“FotografRARE”: una mostra per conoscere la disabilità

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Dal 27 febbraio al 12 marzo sarà visitabile a Modena, per sensibilizzare sul tema anche un romanzo d’amore 

L’allacciabottoni, l’infilagiacca, le pinze prensili e le posate good grips. Oggetti sconosciuti ai più, ma che per le persone colpite da malattie rare, patologie che hanno una incidenza non superiore a 5 individui su 10.000 abitanti secondo la definizione della Commissione Europea, rappresentano strumenti indispensabili per lo svolgimento delle attività quotidiane.Saranno questi e altri oggetti, insieme a fotografie, dipinti, fumetti e video a introdurre il pubblico alla scoperta della complessa realtà di chi vive con una malattia rara nella mostra “FotografRARE: tra il dire e il fare – Un percorso interattivo alla scoperta delle Malattie Rare”, visitabile a Modena dal 27 febbraio al 12 marzo con ingresso libero.Dopo il successo di Milano e Roma, l’esposizione, nata da un’intuizione dell’Associazione Italiana Glicogenosi e promossa dal Movimento italiano malati rari (Mir) onlus con il supporto non condizionato di Genzyme, azienda del Gruppo Sanofi, e il patrocinio di Comune e Provincia di Modena, Regione Emilia-Romagna e Ausl, verrà infatti ospitata in città prima nella sala dei Passi Perduti del Palazzo comunale (dal 27 febbraio al 4 marzo) e poi al Caffè Concerto in piazza Grande (dal 5 marzo al 12 marzo).
All’iniziativa hanno collaborato anche l’Associazione italiana Glicogenosi, l’associazione Ama fuori dal buio, Ferrero Ortopedica e l’associazione culturale 4 colori primari.
“La mostra interattiva – commenta la presidente del Consiglio comunale Caterina Liotti – ma anche il concerto e la pubblicazione di un volume, sono un’occasione irrinunciabile per far crescere la sensibilità nell’opinione pubblica verso un tema, quello delle malattie rare, di cui ancora non c’è molta consapevolezza”.
“Sono più di 2 milioni gli italiani colpiti da una delle oltre 7 mila patologie rare a oggi identificate – spiega Claudio Buttarelli, presidente del Movimento italiano malati rari (Mir-Onlus) – e per richiamare l’attenzione su questo importante tema sociale, abbiamo proposto l’iniziativa FotografRARE. Si tratta di un percorso che mira a far vivere visivamente, ma anche praticamente, attraverso la sperimentazione di un momento di disabilità sensoriale per mezzo di alcuni oggetti utilizzati nella terapia occupazionale, la complessa quotidianità di chi convive con una malattia rara”.Enrico Piccinini, general manager di Genzyme in Italia, spiega come “nei giorni in cui si celebra la Giornata Mondiale delle Malattie Rare si sia voluto portare anche nella nostra città queste interessanti iniziative, convinti che l’arte rappresenti la sola espressione umana di creatività e fantasia in grado di abbattere, in ogni sua manifestazione, barriere di accesso e muri di indifferenza, ancora troppo spesso presenti nel difficile e poco conosciuto mondo delle malattie rare”.Una mostra fotografica, un luogo dell’esperienza, un settore fumettistica, un’area dedicata