Il 3 dicembre “Uffizi da toccare”

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Giovedì 3 dicembre 2015, in occasione della “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità”, alla Galleria degli Uffizi si terrà un programma di visite accompagnate gratuite per i disabili.

Si parte dal percorso denominato “Uffizi da toccare”: i disabili visivi che si presenteranno alla biglietteria degli Uffizi (con apposita documentazione che dà diritto alla gratuità dell’ingresso) riceveranno un paio di guanti monouso per scoprire alcune sculture attraverso il tatto. In corrispondenza di ogni opera del percorso tattile saranno predisposti dei leggii che sorreggeranno le didascalie – con testi in italiano e in inglese – con modalità grafica fruibile sia per un’utenza ipovedente, sia non vedente.

Inoltre sono previsti percorsi, della durata di un’ora (per sordi e per disabili motori), durante i quali sarà illustrata la pittura dalle origini a Michelangelo.

Le visite si terranno alle 9.30, 10, 10.30, 14.30, 15, 16.30. Il ritrovo è alla testa del Primo Corridoio, subito dopo lo strappo dei biglietti. Le visite, in lingua italiana, sono per gruppi di massimo otto persone (compresi gli accompagnatori).

Per prenotarsi è necessario chiamare il numero 055-2388693, dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 16.30.
(artsblog.it)

E se una persona con disabilita’ si innamorasse di te?

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Sembra un argomento tabù, come se le persone con disabilità non fossero contemplabili come potenziali partner. Ma è davvero così?

Amore, disabilità, sessualità: una triade che funziona o non funziona? Esiste? Può svilupparsi? Su questo ci siamo interrogati in un articolo di qualche tempo fa, e su questo  si è concentrato lo psicologo Lelio Bizzarri, che le scorse settimane ha lanciato la questione tramite un questionario on-line, raccogliendo dati molto interessanti. Ne è uscita una immagine che verrà presentata al pubblico il prossimo primo dicembre.

IL QUESTIONARIO  –   Lo psicologo Bizzarri da anni si occupa del tema. Ha quindi deciso di approfondire la questione, mettendo on line un questionario anonimo dal titolo “Sessualità e disabilità: indagine su atteggiamenti ed esperienze”  nel quale ha raccolto le esperienze di quasi mille partecipanti, i cui risultati saranno presentati il dicembre a Roma, presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio. Così ha raccontato Bizzarri a Redattore Sociale : “Ho riscontrato che, in letteratura così come nelle condivisioni di operatori, genitori e persone disabili stesse, questo è un argomento tabù come se le persone con disabilità non fossero contemplabili come potenziali partner. D’altro canto però, ho conosciuto decine di persone disabili, anche con gravi patologie, che hanno rapporti sessuali, storie sentimentali o hanno avuto dei figli insieme al proprio partner, sia questo disabile o no. Allora mi sono chiesto se questi assunti circa l’indesiderabilità delle persone disabili siano davvero così incrollabili”.

APERTURA AD AVERE UN PARTNER DISABILE – A Redattore Sociale Bizzarri anticipa alcuni dei risultati della ricerca. A grandi linee, emerge che la percezione comune è che è normale che una persona disabile si innamori. Inoltre, quasi la metà del campionenon esclude la possibilità di coinvolgersi sessualmente e sentimentalmente con una persona con disabilità fisica o sensoriale. Solo 17 intervistati (l’1,86%, del campione) escludono categoricamente che potrebbero ricambiare.  “Ciò testimonia che il tabù sessualità e disabilità comincia a crollare – afferma Bizzarri, che però aggiunge – Stando ai dati, mentre tanti si dichiarano teoricamente disponibili a una relazione con un partner disabile,ancora pochissime sono, in effetti, le coppie “miste”. ”

DISABILITA’ COGNITIVA – Tra i dati rilevati, dicevamo che oltre il 90% del campione considera normale che una persona con disabilità abbia sentimenti erotici. Ma ci sono da fare dei distinguo. Infatti l’8% considera non normale la sessualità in un una persona con deficit cognitivi – percentuale che scende al 3% nel caso dei disabili motori e sensoriali.

