“Gli Immortali” – Il mio viaggio nel viaggio

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Come sapete ho partecipato alla realizzazione del docufilm di Lorenzo Jovanotti Cherubini Gli Immortali per la regia di Michele Truglio.

Vi racconto com’è andata questa esperienza ma anche come è nata la mia partecipazione e perché, al di là da chi provenisse la proposta (si sa che sono un grande fan di Lorenzo), ho deciso di accettare.

È iniziato tutto a febbraio di quest’anno 2015 quando ricevetti una email da parte di Lorenzo; in questa lettera mi spiegava fin nel dettaglio quale fosse la sua idea ossia quella di realizzare, oltre al Dvd del concerto del tour estivo, un vero e proprio film.
Lorenzo stesso ha raccontato in molte interviste: “Era natale. Pensavo allo spettacolo negli stadi, ai mille dettagli che lo compongono. È venuto a trovarmi Michele Truglio, un amico e un regista con cui ho condiviso tanti momenti, anche quell’incredibile Fantastico con Pippo Baudo. Più chiacchieravamo e più prendeva forma questo senso di gratitudine che ho nei confronti di quel pubblico che mi segue, che è diventato un popolo numerosissimo, ma un popolo di persone, ognuna con la sua vita e la sua storia. Cercavo di metter insieme le facce, i nomi, le vite. Ho iniziato a pensare che erano proprio loro Gli immortali, o meglio, “quegli immortali” della canzone che avrei cantato alla fine del concerto.“

Mi racconta, quindi, come stia progettando un film che racconti i concerti dell’estate in arrivo attraverso alcune storie di persone che abbiano comunque un rapporto con lui, che sia di amicizia o legato alla propria personale storia.

Mi spiega, ovviamente, il perché ha pensato di coinvolgermi e ciò che mi ha convinto (uno dei motivi) è il come avrebbe voluto raccontare la mia storia: nessun pietismo, nessuna intenzione di ricamarci sopra, ma semplicemente raccontare di me per come sono, per la mia intelligenza, la mia passione, la mia storia legata alla sua musica che comunque farebbe da sottofondo.

Ammetto che i primi minuti dopo aver letto la mail sono rimasto spiazzato e sorpreso perché di certo non mi aspettavo una proposta tosta come questa…e dopo averla condivisa coi “miei” ho risposto con grande entusiasmo alla mail di Lorenzo.
C’è da dire che con Lorenzo c’era già una conoscenza maturata negli anni, ad ogni concerto in sicilia avevo l’occasione di incontrarlo, parlare un pò con lui e poi senza contare i social network. Ma mai mi sarei aspettato nulla del genere! Una figata, consentitemelo!

La macchina di produzione del film si mette in moto, per quanto mi riguarda, nel mese di maggio scorso nel corso del quale ho diversi colloqui telefonici con uno degli autori (Lamberto Ciabatti), col regista Michele Truglio e con la produzione. Nel corso di questi appuntamenti mi vengono rivolte tantissime domande sulla mia vita, sulla mia storia, sul mio rapporto con Lorenzo e la sua musica e faccio diverse domande anch’io ovviamente ma soprattutto viene presa una decisione fondamentale: ossia che avrei affrontato il viaggio verso Milano destinazione Stadio Giuseppe Meazza! Non è una decisione da poco perché muovermi, spostarmi per così lunghe distanze mi obbliga ad una organizzazione in termini di mezzi, fatica e persone (che mi assistano) non di poco conto. Devo dire che ho riscontrato una premura nei miei confronti da parte dello staff e della produzione incredibile, persone con una sensibilità straordinaria a cui in fondo interessava che io potessi affrontare davvero questo sforzo al di là del mio entusiasmo. Questa cosa mi ha colpito e commosso e il regista Michele Truglio se ne convinse davvero quando gli dissi che per me questa avventura avrebbe rappresentato “un viaggio nel viaggio”. Dentro questa espressione c’è per me moltissimo che spiegarvelo richiederebbe almeno un altro post!

Viene deciso quindi come raggiungere Milano sia nei tempi che con quale mezzo: si decide di partire quindi col mio furgone personale prendendo il traghetto che da Palermo porta a Genova per poi proseguire su strada verso Milano.
L’appuntamento è quindi per il 24 giugno al molo di Palermo zona traghetti dove avremmo incontrato e finalmente conosciuto la troupe che avrebbe filmato tutto il nostro viaggio da Palermo fino al termine del concerto di Milano del 26 giugno. Dico nostro perché con me sono partiti mia madre, mia sorella, un mio assistente personale e il mio più che caro amico Giovanni nonché mio compare che poi avrebbe anch’egli (e solo lui) partecipato al film.
La troupe è invece formata dall’autore Lamberto Ciabatti, dal regista Francesco Raganato, dall’aiuto regista Nunzio, dal fonico Danilo Romancino e dalla producer Teresa Antonioni.

