Musica per tutti grazie alla tecnologia: ecco gli strumenti suonati dai disabili

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La sinergia tra Accordiabili e Informatici senza barriere ha lo scopo di creare strumenti musicali per persone con disabilità, permettendo a tutti di suonare: a partire dalla tromba per il jazzista disabile Vincenzo Deluci. Un joystick telecomanda delle elettrocalamite che azionano i tasti della tromba, grazie a una tecnologia studiata ad hoc

Suonare il pianoforte senza poter muovere le braccia, o la tromba, senza muovere le dita. Tutto è possibile, quando musica e tecnologia s’incontrano: come è accaduto quando Vincenzo Deluci, trombettista jazz disabile e fondatore di Accordiabili, ha deciso di lavorare insieme a Roberto Denicolo, di Informatici senza frontiere. Obiettivo: creare strumenti musicali per tutti, permettendo anche a chi ha una disabilità di suonare uno strumento musicale.

E la prima “creatura” è stata proprio una tromba per Vincenzo Deluci: un joystick telecomanda delle elettrocalamite che azionano i tasti della tromba, grazie a una tecnologia studiata ad hoc. “Trovare una soluzione idonea non è stato immediato, si è partiti da un trombone semplificato cui via via sono state fatte delle modifiche”, spiega Roberto De Nicolò, che ha seguito il progetto per Informatici Senza Frontiere.

Tutto è piuttosto semplice nel caso della tromba, che ha solo tre tasti: ma come fare con il clarinetto e i suoi numerosi tasti? Ci hanno pensato, senza farsi scoraggiare dall’impresa, Angelo Giodice, Fabrizio Lippolis e Roberto De Nicolò di “Informatici senza frontiere”. Ed è venuta così l’idea del “Nurrinetto 1.0”, pensato per il clarinettista Francesco Nurra, che a causa di una malattia neurodegeneraticva ha una mobilità sempre più limitata. I tasti sono posti su manopole realizzate con stampanti 3D. Tramite un computer, il sintetizzatore riproduce i suoni digitati, mentre un sistema di insufflazione consente di modulare l’aria introdotta nello strumento. Lo strumento è ancora in fase di studio, con modifiche via via suggerite dal suo utilizzatore.

“I nostri progetti sono personalizzati perché ogni musicista ha le sue specifiche esigenze – spiega Dino Maurizio, presidente di Informatici senza Frontiere – Il nostro obiettivo è mettere la tecnologia, con ricerche su hardware e software, al servizio delle persone. Ed è incredibile quante soluzioni nuove si possano trovare. La nostra più grande soddisfazione è aiutare le persone a coltivare una passione importante per le loro vite”.

Ora sono allo studio altri due strumenti musicali: un pianoforte e una batteria. Il pianoforte per una persona che non può muovere le braccia all’altezza dello strumento. Per lei si sta studiando un carrello che agevoli tali movimenti. La batteria è invece per un ragazzo con disabilità alle articolazioni.

Ad oggi questi progetti sono stati realizzati senza finanziamenti, con la buona volontà e l’impegno delle persone. “Da anni Informatici senza frontiere si impegna per la disabilità. Ad esempio con il progetto Paperboy/Strillone, una App che consente ai non vedenti di ascoltare le notizie del proprio quotidiano preferito. Vorremmo fare di più’, ma, per poter fare di più’, servono, oltre ai volontari, anche un po’ di finanziamenti e questi purtroppo scarseggiano. Ci piacerebbe trovare più’ aiuto da cittadini e imprese sensibili a queste problematiche”, conclude afferma Dino Maurizio, presidente di Isf. Con qualche risorsa in più, la musica potrebbe davvero cambiare…  

(Redattore Sociale)

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