Disabilità, un esoscheletro indossabile che consente di tornare a camminare

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La struttura robotica entra nel progetto riabilitativo anche all’Irccs San Raffaele Pisana di Roma. Attraverso in sensori applicati sul corpo, il paziente con lesioni midollari è in grado di governare la protesi e può tornare a stare in piedi e a muoversi. In corso la formazione degli esperti per arrivare alle prime applicazioni già da aprile

Riuscire a far camminare di nuovo anche chi è costretto su una sedia a rotelle a causa di traumi o patologie neurodegenerative. E’ l’obiettivo che si pone l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma con l’applicazione di un esoscheletro bionico, modernissimo gioiello della tecnologia nel campo della riabilitazione degli arti inferiori.

Come funziona  – Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi a Roma: “L’esoscheletro robotico indossabile – ha spiegato Claudio Ceresi, responsabile Riabilitazione Italia dell’EMAC di Genova, azienda del settore dei dispositivi biomedici – è  realizzato in acciaio e carbonio, si indossa come fosse una tuta e viene azionato da quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie che garantiscono un’autonomia di circa quattro ore. Sedici sensori collegati al corpo permettono al robot di trasformare le intenzioni del paziente in movimenti delle gambe”.

In pratica, l’esoscheletro permette a chi lo indossa, indipendentemente dal grado di dif?coltà motoria, di stare in piedi e muoversi correttamente con tutto il proprio peso corporeo. La camminata si ottiene attraverso sensori che rilevano il peso spostato e fanno scattare i singoli passi. Motori a batteria governano le gambe in sostituzione delle funzioni neuromuscolari.

Chi lo può usare – Il robot è stato progettato e studiato negli Stati Uniti per il training riabilitativo del cammino di pazienti affetti da patologie neurologiche come lesioni midollari, ictus, sclerosi multipla, lesioni cerebrali traumatiche e sindrome di Guillain Barrè. Permette a persone con paralisi (anche totale) e scarsa forza negli avambracci di reggersi in piedi e deambulare.

I benefici – Poter tornare a camminare ha ovviamente un impatto enorme sul piano fisioterapico e psicologico, ma anche pratico perché la qualità di vita cambia notevolmente. “Gli esoscheletri vengono sviluppati per consentire a persone con difficoltà di movimento di alzarsi, stare in piedi e camminare, contribuendo così anche a migliorare la loro forza e resistenza – spiega Patrizio Sale, responsabile dell’area di Ricerca robotica dell’Istituto di via della Pisana – . Pur non sostituendo completamente la sedia a rotelle, le gambe bioniche consentono ad esempio ai loro utilizzatori di lavorare nuovamente anche in posizione eretta”.

I centri con l’esoscheletro – L’Istituto San Raffaele di Roma sarà il primo centro laziale e uno dei primi in Italia ad utilizzare il robot. L’équipe specialistica attiva nell’unità operativa di neuroriabilitazione del San Raffaele, diretta da Marco Franceschini, sta perfezionando in questi giorni il training formativo con esperti internazionali in modo da poter trattare i primi pazienti già dagli inizi di aprile. Gli altri centri che attualmente hanno l’esoscheletro Ekso sono l’ospedale Valduce Costa Masnaga (Lecco), l’ospedale Santa Corona Pietra Ligure (Savona), l’ospedale di Pisa, Villa Adria ad Ancona, l’Istituto Santo Stefano di Porto Potenza Picena e la Fondazione “Gli Angeli di Padre Pio” a San Giovanni Rotondo (Foggia).

(repubblica.it)

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2 Aprile sulla webradio Chi Ama la Sicilia

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Il prossimo 2 Aprile alle ore 16.30 parteciperò ad una trasmissione su la web radio dell’associazione Chi Ama la Sicilia e parleremo di Assistenza Domiciliare e Disabilità

Sarà possibile ascoltare la diretta e le repliche sul sito dell’Associazione  www.chiamalasicilia.it

Conducono Ugo Gravante e Gabriele Accetta e sarà possibile intervenire in diretta con messaggi sms/WhatsApp o telefonate al 3932285918

Vi aspettiamo numerosi giorno 2 Aprile alle ore 16.30!