Le riprese iniziano subito sin dalla partenza dal molo di Palermo e subito ci siamo dovuti (io e Giovanni) calare nella parte, parte che non prevedeva altro che essere noi stessi e dialogare tra noi come poi si vede nel film. Sulla nave giriamo (cinematograficamente) e ci divertiamo in parecchie situazioni alcune naturali altre un pò costruite ma sempre basate sulle esperienze comuni tra me e Giovanni. L’idea di fondo è quella di raccontare il viaggio di due amici appassionati di musica e della musica di Lorenzo Jovanotti verso il concerto di Milano.
Il viaggio in nave procede piuttosto regolarmente e senza intoppi nonostante a me ne capitino di solito sempre di ogni tipo. Purtroppo l’unica nota davvero spiacevole (di cui ho già parlato in questo post) è la cabina riservata alle persone con disabilità.
Arrivati a Genova facciamo qualche ripresa anche lì e poi si va su strada verso Milano – San Siro.
Arriviamo al B&B nel quale avremmo soggiornato all’incirca alle dieci di sera e per nostra sorpresa il B&B è situato proprio difronte sua maestà il Meazza: sentirsi come bambini coi regali di natale.
Arriviamo il 25 sera, la sera del primo concerto dei tre di Lorenzo a San Siro e da fuori sentiamo il fragore della gente dentro lo stadio e Il più grande spettacolo dopo il Big Bang…che dire di un arrivo così, emozionante e adrenalinico!
A differenza dell’alloggio in nave qui nel B&B ci troviamo, soprattutto mi trovo, abbastanza bene. Non certo lo standard di cui necessito ma per un paio di sere va benissimo.
Il giorno dopo abbiamo appuntamento con la crew per continuare a girare già di mattina per poi ritrovarci alle 19 per continuare però in direzione stadio stavolta. Ci vengono forniti i nostri pass che ci danno l’accesso a tutto lo stadio.
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Entrare dentro il Meazza, vedere quel palco immenso col fulmine tricolore, gli spalti e il prato che vanno riempendosi e che tutto questo venga ripreso con me (e Giovanni) protagonista è indescrivibile! Emozione su emozioni. Come dico nel film, aver portato un interista sfegatato come me dentro San Siro a vedere il concerto del proprio cantante preferito è qualcosa di fantastico, per me.

Del concerto non dirò altro se non che credo sia il più bello spettacolo che Lorenzo abbia mai messo su, per musica, immagini, situazioni, energie ed emozioni! Ti arriva addosso e ti travolge con una semplicità disarmante seppur sia molto complesso e ricco. Super!
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La postazione da cui assistiamo al concerto io e Giovanni è la tribuna dedicata alle persone con disabilità a mobilità ridotta mentre i miei familiari e il mio assistente vengono ospitati in tribuna vip. Si vede tutto benissimo perché eravamo ad altezza palco.
Le registrazioni che mi (ci) riguardano continuano ad intervalli ma comunque durante tutto il concerto ma anche dopo. È infatti previsto un incontro con Lorenzo dopo il concerto in una sala vip dello stadio. Questo incontro ai fini del film è molto importante, è infatti l’unico momento in cui le persone le quali storie vengono raccontate si incontrano per davvero, fisicamente, ed incontrano tutti insieme Lorenzo. Storie tutte diverse tra loro ma che hanno in comune la passione per la musica di Lorenzo. Vi sono la famiglia Gravina di Taranto (Simona e Gianni coi figli Mattia e Daniele) che ha fatto il viaggio in auto fino a Milano, il campione del mondo di motocross Tony Cairoli, Angelo Sonnino fan nonché dj che ha messo su una tribute band dedicata a Jovanotti, Carolina che il giorno del concerto ha sostenuto l’esame di maturità col sogno di diventare attrice e Ed Menichella giovane musicista che ha aperto i concerti del tour di Lorenzo.

