Assumere un lavoratore disabile? Può diventare un grande affare!

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Le aziende con un numero di dipendenti superiore a 15 sono tenute ad assumere una quota di lavoratori invalidi in base alla L.68/99. Ma gli obblighi di legge, da soli, non bastano, ed è necessario trasformare un’esigenza in un’opportunità, impiegando le risorse diversamente abili in modo che possano dare un contributo fattivo alla vita aziendale e non siano soltanto soggetti imposti dall’alto. ASAM, l’Associazione per gli Studi Aziendali e Manageriali, ha recentemente ospitato un convegno sul tema, cui farà seguito una complessa attività di approfondimento a partire da settembre. Il progetto di ASAM, in particolare, si concentra su tre aspetti (tanto che l’attività è stata chiamata “3D”): oltre, come abbiamo detto, ad  agevolare l’organizzazione del lavoro, le relazioni interpersonali e quelle lavorative in situazioni in cui sono presenti persone disabili, il progetto si sviluppa su tre aree di intervento: la formazione, volta a sensibilizzare e produrre/rinforzare la cultura dell’integrazione; l’intervento sugli aspetti organizzativi di disability management; la consulenza nella gestione di casi specifici.

In un momento storico in cui “dentro e fuori dal lavoro” sono in molti a non sentirsi al sicuro, la persona disabile – purché opportunamente collocata rispetto alla mansione – può diventare un elemento di esempio, di riferimento e di spinta di miglioramento per un intero gruppo di lavoro: in questo modo l’etica non è qualcosa che semplicemente si accosta alle logiche di produttività e nemmeno vi si giustappone, anzi, può addirittura contribuire a svilupparle. Alla base di questo progetto vi è la consapevolezza che la diversità non è situata nel singolo soggetto, ma nella relazione tra i soggetti. Introdurre o potenziare una cultura richiede innanzitutto spazi di sensibilizzazione, riflessione congiunta, scambi di esperienze e pratiche, di informazioni che rendano più familiare un tema spesso avvertito come lontano e difficile da affrontare anche individualmente. Così facendo, è possibile iniziare a superare le prime barriere esistenti in fatto di disabilità, che non sono architettoniche ma psicologiche e relazionali.

L’intervento organizzativo di disability management è volto ad accompagnare gli interlocutori nello sviluppo organizzativo di modelli che sappiano integrare virtuosamente le differenze esistenti in azienda, con particolare riferimento a quelle dovute alla presenza di lavoratori con forme di disabilità. Infine, in presenza di situazioni particolarmente critiche e per le quali l’esperienza di formazione non possa essere considerata risorsa sufficiente, è possibile attivare una consulenza rivolta ai singoli responsabili e/o ai singoli gruppi di lavoro in cui affrontare in modo concreto le situazioni e le dinamiche esistenti. Gli obiettivi vengono dunque definiti di volta in volta, così come la modalità e la cadenza degli incontri.

Il convegno organizzato da ASAM, dal titolo “Disabilità in azienda: dall’obbligo di legge alla generazione di un’occasione di sviluppo”, ha visto tra i protagonisti Marino Bottà, Responsabile del Collocamento disabili e del Servizio Fasce Debole – Centro Impiego di Lecco; Cristina Borsetti, HR Business Partner & Purchasing Manager – Gruppo Volvo Italia; Antonella Fiocchi, Responsabile del Talent Management – Bayer; Consuelo Granda, referente – Procaccini Quattordici; Riccardo Nava, Direttore Generale – ASAM, Università Cattolica del Sacro Cuore; Simone Scerri, Psicologo e Collaboratore – Centro Studi e Ricerche in Psicologia della Comunicazione – Università Cattolica del Sacro Cuore. Attraverso la propria esperienza, ogni relatore ha messo in luce le opportunità che possono derivare dalla relazione tra il mondo del lavoro e il lavoratore disabile. Il tema della disabilità necessita oggi di strategie adeguate e di know-how affinché un obbligo di legge (68/99) possa rappresentare per le azienda un’occasione di sviluppo sia dal punto di vista umano che di business.

È proprio con questo intento che ASAM, a supporto dei manager, ha dato vita a due progetti ambiziosi: l’Innovation Lab Disability Management, un tavolo di lavoro sul tema della disabilità in azienda che coniuga stimoli di tipo teorico, studio di casi aziendali e condivisione di esperienze e pratiche e, il progetto Disability Management: integrare le differenze per fare la differenza, anche questo nato con l’obiettivo di agevolare l’organizzazione del lavoro, le relazioni interpersonali e quelle lavorative in situazioni in cui sono presenti persone disabili.
(affariitaliani.it)

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2 pensieri su “Assumere un lavoratore disabile? Può diventare un grande affare!

  1. L’ha ribloggato su Sirena Guerrigliae ha commentato:
    Contentissima di trovare un blog sulla disabilità.
    Molto contenta dell’argomento: la penso esattamente allo stesso modo, come attivista per la difesa dei diritti sociali e civili delle persone diversamente abili e come disabile stessa.
    Lorella Ronconi

  2. Contentissima di trovare un blog sulla disabilità.
    Molto contenta dell’argomento: la penso esattamente allo stesso modo, come attivista per la difesa dei diritti sociali e civili delle persone diversamente abili e come disabile stessa.
    Lorella Ronconi

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