Il sito chi ama la sicilia

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Tutti i diritti dei disabili in un click!

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Diffusa, in Italia, la nuova versione della guida “I diritti dei cittadini con disabilità. Dai diritti costituzionali ai diritti esigibili”, a cura del Centro Nazionale Malattie Rare (CNMR) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dell’Associazione Crescere-Bologna e dell’Associazione Prader Willi-Calabria. Lo strumento ipertestuale, già aggiornato e ampliato anche in passato, disponibile in formato ad alta leggibilità, che offre tutte le indicazioni utili sulla normativa di riferimento per le malattie rare e le disabilità in generale, ed è rivolto in particolare agli ammalati e ai loro familiari, agli operatori socio-sanitari, ai giuristi e ai lavoratori del settore scolastico. Le novità di questa edizione riguardano:
– il Piano Nazionale Malattie Rare;
– il diritto al lavoro;
– il trasporto su autobus;
– l’invalidità: accertamento handicap, revisioni, indennità di accompagnamento, pensioni per ciechi assoluti, indennità mensile di frequenza, indennità di comunicazione.

 DOWNLOAD – Centro Nazionale Malattie Rare, Istituto Superiore di Sanità, Associazione Crescere-Bologna e Associazione Prader Willi-Calabria – I diritti dei cittadini con disabilità Dai diritti costituzionali ai diritti “esigibili” Rev. 2015/01

 DOWNLOAD – Centro Nazionale Malattie Rare, Istituto Superiore di Sanità, Associazione Crescere-Bologna e Associazione Prader Willi-Calabria – I diritti dei cittadini con disabilità Dai diritti costituzionali ai diritti “esigibili” Rev. 2015/01 – Alta leggibilità

(west-info.eu/it)

Intervista su BlogSicilia

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Vi riporto qui di seguito il testo e il link alla pagina della intervista che ho rilasciato alla testa online BlogSicilia.it
Buona lettura!
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A GESTIRLO GIOVANNI CUPIDI, 37 ANNI, STATISTICO TETRAPLEGICO

Internet e disabilità, boom di visite per il blog di un giovane misilmerese

di Veronica Femminino

Ci sono persone la cui vita è da esempio per gli altri, e che si ritrovano, pur non volendo, ad essere guerrieri. Persone per le quali ogni giorno è una lotta durissima, nel senso più autentico del termine, ma che non perdono il sorriso e soprattutto, riescono ancora a guardarsi intorno cercando di essere utili agli altri.

Navigando sul web mi imbatto in un blog molto ben curato che parla di disabilità, dalle leggi alle innovazioni tecnologiche, passando per le storie e le esperienze estere. Decido di contattare l’autore, che si chiama Giovanni Cupidi.

Ci sentiamo al telefono, alla mia chiamata risponde un giovane dalla voce limpida e squillante. Gli chiedo di raccontarmi la sua esperienza e la storia di quello che è ormai diventato il punto di riferimento tematico e telematico di migliaia di persone con disabilità.

Giovanni vive a Misilmeri, ha 37 anni, una laurea ed un dottorato in Statistica. Ma soprattutto conosce il prima e il dopo la disabilità. C’è stato un tempo in cui era una persona autonoma, pronta a conquistare il mondo, poi a 13 anni è arrivata la malattia che lo ha costretto in carrozzina e quella diagnosi di tetraplegia che gli ha tolto ogni spazio di autonomia.

Giovanni non si è dato per vinto: ha studiato e continua a inseguire i suoi sogni – anche se su ruote – tra i quali quello di vivere in un Paese a misura di disabile.

Due anni fa l’idea del blog giovannicupidi.wordpress.com, che ha collegato ai suoi profili social e gestisce tramite una bacchetta capacitiva che tiene in bocca. Per Giovanni la vera battaglia è l’indipendenza del disabile, che deve concretizzarsi innanzitutto con apposite leggi.

“Il paradosso – spiega – è che le leggi ci sono, ed anche numerose, ma poi non vengono applicate. Nel 2007 l’Italia ha anche ratificato l’ultima convenzione Onu per le persone con disabilità ma mi chiedo quanti davvero ne abbiano beneficiato”.

