Lego lancia i ‘mattoncini braille’ per i bambini con disabilità visive

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Lego lancia i Braille Bricks: ecco i mattoncini che aiuteranno e faranno giocare i bambini non vedenti

Lego farà giocare con i suoi mattoncini anche i bambini non vedenti o con gravi disturbi della vista: i Lego Braille Bricks, infatti, incontrano questa grave disabilità, unendo la tecnica Braille, che da molto tempo consente ai non vedenti di leggere, con il gioco delle costruzioni, che attira i bimbi di tutto il mondo.
L’idea alla base del progetto è partita nel 2011: proposta per la prima volta alla Fondazione Lego dall’Associazione danese ciechi, è stata nuovamente sollecitata nel 2016 dalla Fondazione brasiliana Dorina Nowill. Da allora, in stretta collaborazione anche con altre associazioni del Regno Unito e della Norvegia è diventata finalmente realtà, con tanto di prototipi.
Ma cosa caratterizza questi speciali mattoncini? Il Braille è un sistema di lettura e scrittura tattile a rilievo per non vedenti e ipovedenti, una sorta di codice messo a punto dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo e da allora considerato un “must” per aiutare le persone con questa disabilità a leggere, anche ai nostri giorni.
I non vedenti toccano le tavole contenenti dei punti in 3 dimensioni, sapendo che ogni lettera (o numero) è identificato da un punto posto in una particolare posizione. Passando dunque le dita su questi rilievi, viene letto il testo.
I Lego Braille Bricks seguono lo stesso principio, perché sono modellati con lo stesso numero di punti 3D usati per lettere e numeri individuali dell’alfabeto Braille, rimanendo pienamente compatibili con il sistema di costruzioni Lego. I bambini quindi non solo leggeranno, ma costruiranno il loro testo, con una dinamica molto simile a quella usata per le costruzioni classiche.

Inoltre, per permettere agli insegnanti, agli studenti e ai membri della famiglia vedenti di interagire a parità di condizioni, ogni mattone contiene anche una lettera o un carattere stampato. In questo modo il sistema punta ad essere inclusivo, contrastando il pericolo di isolamento dovuto alla disabilità.

In base alle nuove stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono circa 36 milioni i non vedenti nel mondo, mentre gli ipovedenti moderati o gravi sarebbero 217 milioni circa (su una popolazione di 7,3 miliardi di persone). Un problema enorme che incide, oltre che sulla vita personale, anche su quella lavorativa.

Con migliaia di audiolibri e programmi per computer ora disponibili, un minor numero di bambini sta imparando a leggere il Braille – spiega infatti Philippe Chazal, Tesoriere dell’Unione europea dei non vedenti – Questo è un problema, perchè sappiamo che gli utenti Braille sono spesso più indipendenti, hanno un livello di istruzione superiore e migliori opportunità di lavoro. Crediamo fortemente che Lego Braille Bricks possano contribuire ad aumentare il livello di interesse nell’apprendimento del Braille”.

Un problema, quello delle difficoltà dovute ai gravi problemi di vista, sentito dalla stessa Lego. Il Senior Art Director Morten Bonde, infatti, soffre di un disturbo genetico agli occhi che lo sta gradualmente portando alla cecità e che lo ha spinto a lavorare sul progetto come consulente interno.

Le reazioni di studenti e insegnanti ai Lego Braille Bricks è stata di enorme ispirazione e mi ha ricordato che le uniche limitazioni che incontrerò nella vita sono quelle che creo nella mia mente. Il livello di coinvolgimento dei bambini e il loro interesse a essere indipendenti e inclusi in condizioni di parità nella società è evidente. Sono commosso nel vedere l’impatto che questo prodotto ha sullo sviluppo della fiducia e della curiosità nei bambini ciechi e ipovedenti già dall’infanzia”.

