DSA e tecnologia: i quattro software più noti che aiutano l’apprendimento

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Oggi esistono in commercio numerosi software che permettono di supportare gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Tuttavia, è necessario che siano inseriti in una progettazione didattica ben organizzata

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) riguardano molti dei nostri studenti. Tuttavia, se negli anni passati riuscire a soddisfare le loro esigenze di apprendimento risultava più difficile, oggi la tecnologia offre un valido supporto per l’apprendimento. Tuttavia, va saputa gestire con consapevolezza e creatività.

Cosa sono i DSA?

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento? Nei DSA rientrano quattro tipologie di disturbo. La dislessia è il disturbo specifico che riguarda la lettura. I ragazzi dislessici faticano a leggere in modo fluido e corretto. Spesso confondono le lettere simili, ne aggiungono o ne tolgono. Il disturbo nell’eseguire calcoli e compiti di matematica prende il nome di discalculia, mentre per quanto riguarda l’ambito della scrittura si possono individuare altri due disturbi specifici: la disgrafia e la disortografia. La disgrafia comprende la difficoltà di scrivere in modo fluido e regolare; per esempio le frasi sul foglio sono scritte in modo irregolare, con le righe ‘storte’. La disortografia, invece, riguarda gli errori ortografici veri e propri. Chiaro che per essere considerati DSA, questi disturbi non devono essere correlati ad altre patologie, disabilità intellettive e a problematiche visive o uditive, né a difficoltà dovute, per esempio, all’apprendimento di una nuova lingua da parte di studenti trasferiti da altre nazioni.

Tecnologia e DSA, un mondo da scoprire

Se fino a pochi anni fa, i DSA potevano essere gestiti esclusivamente con strumenti di carattere non tecnologico (per esempio tabelle compensative), oggi la tecnologia offre grandi opportunità per supportare gli studenti. Già lo psicologo statunitense comportamentista Burrhus Skinner parlava di ‘macchine per insegnare’ e dei loro vantaggi, fra i quali l’individualizzazione dell’insegnamento e i ritmi personalizzati. Audiolibri, sintesi vocali, sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri e mappe multimediali sono solo alcuni degli strumenti che possono essere messi a disposizione degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. L’alta tecnologia permette di gestire le informazioni in modo rapido e visuale, sfruttando i vari stili di apprendimento e canali di accesso all’informazione stessa. I vari strumenti devono però essere utilizzati con consapevolezza da parte degli insegnanti e devono essere scelti in base a specifici criteri, quali per esempio l’accessibilità, la chiarezza della sintesi vocale e la possibilità da parte dello studente di avere un ruolo attivo per affrontare lo studio nei vari ambienti digitali di apprendimento.

Viaggio fra i software che supportano i nostri studenti

Ma quali sono i software più noti? Fra i principali, non si può non menzionare SuperQuaderno (prodotto da Anastasis). È in sostanza un editor di testi digitale efficace nella lettura e scrittura. ‘SuperQuaderno’ mette a disposizione numerose funzionalità, fra le quali immagini associate al testo, correttore ortografico, ambiente per gestire i PDF lettura parola per parola, sintesi vocale con la possibilità di evidenziare il testo e calcolatrice parlante integrata. Inoltre, permette il passaggio da testo a mappe concettuali, molto utili nel campo dei DSA.
Sempre di Anastasis, ricordiamo GECO: il programma supporta gli studenti dai 5 ai 12 anni con mappe, suoni, immagini associate al testo, sintesi vocale e calcolatrice. Gli ambienti di lavoro possono essere utilizzati insieme o singolarmente.
Altro software per i ragazzi un po’ più grandi è Personal Reader, un lettore di testi digitali su chiavetta USB. Anche questo strumento offre varie funzionalità, fra le quali la calcolatrice parlante, un ambiente per lavorare sui PDF, prendendo appunti, evidenziando o estrapolando le informazioni principali. Inoltre, trasforma il testo in file audio.
Altro innovativo software è ALFa READER (Erickson). Anche questo software è su chiavetta USB, permette fra le altre cose di leggere i testi con voce sintetica ed effetto ‘karaoke’ al ritmo più congeniale per lo studente, ha il correttore ortografico, un ambiente di studio PDF e la sintesi vocale permette di leggere parole, frasi o lettere singole. Ci sono anche software per creare mappe, per esempio SuperMappe. Va specificato che questi sono solo alcuni esempi dei software disponibili e che ci sono anche software gratuiti, anche se presentano spesso funzionalità più limitate.