Basta guardarsi intorno ed osservare gli autobus urbani, ad esempio a Palermo – dove Giovanni ha frequentato l’università – dotati di apposita pedana per le carrozzine dei disabili. Quanti sono? Pochissimi, raramente se ne vede qualcuno in giro, eppure quella pedana tutti gli autobus dovrebbero averla.

“Ho aperto il blog proprio per questo – racconta Giovanni -. Non tanto per denunciare la mia condizione quanto piuttosto perspiegare quali sono gli ostacoli che un disabile deve affrontare, quali gli strumenti che ci consentono di vivere meglio. E’ un luogo di confronto. Dove cerco di mettere anche a frutto le lunghe ore di conversazione con mio padre, che purtroppo non c’è più, e che era delegato del Rettore dell’Università di Palermo per la disabilità. Ancor prima della mia esperienza, a casa mia di disabilità si è sempre parlato.Vorrei che la gente capisse che siamo come gli altri, basta darci la possibilità di dimostrarlo“.

Eppure i silenzi e gli imbarazzi diffusi, davanti all’handicap, sono la reazione più naturale. Lo sa bene Giovanni che si occupa in particolar modo di autismo, aiutando molte famiglie con bimbi cui è stata diagnosticata la patologia.

“Per un disabile che ha bisogno di esercitare i suoi diritti – continua – è difficile anche orientarsi nella selva delle leggi e degli aiuti possibili. Ma è un ambito dove manca il controllo, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei fondi. Quando poi si tratta del rapporto tra Comuni e Regione tutto si complica con i consueti scaricabarile. Io credo che bisognerebbe rivedere il sistema,spostando una parte consistente di fondi dalle strutture residenziali a quelle domiciliari“.

Un’evidenza che non è difficile riscontrare: gran parte dell’assistenza ai disabili grava quasi esclusivamente sulle loro famiglie. Lo conferma anche Giovanni: “Io ho bisogno di aiuto in ognuna delle normali attività quotidiane h24. Per legge dovrei essere aiutato da assistenti domiciliari appositamente formati.
E se nel 2010, avevo diritto a 24 ore di assistenza, adesso la Regione può fornirmene soltanto 16. Quindi, per le ore ‘scoperte’ sono costretto a pagare privatamente un assistente. E poi, i fondi statali o regionali non bastano mai, tanto è vero che da un mese e mezzo non mi mandano più alcun assistente. E sto pagando di tasca mia chi mi aiuta. Vivo con mia madre, ma lei che non è più giovane, e che mi assiste da 24 anni, non è più in grado di far fronte a tutte le mie esigenze”.

A conti fatti, nell’ultimo anno e mezzo, per lo Stato Giovanni è ‘sparito’ per ben 6 mesi, quelli in cui ha dovuto procurarsi e retribuire un assistente.

Forse, ai cosiddetti ‘piani alti’, non tutti pensano che i disabili siano una risorsa. Giovanni vuole puntualizzarlo con forza. “Io ho investito nella mia formazione molti anni eppure non lavoro così come l’82% delle persone con disabilità nella nostra Isola. Anche qui torniamo al punto di partenza: c’è una legge che prevede incentivi per chi assume persone con handicap ma poi mancano le risorse per finanziarla”.

Giovanni e il suo blog restano in prima linea, senza retorica, per un mondo più giusto.
http://palermo.blogsicilia.it/internet-e-disabilita-boom-di-visite-per-il-blog-di-un-giovane-misilmerese/290267/

Storia di Alex (Zanardi)

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Tratto da:

DISABILITA’ E MEDIA – La rappresentazione delle persone con disabilità nel sistema italiano dell’informazione – RAPPORTO 2012