UN TABU’ CHE VACILLA? – Le risposte sembrano ritornarci l’immagine di una società nettamente aperta alla sessualità delle persone con disabilità. Va ricordato che il campione, dome dichiara lo stesso Bizzarri, seppur limitato, è composto però da una grande varietà di persone differenti per genere, età, residenza, titolo di studio e rapporto con la disabilità. E proprio questa varietà varrebe la pena di indagare, per capire se e come questi atteggiamenti cambiano al cambiare delle variabili, e soprattutto rispetto al fatto di essere disabile o meno. “Anche qui infatti esiste un pregiudizio: che cioè l’essere disabile predisponga positivamente verso altre persone con disabilità. Il questionario ci aiuterà a capire se sia davvero così”, ha dichiarato Bizzarri.

TUTTE LE RISPOSTE AL QUESTIONARIO – Ci sarà modo di discutere del tema in maniera più approfondita nel corso della presentazione dei dati complessivi della ricerca, che si svolgerà il 
1 dicembre presso la sede dell’Ordine degli Psicologi del Lazio dalle 9 alle 13. L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati, pertanto è necessaria la prenotazione questa pagina, dove trovate anche tutte le informazioni di accessibilità della sede e su come arrivare.
(disabili.com)

La sedia a rotelle che vince le barriere architettoniche (creata da 10 universitari)

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Scalevo è l’ambizioso progetto di dieci studenti svizzeri: una sedie a rotelle in grado di salire e scendere gradini e scale, migliorando il quotidiano di diversamente abili in tutto il mondo.

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Tutto è nato nel 2014, da un progetto di Bernhard Winter, giovane laureando della Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo. Bernhard è solito condividere il breve tragitto tra casa e università con un suo amico, Thomas, costretto su una sedia a rotelle fin dalla nascita, per una rara malattia genetica. Zurigo è una città estremamente attenta alle tematiche riguardanti la disabilità, con una percentuale pressoché inesistente di barriere architettoniche, e iniziative a favore della sensibilizzazione che si susseguono durante il corso dell’anno.

Cos’è Scalevo
Purtroppo, però, non è così in altre realtà metropolitane del mondo: Bernhard e altri amici decidono di regalare un viaggio a Liverpool a Thomas per il suo ventesimo compleanno, fan dei Beatles. Arrivati nella città inglese, Bernhard si rende conto delle difficoltà che le persone con limitate capacità motorie e sensoriali si trovano ad affrontare nel quotidiano, dalla semplice salita e discesa da un mezzo di trasporto, all’ingresso in edifici pubblici e privati. La disabilità nel mondo colpisce un miliardo di persone, di cui duecento milioni con gravi limitazioni fisiche, e novantacinque milioni di bambini di età compresa tra i 0 e i 14 anni (fonte World Health Organization).
Da qui il progetto di Bernhard: il giovane laureando ne parla con i suoi professori, il dottor Siegwart e il dottor Haas, e insieme costituiscono un team ben assortito di ingegneri, creativi e designer, tutti giovani studenti del Swiss Federal Institute of Technology e della University of Arts di Zurigo. Nasce così Scalevo, una sedia a rotelle in grado di vincere le barriere architettoniche, rendendo autosufficienti i diversamente abili anche in contesti difficili.

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Com’è fatta
Scalevo ha un’altezza di sessantacinque centimetri ed una lunghezza di centocinque centimetri, raggiungendo un peso (comprensivo delle batterie poste sotto il sedile) di centouno chilogrammi. Con la tecnologia a giroscopio, simile a quella del Segway, è in grado di roteare e accelerare e restare in equilibrio grazie allo spostamento del peso su di essa, e permette di mantenere stabilità nell’affrontare la salita e la discesa sulle scale. La pendenza che Scalevo può affrontare è compresa tra i 17 e i 34 gradi, sempre con la schiena rivolta verso il punto più alto della scala. La velocità raggiunta dalla sedia è di 10 chilometri orari, e scende a un passo al secondo al momento della salita o discesa.