DSA, tra tecnologia e creatività

Insomma, la tecnologia di certo aiuta gli studenti con DSA nel loro percorso di apprendimento grazie a un accesso alle informazioni attraverso una molteplicità di canali e modalità che supportano il recupero e l’apprendimento delle informazioni, riducendo lo sforzo e quindi lasciando energia utile per il ragionamento. La tecnologia da sola, però, non basta. È necessario che gli insegnanti e chiunque sia coinvolto nel progetto educativo inseriscano gli strumenti tecnologici in una progettazione organizzata e ben pianificata, che tenga conto di obiettivi ben definiti e incentrati sulle potenzialità di ogni singolo studente, con una buona dose di creatività!

(ischool.startupitalia.eu)

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Noi Siamo Immortali-Io al Posto Tuo ieri a Palermo. La disabilità a Teatro.

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Ieri al Real Teatro Santa Cecilia è andato in scena la spettacolo Noi Siamo Immortali – Io al Posto Tuo organizzato da me in collaborazione con l’associazione Insieme per l’Autismo Onlus.

È stata una serata molto bella, ricca di spunti e riflessioni importanti, piena di momenti emozionanti e di empatia. Una serata dove spero siamo riusciti a seminare concetti necessari.

La prima parte ha visto la presentazione del mio libro Noi Siamo Immortali scritto con la giornalista Veronica Femminino in occasione dell’uscita dell’audiolibro. Madrina per l’occasione e anche conduttrice dell’intera serata è stata Cleo Li Calzi della Fondazione Marisa Bellisario che ha conversato con me e Veronica sui vari aspetti affrontati nel libro ma ha anche introdotto tre letture del testo da parte di graditi ospiti.

Infatti a interpretare i tre testi sono stati, in momenti diversi, Luca Vullo regista e performer del monologo Io al Posto Tuo che si è poi svolto nella seconda parte dello spettacolo ha letto al pubblico il capitolo Gli Occhi;

Valentino Picone, presente attraverso un video, ha letto il capitolo denominato Le Suore;

infine Giovanni Li Castri, chitarrista dei Cospiria (band hardrock palermitana di cuo curo i social network) ha letto parti scelte del capitolo Il Lavoro Nobilita l’Uomo e a seguire insieme al cantante del gruppo, Uma, hanno eseguito unplugged (voce e chitarra) il brano del loro repertorio DrKing.

Nella seconda parte della serata, come dicevamo, Luca Vullo ha portato in scena il suo spettacolo Io al Posto Tuo. Un monologo che ha visto trattare i temi dei DSA, disturbi specifici dell’apprendimento, coinvolgendo anche il pubblico presente in sala. È un spettacolo che dovrebbe essere vissuto davvero da molte persone, sia che abbiano a che fare con i DSA ma soprattutto da chi non vi ha a che fare per immedesimarsi e comprendere le difficoltà che soprattutto i ragazzi devono affrontare .

Un ringraziamento al Teatro Santa Cecilia per essere accogliente ed esserlo verso TUTTE le persone, non sempre accade. Un grazie anche agli sponsor (Mondadori Electa – Alfaparf Milano – Fondazione Marisa Bellisario – Pasticceria Graditi – Just Shopping) perché senza di loro questa serata non ci sarebbe stata e sarebbe stato un peccato.

A seguire alcune foto della serata.

Make up più facile per le donne con disabilità: il progetto di Grace Beauty

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La bellezza è un diritto fondamentale. E un brand anglosassone, al motto di “beauty for all”, sta lavorando per rendere il make up, a partire dal mascara, un gesto davvero inclusivo

Quello dell’inclusività è un diktat sempre più forte da parte delle aziende cosmetiche. S’inserisce in questa idea il progetto del brand anglosassone Grace Beauty, che ha creato una serie di tools pensati per agevolare l’uso del mascara alle donne con disabilità. È un errore, infatti, dare alla cosmetica un ruolo di secondo piano in molte vite che devono far fronte ogni giorno a problemi più grandi, come seri problemi di mobilità: sentirsi bellissime, valorizzarsi, anche solo con un filo di trucco, è un diritto fondamentale di ogni donna, in ogni condizione fisica.

Il primo tool creato da Grace Beauty, Ring Grip, ad esempio, è un anello in cui s’infila il tubetto di mascara e che permette di ancorarlo alla mano in modo da evitare di perderlo. Perfetto per chi soffre, ad esempio di tremori.

C’è poi Safe Grip, un pomello in silicone, in cui infilare sempre il mascara, l’ideale per chi ha problemi con la presa, a causa di atrofia.

Infine, c’è lo Square Grip, un accessorio che permette di creare un aggancio più solido su entrambe le estremità del mascara e quindi di aprirlo e chiuderlo senza che scivoli dalle mani.

