Il gioco delle tre carte di alcuni comuni ai disabili gravissimi siciliani

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Cari lettori del blog,

dopo la parziale vittoria ottenuta con l’erogazione degli assegni di cura per le persone con disabilità gravissima e dopo che l’erogazione degli assegni da parte delle ASP avviene con lentezza straordinaria ecco che quello che temevamo si sta avverando. Ci avevano provato più volte in più comuni, ma il comune di Ragusa lo ha messo per iscritto: Accettando il patto di cura si rinuncia a quelle già limitate ore di assistenza che venivano date. Il grande piano di questo governo ormai alla frutta si sta dimostrando un grande BLUFF:

1. Non tiene in considerazione i disabili Gravi

2. Non garantisce l’applicazione della legge (con presa in carico, UVM e piani personalizzati)

3. Non garantisce i servizi

4. Non garantisce continuità alle erogazioni .

Ci avete messo uno contro l’altro per una manciata di soldi e tapparci la bocca. Come i peggiori tra i prestigiatori fate il gioco delle tre carte dandoci qualcosa per toglierci tutto…Questo è inaccettabile, indecente, vergognoso…Alla assessora Mangano e al grande assente Gucciardi chiediamo subito di prendere posizione, monitorare le Asp e comunicare i dati sull’andamento dei lavori delle ASP (al collasso); al comune di Ragusa chiediamo di ritirare la nota immediatamente altrimenti verranno denunciati per interruzione di pubblico servizio ed abuso di ufficio.

Il comitato #SiamoHandicappatiNoCretini

Articolo di blogsicilia

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Nel circuito del Mugello la gara internazionale dei piloti con disabilità

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Al via questo weekend sul tracciato del Mugello la 4° edizione della Dream World Bridgestone Cup, la gara internazionale riservata a piloti con disabilità: 7 nazioni coinvolte e 42 atleti paralimpici, un record mondiale, si sfideranno in sella alle loro moto per portare a casa il titolo 2017. Il motociclismo paralimpico internazionale ritorna in Italia e questo weekend sul tracciato del Mugello si disputerà la 4° edizione della Dream World Bridgestone Cup, la competizione motoristica delle due ruote dedicata a piloti disabili, ospitata all’interno della Coppa FMI Velocità organizzata da Promoracing.

LA STORIA

La Dream World Bridgestone Cup nasce su iniziativa della Onlus Di.Di. Diversamente Disabili che nel 2013 ha promosso in Italia il primo campionato motociclistico dedicato a chi ha una disabilità motoria. L’iniziativa, unica al mondo, nel giro di pochi mesi ha riscosso grandi apprezzamenti ben oltre i confini nazionali: l’associazione ha così deciso di organizzare una gara aperta anche a piloti stranieri per dar loro la possibilità di confrontarsi con simili problematiche. Nel 2014 dunque la prima edizione, sempre al Mugello, che ha visto la partecipazione di 16 piloti italiani e dell’australiano Alan Kempster, un personaggio unico (ha una amputazione totale del braccio e della gamba destra, corre senza protesi e guida con tutti i comandi spostati a sinistra) giunto in Italia grazie a una raccolta fondi. Ad ospitare l’edizione del 2015 è stato il circuito capitolino di Vallelunga, con 20 i piloti al via, provenienti da Nuova Zelanda, Inghilterra e Francia. Edizione importante per il movimento paralimpico, grazie alla partecipazione del talentuoso Stephane Paulus e della sua associazione Handy Free Riders che successivamente ha promosso anche in Francia un campionato dedicato. Con una crescita costante sia di prestazioni che di numeri, si ritorna al Mugello nel 2016: 28 piloti iscritti, con numerose presenze da Francia, Inghilterra, Belgio e Colombia.