Il prodotto è stato presentato il 24 aprile nel corso della Sustainable Brands Conference di Parigi ed è attualmente in fase di test in lingua danese, norvegese, inglese e portoghese, mentre tedesco, spagnolo e francese saranno testati nel terzo trimestre del 2019. L’ultimo kit dovrebbe essere lanciato nel 2020.

I bambini ciechi e ipovedenti hanno sogni e aspirazioni per il loro futurocome i bambini vedenti”, ha dichiarato John Goodwin, CEO della Fondazione Lego”.

E niente e nessuno ha il diritto di cancellarli.

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Manuel Agnelli a Palermo – Teatro Golden inaccessibile ai disabili

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Ci risiamo! Ancora una volta mi ritrovo a non poter partecipare a un evento che si terrà questa sera all’ Auditorium Teatro Golden Palermo! Nella fattispecie allo spettacolo di Manuel Agnelli nel quale sarà ospite il mio caro amico attore/scrittore/dj Corrado Fortuna. Per l’ennesima volta e nonostante le tante denunce pubbliche anche a mezzo stampa, uno più grandi cine-teatro di Palermo non è accessibile a tutte le persone con disabilità. Non solo ma i gestori compiono anche discriminazione tra le persone con disabilità non permettendo ai soli disabili motori che utilizzano una carrozzina elettronica l’accesso essendo forniti di un cingolato per affrontare le scale per le sole carrozzina a ruote grandi.
Non lo dico io ma direttamente chi gestisce l’attività. Questa la risposta alle lamentele di mia sorella sulla loro pagina pubblica:

Chiara Cupidi buongiorno. L’argomento è lungo e delicato per essere trattato in questa sede. Mi limito a dire semplicemente che abbiamo molto a cuore il comfort di tutti i nostri spettatori e in particolar modo chi ha già una vita poco agevole. Per cui se pur senza alcun obbligo di legge e in assenza di qualsiasi forma di finanziamento, sopratutto in un momento di crisi nera del settore e non solo, da 3 anni siamo dotati di un montascale a cingoli che aggancia tutte le sedie standard a ruote grandi o quando possibile il trasferimento sulla nostra sedia a rotelle. E da circa un anno abbiamo realizzato i servizi igienici attrezzati. Sappiamo di non riuscire a soddisfare tutte le esigenze (ad esempio le carrozzine elettriche) ma mi creda che stiamo cercando il modo di risolvere. A disposizione per ulteriori chiarimenti

Quindi non solo in barba a tutte le leggi vigenti è da “solo un anno” che hanno provveduto a offrire tutti i servizi, tranne, per loro stessa ammissione, l’accesso a chi usa una carrozzina elettronica vale a dire una grande quantità di persone.
Ma, mi chiedo, chi è preposto al controllo, rilascio delle licenze, ispezioni, fa il suo dovere? Uffici comunali, vigili urbani, etc, cosa fanno? Eppure, come ho già detto, le segnalazioni e le denunce pubbliche non sono mancate ma ancora una volta mi trovo a dover rinunciare ad un momento di svago e badate che l’elenco che riguarda il Golden è assai lungo.
D’altronde io stesso vivo in un paese, Misilmeri, dove l’amministrazione comunale si permette di inaugurare un luogo pubblico, il palazzetto della cultura, inaccessibile alle persone con disabilità.

Aggiungo che sarebbe anche venuto il momento in cui gli artisti siano i primi a pretendere di esibirsi in luoghi totalmente accessibili e fruibili da chi si trova in condizione di disabilità.

È davvero mortificante dovere constatare che nonostante tutte le battaglie di questi anni per i diritti delle persone con disabilità inevitabilmente l’Italia non è un Paese per i disabili!

IO AL POSTO TUO – LO SHOW DI LUCA VULLO SUI DSA

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Io al posto tuo” è un progetto di sensibilizzazione sui Disturbi Speciflci dell’Apprendimento (dei quali la Dislessia è la più nota e diffusa) e mira a prevenire e combattere l’esclusione e Ia discriminazione sociale, promuovendo una corretta cultura dell’inclusione nell’adolescenza e nell’età adulta.

http://www.retegenitoridsa.it http://www.lucavullo.com http://www.ondemotive.com

Lo spettacolo prende spunto dal Fumetto dal titolo: “Io al posto Tuo. Cosa so dei disturbi Specifici dell’apprendimento?” scritto e divulgato dalla Rete Genitori DSA di Cuneo.