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Amputazione traumatica delle gambe, cinque arresti cardiaci, l’estrema unzione. Ma invece della fine, per Alex Zanardi, campione di F3 e F3000 coinvolto nel terribile incidente sul circuito tedesco del Lausitziring, arriva una seconda vita.  E’ il 15 settembre 2001 quando il pilota, come racconta lui stesso in questa lunga intervista, si ritrova  all’improvviso “alto poco più di un metro, da un metro e 75 che ero”, ed è tutta un’altra storia. La ripresa non è facile ma possibile, Alex scopre che ci si può rialzare anche se i piedi non li hai più. “A cosa mi servono i piedi se ho ali per volare”, scriveva la pittrice Frida Khalo nel suo diario. E lui torna a volare, in pista, in una vita diversa ma con le stesse passioni di prima. Nel 2005 vince il campionato mondiale turismo, nel 2012 arrivano le medaglie d’oro alle Paralimpiadi di Londra e Alex diventa atleta dell’anno. Il segreto? “Scegliersi un orizzonte e decidere che è quello che vuoi raggiungere”, spiega lui con tranquillità. E senza mai perdere l’ironia, anche davanti alle situazioni più difficili: “Sono un po’ pigro, disorganizzato – risponde quando gli chiedono dei suoi difetti – del resto in famiglia la testa è mia moglie Daniela, io sono  le gambe.” Ma non basta, davanti ci sono ancora tanti obiettivi da raggiungere, tante cose da realizzare: “Il Mondiale, qualche gara internazionale, la folle idea di partecipare di nuovo alla Maratona delle Dolomiti, la più bella gara italiana. Il percorso da 55 chilometri l’ho già fatto, ora vorrei buttarmi sui 138.” E poi ci sono l’impegno e la solidarietà, il lavoro in favore dell’associazione “Bimbi in gamba” che il pilota ha contribuito a fondare. Nelle parole di Alex, il passato, il presente, i sogni di ragazzo e le gioie di padre, tutte le immagini della sua vita, quella di prima e quella di adesso, scorrono come le scene di un film, di cui il pilota non vorrebbe cambiare neanche quella più dura: “Se potessi cambiare solo l’esito di quel giorno non lo farei, non credo che accetterei il rischio di essere molto più infelice di quanto sono oggi.” 

Disabilità e media. Rapporto 2012

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Il 10 marzo 2015 è stato presentato a Roma il Rapporto 2012 “Disabilità e media. La rappresentazione delle persone con disabilità nel sistema italiano dell’informazione”, curato dalla Fondazione Giacomo Matteotti, con il contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo.

Dopo quelli del 2005, 2008 e 2009, il Rapporto 2012 prosegue il viaggio del team di ricercatori nell’analisi della rappresentazione della disabilità all’interno del sistema italiano dell’informazione. Un viaggio che ha fatto emergere, negli anni, una rappresentazione mediatica della disabilità inadeguata, modesta, inefficace, parziale, omissiva e, soprattutto, eroica o pietistica. La persona con disabilità che trova spazio nei media italiani è, di volta in volta, “un eroe – che suscita sussiegosa ammirazione – ovvero un infelice – meritevole della nostra compassione. Superomismo e pietismo sono i punti estremi tra i quali oscilla, da sempre, il pendolo della disabilità a mezzo stampa”.

In virtù dei risultati raggiunti dai precedenti Rapporti, realizzati fra il 2005 e il 2009, che hanno testimoniato la sostanziale invarianza dell’approccio dei media nazionali al mondo della disabilità, con il Rapporto 2012 è stato adottato un nuovo metodo di indagine, che, pur permettendo il confronto con quanto prodotto in passato, si concentra ora sulla raccolta di storie. Storie di disabilità, per come i media italiani le evidenziano e le raccontano.

La direzione del cambiamento intrapreso dal Rapporto 2012 viene riassunta, dagli estensori, con l’espressione: dal quanto al come. Un tentativo di andare al di là della dimensione quantitativa, per soffermarsi sull’emersione del dato qualitativo delle storie di disabilità.
Nello specifico, sono stati selezionati e analizzati 20 articoli, espressione di altrettante storie, tratti dalle principali e più seguite testate nazionali e dai siti web specializzati e blog di settore. Tutti relativi al all’ultimo trimestre del 2012, ossia lo stesso trimestre di riferimento coperto dal monitoraggio per tutti i Rapporti realizzati.

Peraltro, come si legge nel testo, il Rapporto Disabilità e media 2012 nella versione presentata e resa disponibile sul web rappresenta una sorta di “bozza”, aperta ai contributi e alle testimonianze degli operatori specializzati e della stampa. Apporti che andranno a confluire nella redazione definitiva del Rapporto 2012.

