Roma racconta la disabilità con una Casa Museo a tema

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La disabilità ha barriere a volte mentali più che fisiche: una casa museo aiuta i visitatori a capire in che modo la società stigmatizza chi soffre di qualche disturbo fisico perenne

La sensibilizzazione è importante, perché informarsi e conoscere, permette di avvicinarsi a certi argomenti che non sono appannaggio solo di chi ne è direttamente coinvolto. La disabilità, per esempio, grazie ad una originale iniziativa, diventa una possibilità per chiunque di ascoltare racconti, scoprire quanto le nostre città non siano a misura di chi ha degli handicap e incrociare gli sguardi di chi vive sulla propria pelle, ogni giorno, certe situazioni. Nei giorni scorsi, dunque, è stata inaugurata una casa museo che è un vero centro culturale, oltre che un innovativo progetto di inserimento lavorativo.

La Casa Museo dello sguardo sulla disabilità, dunque, ha tutte le caratteristiche di una vera abitazione ed è arredata in modo completo. Ognuno può rendersi conto di quali accorgimenti e idee possono renderla davvero abitabile per tutti. Non viene fornita la solita chiave di lettura, ognuno è libero di sperimentare e immedesimarsi, passando da problemi sempre presenti quali i pregiudizi, l’indifferenza, la solitudine. La società, insomma, si è evoluta nel tempo, ma ancora oggi resistono certi preconcetti a livello culturale, duri a morire.

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All’interno della Casa Museo, dunque, si entra in un microcosmo di processi di esclusione, di momenti di abbattimento, di sofferenza anche psicologica, perché la nostra società non accetta ancora a livello mentale, qualunque tipo di disabilità. Allora, la soluzione è quella di mostrare, di informare, di accompagnare i visitatori in un percorso attraverso le stanze di una casa ideale, quella dove chiunque trova il suo rifugio perfetto. Tra cucina, camera da letto, bagno, soggiorno e sala da pranzo si possono ascoltare narrazioni, sentire gli sguardi inquisitori per la propria condizione, trovare pace e relax quando la sera ci si concede il meritato riposo.

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All’ingresso, viene consegnata una brochure esplicativa per seguire al meglio l’itinerario e valutare più l’aspetto esterno che interno di qualunque malattia permanente, cioè quello del giudizio subdolo di chi semplicemente passa accanto per strada o gli sguardi insistenti che indugiano per troppo tempo, senza distogliersi.

La collezione è fatta di storie e fonti orali o, ancora, di documenti che rappresenteranno presto il più grande archivio sulla disabilità. Sono previsti, inoltre, una serie di incontri e attività aperti a tutti: dalle visite didattiche, ai laboratori ludico-creativi, agli incontri di cucina per adulti e anziani. L’iniziativa è promossa e sostenuta dall’Associazione “Come un Ambero” Onlus, che si occupa da tempo di disabilità e inclusione sociale.
 (06blog.it)

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