La Rete genitori D.S.A. (Disturbi Speciflci di Apprendimento) é nata nel settembre 2008 dalla volontà di tre mamme: Sophia Livingstone, Nadia Tassone e Antonella Balocco che è stata in seguito sostituita da Barbara Piumatti. Il nostro obiettivo é quello di creare una giusta cultura rispetto ai Disturbi Specifici di Apprendimento in special modo nella scuola, oltre che nel tessuto sociale in generale. Di fornire informazioni utili e concrete, esempi di buone prassi, aggiornamenti sulle norme di riferimento sia ai genitori che ai docenti. La Rete si rivolge a genitori, studenti, insegnanti, pediatri, medici di base, operatori sanitari (Neuropsichiatri, Logopedisti, Psicomotricisti, Psicologi) ed a tutte le persone interessate o coinvolte a vario titolo.

OBIETTIVI

Superare le grandi difficoltà di comprensione sul Disturbo dell’apprendimento da parte di docenti, Dirigenti Scolastici nella scuola secondaria di secondo grado, poiché purtroppo esistono ancora forti pregiudizi e resistenze che vanno a minare l’autostima dei ragazzi, a volte anche con conseguenze che possono essere drammatiche. Permettere agli studenti una più semplice comprensione delle difficoltà riscontrate dallo studente con D.S.A presentando esempi di vita scolastica quotidiana.

Far immedesimare, i compagni di scuola, gli insegnanti ed i genitori, non esclusivamente quelli coinvolti nei D.S.A, anche solo per qualche istante, nella sensazione provata quotidianamente dai nostri ragazzi e, magari, ottenere da parte dei compagni una modifica nell’approccio verso queste difflcoltà che non sono diversità, ma caratteristiche di un individuo intelligente. E se fossi “lo al posto SUO”? Educare al rispetto ed alla convivenza civile al fune di promuovere condizioni di vita dignitose per ogni alunno e garantire un sistema di relazioni soddisfacenti nei riguardi di soggetti che presentano difficoltà nella propria autonomia, sia essa personale o sociale, in modo che essi possano sentirsi parte di comunità e di contesti relazionali dove poter agire, scegliere, giocare e vedere riconosciuto il proprio ruolo e Ia propria identità. Prevenire e contrastare l’esclusione, la discriminazione e spesso il bullismo.

LO SHOW

Partendo dalla sua nascita fino ad arrivare all’oggi, Luca Vullo ripercorre in modo crudo e divertente, le diverse fasi della sua vita, quella di una persona D.S.A. con tutte Ie sue difflcoltà ed i suoi risvolti tragicomici. Come se fosse un dialogo aperto con il pubblico, l’attore si sfoga e con cinica autoironia si racconta coinvolgendo tutti con momenti interattivi e racconta coinvolgendo tutti con momenti interattivi e stimolando i sensi e le percezioni con alcuni espedienti grafici, visivi e sonori. In questo modo l‘artista porta gli spettatori ad immedesimarsi una volta per tutte e per qualche minuto, con chi nasce e convive con i disturbi dell’apprendimento. L’autore per rendere completo ed emotivamente più incisivo il suo spettacolo, utilizza anche musiche ed immagini suggestive estratte dai suoi documentari, rielaborate però in una nuova formula, dando così Ia luce ad una sorta di riciclo artistico. II perfomer ha deciso di mettere in campo tutte le sue abilità artistiche e di miscelare teatro, cinema, comunicazione, tecnologia e comicità per far vibrare Ie coscienze di ognuno su un tema importante e per realizzare quindi un progetto sociale e di sensibilizzazione che difficilmente lascerà indifferenti.

