Il Mio “Disability Pride Italia” 

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Cari lettori come già scritto in precedenti post dall’8 al 10 luglio scorso si è tenuto a Palermo presso i Cantieri Culturali della Zisa il primo Disability Pride Italia cui ho avuto l’onore di partecipare come relatore in una  sessione e anche avere contribuito alla sua organizzazione.
La manifestazione nei suoi tre giorni di convegni, ma anche dibattiti, proiezione di film e concerti jazz, ha trattato molti temi: dal turismo accessibile alla sessualità ma anche dall’assistenza sanitaria al nomenclatore unico, il tutto dando anche ampio spazio alle associazioni che hanno partecipato alla manifestazione. È stato messo a loro disposizione il Disability  Village dove poter allestire un proprio punto informativo.

Nella sessione a cui ho partecipato, anche in delegazione con l’associazione di cui sono vicepresidente Insieme per l’Autismo onlus e la sua Presidente Emerito Angiola Rotella, sono stato relatore sul tema riguardante Autodeterminazione, Vita Indipendente e Assistenza Domiciliare Indiretta .Durante questa sessione sono stati approfonditi temi come l’Autismo, il Nomenclatore Unico e la relazione tra Indipendenza e Psicologia. È stata anche una occasione per ricordare la petizione che ho lanciato su change.org. 

Qui di seguito trovate il video dell’intervento della Presidente di Insieme per l’Autismo (1) e il video del mio intervento (2) (mi perdonerete qualche incertezza per una difficoltà tecnica) e una galleria delle slide relative.

(1) https://youtu.be/PFCLDWreitk

(2) https://youtu.be/3PXdvNsoRCA

 

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Tutte le sessioni e tutti i relatori hanno portato le proprie competenze e le proprie esperienze affinché ogni tema potesse essere ben presentato e sviluppato e alcune di esse sono state davvero stimolanti. Subito dopo gli interventi la parola veniva data alla sala per un dibattito sui temi appena svoltisi.

Purtroppo c’è da rilevare, con amarezza, la poca partecipazione della società civile all’evento e la assoluta assenza della classe politica. Questo è qualcosa che davvero mi ha dispiaciuto e che a relatori e relazioni di ottimo livello non ha fatto corrispondere un altrettanto valido dibattito, sicuramente durante la sessione cui ho preso parte, rischiando di trasformarlo in una discussione tra soliti noti.

Il Pride ha invece avuto un buon riscontro sui media, in particolare sui social network. Anche la Rai con la testata giornalistica regionale, così come altre reti televisive locali, ha realizzato un servizio andato in onda durante l’edizione delle 19.30 di giorno 9 luglio. Nel servizio che potete vedere qui di seguito siamo stati intervistati sia io che l’organizzatore Carmelo Comisi. 

https://youtu.be/Wo_Uc7W6p7c

Sempre attraverso il web sono anche arrivati i saluti dal Commissario per la disabilità della città di New York.

Sono state giornate molto importanti e significative per me nelle quali comunque mi sono messo alla prova con la certezza, perché sono questi già gli intenti annunciati, che questa manifestazione verrà svolta ogni anno e che sarà itinerante di anno in anno su tutto il territorio nazionale. Stiamo già lavorando alla edizione del prossimo anno!

Voglio e devo assolutamente fare un ringraziamento particolare all’organizzatore del Disability Pride Italia Carmelo Comisi e alla Associazione MOVIS per la determinazione con la quale sono riusciti ad organizzare la manifestazione così complessa e articolata.

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2 pensieri su “Il Mio “Disability Pride Italia” 

  1. francesco comisi

    Vita indipendente e assistenza domiciliare indiretta temi trattati con cognizione di causa da Giovanni Cupidi sono la base per dare dignità a chi è affetto da una grave disabilità e così come prescritto dalla Convenzione ONU sui diritti dei disabili elargita a chi ne fa richiesta. Non ci fermeremo finchè non ci sarà garantito quanto ci spetta…

  2. Claudio

    Il Nostro è un paese davvero “strano”. fino a quando una classe “sociale” in questo caso i disabili non raggiungeranno un numero minimo necessario ad eleggere un politico o a sostenere una classe politica nessuno dei politici appunto si occuperà di loro. E’ sempre stato così per tutte le minoranze. Aggiungo e concludo non smettiamo di parlarne, non smettiamo di diffondere i disagi e non smettiamo di richiamare l’attenzione di chi ha i poteri, e non smettiamo per chi lo è di essere solidali e disponibili nei confronti di chi “semplicemente” è diverso e per questo comunque in parte soffre…

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