Le invenzioni del 2015

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Il 2015 è stato un anno molto prolifico per l’innovazione. Sono tutte invenzioni che utilizzano le tecnologie più all’avanguardia per rispondere a precise carenze e necessità.
Eccovene alcune:

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Le scarpe disegnate per i disabili
Nel 2012 Matthew Walzer, che soffre di paralisi cerebrale, scrisse una lettera alla Nike chiedendo alla compagnia di realizzare delle scarpe da ginnastica che le persone con disabilità fossero in gradi di mettere e togliere senza l’aiuto degli altri. Quest’anno la compagnia ha annunciato una nuova linea di sneaker, la “Flyease”, realizzata con questo preciso obiettivo. Queste scarpe hanno una cerniera che si estende lungo la parte inferiore, e che sostituisce i lacci.

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La app che consente ai non vedenti di “guardare” con occhi altrui
Be My Eyes è una applicazione per iPhone che permette agli utenti di “prestare” i loro occhi ai ciechi. Grazie alla video chat, chi vede può rispondere alle domande dei non vedenti. Finora sono oltre 115.000 le persone aiutate.

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Il ginocchio protesico ad alta prestazione
D-Rev ha creato la protesi robotica per il ginocchio progettata per i paesi in via di sviluppo: costa solo 80 dollari. Il ginocchio Remotion funziona con i sistemi standard di protesi della gamba e sopporta climi umidi. Al momento viene utilizzata da almeno 7.351 amputati.

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La mano protesica in grado di trasmettere il senso del tatto
La maggior parte delle protesi non permette ai loro portatori di recuperare il tatto: per ovviare a questo inconveniente, Darpa ha creato una mano protesica in grado di usare la neurotecnologia per riottenere il senso perduto. A svilupparla, i ricercatori della Johns Hopkins University, che hanno collegato la mano protesica di un ragazzo di 18 anni al suo cervello utilizzando elettrodi della sua corteccia sensoriale e motoria.

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Il vassoio che aiuta le persone affette da malattie neurologiche degenerative
Le invalidità cognitive e sensoriali associate alla demenzia limitano molto l’autonomia dei pazienti che ne sono affetti. Una delle maggiori difficoltà riguarda la capacità di mangiare da soli. Per questo motivo il designer Sha Yao ha creato Eatwell, un set da pranzo che utilizza oltre 20 elementi per dare ai pazienti che soffrono di demenzia maggior indipendenza.
(Tratto da repubblica.it)

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Lettori dal resto il mondo questo post è per voi!

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Care lettrici e cari lettori,

questo più che uno dei miei soliti post è una lettera rivolta a voi e per voi. Mi rivolgo soprattutto a chi segue il Blog da fuori l’Italia; cari lettori adesso mi spiego: la piattaforma che ospita il Blog mi permette attraverso tutta una serie di statistiche di sapere, oltre a quanti e quali articoli vengono visualizzati, da quali Paesi viene visitato il mio Blog. Sappiate che anche con mia grande sorpresa e soddisfazione il Blog viene visualizzato un pò dappertutto sul globo terracqueo!
Insomma per non farla tanto lunga mi farebbe piacere sapere un po’ chi siete voi lettori stranieri e se vi fa piacere se mi lasciate la vostra mail farvi un dono virtuale in prossimità delle feste natalizie! : )

Vi aspetto

TvTalk: la disabilità in Tv

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Sabato scorso (19 dicembre) ho assistito all’ultima puntata del 2015 della trasmissione TvTalk (nota trasmissione che analizza settimanalmente i programmi TV) trasmessa su RaiTre all’interno della quale tra i vari argomenti trattati si è parlato, nella settimana dedicata alla raccolta fondi e alla sensibilizzazione per Telethon, di come viene rappresentato il tema della disabilità in tv.
Da che io ricordi più e più volte è stato affrontato il tema della disabilità in tv ma raramente è stata data giusta rappresentanza.
Da questo punto di vista il talk show di sabato si è distinto. Non tanto per i concetti affrontati ma sicuramente per come sono stati affrontati.
Si è creato un luogo dove per una volta la cultura della disabilità ha trovato spazio e la condizione di disabilità si è potuta manifestare per quella che è, nella sua complessità.
Erano presenti in studio, oltre al conduttore del programma Max Bernardini, ospiti quali Giusy Versace (nota atleta parolimpica e conduttrice tv), Barbara Serra (corrispondente da Londra di Al Jazeera), Simonetta Agnello Hornby (scrittrice e avvocata siciliana), Roberto Speziali (presidente ANFFAS) e Lella Costa (nota attrice e opinionista x TvTalk).