Anche in quest’ottica di apertura, ci permettiamo quindi di evidenziare delle criticità e proporre dei suggerimenti.
Il primo riguarda innanzitutto la modalità espressiva, che oltretutto riveste una valenza particolare in un Rapporto incentrato ad analizzare quantitativamente e qualitativamente la rappresentazione della disabilità nel sistema dei media italiani. Ci riferiamo all’adozione da parte degli autori dell’espressione “diversamente abile”. Tale locuzione è in contrasto con il linguaggio adottato dalla specifica Convenzione ONU: essa usa i termini condivisi a livello internazionale di “persone con disabilità”. E fornisce la definizione di disabilità quale risultato dell’interazione tra persone con menomazioni permanenti e barriere ambientali, culturali, comportamentali che ne impediscono una piena partecipazione alla vita sociale in condizione di parità con tutti gli altri cittadini.
Il secondo elemento di criticità, strettamente connesso al primo, riguarda invece la parziale inaccessibilità del Rapporto 2012; scannerizzazioni e tabelle sono rese con modalità grafiche inaccessibili ai non vedenti e agli ipovedenti. La mancata considerazione di tale standard (internazionale e recepito in Italia), ancora più marcata nelle precedenti edizioni, restringe di fatto l’accesso all’informazione da parte delle stesse persone con disabilità.
(condicio.it)

Concorso letterario “Pezzi di Puzzle”

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ASSOCIAZIONE “PALERMO PER TUTTI ONLUS”

BANDO DEL CONCORSO LETTERARIO ON LINE  “ PEZZI DI PUZZLE “       

Scadenza iscrizione: 30 giugno 2015

L’associazione “Palermo Per Tutti Onlus” si occupa di disabilità sin dal 1997, anno della sua fondazione, senza finalità di lucro, ha per scopo: la promozione di attività culturali e sociali, con specifico riguardo alle problematiche della dimensione dell’handicap. L’Associazione intende adoperarsi  in  tutti i modi per sensibilizzare e diffondere una cultura del rispetto e della valorizzazione delle persone disabili e delle diversità in genere. Palermo Per Tutti Onlus organizza il Concorso Nazionale di Poesia ”PEZZI DI PUZZLE” rivolto a tutti coloro che amano scrivere poesie, ogni autore può partecipare con un massimo di due poesie di lunghezza  non superiore a 28 versi. Questo concorso si inserisce in quadro di azioni ed interventi a sostegno della disabilità e delle diversità in genere. La poesia, in questa occasione collabora con il sociale puntando i riflettori sulla diversità, per divulgarne la sensibilizzazione ed evidenziarne il valore.

  

REGOLAMENTO

Il concorso prevede:

1)    Si partecipa con un massimo di due poesie, ognuno delle quali non deve superare i 28 versi;

2)    I testi devono essere  in lingua italiana.  Possono essere inediti o editi purché  non premiate;

3)    Gli elaborati dovranno essere spediti via e-mail entro e non oltre il 30 giugno 2015 a info@palermopertutti.it . I lavori che giungeranno oltre i termini previsti dal presente regolamento non saranno tenuti in considerazione;

4)      La quota di partecipazione al concorso è di € 20,00 sia che si concorra con una o due poesie, da pagare al momento dell’iscrizione e da versare a: Associazione Palermo Per Tutti Onlus
IBAN:     IT76  J050 1804 6000 0000 0196 428

5)    Unire agli elaborati una fotocopia della ricevuta. Si raccomanda di non aggiungere altre indicazioni all’intestazione indicata;

6)    I concorrenti dichiarano implicitamente di essere  gli autori dei testi presentati, accettando tutte le norme che regolano questo concorso. I diritti d’autore rimangono dell’autore;

7)    L’atto dell’iscrizione al Concorso costituisce, de facto e incondizionatamente, l’accettazione del presente Regolamento, dichiarazione di totale proprietà delle opere inviate e consenso a titolo completamente gratuito e senza niente pretendere all’eventuale pubblicazione nel sito internet e nella pagina facebook dell’associazione  stessa;  nonché autorizzazione al trattamento (ex D.Lgs. n°196/2003) dei dati personali comunicati. A quest’ultimo proposito, l’Associazione organizzatrice dichiara (ai sensi dell’art. 13 del citato D.Lgs.) che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato alla gestione del premio, nonché all’invio dei bandi delle edizioni successive e di comunicazioni relative ad analoghe iniziative culturali; dichiara inoltre che (ai sensi dell’art. 7) l’autore può richiedere la cancellazione, la rettifica o l’aggiornamento dei propri dati mediante comunicazione scritta alla Presidenza dell’Associazione;