LA DREAM CUP 2017

C’è grande attesa per questa 4° edizione, che si presenta sotto le migliori aspettative: 42 piloti allo start, record assoluto, il massimo consentito dal regolamento, con 7 nazioni coinvolte: Italia, Belgio, Francia, Spagna, Colombia, Austria e Repubblica Ceca. Il Mugello sarà anche l’ultima tappa valida per il campionato italiano, il Di.Di.Bridgestone Cup: a giocarsi il titolo nelle 1000cc. Emiliano Malagoli, presidente della Onlus Di.Di., in testa alla classifica, seguito da Emiliano Alberti e Franco Ubaldini. Mentre per le 600cc., il viterbese Maurizio Castelli, vincitore della gara a Le Mans, dovrà difendersi dai diretti avversari Alex Innocenti e Giorgio Quintana. Mattia Buriani dovrà invece guardarsi le spalle da Fulvio Giusti e Fabio Tagliabue per conquistare il primo posto nella classifica nel “Lesser Impaired” (altre disabilità). Anche i piloti del Team francese dell’associazione Handy Free Riders si giocheranno il 1° titolo della “PMR CUP 2017” (Piloti con Mobilità Ridotta) sul tracciato toscano: nelle 1000cc. Stephane Paulus, Aurelien Biard e Cedric Bagarre si contenderanno le prime 3 posizioni, mentre nelle 600cc. il gradino più alto del podio è in gioco tra Christophe Bernard, Cedric Bleaud e Kevin Simonato. Sia le prove di qualifica che la partenza verranno calcolate in base ai coefficienti di disabilità come avviene per le paralimpiadi, coefficienti che la Onlus Di.Di. sta studiando da oramai 4 anni, grazie alla collaborazione di Igor Confortin, allenatore della nazionale di Para Snowboard. La partenza, lanciata, sarà in stile Le Mans, con i piloti schierati sulle loro moto sorretti dal proprio staff, di fronte alle tribune. Competizioni ma non solo: il sabato sera, dopo le ultime prove di qualifica, il talentuoso Stephane Paulus, pilota paraplegico ma anche stuntman, già protagonista di numerose edizioni dello “Show Mecanique” a Le Mans, si esibirà sul rettilineo del Mugello per un breve show in sella alla sua Suzuki. A chiudere, grande festa per tutti all’Hospitality Bridgestone.

L’appuntamento si presenta dunque imperdibile, con una griglia numerosa come non mai, e con tanti titoli in palio.

(volontariatOggi.info)

“WoW” arriva in Italia

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Domani, venerdì 25 agosto il catamarano “Lo Spirito di Stella” approderà al porto di La Spezia, la prima delle nove tappe italiane del lungo viaggio transoceanico in nome dei diritti delle persone con disabilità. Mercoledì 13 settembre l’incontro con Papa Francesco.

Il progetto WoW-Wheels on Waves arriva in Italia. Dopo aver attraversato l’Oceano Atlantico e percorso più di 6500 miglia dagli Stati Uniti fino alla Francia, venerdì 25 agosto il catamarano “Lo Spirito di Stella” arriverà al porto di La Spezia. Da qui ripartirà giovedì 31 agosto per iniziare la fase finale della sua missione: consegnare a Papa Francesco la Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità per Andrea Stella all’inizio del viaggio ha preso in custodia a New York dal Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres.

