Cocca, Zanardi, la disabilità e lo sci

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Carlotta Visconti, 18 anni appena compiuti, è di Torino ed è una promessa paralimpica nelle bocce, nonostante una disabilità grave, la tetraparesi spastica presente sin dalla nascita. Ha imparato a sciare grazie alla scuola di Sci Sauze d’Oulx Project (To) che da 11 anni tiene corsi alle persone con disabilità fisiche, intellettive e sensoriali

Carlotta scende lungo la pista di sci come un rapace che veloce sfiora il lenzuolo bianco della neve pressata dagli sciatori. Un osservatore attento, a fondo pista, vedrebbe una donna, seduta su un guscio dotato di uno sci, allargare le braccia come per spiccare il volo e planare a destra e sinistra. Alle sue spalle, attento, il maestro della scuola di Sci di Sauze d’Oulx (To) (i dettagli del progetto SciAbile) che sorregge la sedia per la neve che le consente di sciare. Sorriso sincero, occhi vispi e la grinta di chi, nonostante una disabilità, vuol vivere la sua vita fino in fondo, Carlotta, Cocca per gli amici, ti accoglie con un pizzico di diffidenza, ti studia e poi si scioglie in un sorriso non appena la inviti a fare una discesa. Ad accompagnarla il fidato maestro Valter Perron che da 11 anni la segue. “Carlotta ha un bel caratterino è testarda e tenace- racconta Perron – e non demorde dai suoi propositi. Un paio di anni fa, quasi per gioco, le suggerii di utilizzare uno snowbord al posto della sedia. Non lo avessi mai fatto – racconta ridendo – non mi diede tregua fin che non riuscii a farglielo provare. Ma non potete immaginare che soddisfazione vederla scendere. Emozione pura per me e per lei.” Carlotta non riesce a stare in piedi, la sua disabilità le impedisce la maggior parte dei movimenti e il controllo di quelli rimasti. Eppure esiste un ausilio il Bass- Borney Adapted Snowboard System che le consente di appoggiarsi al telaio agganciato alla tavola e di scivolare. Cocca è l’esempio di come, con pazienza e fantasia, si possono realizzare i propri sogni. “Le persone devono domandarsi- racconta Alex Zanardi, testimonial dell’iniziativa – non tanto, quante cose possono tornare a fare esattamente come prima della disabilità, ma se esistono mezzi alternativi per fare le cose che facevano prima”. Non ditelo a Carlotta che, grazie alla testardaggine sua e di suo padre, ha anche volato sul parapendio e ha iniziato a praticare il gioco delle bocce per persone con disabilità che – si spera – dovrebbe condurla, unica italiana, alle prossime paralimpiadi. “Queste iniziative sono vita per i ragazzi – chiosa Claudia Gambarino, psicoterapeuta e maestra di sci -. Riuscire in qualcosa gli regala la giusta dose di autostima. E poi riescono a stare all’aria aperta tra altre persone. Una vera magia”. Un’incantesimo che si ripete con tutti i ragazzi e gli adulti, oltre 700 allievi in 11 anni, che arrivano a Salice D’Ulzio. Non importa che la disabilità sia motoria (lesioni spinali e cerebrali), genetica (sindrome di: Down, Prader Willi, Mowat Wilson, X Fragile, Williams), da spettro autistico (autismo, asperger, Rett) o sensoriale (non vedenti, ipovedenti, non udenti), tutti riescono a rivivere, a modo loro, l’emozione dello sci. Anche perché il corso è gratuito grazie alla sponsorizzazione di Bmw che copre le spese.
(iodonna.it)

di Giovanni Cupidi

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