Per ora il sito del brand è ancora in costruzione ma la data di lancio è prevista per giugno, quando verranno rese possibili le spedizioni in tutto il mondo ed estesa la gamma ad altre tipologie di prodotti.

Nel frattempo, sulle pagine Instagram del brand i commenti di entusiasmo si moltiplicano: c’è Eileen che scrive “un grazie sincero da un amante del mascara con l’artrite”, o ancora Sarah che commenta “Lo voglio! Non posso contare le volte in cui ho dovuto riprendere il mascara caduto a terra a causa dei miei tremori, è così frustrante!”.

(iodonna.it)

“Able”, il potere della danza oltre la disabilità

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Niente scuse, niente limiti“. Non è solo una frase tatuata sul braccio, è il mantra di una crew di ballerini hip hop capace di rendere le disabilità punti di forza e di riscatto. Loro sono gli ILL-Abilities, gruppo internazionale di ballerini diversamente abili, tra i più famosi al mondo. Diretti dal ballerino e coreografo Jacob Jonas, si esibiscono nel corto intitolato “Able, mostrando cosa “si può essere in grado di compiere”, nonostante la disabilità, lasciandosi andare alla musica. Il canadese Luca Patuelli, in arte Lazylegz, è nato con una rara malattia articolare che ha colpito principalmente gambe e spalle. A 15 anni si è avvicinato alla break dance e ha capito che avrebbe potuto utilizzare le stampelle non solo per camminare, ma per danzare. È stato lui a fondare nel 2007 gli ILL-Abilities insieme a tre compagni d’eccezione: lo statunitense Jacob Lynos (Kujo), sordo dalla nascita; l’olandese Redouan Ait Chitt (Redo), che ha in tutto cinque dita e disabilità al braccio destro e alla gamba destra, ma balla, pratica varie arti marziali, gioca a calcio e a basket; e Tommy Ly (Guns) che, dopo l’amputazione di una gamba per un tumore alla tibia, ha trovato nell’hip hop lo strumento per conoscere ed espandere le sue capacità. “Loro sono i migliori breakdancers diversamente abili al mondo. Sono stato ispirato dalle storie di questi artisti che hanno superato un ostacolo personale, essendo d’esempio per molti altri“, ha detto il coreografo Jacob Jonas.

Video diretto da Jacob Jonas
Prodotto da Jill Wilson

Lego lancia i ‘mattoncini braille’ per i bambini con disabilità visive

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Lego lancia i Braille Bricks: ecco i mattoncini che aiuteranno e faranno giocare i bambini non vedenti

Lego farà giocare con i suoi mattoncini anche i bambini non vedenti o con gravi disturbi della vista: i Lego Braille Bricks, infatti, incontrano questa grave disabilità, unendo la tecnica Braille, che da molto tempo consente ai non vedenti di leggere, con il gioco delle costruzioni, che attira i bimbi di tutto il mondo.
L’idea alla base del progetto è partita nel 2011: proposta per la prima volta alla Fondazione Lego dall’Associazione danese ciechi, è stata nuovamente sollecitata nel 2016 dalla Fondazione brasiliana Dorina Nowill. Da allora, in stretta collaborazione anche con altre associazioni del Regno Unito e della Norvegia è diventata finalmente realtà, con tanto di prototipi.
Ma cosa caratterizza questi speciali mattoncini? Il Braille è un sistema di lettura e scrittura tattile a rilievo per non vedenti e ipovedenti, una sorta di codice messo a punto dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo e da allora considerato un “must” per aiutare le persone con questa disabilità a leggere, anche ai nostri giorni.
I non vedenti toccano le tavole contenenti dei punti in 3 dimensioni, sapendo che ogni lettera (o numero) è identificato da un punto posto in una particolare posizione. Passando dunque le dita su questi rilievi, viene letto il testo.
I Lego Braille Bricks seguono lo stesso principio, perché sono modellati con lo stesso numero di punti 3D usati per lettere e numeri individuali dell’alfabeto Braille, rimanendo pienamente compatibili con il sistema di costruzioni Lego. I bambini quindi non solo leggeranno, ma costruiranno il loro testo, con una dinamica molto simile a quella usata per le costruzioni classiche.

Inoltre, per permettere agli insegnanti, agli studenti e ai membri della famiglia vedenti di interagire a parità di condizioni, ogni mattone contiene anche una lettera o un carattere stampato. In questo modo il sistema punta ad essere inclusivo, contrastando il pericolo di isolamento dovuto alla disabilità.

In base alle nuove stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono circa 36 milioni i non vedenti nel mondo, mentre gli ipovedenti moderati o gravi sarebbero 217 milioni circa (su una popolazione di 7,3 miliardi di persone). Un problema enorme che incide, oltre che sulla vita personale, anche su quella lavorativa.