WoW a Barcellona

Sono trascorsi quattro mesi di navigazione dall’inizio di questa grande avventura. Tante storie di vita e di coraggio si sono date il cambio a bordo de “Lo Spirito di Stella”, il primo catamarano al mondo completamente accessibile progettato dal velista vicentino Andrea Stella, da diciassette anni sulla sedia a rotelle dopo essere stato ferito da un ladro durante un tentativo di furto. Partito da Miami il 26 aprile lo scorso, il catamarano ha compiuto l’impegnativa traversata oceanica per lanciare il suo appello ad abbattere le barriere fisiche e mentali nel nome dei diritti delle persone con disabilità. A questo grande viaggio hanno preso parte finora più di 50 persone di età, origine, culture e abilità differenti, una grande “famiglia inclusiva” con la quale ogni membro dell’equipaggio ha imparato a valorizzare le proprie diversità. Nuovi protagonisti sono pronti a salire a bordo per l’ultima fase del viaggio che riprenderà la prossima settimana dalla Liguria in rotta verso Rosignano. Pochi giorni separano il team di WoW dall’incontro con Papa Francesco al quale Andrea Stella consegnerà l’importante documento per il rispetto nel mondo dei diritti delle persone con disabilità. L’udienza in Vaticano è fissata per mercoledì 13 settembre, mentre la barca sarà già ripartita verso le prossime tappe del viaggio: Napoli, Messina e Rimini e, infine, Trieste per partecipare l’8 ottobre alla Barcolana 2017. Durante l’udienza con il Santo Padre i membri del progetto “WoW” saranno insigniti del titolo di “Ambasciatori della pace nel mondo”. Il viaggio di “WoW” si concluderà con l’arrivo a Venezia previsto per il 15 ottobre.

Andrea Stella

La barca sta per arrivare in Italia – commenta Andrea Stella – e sono doppiamente felice: arriveremo a La Spezia ospitati dalla Sezione Velica della Marina Militare da dove nel 2010 partimmo per la nostra seconda traversata oceanica. Era dicembre, ricordo la neve sulla coperta! Sette anni dopo rientriamo nella città ligure per questa importante missione da compiere. Sono molto emozionato per l’incontro con Papa Francesco che ci attende il 13 settembre dopo quattro mesi di navigazione. Tante persone hanno partecipato a questo viaggio e stanno ancora navigando per dar luce ai diritti delle persone con disabilità e far sì che le nostre società siano sempre più attente e rispettose dei diritti di tutti“.

IL VIAGGIO DI “WOW”

WoW” è un progetto dell’Associazione “Lo Spirito di Stella”, nata nel 2003 dal sogno di Andrea Stella di tornare a navigare nonostante la sedia a rotelle. È un viaggio lungo sei mesi, dagli Stati Uniti fino a Venezia, a bordo del catamarano “Lo Spirito di Stella”, il primo al mondo completamente accessibile. Il catamarano è salpato lo scorso 26 aprile da Miami. Il 26 maggio è iniziata la traversata oceanica di tre settimane da New York fino al Portogallo. Prima di partire, Andrea Stella ha incontrato il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres per prendere in custodia la “Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità”, ratificata da 166 Paesi nel mondo, che sarà consegnata a Papa Francesco a settembre quando il catamarano arriverà a Roma. La traversata atlantica si è conclusa il 25 giugno con l’arrivo del catamarano accessibile al porto di Portimão. Dopo aver navigato le coste del Portogallo, dello Spagna e della Francia, il 25 agosto arriverà in Italia per l’udienza in Vaticano, durante la quale i membri del progetto saranno insigniti del titolo di “Ambasciatori della pace nel mondo”. Da Roma il catamarano ripartirà per concludere le ultime tappe del viaggio fino al porto di Trieste, dove la barca parteciperà l’8 ottobre alla Barcolana 2017. Il viaggio si concluderà con l’arrivo a Venezia previsto per il 15 ottobre.

Queste le tappe del viaggio:

26/04-04/05: Miami (Florida)-Norfolk (Virginia) 06/05-09/05: Norfolk (Virginia)-Annapolis (Maryland) 12/05-16/05: Annapolis (Maryland)-Great Kills (New York) 17/05-18/05: Great Kills (New York)-New York (New York) 26/05-15/06: New York (New York)-Isole Azzorre (Portogallo) 17/06-30/06: Isole Azzorre (Portogallo)-Portimão (Portogallo) 13/07-18/07: Portimão (Portogallo)-Gibilterra (Regno Unito) 20/07-26/07: Gibilterra (Regno Unito)-Cartagena (Spagna) 28/07-03/08: Cartagena (Spagna)-Valencia (Spagna) 05/08-10/08: Valencia (Spagna)-Barcellona (Spagna) 12/08-20/08: Barcellona (Spagna)-Tolone (Francia)