L’incontro con Lorenzo è molto emozionante anche se con un pò di spavalderia riesco ad affrontarlo molto bene. Arriva carico delle pettorine come quelle della copertina di Lorenzo 2015cc che poi ognuno di noi immortali avrebbe indossato per le foto finali. Lui anche dopo tre ore di concerto è sempre quella persona eccezionale che ho imparato a conoscere ma vi assicuro che il modo in cui ci ha accolto e, permettetemi, il modo in cui ha accolto me è per me commovente: felice e stupito di vedermi, vedere che ce l’avevamo fatta a fare questa lucida follia insieme. Anche le parole che ha speso per me descrivendomi agli altri immortali mi hanno molto commosso. Uniti da un abbraccio fraterno. Foto e autografi, resto pur sempre irrimediabilmente un suo fan.
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Il day after è irreale, ci si deve mettere in viaggio (lo stesso dell’andata ma arritroso) verso casa. Salutare i nostri nuovi amici (la crew) è davvero difficile. Dico amici perché per quanto strano possa sembrarvi in due giorni si è creato un legame forte con queste persone tutte davvero a loro modo speciali. È infatti un carico di grande umanità e gratitudine che mi porto a casa da questi giorni incredibili. Mi hanno riempito il cuore e lasciato un segno indelebile proprio per la loro gentilezza, premura, immedesimazione, empatia…che bello esistano persone così!
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Lasciatemi dire qualcosa anche sul regista del film Michele Truglio. Ci eravamo sentiti solo per telefono e l’ho incontrato al termine dell’incontro post concerto con Lorenzo. È stato un incontro magico, ci siamo intesi subito come se ci conoscessimo da non so quanto tempo. Vi racconto una chicca per farvi capire : durante il concerto quando parte Tutto Acceso mi viene l’idea di poter far vedere come utilizzo il mio smartphone (uso una bacchetta capacitiva con la bocca) e faccio segno a Francesco (Raganato, il regista) di riprendermi mentre scrivo su Facebook le parole Tutto Acceso. Quando ho visto che nel film Michele (Truglio) aveva montato questo frame ne sono stato felicissimo. Chiamatela telepatia.

Il nostro sodalizio si è rinforzato poi durante la tappa del tour a Messina (altra storia).

Cosa dire del film: ho visto il risultato finale, seppur avevo avuto la possibilità di seguirne l’evoluzione durante tutta l’estate ma senza vedere immagini, soltanto alla sua messa in onda pochi giorni fa su Sky. Ne sono davvero orgoglioso, ha rispettato tutte le premesse, è coinvolgente, immagini spettacolari e tutte le storie hanno una loro forza e portano un arricchimento alle altre e mi ha emozionato molto, anche se vedersi sullo schermo fa sempre strano. Mi fa felice il fatto che sono riusciti a rappresentarmi per quello che è il mio atteggiamento, ossia che la mia disabilità c’è ma non si vede.
Truglio per me è un mago!

Lasciatemi ringraziare innanzitutto Lorenzo Jovanotti per avermi coinvolto e saputo coinvolgere in questa avventura, tutta la produzione artistica che ha fatto sì che la mia storia potesse essere raccontata per come è stato fatto, la produzione del film che ha messo a disposizione tutto ciò di cui avevo bisogno per affrontare al meglio il viaggio e anche la mia famiglia allargata che mi ha accompagnato e supportato in tutto.

“E lo ripeto ancora per impararlo a memoria in questi giorni impazziti di polvere e di gloria e lo ridico ancora fino a strapparmi le corde vocali ora che siamo qui Noi Siamo Gli Immortali!”

PS Se mi verrà di aggiungere altro ne parlerò.

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11 pensieri su ““Gli Immortali” – Il mio viaggio nel viaggio

  1. Matteo Maria Morelli

    Ciao Giovanni!
    Ho appena visto il docufilm e ho sentito il bisogno di cercarti in qualche modo, vorrei semplicemente dirti grazie.
    Senza pietismi.
    Te lo dico da persona che si emoziona a persona che si emoziona, senza pensare ad altro, grazie per il tuo sorriso!

    • Moira

      Che bello Giovanni!!!! Mi hai emozionato con il tuo racconto dettagliato e personale del film! Ci credo tantissimo quando dici che tra voi protagonisti è nata una vera e bella amicizia. Anche a me è capitato di conoscere realmente amici virtuali dei vari gruppi ed ora ci sentiamo, ci scriviamo, andiamo ai concerti insieme..come dice Lorenzo stesso, riesce ad unire in un unico grande cuore persone diverse, perché lui è una persona bella, vera, meravigliosa !

  2. Sandro Cardinale

    Beh Giovanni se non sei immortale tu, con la tua vitalità, non lo potrà essere nessuno in questa terra, “nonostante le tue limitazioni”, dai una lezione di vita a tutti…
    e un grande come Lorenzo c’ha visto lungo con te…
    Rimani il gladiatore di sempre…
    Complimenti!

  3. Valentino

    Grande, Giovanni.
    E ti confermo quello che ho già avuto modo di dirti: non solo è un film bello da vedere, ma è sopratutto un film bellissimo da rivedere.

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