“Il modo in cui la disabilità viene rappresentata sui media dipende da chi i media li fa, dipende dal taglio che si vuol dare” ha risposto Giusy Versace al conduttore a proposito della sua partecipazione a Ballando con le Stelle se questa potesse essere equivocata o percepita come spettacolarizzazione della disabilità. Niente più pietismo e sensazionalismo in tv il concetto che è stato evidenziato.

Attraverso le domande dei giovani analisti presenti in studio e all’intervento di Simonetta Agnello Hornby si è parlato anche della cattiveria della persona con disabilità che, essendo esattamente una persona come tutte le altre, può anche commettere cattive azioni o addirittura reati.
Questa parte mi ha colpito perché ho da sempre sostenuto questo concetto e il fatto che la persona abbia una disabilità, più o meno grave che sia, non deve santificarla agli occhi degli altri. Se una persona con disabilità commette un reato è reo come tutti agli occhi della legge.

Interessante e ricco di spunti poi il collegamento con  Barbara Serra, la quale ha raccontato di come la Bbc abbia una quota riservata di posti di lavoro dedicati alle persone con disabilità, dietro e davanti alle telecamere. Ha ricordato l’esempio di Gary O’Donoghue, inviato negli Stati Uniti quando ci fu l’uragano Katrina e oggi corrispondente da Washington, che è un reporter totalmente cieco.

Simonetta Agnello Hornby, che è nota al pubblico di RaiTre da quando viene trasmesso Io&George (docufilm che racconta il viaggio dall’Inghilterra all’Italia percorsa in varie tappe) che ha compiuto insieme al figlio George, ha descritto anche la differenza di approccio tra italiani e inglesi e che in fondo non c’è molta differenza quando ci si trova di fronte all’ignoranza e alla freddezza della gente che “non è cattiva ma che dev’essere educata”.

Roberto Speziali ha invece tenuto (anche per il ruolo che svolge) un ruolo più istituzionale, parlando di cultura dei diritti (parola questa, cultura, che dovrebbe essere sempre presente quando si parla di disabilità). Ha anche  ricordato il caro e apprezzatissimo Franco Bomprezzi (scomparso proprio un anno fa di questi giorni) introducendo così il tema  dell’ironia, dell’autoironia e del sarcasmo (tema caro a Franco) dando così assist di intervenire a Lella Costa, che di Franco era molto amica come lei stessa ha ricordato, in maniera molto spassosa ma altrettanto intelligente.

Che dire in conclusione, sicuramente una buona pagina di televisione, soprattutto del servizio pubblico, speriamo sempre più frequente e sempre più all’altezza del tema della disabilità, con le persone con disabilità sempre più presenti, che ha necessità di essere rappresentata per la sua cultura e non come spettacolo per fare audience.

Viaggiatori con disabilità: due nuovi servizi

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I viaggiatori con disabilità avranno presto a disposizione String Box e BookingAble.com per migliorare la loro condizione anche durante le vacanze.

I viaggiatori con disabilità sono i protagonisti di due nuovi e utili sevizi on line che saranno presto disponibili: si ispirano rispettivamente allo Smart Box e al celebre sito Booking.com, si chiamano String Box e BookingAble.com e si propongono di migliorare la condizione in cui si trovano i viaggiatori con disabilità, tracciando una nuova direzione per quanto riguarda il turismo “for all” e fornendo nuovi strumenti che rendano questi ultimi finalmente autonomi nel pieno rispetto delle pari opportunità.

Accessibilità per tutti e la possibilità di godere del proprio tempo al meglio, ovunque ci si trovi.

String Box

String Box è il primo Smart Box pensatoper turisti con disabilità e con altre esigenze specifiche,  nato dallacooperazione transnazionale tra 12 organizzazioni di 7 Paesi differenti che hanno delineato proposte turistiche accessibili a tutti. Le destinazioni proposte sono Piemonte in Italia, Avila in Spagna e Sozopol in Bulgaria, ognuna delle quali offre soluzioni di tour enogastronomici, attività all’aria aperta e visite culturali. La collaborazione puntuale di esperti tour operators specializzati in turismo accessibile permetterà anche alle persone con disabilità di vivere i propri viaggi con maggior facilità e tranquillità, senza le preoccupazioni logistiche, pratiche e sanitarie che purtroppo molto spesso condizionano i propri spostamenti.

BookingAble.com

BookingAble.com, online a partire da inizio 2016, ha l’obiettivo di creare un sistema diprenotazione on line con informazioni dettagliate, aggiornate e affidabili sull’accessibilità, in modo da consentire ai viaggiatori con disabilità la possibilità di prenotare direttamente on line camere, soggiorni e servizi turistici con garanzie di buona fruibilità. Il sito, a seconda della disabilità e quindi delle necessità del viaggiatore, seleziona le strutture ricettive adatte e le informa per offrire un’accoglienza adeguata agli speciali visitatori. Inoltre garantisce informazioni utili sul territorio e assistenza turistica telefonica sull’accessibilità del territorio per i viaggiatori che prenotano attraverso il portale.

Viaggiatori con disabilità, stesse opportunità

Ogni paese civile dovrebbe essere in grado di garantire le stesse opportunità a tutti i suoi cittadini e quindi ai viaggiatori e questi servizi si muovono in questa direzione. Grandissimo è l’apporto che in questo senso possono dare i nuovi mezzi di comunicazione e il digitale che permettono di eliminare le distanze e a volte anche le barriere che spesso si frappongono tra una vita “normale” e una con disabilità.
(LifeGate.com)

Il Cielo sopra gli Stadi – Errata Corrige

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Sento la necessità di chiarire qualcosa di cui ancora non ho parlato e che comunque riguarda tutto ciò che ha avuto a che fare col tour di Lorenzo Jovanotti della appena trascorsa estate, soprattutto col film “Gli Immortali”. In realtà è più una precisazione necessaria che mi riguarda direttamente.

Si tratta del libro di Massimo Poggini edito dalla Mondadori “Il Cielo sopra gli Stadi” nel quale l’autore nel dare una breve descrizione dei protagonisti delle storie de “Gli Immortali, il film di Lorenzo Jovanotti per la regia di Michele Truglio,  dice di me a pagina 125:

“Il secondo racconto riguarda Giovanni Cupidi, un ragazzo di trentasette anni che da oltre vent’anni sta combattendo contro la SLA.”
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Tengo a precisare che fortunatamente per me non sono affatto affetto da SLA (Sindrome Laterale Amiotrofica) ma la patologia che mi riguarda è una Tetraplegia esito da una lesione del midollo spinale.

Ho contattato l’autore Massimo Poggini, gentile e disponibile, per far lui presente questa svista e  insieme abbiamo deciso che avrei pubblicato io sul mio blog e altri social questa rettifica in modo da essere più preciso nella terminologia da usare.

Grazie a tutti e buona lettura.

Extra Lea, ha ragione… la Regione

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Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar piemontese che aveva annullato due delibere con le quali si classificano le prestazioni di assistenza al di fuori del bilancio della sanità. Tra gli “sconfitti” anche il Comune di Torino

Non spetta alla Sanità regionale coprire i costi per le prestazioni socio-assistenziali a domicilio. Anzi, essendo il Piemonte sottoposto al piano di rientro l’eventuale accollo di queste spese nel capitolo sanitario sarebbe stato illegittimo. È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato che, ribaltando la sentenza emessa dal Tar del Piemonte poco meno di una anno fa, ha dato ragione all’assessorato di corso Regina il quale aveva, appunto, impugnato il pronunciamento del Tribunale amministrativo che, accogliendo il ricorso di alcune associazioni di volontariato e delle famiglie dei malati, aveva annullato due delibere del 2013 con le quali si classificavano le prestazioni non professionali di assistenza tutelare alla persona come al di fuori dei livelli essenziali di assistenza, i Lea. Il rischio, paventato, di non vedere più erogati gli assegni era stato scongiurato tramite il pagamento a carico dell’assessorato alle Politiche Sociali. Una soluzione temporanea

LEGGI LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

Il provvedimento dei giudici amministrativi, che fissava ancora in quello della Sanità il settore competente per l’erogazione dei fondi per la non autosufficienza, aveva provocato più di una fibrillazione in Regione. In ballo vi sono non pochi milioni di euro.  Certo la questione si mostrava all’apparenza meramente formale, visto che i soldi vengono sempre erogati dall’ente di piazza Castello, ma il punto era (ormai dopo la decisione di Palazzo Spada) un altro, come all’epoca aveva spiegato l’uomo dei conti della giunta Chiamparino, Aldo Reschigna: “Si rischia di alterare l’equilibrio del bilancio della sanità, con conseguenze per l’uscita dal piano di rientro”.  Ed era stato lo stesso vicepresidente a indicare la soluzione nel ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. “Una decisione tecnica imposta dal Ministero dell’Economia per poter mantenere la strada dell’uscita dal piano di rientro dal debito sanitario –  avevano spiegato nei mesi scorsi gli assessori alla Sanità e alle Politiche Sociali Antonio Saitta e Augusto Ferrari – alla quale però la giunta regionale ha affiancato una scelta politica forte, quella di incrementare di 15 milioni di euro del fondo sanitario la quota destinata alla non autosufficienza che sale così da 265 a 280 milioni di euro per l’anno in corso”.

 

Un via quella imboccata dall’esecutivo aspramente contestata dal M5s che aveva bollato come “inaccettabile il ricorso al Consiglio di Stato per non pagare le prestazioni di assistenza da parte di operatori non professionali alle persone non autosufficienti ” aggiungendo che “quando era all’opposizione, il Pd aveva inscenato vibranti proteste contro la decisione di considerare extra Lea le prestazioni domiciliari per non autosufficienti ora difende queste scelte, non solo in Consiglio regionale ma addirittura nelle aule dei tribunali”. Per i grillini “i soldi per garantire le prestazioni non professionali di assistenza ai non autosufficienti si devono trovare all’interno del bilancio sanitario regionale, anche opponendosi ai tagli del Fondo Sanitario Nazionale”.

A sostenere la tesi contraria a quella della Regione, non solo le associazioni dei famigliari dei pazienti e quelle degli operatori promotrici del ricorso al Tar adesso annullato nel grado successivo, ma anche 18 consorzi e 14 Comuni in maniera diretta, tra questi quello di Torino. Con la «riclassificazione degli interventi domiciliari in lungoassistenza come extra Lea – è la tesi sostenuta da Palazzo di Città, tramite i legali – sostanzialmente trasferisce la “garanzia” di tali prestazioni ai Comuni» e quindi al settore dell’assistenza, i cui interventi sono erogati in base a criteri di beneficenza e vincolati alla disponibilità di risorse.

La sentenza emessa a Roma si pronuncia solo sul ricorso della Regione contro la decisione del Tar circa i ricorsi delle associazioni, ma è evidente come la stessa ha effetto – come precedente – anche su quanto sostenuto fino ad oggi, e ad oggi corroborato dalla decisione dei giudici amministrativi regionali, dai Comuni, Torino compreso. Anche per questo raccontano di una Elide Tisi, l’assessore all’assistenza della giunta di Piero Fassino, parecchi0 incupita ed irritata dopo aver appreso della vittoria incassata da Piazza Castello.

(lospiffero.com)

“Gli Immortali” – Il mio viaggio nel viaggio

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Come sapete ho partecipato alla realizzazione del docufilm di Lorenzo Jovanotti Cherubini Gli Immortali per la regia di Michele Truglio.