Con migliaia di audiolibri e programmi per computer ora disponibili, un minor numero di bambini sta imparando a leggere il Braille – spiega infatti Philippe Chazal, Tesoriere dell’Unione europea dei non vedenti – Questo è un problema, perchè sappiamo che gli utenti Braille sono spesso più indipendenti, hanno un livello di istruzione superiore e migliori opportunità di lavoro. Crediamo fortemente che Lego Braille Bricks possano contribuire ad aumentare il livello di interesse nell’apprendimento del Braille”.

Un problema, quello delle difficoltà dovute ai gravi problemi di vista, sentito dalla stessa Lego. Il Senior Art Director Morten Bonde, infatti, soffre di un disturbo genetico agli occhi che lo sta gradualmente portando alla cecità e che lo ha spinto a lavorare sul progetto come consulente interno.

Le reazioni di studenti e insegnanti ai Lego Braille Bricks è stata di enorme ispirazione e mi ha ricordato che le uniche limitazioni che incontrerò nella vita sono quelle che creo nella mia mente. Il livello di coinvolgimento dei bambini e il loro interesse a essere indipendenti e inclusi in condizioni di parità nella società è evidente. Sono commosso nel vedere l’impatto che questo prodotto ha sullo sviluppo della fiducia e della curiosità nei bambini ciechi e ipovedenti già dall’infanzia”.

Il prodotto è stato presentato il 24 aprile nel corso della Sustainable Brands Conference di Parigi ed è attualmente in fase di test in lingua danese, norvegese, inglese e portoghese, mentre tedesco, spagnolo e francese saranno testati nel terzo trimestre del 2019. L’ultimo kit dovrebbe essere lanciato nel 2020.

I bambini ciechi e ipovedenti hanno sogni e aspirazioni per il loro futurocome i bambini vedenti”, ha dichiarato John Goodwin, CEO della Fondazione Lego”.

E niente e nessuno ha il diritto di cancellarli.

Manuel Agnelli a Palermo – Teatro Golden inaccessibile ai disabili

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Ci risiamo! Ancora una volta mi ritrovo a non poter partecipare a un evento che si terrà questa sera all’ Auditorium Teatro Golden Palermo! Nella fattispecie allo spettacolo di Manuel Agnelli nel quale sarà ospite il mio caro amico attore/scrittore/dj Corrado Fortuna. Per l’ennesima volta e nonostante le tante denunce pubbliche anche a mezzo stampa, uno più grandi cine-teatro di Palermo non è accessibile a tutte le persone con disabilità. Non solo ma i gestori compiono anche discriminazione tra le persone con disabilità non permettendo ai soli disabili motori che utilizzano una carrozzina elettronica l’accesso essendo forniti di un cingolato per affrontare le scale per le sole carrozzina a ruote grandi.
Non lo dico io ma direttamente chi gestisce l’attività. Questa la risposta alle lamentele di mia sorella sulla loro pagina pubblica:

Chiara Cupidi buongiorno. L’argomento è lungo e delicato per essere trattato in questa sede. Mi limito a dire semplicemente che abbiamo molto a cuore il comfort di tutti i nostri spettatori e in particolar modo chi ha già una vita poco agevole. Per cui se pur senza alcun obbligo di legge e in assenza di qualsiasi forma di finanziamento, sopratutto in un momento di crisi nera del settore e non solo, da 3 anni siamo dotati di un montascale a cingoli che aggancia tutte le sedie standard a ruote grandi o quando possibile il trasferimento sulla nostra sedia a rotelle. E da circa un anno abbiamo realizzato i servizi igienici attrezzati. Sappiamo di non riuscire a soddisfare tutte le esigenze (ad esempio le carrozzine elettriche) ma mi creda che stiamo cercando il modo di risolvere. A disposizione per ulteriori chiarimenti

Quindi non solo in barba a tutte le leggi vigenti è da “solo un anno” che hanno provveduto a offrire tutti i servizi, tranne, per loro stessa ammissione, l’accesso a chi usa una carrozzina elettronica vale a dire una grande quantità di persone.
Ma, mi chiedo, chi è preposto al controllo, rilascio delle licenze, ispezioni, fa il suo dovere? Uffici comunali, vigili urbani, etc, cosa fanno? Eppure, come ho già detto, le segnalazioni e le denunce pubbliche non sono mancate ma ancora una volta mi trovo a dover rinunciare ad un momento di svago e badate che l’elenco che riguarda il Golden è assai lungo.
D’altronde io stesso vivo in un paese, