiti i movimenti e ad esempio ci sono alcuni punti in cui si accende automaticamente la luce».Sarà una svolta radicale nella vita di Berro, che non vede l’ora di entrare nella sua nuova casa. «Dopo tanti anni finalmente potrò gravare meno sui miei genitori, che mi hanno sempre assistito – commenta – Era ora che trovassi un modo per essere più autonomo». La casa, primo progetto di questo tipo in Europa, sarà presentata a Bruxelles nella sede della Commissione europea.
(ilgazzettino.it)

di Giovanni Cupidi

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