all’arte e uno spazio multimediale. Sono le cinque sezioni della mostraLa sezione dedicata alla mostra fotografica presenta una collettiva di diversi lavori, alcuni realizzati da fotografi professionisti (Giovanni Canitano, Ilaria di Biagio e Francesco Gardini), altri da familiari di pazienti o dagli stessi malati che hanno voluto rappresentare, anche simbolicamente, la loro condizione. Gli scatti, ciascuno con le proprie peculiarità, sviluppano empatia rispetto alle storie e alla condizione delle persone affette da una malattia rara, creando contemporaneamente un’iconografia della malattia stessa.
La mostra prosegue con il luogo dell’esperienza: un’area dove sono esposti e messi a disposizione dei visitatori oggetti sviluppati per facilitare le attività quotidiane delle persone con disabilità e utilizzati nell’ambito della terapia occupazionale.
Fanno parte di questa sezione: l’allacciabottoni, l’infila giacca, le pinze prensili, le posate good grips e tanti altri oggetti che ogni giorno aiutano migliaia di persone a convivere con la propria disabilità.
La sezione fumettistica è stata pensata con l’intento di rendere più interessante il percorso per un pubblico giovane, abituato a linguaggi più moderni.
La sua realizzazione è stata stimolata grazie ai contributi dei grandi fumettisti Stefano Disegni, Adriano Carnevali e Fabio Vettori e completata con i lavori degli studenti della Scuola Internazionale Comics di Roma e della Scuola Romana dei Fumetti, che regalano all’esposizione un grande impatto emotivo e un’esplosione di colori.Il settore dedicato all’arte espone invece quadri realizzati da noti artisti indipendenti contemporanei accomunati da un forte senso di solidarietà e partecipazione alla causa. Hanno qui offerto il loro contributo: Massimo Catalani, Valentina De Martini, Olga Donati, Sidival Fila, Ana Maria Laurent, Giangaetano Patanè, Alfredo Rapetti Mogol, Tiziana Rinaldi, Giorgia Rissone, Paola Romoli Venturi.
I visitatori interessati a queste opere potranno fare una proposta d’acquisto attraverso il metodo della cosiddetta option call. Registrandosi sull’apposita sezione del sito del Mir (www.movimentorari.it/mir-auction) sarà infatti possibile effettuare un’offerta oppure rilanciare su una esistente. Infine, lo spazio multimediale offrirà al visitatore l’opportunità di visionare videoclip e cortometraggi sul mondo delle malattie rare: 7 mila patologie, per la maggior parte prive di cura o trattamento specifico, che rappresentano circa il 10% delle malattie che affliggono l’umanità, colpendo tantissimi bambini.I video, sia amatoriali che professionali, raccontano tante piccole “storie di vita quotidiana”: dalle difficoltà della diagnosi a quelle per far valere i propri diritti. Di come, ad esempio, il semplice prelievo di una goccia di sangue dal tallone dei bambini appena nati, il cosiddetto screening neonatale, renderebbe possibile l’immediata diagnosi di oltre 40 malattie metaboliche rare e l’inizio di una terapia che eviterebbe tante sofferenze inutili e disagi sia per i pazienti che per le loro famiglie.
(volontariamo.com)