Tappe in Italia:

21/08-25/09: Tolone-La Spezia 31/08-01/09: La Spezia-Rosignano 04/09-05/09: Rosignano-Roma 08/09-10/09: Roma-Napoli 13/09-15/09: Napoli-Messina 16/09-19/09: Messina-Crotone 20/09-25/09: Crotone-Rimini (San Marino) 30/09-02/10: Rimini-Trieste 08/10-15/10: Trieste-Venezia

ANDREA STELLA E IL CATAMARANO

“LO SPIRITO DI STELLA” Andrea Stella

Era l’agosto del 2000 quando una sera, mentre si trovava a Miami per un viaggio-premio di laurea, Andrea Stella si imbatté in tre malviventi intenti a rubare la sua auto. Uno dei tre, pur non minacciato, gli puntò una pistola e sparò due colpi che lo ferirono al fegato e ad un polmone. Dopo 45 giorni di lotta tra la vita e la morte, il risveglio dal coma fu accompagnato dalla scoperta di dover ricostruire la propria vita da una sedia a rotelle per la lesione che una delle due pallottole aveva provocato alla colonna vertebrale. Ripresosi dal tragico episodio, Andrea coltivò il sogno di tornare a navigare, ma dovette prendere atto che al mondo non esisteva un’imbarcazione in cui una persona disabile potesse essere autonoma sia per le esigenze personali che per partecipare alle manovre veliche. Con il fondamentale supporto della propria famiglia, progettò il primo catamarano al mondo completamente accessibile. Nel 2004 Andrea Stella, accompagnato anche da velisti del calibro di Giovanni Soldini e Mauro Pelaschiar, compì il viaggio in catamarano da Genova a Miami.

REPUBBLICA DI SAN MARINO, ANTICA TERRA DELLA LIBERTÀ

La Repubblica di San Marino, per tramite dell’alto patrocinio degli Eccellentissimi Capitani Reggenti, ha voluto dare il tangibile e chiaro segnale che essere identificata come “antica terra della libertà” significa, tra le altre cose, saper comprendere le reali esigenze della persona.E le persone con disabilità sono anzitutto “persone”. Per questo la repubblica del Titano è stata una delle prime nazioni a ratificare la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, trasformando un’intenzione in fatti concreti. Da qui la creazione del progetto “San Marino per tutti” e sulla scorta di questa reale esperienza, la volontà di salire a bordo de “Lo Spirito di Stella” per dimostrare che insieme si può fare molto, anche trasformare i sogni in realtà.Molte le iniziative che il governo biancazzurro ha messo in atto per il progetto “WoW”, ad iniziare dalla intensa mediazione diplomatica che aiuterà Lo Spirito di Stella ad incontrare il segretario Onu a New York e Papa Francesco in Vaticano.Grazie alla realtà sammarinese di “Special Olympics”, assieme al Comitato Olimpico Sammarinese e alla federazione vela del Titano, ragazzi con disabilità cognitive-relazionali potranno approcciare il mondo della vela e diventare velisti, pronti ad imbarcarsi sul catamarano assieme ad Andrea Stella per solcare i mari dell’adriatico quando ad inizio autunno “Lo Spirito di Stella” raggiungerà Rimini. Una nazione libera, soprattutto dai pregiudizi e dai blocchi sociali. Una nazione che con la sua esperienza potrà insegnare cosa si cela dietro al termine solidarietà.