Vi racconto com’è andata questa esperienza ma anche come è nata la mia partecipazione e perché, al di là da chi provenisse la proposta (si sa che sono un grande fan di Lorenzo), ho deciso di accettare.

È iniziato tutto a febbraio di quest’anno 2015 quando ricevetti una email da parte di Lorenzo; in questa lettera mi spiegava fin nel dettaglio quale fosse la sua idea ossia quella di realizzare, oltre al Dvd del concerto del tour estivo, un vero e proprio film.
Lorenzo stesso ha raccontato in molte interviste: “Era natale. Pensavo allo spettacolo negli stadi, ai mille dettagli che lo compongono. È venuto a trovarmi Michele Truglio, un amico e un regista con cui ho condiviso tanti momenti, anche quell’incredibile Fantastico con Pippo Baudo. Più chiacchieravamo e più prendeva forma questo senso di gratitudine che ho nei confronti di quel pubblico che mi segue, che è diventato un popolo numerosissimo, ma un popolo di persone, ognuna con la sua vita e la sua storia. Cercavo di metter insieme le facce, i nomi, le vite. Ho iniziato a pensare che erano proprio loro Gli immortali, o meglio, “quegli immortali” della canzone che avrei cantato alla fine del concerto.“

Mi racconta, quindi, come stia progettando un film che racconti i concerti dell’estate in arrivo attraverso alcune storie di persone che abbiano comunque un rapporto con lui, che sia di amicizia o legato alla propria personale storia.

Mi spiega, ovviamente, il perché ha pensato di coinvolgermi e ciò che mi ha convinto (uno dei motivi) è il come avrebbe voluto raccontare la mia storia: nessun pietismo, nessuna intenzione di ricamarci sopra, ma semplicemente raccontare di me per come sono, per la mia intelligenza, la mia passione, la mia storia legata alla sua musica che comunque farebbe da sottofondo.

Ammetto che i primi minuti dopo aver letto la mail sono rimasto spiazzato e sorpreso perché di certo non mi aspettavo una proposta tosta come questa…e dopo averla condivisa coi “miei” ho risposto con grande entusiasmo alla mail di Lorenzo.
C’è da dire che con Lorenzo c’era già una conoscenza maturata negli anni, ad ogni concerto in sicilia avevo l’occasione di incontrarlo, parlare un pò con lui e poi senza contare i social network. Ma mai mi sarei aspettato nulla del genere! Una figata, consentitemelo!

La macchina di produzione del film si mette in moto, per quanto mi riguarda, nel mese di maggio scorso nel corso del quale ho diversi colloqui telefonici con uno degli autori (Lamberto Ciabatti), col regista Michele Truglio e con la produzione. Nel corso di questi appuntamenti mi vengono rivolte tantissime domande sulla mia vita, sulla mia storia, sul mio rapporto con Lorenzo e la sua musica e faccio diverse domande anch’io ovviamente ma soprattutto viene presa una decisione fondamentale: ossia che avrei affrontato il viaggio verso Milano destinazione Stadio Giuseppe Meazza! Non è una decisione da poco perché muovermi, spostarmi per così lunghe distanze mi obbliga ad una organizzazione in termini di mezzi, fatica e persone (che mi assistano) non di poco conto. Devo dire che ho riscontrato una premura nei miei confronti da parte dello staff e della produzione incredibile, persone con una sensibilità straordinaria a cui in fondo interessava che io potessi affrontare davvero questo sforzo al di là del mio entusiasmo. Questa cosa mi ha colpito e commosso e il regista Michele Truglio se ne convinse davvero quando gli dissi che per me questa avventura avrebbe rappresentato “un viaggio nel viaggio”. Dentro questa espressione c’è per me moltissimo che spiegarvelo richiederebbe almeno un altro post!