di Giovanni Cupidi

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DISABILITÀ. ‘MOVE AROUND’, UN AIUTO PER CHI HA DIFFICOLTÀ MOTORIE

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APP SEGNALA CONDIZIONI ACCESSIBILITÀ STRUTTURE VICINE ALL’UTENTE(DIRE)

‘Move around’ e’ l’app gratuita per Android pensata per le persone con difficolta’ motorie – oltre che per lefamiglie e gli anziani – che aiuta a migliorare la mobilità individuale, indicando le condizioni di accessibilita’ di centinaia di strutture ricettive, monumenti e musei, servizi igienici ed esercizi pubblici, servizi per la ristorazione, lo studio e lo svago in autonomia, semplicemente selezionando una voce o cliccando direttamente sulla mappa geografica, secondo la propria posizione, all’interno di un raggio di distanza configurabile. Sviluppata con il supporto di architetti esperti di accessibilita’ per il consorzio sociale Coin dalle cooperative sociali Tandem e Capodarco, che da anni lavorano per l’integrazione di soggetti disabili e svantaggiati, ‘Move around’ nasce con l’intento di fornire un aiuto concreto e migliorare la qualita’ della vita, con un focus particolare sul diritto alla mobilita’, all’autonomia e quindi all’inclusione sociale.
E’ possibile effettuare il download dell’app sul magazine online Sociale.it (www.sociale.it), un quotidiano che analizza e aggrega informazioni utili, in una prospettiva di inclusione e dicrescita individuale e collettiva. ‘Move Around’ presenta un elenco di tutte le strutture che forniscono indicazionisull’accessibilita’ in relazione a disabilita’ di tipo motorio,sugli accessi, la mobilita’ interna e i servizi presenti, e chevengono indicate come ‘accessibili’, ‘accessibili con aiuto’,‘fruibili’.
Tra le altre funzionalita’ dell’applicazione, la possibilita’ di ricercare punti di interesse per categoria o nome specifico e quella di selezionare e memorizzare piu’ punti d’interesse tracciandone il percorso e fornendo informazioni dettagliate e dimmagini, oltre che l’individuazione sulla mappa dei luoghifruibili. Al momento Move Around ha mappato oltre 400 strutturein tutto il Lazio, in attesa di includerne di nuove e fornire un aiuto sempre piu’ concreto, per una comunita’ intelligente e amisura di ogni singolo cittadino.
(Com/Wel/ Dire)

di Giovanni Cupidi

Paolo, ingegnere disabile si progetta una super casa “a comando vocale”

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Porte e luci funzionano con l’impulso della voce: «Ora potrò vivere con maggiore autonomia»

Ecco la prima casa per disabili. È pensata anche per chi è completamente paralizzato e che, non solo non riesce a camminare, manon può neppure muovere le braccia.
È il caso di Paolo Berro, l’ingegnere di Castelfranco noto anche per l’omonima fondazione, che ha messo a punto la prima “Smart Home” pensata per persone con disabilità. Berro, 37 anni, quando ne aveva 21, in seguito ad un incidente stradale, era rimasto paralizzato dal collo.
Una condizione, quella vissuta in prima persona, che gli ha fatto maturare l’idea di realizzare una casa per persone come lui che, proprio grazie agli accorgimenti pensati, garantirà loro una relativa autonomia. In pratica la casa consente di essere vissuta da un tetraplegico come il professionista castellano perché è comandata quasi completamente con la voce. La casa è in fase di realizzazione in via Vivaldi: l’abitazione in cui lo stesso Paolo Berro viveva insieme ai genitori è stata demolita ed al suo posto è stata creata questa “Smart Home”, dove ora l’ingegnere andrà a vivere.
L’idea della casa per disabili è partita dallo stesso Berro che si è avvalso della collaborazione dello studio Play Architetti e di Aldo Cibic. Vengono messe insieme le migliori tecnologie presenti nel mercato in fatto didomotica, oltre che di bioedilizia e risparmio energetico. Tutti accorgimenti costruttivi che consentono anche ai disabili di vivere gli spazi in autonomia e senza incontrare ostacoli. «Automazioni a comando vocale sono state installate per porte e finestre, che dialogano con la voce – spiega Paolo Berro – Lo stesso vale per gli interruttori della luce e tutto ciò che funziona con l’energia elettrica, è tutto a controllo vocale. C’è un computer centrale e sono stati montati vari microfoni e casse. Con la mia voce posso dare i comandi, che vengono recepiti dal computer ed a quel punto si azionano la porta o l’interruttore». Voce, microfoni, casse, ma anche sensori che percepiscono il passaggio di persone, o della carrozzina. «Grazie a dei sensori – prosegue – vengono recepiti i movimenti e ad esempio ci sono alcuni punti in cui si accende automaticamente la luce».Sarà una svolta radicale nella vita di Berro, che non vede l’ora di entrare nella sua nuova casa. «Dopo tanti anni finalmente potrò gravare meno sui miei genitori, che mi hanno sempre assistito – commenta – Era ora che trovassi un modo per essere più autonomo». La casa, primo progetto di questo tipo in Europa, sarà presentata a Bruxelles nella sede della Commissione europea.
(ilgazzettino.it)

di Giovanni Cupidi