IL PROGETTO EDUCATIVO “PINKSIE THE WHALE”

PinksieOnWow” è un’iniziativa sociale nata dall’incontro tra la balena rosa di “Pinksie the Whale” e “Wow-Wheels on Waves”, la sfida di Andrea Stella che percorre il mare facendosi portatore dei diritti delle persone con disabilità. “Pinksie the Whale” è un progetto educativo lanciato a Londra nel 2012 con la missione di insegnare ai bambini fin dai primi anni dell’apprendimento il valore della diversità e il rispetto di sé e degli altri attraverso l’arte e la creatività.Ogni anno il team di Pinksie, i cui progetti in Italia sono promossi dall’Associazione Mercurio, lavora con scuole, artisti, gallerie, musei e organizza laboratori creativi, mostre ed altri eventi che hanno il vantaggio ulteriore di raccogliere fondi per bambini in difficoltà. “Pinksie the Whale” e L’Associazione Lo Spirito di Stella sono unite dal medesimo obiettivo e condividono gli stessi valori: le due realtà hanno quindi deciso di collaborare per dimostrare come, attraverso il viaggio del catamarano, la diversità possa trasformarsi in un’opportunità, rendendo anche i bambini protagonisti di questa grande avventura. Pinksie sarà sempre a bordo durante il viaggio di “WoW”. Il progetto “WoW” si svolge con il patrocinio delle Eccellentissime Reggenze della Repubblica di San Marino, dello Stato Maggiore della Difesa, del Centro Velico Caprera e del Ministero dell’Ambiente, con la collaborazione dell’Associazione Mercurio e con la partnership di Pirelli, Rigoni di Asiago, KlaxonMobility, Montegrappa, Pirati dei Caraibi Disney, Tigotà, Estel, Innovest, Generali, Formaggio Piave Dop, Sgambaro, Acquaviva, Antica Tostatura Triestina, Acamedy, C.U.R.A, Areaseb, Prosecco TONiDORO e Amazon.

Tutte le info al sito www.wheelsonwaves.com, alla pagina Facebook @WheelsOnWaves e alla pagina Instagram #WheelsonWaves.

L’Associazione Onlus Lo Spirito di Stella

L’Associazione “lo Spirito di Stella” è stata fondata nel 2003 da Andrea Stella, in seguito alla costruzione del primo catamarano al mondo completamente accessibile che negli anni ha ospitato a bordo oltre 5.000 persone tra disabili, accompagnatori, fisioterapisti. La Onlus impegnata in una campagna di sensibilizzazione sul problema delle barriere architettoniche e in iniziative volte a favorire l’inserimento dei disabili nella società. Tra i progetti in corso: Sailing Campus, attività di scuola vela itinerante che consente a ragazzi e adulti con e senza disabilità di cimentarsi, individualmente e in squadra, nel condurre le imbarcazioni della gamma Hansa; Corsi di sci per persone disabili a Folgaria con scuola stabile in collaborazione con Scie di Passione; La casa per tutti, due unità abitative in costruzione a Bassano del Grappa completamente accessibili, ecocompatibili ed autonome dal punto di vista energetico; incontri e attività di sensibilizzazione sulla disabilità nelle scuole primarie e secondarie; seminari di progettazione sui principi del “Design for All” nelle facoltà di Architettura e Design.

(www.nauticareport.it)

Hollywood non è un posto per (personaggi) disabili

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I risultati di uno studio sulle disuguaglianze nell’industria cinematografica realizzato della Scuola di comunicazione e giornalismo Annenberg di Los Angeles. Su tutti i personaggi nei 100 film che hanno incassato di più nel 2016 solo il 2,7% ha una disabilità. Tra questi 3 su 10 sono donne 14 agosto 2017 Jack Sully, il marine in sedia a ruote di “Avatar”

Sono passati quasi 30 anni da quando Dustin Hoffman ha portato sugli schermi dei cinema Raymond Babbit. Era il 1988 e in “Rainman” di Barry Levinson il popolare attore interpretava un personaggio con sindrome dello spettro autistico. Negli anni successivi ci sono stati altre pellicole con protagonisti personaggi con disabilità: basta pensare al Forrest Gump interpretato da Tom Hanks nel 1994 o a Jack Sully, il marine in sedia a ruote di “Avatar”, il film del 2009 di James Cameron, solo per citarne alcuni. Ma quanti sono i personaggi disabili presenti nelle produzioni hollywoodiane? Secondo uno studiorealizzato dalla sezione Media, diversity and social change della Scuola di comunicazione e giornalismo Annenberg di Los Angeles (California) che, ogni anno, analizza i 100 film che hanno incassato di più in base a genere dei personaggi, etnia, orientamento sessuale e disabilità – non molti. In totale dal 2007 sono 900 i film analizzati per un totale di 39.788 personaggi. Tra quelli del 2016 ci sono, ad esempio, “Sully”, “Rogue One”, “Arrival”, “Zootropolis”, “Moonlight” e “La la land”. Nel Report del 2016 risulta, infatti, che solo il 2,7% dei personaggi nelle 100 pellicole più viste al cinema aveva una disabilità (erano il 2,4% nel 2015). Sono 38 i film in cui non erano presenti personaggi disabili (45 quelli dell’anno precedente), 70 quelli in cui non erano presenti personaggi femminili con disabilità (contro gli 84 del 2015). “I nostri risultati su genere, etnia, comunità Lgbt e disabilità dimostrano quanta strada ancora c’è da fare per l’inclusione”, scrivono nelle conclusioni del Report. Protagonista o spalla? “Eravamo curiosi di scoprire se qualcuno nel ruolo di protagonista o di co-protagonista avesse mostrato una disabilità in qualche punto del film”. Sono 15 quelli in cui questo è accaduto: si tratta di personaggi con autismo, cecità, depressione o difficoltà motorie. I protagonisti o co-protagonisti maschili con disabilità sono più presenti rispetto a quelli femminili. Nessuno dei personaggi disabili proveniva da uno dei gruppi etnici sottorappresentati o apparteneva alla comunità Lgbt. Tra le disabilità presenti quelle più comuni sono quelle fisiche (64,5%), seguono quelle cognitive con il 31,5% (inclusi disturbo da stress post traumatico, perdita di memoria, ansia) e quelle dell’area comunicativa presenti nel il 21,8% dei personaggi disabili. I personaggi disabili sono stati poi analizzati per valutarne genere, etnia ed età: le donne sono 3 su 10 (il 32%), tre quarti sono bianchi (74,5%) e il 25,5% è di altri gruppi etnici. Solo un personaggio con disabilità apparteneva alla comunità Lgbt. La metà dei personaggi con disabilità ha 40 anni o più, l’8,9% sono bambini under12. “I risultati di questa analisi sui personaggi con disabilità rivela chiare discrepanze tra il mondo reale e il mondo del cinema – si legge nel Report – Sebbene le persone con disabilità siano un quinto della popolazione statunitense, solo il 2,7% dei personaggi cinematografici lo è. In più, i film sono elusivi sulla vita dei personaggi stessi”.

(Redattore Sociale)

IBM studia la guida autonoma per rivoluzionare la vita dei disabili

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Grazie all’intelligenza artificiale “Watson”, i comandi potranno essere impartiti con la voce