8)    Ciascun Autore è responsabile ad ogni titolo del contenuto dei propri   elaborati. Il materiale inviato non verrà restituito, ma  distrutto dall’Organizzazione a fine concorso.
L’inosservanza delle norme che compongono il presente Regolamento comporta l’esclusione dal Concorso e – in tal caso – il materiale inviato sarà distrutto  senza niente dovere;

9)    Per contattare l’Organizzazione – per qualsiasi informazione sul presente Concorso – è possibile telefonare al n° 3476284785 (dal lunedì al sabato, dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19.00) o inviare una mail a info@palermopertutti.it
10)     L’invio degli scritti, con a margine le generalità complete relativamente a nome e cognome, indirizzo e recapito telefonico, e con una brevissima nota biografica ( un massimo di cinque righe) inserita dentro i testi inviati, deve essere inoltrata entro e non oltre il 30 giugno 2015  per posta elettronica, con allegato l’autorizzazione  e la ricevuta del versamento al seguente indirizzo e-mail: info@palermopertutti.it
Le opere inviate non verranno restituite. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.

NOTIZIE SUI RISULTATI:

Gli autori selezionati saranno avvisati telefonicamente o tramite notifica mail. I risultati saranno pubblicati, appena disponibili, sul sito http://www.palermopertutti.it  e sulla pagina facebook dell’associazione

DIRITTI D’AUTORE:

Gli autori cedono, il diritto di pubblicazione  del testo sia sul sito Internet dell’associazione che sulla pagina facebook, per la quale non potranno richiedere alcun compenso come diritto d’autore.  Gli autori resteranno titolari dei diritti sulle loro opere (nella pagina facebook e del sito ci sarà la dicitura: “TUTTI I DIRITTI RISERVATI ALL’AUTORE”).

In assenza dei partecipanti o di eventuali delegati il premio sarà inviato a domicilio, a cura e spese della Segreteria dell’associazione.

Tutta l’operazione del concorso non prevede fini di lucro. Il ricavato in eccesso rispetto a tutte le spese organizzative verranno devoluti per finanziare i progetti dell’associazione.

La commissione è composta da Anna Alfisi, Marisol Calligaro, Laura Terrasi.

I dati personali saranno trattati secondo quanto disposto dalla legge sulla privacy 675/’96 e successive modifiche.

Per ulteriori informazioni scrivete sulla pagina facebook dell’associazione “Palermo Per Tutti“,  o sul sito Internet nella voce contatti o all’ indirizzo e-mail info@palermopertutti.it
La nostra redazione seguirà da vicino l’evolversi del concorso per camminare insieme in questo cammino di arte e di sensibilizzazione sociale.

Il partecipante deve accettare le seguenti condizioni:

Dichiaro che l’opera è frutto della mia fantasia
Dichiaro di accettare il giudizio insindacabile della Giuria
Acconsento alla pubblicazione      dell’opera in caso di vincita sulla pagina       facebook e sul sito internet http://www.palermopertutti.it,  senza nulla a pretendere a titolo di diritto d’Autore pur rimanendo il proprietario dell’opera.
Accetto il regolamento del Concorso di cui ho preso visione ed autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. n. 196/2003, ai fini inerenti il concorso cui partecipo ed a scopi informativi inerenti le pubblicazioni sul sito internet e sulla pagina facebook dell’Associazione “Palermo Per Tutti  “

PREMI

Primo premio: Targa artistica personalizzata in porcellana Raku dell’artista Antonella Cusimano
    
Secondo premio: Targa  personalizzata
    
Terzo premio: Targa  personalizzata

A tutti gli altri un attestato di partecipazione .

Per partecipare è  necessario scaricare il seguente modulo, compilarlo e firmarlo ed infine inviarlo per email all’indirizzo info@palermopertutti.it , insieme alla ricevuta del versamento di adesione (€ 20.00 ).

SCHEDA CONCORSO POESIA