LUCA VULLO

Autore, regista, produttore cinematografico e teatrale con base a Londra. Dopo il suggesso internazionale della sua docu-fiction “La voce del corpo” sulla gestualità dei Siciliani, Luca diventa ambasciatore della gestualità italiana nel mondo e in questa veste è impegnato in diversi ambiti professionali: la formazione scolastica e universitaria, il coaching teatrale e aziendale, la consulenza televisiva, la consulenza scientifica e il puro intrattenimento. Da molti anni collabora con prestigiose Università, Istituti Italiani di Cultura, Dante Alighieri, aziende, associazioni culturali e scuole in diverse parti del mondo (America, Europa, Asia, Oceania) per tenere, in qualità di esperto di body language, workshop, lezioni didattiche, team building, masterclass, conferenze scientifiche e spettacoli. Tra le collaborazioni di rilievo vanno citate quella con il Royal National Theatre di Londra, in qualità di coach di gestualità siciliana per lo spettacolo “Liolà” di Pirandello, con la regia di Richard Eyre e la collaborazione con la BBC 2 nella veste di consulente per il programma “See Hear” e la sua partecipazione come artist-in-residence presso il Mills College di Oakland, California, per l’insegnamento della comunicazione non verbale italiana alla Summer School. Dopo anni di esplorazione e confronto con la comunicazione non verbale in diversi paesi, LA VOCE DEL CORPO è diventato il suo primo spettacolo teatrale nel quale, oltre ad essere il protagonista, Luca è anche autore e regista. Lo show è attualmente in tournée in diverse parti del mondo anche perché disponibile sia in inglese che in italiano. Dal 2018 collabora con la rivista mensile bilingue “Gattopardo” (in edicola con il Giornale di Sicilia e La Gazzetta del Sud) curando la rubrica Alfabeto Parallelo sulla gestualità italiana e con il magazine on line “Wall Street International” per il quale cura una rubrica sulla comunicazione non verbale italiana e l’intelligenza emotiva. In uscita il suo primo libro che racconta la straordinaria avventura internazionale del “Prof di Gestualità Italiana“. Una delle sue ultime produzioni è il documentario “INFLUX“, distribuito in tutto il mondo su NETFLIX, che narra dell’emigrazione italiana contemporanea nel Regno Unito e nello specifico a Londra prima dell’avvento della BREXIT.

VLOG GIOVANNI – ELETTRODI COME AUSILIO

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La clip di VLOG GIOVANNI andata in onda questa sera all’interno di Buone notizie su Tv2000! Presento una ricerca che proviene dalla California che tramite elettrodi permette al paziente di provare diverse sensazioni molto simili a quelle naturali

Il lunedì alle 19.30 su #Tv2000 (canale 28 – 157 Sky)

Disabilità e inclusione, il progetto LudoMi del Politecnico apre due Stanze Magiche per bambini nelle scuole del milanese

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La responsabile scientifica Franca Garzotto: “Qui bambini con e senza disabilità possono svolgere attività multisensoriali di gioco e apprendimento, inclusive e adattabili alle specifiche esigenze di ognuno di loro”