La tecnologia di guida autonoma cambierà il modo di viaggiare delle persone, soprattutto di quelle diversamente abili: oggi sono costrette a fare i conti con comandi alternativi – come acceleratori a cerchiello, a pulsante o freni a puntone – non sempre ergonomici o facili da controllare; e c’è anche chi presenta degli handicap che aboliscono totalmente le possibilità di guida. Tuttavia nel giro di qualche anno il pilota automatico per auto, azionabile tramitecomandi vocali (ma potrebbe essere comandato anche con un sistema dicomunicazione oculare), potrebbe consentire anche ai disabili di muoversi in autonomia. Ne è convinta anche IBM – colosso americano dei computer – che vuole concentrarsi sull’autonomous driving con particolare attenzione ai servizi dedicati alle persone che hanno qualche forma di disabilità, ben un miliardo in tutto il mondo. Una volontà che si era palesata già lo scorso anno, quando la compagnia aveva lanciato il prototipo a propulsione elettrica “Olli”,progettato insieme a Local Motors: si tratta di un minibus a guida autonoma per 12 passeggeri – con rampe di accesso/discesa per le sedie a rotelle – dotato del “Watson”,una piattaforma cibernetica diautoapprendimento by IBM in grado di comunicare con i passeggeri. Ed è proprio l’interattività l’asso nella manica di Olli (fabbricato tramite una stampante 3D): il suo sistema elettronico è infatti capace di interfacciarsi con le persone tramite comandi vocali o sms, chiedendo loro quale destinazione desiderano raggiungere, indicandogli palestre, ristoranti, negozi, eccetera. Olli presenta inoltre sensori di bordo per ricordare ai passeggeri eventuali oggetti dimenticati (funzione utile per chi soffre dei primi stadi dell’Alzheimer o di altri disturbi cognitivi). Un fiume di informazioni gestito grazie all’intelligenza artificiale di Watson. Un piccolo bus condiviso che, nella mente dei suoi creatori, si può chiamare tramite app e che è già in fase sperimentale a Washington,Miami e Las Vegas. Come ha confermato ad Automotive News il responsabile dei progetti auto di IBM, Sachin Lulla, il prossimo anno ogni Olli potrebbe essere prodotto in appena 3 ore di lavoro (per il primo prototipo ne sono servite 10) e adattato alle esigenze di compagnie di taxi e privati. “I progressi che abbiamo fatto nella scienza dei materiali ci aiutano a centrare le aspettative che i nostri consumatori hanno”, ha affermato Lulla. “Le persone vogliono queste tecnologie adesso o al massimo nel giro di qualche giorno. Non è più una questione di cicli produttivi automobilistici quinquennali”. Che tradotto significa che i dispositivi per rendere la vita più semplice ai disabili esistono già e possono essere prodotti su scala globale in tempi rapidissimi. (La Stampa)

Ospedale San Donà: la prima poltrona da dentista per persone con disabilità motorie

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Un nuovo strumento per la cura degli utenti in carrozzina: è in dotazione al reparto di Odontostomatolgia. “Strumento utile per superare le difficoltà logistiche dei pazienti”

Uno strumento in più per agevolare gli utenti disabili che spesso, per difficoltà logistiche a raggiungere la poltrona odontoiatrica, arrivano a trascurare anche le più semplici visite. Ne consegue che molti di questi pazienti giungono dallo specialista tardivamente, quando il dolore è forte. A queste persone andava fornito un aiuto concreto: ecco allora che giovedì mattina il direttore dell’Ulss 4 Carlo Bramezza ha presentato la prima postazione odontoiatrica d’Italia pensata appositamente per accogliere utenti con le rispettive carrozzine, fornita in dotazione all’Odontostomatolgia dell’ospedale civile di San Donà di Piave. Realizzata da un’azienda padovana, la postazione si presenta inizialmente come una tradizionale poltrona da studio odontoiatrico; in questo caso però la poltrona si può facilmente rimuovere per posizionare la postazione volta ad ospitare le carrozzine. La struttura in acciaio permette al paziente non deambulante di accedere direttamente con la propria carrozzina evitando il trasferimento e tutte le complicazioni connesse alla gravità delle proprie condizioni fisiche. La struttura, comandata da una centralina elettronica, permette la regolazione variabile in altezza sino a 20 centimetri e può essere inclinata sino a un’angolazione di 50 gradi rispetto al piano orizzontale. Le rispettive pedane sono regolabili in larghezza per accogliere carrozzine da un minimo di 30 centimetri a un massimo di 60 di seduta; la postazione è inoltre fornita di poggiatesta e di due cinghie per fissare la carrozzina alla struttura d’acciaio. Alla presentazione, oltre al direttore generale dell’Ulss4, hanno partecipato il direttore dell’unità di Odontostomatologia Michele Capuzzo, personale medico e infermieristico. Secondo l’Ulss 4 l’attivazione della prima poltrona odontoiatrica per carrozzine in Italia (a cui è stato abbinato un percorso di cure per utenti disabili) “conferma l’attenzione rivolta dall’azienda sanitaria all’umanizzazione delle cure“. Altre recenti iniziative in questo senso sono l’attivazione degli accessi diversificati (per donne gravide e bambini) ai pronto soccorso e nell’area materno infantile; i parcheggi rosa per le donne in gravidanza; la possibilità di usufruire del servizio “Libro parlato” per i degenti dei tre ospedali dell’Ulss4; l’istituzione del servizio online di ritiro referti e dello schema terapeutico per i pazienti che necessitano del controllo costante delle terapie anticoagulanti; la sedazione cosciente per i pazienti claustrofobici che devono sottoporsi a risonanza magnetica, creme anestetiche per i bambini che devono eseguire un prelievo ematico e molto altro.