Il team di Scalevo e gli step futuri
Dieci studenti universitari di età compresa tra i 21 e i 27 anni: ingegneri, informatici, comunicatori e designer, tutti accomunati dalla volontà di creare una soluzione con un reale impatto positivo sulla vita di milioni di persone. Un prodotto simile a Scalevo era già stato proposto nel 2009, senza successo, dalla Johnson&Johnson: iBot. Il maggior ostacolo incontrato era dovuto alle dimensioni ingombranti della sedia e al suo peso, che la rendevano difficilmente utilizzabile in autonomia dal diversamente abile. Il team di Scalevo, invece, trova nel design la chiave per rendere fruibile questa tecnologia al grande pubblico.

Tutto in questa sedia a rotelle è automatizzato: vogliamo semplificare la vita ai disabili nei contesti più difficili
Scalevo è ancora un prototipo, e verrà presentato ufficialmente al pubblico al Cybathlon Challenge di Zurigo nel 2016. Dopodiché l’intenzione è quella di lanciare una campagna crowdfunding su Kickstarter per la produzione su larga scala ed effettuare le prime consegne ad inizio 2017.
(thenexttech.startupitalia.eu)

“innovative intuitive hands free control system”: la nuova sedia by OGO

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Una fantastica innovazione in fase di pre-produzione che potrebbe cambiare la vita delle persone con disabilità

Chi soffre di disabilità per muoversi utilizza degli appositi strumenti, ad esempio la sedia a rotelle. Con l’avanzare della tecnologia la speranza è quella di rendere queste persone il più autonome possibile. Il dover far affidamento sugli altri o il chiedere assistenza per muoversi può rendere la vita più stressante e difficile. E’ frustrante dover chiedere sempre aiuto a qualcuno, anche per le cose più banali.

Per questo motivo questa innovativa sedia è un’invenzione fantastica. Le menti brillanti della società “OGOtechnology hanno messo a punto una sedia a rotelle che potrebbe rivoluzionare la vita di molte persone, hanno mescolato elettronica e tecnologia in un connubio unico.

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Guardate questo video per capire di cosa parliamo:
Part1
Part2

La missione di questa società è quella di rivoluzionare il sistema di trasporto personale per le persone con disabilità fisiche, consentendo loro di essere più autonomi ed autosufficienti.
(pandapazzo.com)

Balcani: per bimbi disabili un ‘Giardino sensoriale’ con il contributo della Cooperazione italiana

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Viene inaugurato oggi presso la scuola Milan Petrovic di Novi Sad, specializzata nell’insegnamento ai bambini con disabilità, un Giardino sensoriale la cui costruzione è stata resa possibile grazie ai finanziamenti della Cooperazione italiana e della Regione Emilia Romagna tramite il Programma Minori Serbia. Nell’ambito delle attività del Programma Minori, una somma di 77.162 euro è stata destinata per i lavori di costruzione di questo spazio finalizzato ad aiutare i bambini con disabilità in Serbia. In base al Programma Minori, alle municipalità serbe di Novi Sad, Kragujevac e Loznica, sono stati destinati complessivamente 1.176.000 euro. L’idea di creare un giardino sensoriale nella scuola di Novi Sad era nata alcuni anni fa, durante una visita di studio della direttrice della scuola, Slavica Markovic, in Emilia-Romagna: in particolare a Modena, gemellata sin dagli anni ‘80 con Novi Sad, la direttrice ha avuto modo di vedere le buone prassi di inclusione favorite tramite la creazione di giardini di questo tipo.