L’inclusione di bambini con disabilità cognitiva insieme a loro coetanei non disabili è al centro di un progetto innovativo che utilizza ambienti e servizi ludico-educativi creati espressamente per loro, stimolanti e coinvolgenti. L’obiettivo è quello di creare nuovi spazi inclusivi con soluzioni ad alta tecnologia. Questo è il progetto LudoMi finanziato dal Politecnico di Milano attraverso il programma Polisocial Award con il contributo del Comune di Cornaredo.
A questo scopo è stata sviluppata Magika, una tecnologia che permette di trasformare un qualunque ambiente in una Stanza Magica, dove luci, proiezioni, musica, suoni, aromi, e materiali fisici sono smart, cioè controllabili digitalmente, programmabili ed interattivi. Nella Stanza Magica i bambini con e senza disabilità possono svolgere attività multisensorialidi gioco e apprendimento, inclusive e adattabili alle specifiche esigenze di ognuno di loro”, spiega a ilfattoquotidiano.it Franca Garzotto, responsabile scientifica del progetto e professore associato di ingegneria informatica del Dipartimento di Elettronica, Informazioni e Bio-ingegneria del Politecnico.
Stanze magiche verranno inaugurate il primo aprile in due scuole di Cornaredo, l’Istituto Comprensivo Statale di via 4 Novembre e l’ICS Da Vinci, dove saranno fruite da 51 classi, circa 1.340 bambini (dai 3 ai 14 anni) e 58 insegnanti, in una data scelta dai promotori con particolare attenzione. “Abbiamo deciso di partire in coincidenza con la Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo che si celebra il 2 aprile. La nostra iniziativa tuttavia – aggiunge Garzotto – non è stata concepita esclusivamente per i bambini con autismo, ma anche per tutti coloro che hanno difficoltà nelle sfere cognitive, emotive, comunicative oltre che relazionali”.
Hanno aderito al progetto anche il consorzio Sercop di dieci comuni dell’area metropolitana milanese e le onlus L’Abilità, Fraternità e Amicizia, Fondazione “Dopo di Noi” e Abaco Genitori. Che tipo di utenza potrà usufruire di Magika? Secondo la responsabile, che da oltre un decennio si occupa di tecnologie digitali interattive e multisensoriali rivolte alle persone con disabilità e che ha coordinato anche un progetto europeo su questo tema, di cui LudoMi ne è l’evoluzione, “il progetto si rivolge soprattutto ai bambini che vivono in periferia, dove i servizi specializzati per i bimbi con disabilità sono molto meno diffusi che nel centro di Milano, offrendo loro il risultato di un lavoro di ricerca tecnologica innovativo iniziato 4 anni fa”. Le due Stanze Magiche potranno essere inoltre fruite da bimbi disabili dei comuni periferici limitrofi che fanno riferimento al consorzio Sercop, in orari e giorni extrascolastici, per un totale stimato di ulteriori circa 720 minori. Ai servizi offerti potranno partecipare anche bambini con disabilità che frequentano i centri delle onlus Fraternità e Amicizia, L’Abilità e Spazio Aperto.
“Nella Stanza Magica sono disponibili sette tipologie di attività, ognuna pensata come gioco e mirata a sviluppare competenze diverse. Vi sono svariati giochi per ogni tipologia, e tutti sono configurabili in termini di complessità e caratteristiche visive ed interattive”, sottolinea Garzotto al Fatto.it. Per interagire con la Stanza Magica i bambini hanno la possibilità di manipolare oggetti tramite la tecnologia, utilizzando gesti di mani e braccia (ad esempio per selezionare specifici elementi proiettati sul muro) e movimenti nello spazio (per raggiungere zone evidenziate dalle proiezioni sul pavimento). In alcuni giochi è richiesto di associare stimoli visivi e stimoli sonori, classificare oggetti, giocare alla battaglia navale, cimentarsi nel classico Memory, vestire un avatar, fare la spesa, partecipare attivamente a storie multimediali. Oppure i bimbi semplicemente attenuano il loro stress sperimentando luci, proiezioni e odori particolarmente rilassanti.
LudoMi potrà essere riproposto in altri contesti al di fuori di Cornaredo? “Per le sue caratteristiche di sostenibilità e replicabilità, il servizio potrà essere in seguito esteso anche ad altre realtà, periferiche e non. Sono stati avviati contatti con il Comune di Milano – spiega la responsabile scientifica -. Una versione della Stanza Magica è stata installata in un centro terapeutico nel capoluogo lombardo e un altro a Roma. Le richieste provenienti da altre Regioni sono numerose, ma siamo ancora in una fase sperimentale che richiederà verifiche non tanto tecniche, quanto psico-pedagogiche”.

(ilfattoquotidiano.it)