(Veneziatoday.it)

Texas, il parco per bimbi disabili

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La figlia, nei tradizionali parchi giochi,non poteva giocare: così, il milionario papà ha realizzato un parco su misura per lei, e per gli altri ragazzi disabili

Gordon Hartman è un ricchissimo immobiliarista texano. Stanco di vedere la figlia disabile senza un posto su misura per lei, in cui giocare e divertirsi, ha deciso di farle un regalo straordinario. Un regalo che non fosse solo per lei, ma anche – e soprattutto – per tutti quei bambini e quei ragazzi che, a causa di unadisabilità fisica o intellettiva, non sono in grado di usufruire dei parchi giochi tradizionali.

È nato così, Morgan’s Wonderland. Aperto nel 2010 a San Antonio (Texas) e costato 51 milioni di dollari, ha ricevuto – ad oggi – oltre un milione di visitatori, provenienti da 67 Paesi di tutto il mondo. Del resto, si tratta di un luogo davvero unico: in ogni suo angolo, è stato progettato per essere completamente accessibile a bambini e ragazzi con ogni tipo di disabilità. La sua realizzazione, ad Hartman, l’ha ispirata la figlia Morgan, che oggi ha 23 anni e che soffre di difficoltà motorie e di un grave ritardo cognitivo. Di quella figlia, Gordon e sua moglie Maggie sono innamoratissimi («È una ragazza meravigliosa: sorride e abbraccia tutti», dice di lei il padre). E hanno a lungo cercato un posto in cui permetterle di giocare in tutta sicurezza. Un luogo in cui, di fronte alla sua presenza, gli altri bambini non si sentissero a disagio. Un luogo che, i due genitori, non hanno mai trovato. «Ci siamo resi conto che un posto così inclusivo non esisteva. Volevamo un parco divertimenti dove chiunque potesse usare tutte le attrazioni, dove le persone disabili e quelle normoabili potessero giocare insieme» ha spiegato Hartman alla Bbc. Da quel sogno è nato un progetto. E, da quel progetto, un luogo reale.

Ad ospitarlo, un terreno abbandonato grande 25 acri, nei pressi di Sant’Antonio. Qui, un team di dottori, terapeuti e famigliari di ragazzi disabili ha contribuito al disegno e alla realizzazione delle attrazioni. Che, nel 2017, hanno visto aggiungersi unparco acquatico. Quelle stesse attrazioni sono fruibili da chiunque, anche da chi sta su di una sedia a rotelle: chiunque abbia una disabilità entra gratis, e anche i dipendenti del parco sono per un terzo disabili. Morgan’s Wonderland è stato da subito accolto con entusiasmo. E con commozione. «Un uomo è venuto da me, mi ha preso la mano, ha indicato suo figlio, che ha una grave disabilità psichica, e ha iniziato a piangere: “è la prima volta che può giocare nell’acqua”, mi ha detto» ha raccontato Gordon Hartman. E la figlia? Ci ha messo un po’, a vincere la diffidenza. Adesso non ha più paura, e per lei è un traguardo grandissimo.