Moto e disabilità, la passione non conosce limiti

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L’autodromo italiano del Mugello ha ospitato la prima gara motociclistica internazionale riconosciuta dalla FMI riservata a piloti diversamente abili. L’ideatore: “Un sogno che diventa realtà”

Chi l’ha detto che senza una gamba bisogna rinunciare alla passione per le due ruote? La risposta ce la danno i piloti della prima edizione della Di.Di.World Bridgestone Cup, la gara motociclistica internazionale dedicata ai piloti diversamente abili della Di. Di. Onlus, Diversamente Disabili Onlus, che sono scesi sulla pista del Mugello lo scorso weekend, 23 e 24 agosto, e hanno gareggiato all’ultima piega.
 
In griglia di partenza, schierati sui loro bolidi, una ventina di piloti con varie disabilità: artolesi, amputati, con deficit visivi o di udito. Venti persone con tanta voglia di competizione, passione per le due ruote ed energia vitale da vendere. Tra loro anche Alan Kempster, pilota australiano che si audefinisce “l’uomo a metà” e che ha corso con un solo braccio e una sola gamba, sfidando le leggi della fisica e le credenze popolari, senza l’ausilio delle protesi. Accanto a Kempster anche la romana Samantha Palmucci, unica donna in gara, penalizzata dalla parziale lesione del nervo brachiale del braccio sinistro, lesione che non è riuscita però a scalfire il suo amore per le due ruote e la sua voglia di adrenalina.
 
Sin dal 1960 sono state celebrate gare sportive riservate agli atleti diversamente abili. A Roma, proprio in quell’anno si svolsero i primi “Giochi paralimpici estivi”, e da allora le Paralimpiadi sono un appuntamento costante. Nel campo del motociclismo però mancava una competizione che permettesse ai centauri disabili di mettersi

in gioco. Ci ha pensato Emiliano Malagoli, vittima tre anni fa di un incidente in moto che gli è costato la gamba destra dal ginocchio in giù, che con la sua Di.Di. Onlus ha dato la possibilità ai motociclisti con qualche disabilità di scendere in pista e affrontare una competizione sportiva ufficiale.
 
L’associazione fondata da Malagoli un anno e mezzo fa si pone come obiettivo primario proprio il ritorno in sella, come metafora di un ritorno alla vita “normale”, per tutti coloro che hanno problematiche di disabilità. Così, dopo essere riuscito a schierare i suoi centauri nella “Bridgestone Champions Challenge” nelle classi 600 e 1000 accanto ai piloti “normodotati”, ha ideato una competizione ad hoc con regole su misura: sull’ordine d’arrivo sono applicati i coefficienti di disabilità, proprio come per i punteggi delle Paralimpiadi.
 
La gara del Mugello è stata inserita nel calendario delle gare internazionali della FIM e si è trasformata in un weekend di festa, con testimonial d’eccezione come la cantante Annalisa Minetti, piloti come Alex de Angelis, Dario Marchetti, Fabio Massei, Massimo Roccoli, il team manager della MotoGP Lucio Cecchinello, Alessandro Nannini e Giovanni di Pillo, “the voice del Mugello”. “Un ringraziamento particolare a tutti gli amici della Di.Di. e agli sponsor che hanno reso possibile la realizzazione di questo sogno – ha commentato Emiliano Malagoli – Non avrei mai pensato di raggiungere questo traguardo in poco più di un anno dalla fondazione della Onlus. Sarà un weekend indimenticabile per tutti”.
(repubblica.it)

di Giovanni Cupidi

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Un pensiero su “Moto e disabilità, la passione non conosce limiti

  1. andrea

    per quanto riguarda gli adattamenti per disabili per mancanza della mano sinistra da voi consigliati vi vorrei far notare che non è possibile spostare la leva della frizione a destra vicino quella del freno perchè nessuna ditta di allestimenti ha omologato questa modifica per circolare su strada. In pista, invece, si possono fare tutte le modiche che si vuole

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