Il suo valore, oltre a quello di esempio di buona prassi nei Balcani, è quello di essere uno strumento di formazione anche per i futuri operatori scolastici. Inoltre si tratta, secondo l’ideatrice, di un giardino a cui potranno accedere tutti e che servirà anche a sensibilizzare la cittadinanza sui problemi delle persone con disabilità sensoriali. Accanto al sindaco di Novi Sad Milos Vucevic, partecipano anche l’Ambasciatore d’Italia Giuseppe Manzo e il Sottosegretario del ministero delle Politiche Sociali serbo Nenad Ivanisevic.

L’Italia è stata tra i primi paesi firmatari della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2006. È stata anche il primo paese a redigere le Linee Guida sulla disabilità, in conformità con quanto richiesto dalla succitata Convenzione, ed a dotarsi di un Piano di Azione per la disabilità, in linea con gli standard internazionali di riferimento. Programmi della Cooperazione Italiana per la promozione dei diritti delle persone con disabilità sono stati realizzati in particolare in Albania, Sierra Leone, Tunisia e Kosovo.
(onuitalia.com)

Bonus Socio-Sanitario 2014 – Regione Sicilia

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Quest’oggi l’Assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Sicilia sul sito del proprio Dipartimento ha pubblicato il decreto con il quale ha stanziato, con notevole ritardo, il Bonus socio-sanitario rivolto alle persone affette da grave disabilità. Le risorse necessarie sono frutto della ripartizione del FNA (Fondo per la Non Autosufficienza) anno 2014 destinato inoltre alle persone affette da disabilità gravissima.

Il decreto assessoriale che assegna ai Distretti le somme ripartire è il D.D. N.2549 del 21/10/2015 .
Vengono assegnati circa 12 milioni di euro suddivisi secondo quota parte ai vari Distretti che poi erogheranno alle persone con disabilità grave ammessi al bonus il relativo contributo. Vi si trova, infatti, anche la Tabella dove sono assegnate le somme ripartite comune per comune.
Proprio di questa ripartizione mi preme fortemente di parlare. Sì perché come si evince dalla tabella in questione le persone con disabilità grave ammesse al contributo sono esattamente 13.039 a cui spetta per l’intero 2014 un bonus sociosanitario di 957 euro circa.
Penso che chiunque possa benissimo rendersi conto di come si stia parlando di spiccioli per non dire di una vera e propria elemosina di Stato.

Ma come può una persona con una grave disabilità (termine grave che può anche indicare condizioni al limite della non autosufficienza ) potere soddisfare le esigenze di una intera annualità con meno di 1000 euro? Per non dire che lo stesso accade con le risorse destinate alle persone con disabilità gravissima (non autosufficienti) a cui per l’anno 2014 (FNA 2013) furono assegnati circa 4600 euro procapite per l’attuazione dei progetti individuali di assistenza domiciliare. Una vergognosa elemosina anch’essa!

È chiaro come il sole a chiunque che questa situazione è insostenibile da parte delle persone direttamente coinvolte come anche dalle loro famiglie che sono l’unico presidio, l’unico rifugio e che debbono sobaccarsi il peso dell’assenza di veri servizi di cui queste persone hanno diritto.
Se da una parte è palese come le risorse messe a disposizione siano assolutamente insufficienti, è anche vero che questa distribuzione non risponde alle necessità delle persone.
Le politiche di assistenza alle persone con disabilità grave e gravissima non possono essere pianificate su linee guida puntualmente non rispettate e altresì pianificate non attuando ciò che è previsto dalle leggi, dalla applicazione delle stesse financo il non rispettare la Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità.
Inoltre vorrei far presente come spesso le risorse messe a disposizione dei Distretti non vengono erogate, per vari motivi, totalmente producendo così economie che tornano a disposizione del Bilancio regionale invece di essere utilizzate o riutilizzate per il soddisfacimento di altre esigenze.

Non è più accettabile questo modo di gestire le risorse, anche se insufficienti, messe a disposizione, come non è più tollerabile la mancanza di servizi di assistenza che davvero possano soddisfare le reali esigenze delle persone che hanno una disabilità grave o gravissima!