Viene deciso quindi come raggiungere Milano sia nei tempi che con quale mezzo: si decide di partire quindi col mio furgone personale prendendo il traghetto che da Palermo porta a Genova per poi proseguire su strada verso Milano.
L’appuntamento è quindi per il 24 giugno al molo di Palermo zona traghetti dove avremmo incontrato e finalmente conosciuto la troupe che avrebbe filmato tutto il nostro viaggio da Palermo fino al termine del concerto di Milano del 26 giugno. Dico nostro perché con me sono partiti mia madre, mia sorella, un mio assistente personale e il mio più che caro amico Giovanni nonché mio compare che poi avrebbe anch’egli (e solo lui) partecipato al film.
La troupe è invece formata dall’autore Lamberto Ciabatti, dal regista Francesco Raganato, dall’aiuto regista Nunzio, dal fonico Danilo Romancino e dalla producer Teresa Antonioni.

Le riprese iniziano subito sin dalla partenza dal molo di Palermo e subito ci siamo dovuti (io e Giovanni) calare nella parte, parte che non prevedeva altro che essere noi stessi e dialogare tra noi come poi si vede nel film. Sulla nave giriamo (cinematograficamente) e ci divertiamo in parecchie situazioni alcune naturali altre un pò costruite ma sempre basate sulle esperienze comuni tra me e Giovanni. L’idea di fondo è quella di raccontare il viaggio di due amici appassionati di musica e della musica di Lorenzo Jovanotti verso il concerto di Milano.
Il viaggio in nave procede piuttosto regolarmente e senza intoppi nonostante a me ne capitino di solito sempre di ogni tipo. Purtroppo l’unica nota davvero spiacevole (di cui ho già parlato in questo post) è la cabina riservata alle persone con disabilità.
Arrivati a Genova facciamo qualche ripresa anche lì e poi si va su strada verso Milano – San Siro.
Arriviamo al B&B nel quale avremmo soggiornato all’incirca alle dieci di sera e per nostra sorpresa il B&B è situato proprio difronte sua maestà il Meazza: sentirsi come bambini coi regali di natale.
Arriviamo il 25 sera, la sera del primo concerto dei tre di Lorenzo a San Siro e da fuori sentiamo il fragore della gente dentro lo stadio e Il più grande spettacolo dopo il Big Bang…che dire di un arrivo così, emozionante e adrenalinico!
A differenza dell’alloggio in nave qui nel B&B ci troviamo, soprattutto mi trovo, abbastanza bene. Non certo lo standard di cui necessito ma per un paio di sere va benissimo.
Il giorno dopo abbiamo appuntamento con la crew per continuare a girare già di mattina per poi ritrovarci alle 19 per continuare però in direzione stadio stavolta. Ci vengono forniti i nostri pass che ci danno l’accesso a tutto lo stadio.
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Entrare dentro il Meazza, vedere quel palco immenso col fulmine tricolore, gli spalti e il prato che vanno riempendosi e che tutto questo venga ripreso con me (e Giovanni) protagonista è indescrivibile! Emozione su emozioni. Come dico nel film, aver portato un interista sfegatato come me dentro San Siro a vedere il concerto del proprio cantante preferito è qualcosa di fantastico, per me.

Del concerto non dirò altro se non che credo sia il più bello spettacolo che Lorenzo abbia mai messo su, per musica, immagini, situazioni, energie ed emozioni! Ti arriva addosso e ti travolge con una semplicità disarmante seppur sia molto complesso e ricco. Super!
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La postazione da cui assistiamo al concerto io e Giovanni è la tribuna dedicata alle persone con disabilità a mobilità ridotta mentre i miei familiari e il mio assistente vengono ospitati in tribuna vip. Si vede tutto benissimo perché eravamo ad altezza palco.
Le registrazioni che mi (ci) riguardano continuano ad intervalli ma comunque durante tutto il concerto ma anche dopo. È infatti previsto un incontro con Lorenzo dopo il concerto in una sala vip dello stadio. Questo incontro ai fini del film è molto importante, è infatti l’unico momento in cui le persone le quali storie vengono raccontate si incontrano per davvero, fisicamente, ed incontrano tutti insieme Lorenzo. Storie tutte diverse tra loro ma che hanno in comune la passione per la musica di Lorenzo. Vi sono la famiglia Gravina di Taranto (Simona e Gianni coi figli Mattia e Daniele) che ha fatto il viaggio in auto fino a Milano, il campione del mondo di motocross Tony Cairoli, Angelo Sonnino fan nonché dj che ha messo su una tribute band dedicata a Jovanotti, Carolina che il giorno del concerto ha sostenuto l’esame di maturità col sogno di diventare attrice e Ed Menichella giovane musicista che ha aperto i concerti del tour di Lorenzo.

L’incontro con Lorenzo è molto emozionante anche se con un pò di spavalderia riesco ad affrontarlo molto bene. Arriva carico delle pettorine come quelle della copertina di Lorenzo 2015cc che poi ognuno di noi immortali avrebbe indossato per le foto finali. Lui anche dopo tre ore di concerto è sempre quella persona eccezionale che ho imparato a conoscere ma vi assicuro che il modo in cui ci ha accolto e, permettetemi, il modo in cui ha accolto me è per me commovente: felice e stupito di vedermi, vedere che ce l’avevamo fatta a fare questa lucida follia insieme. Anche le parole che ha speso per me descrivendomi agli altri immortali mi hanno molto commosso. Uniti da un abbraccio fraterno. Foto e autografi, resto pur sempre irrimediabilmente un suo fan.
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Il day after è irreale, ci si deve mettere in viaggio (lo stesso dell’andata ma arritroso) verso casa. Salutare i nostri nuovi amici (la crew) è davvero difficile. Dico amici perché per quanto strano possa sembrarvi in due giorni si è creato un legame forte con queste persone tutte davvero a loro modo speciali. È infatti un carico di grande umanità e gratitudine che mi porto a casa da questi giorni incredibili. Mi hanno riempito il cuore e lasciato un segno indelebile proprio per la loro gentilezza, premura, immedesimazione, empatia…che bello esistano persone così!
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Lasciatemi dire qualcosa anche sul regista del film Michele Truglio. Ci eravamo sentiti solo per telefono e l’ho incontrato al termine dell’incontro post concerto con Lorenzo. È stato un incontro magico, ci siamo intesi subito come se ci conoscessimo da non so quanto tempo. Vi racconto una chicca per farvi capire : durante il concerto quando parte Tutto Acceso mi viene l’idea di poter far vedere come utilizzo il mio smartphone (uso una bacchetta capacitiva con la bocca) e faccio segno a Francesco (Raganato, il regista) di riprendermi mentre scrivo su Facebook le parole Tutto Acceso. Quando ho visto che nel film Michele (Truglio) aveva montato questo frame ne sono stato felicissimo. Chiamatela telepatia.

Il nostro sodalizio si è rinforzato poi durante la tappa del tour a Messina (altra storia).

Cosa dire del film: ho visto il risultato finale, seppur avevo avuto la possibilità di seguirne l’evoluzione durante tutta l’estate ma senza vedere immagini, soltanto alla sua messa in onda pochi giorni fa su Sky. Ne sono davvero orgoglioso, ha rispettato tutte le premesse, è coinvolgente, immagini spettacolari e tutte le storie hanno una loro forza e portano un arricchimento alle altre e mi ha emozionato molto, anche se vedersi sullo schermo fa sempre strano. Mi fa felice il fatto che sono riusciti a rappresentarmi per quello che è il mio atteggiamento, ossia che la mia disabilità c’è ma non si vede.
Truglio per me è un mago!

Lasciatemi ringraziare innanzitutto Lorenzo Jovanotti per avermi coinvolto e saputo coinvolgere in questa avventura, tutta la produzione artistica che ha fatto sì che la mia storia potesse essere raccontata per come è stato fatto, la produzione del film che ha messo a disposizione tutto ciò di cui avevo bisogno per affrontare al meglio il viaggio e anche la mia famiglia allargata che mi ha accompagnato e supportato in tutto.

“E lo ripeto ancora per impararlo a memoria in questi giorni impazziti di polvere e di gloria e lo ridico ancora fino a strapparmi le corde vocali ora che siamo qui Noi Siamo Gli Immortali!”

PS Se mi verrà di aggiungere altro ne parlerò.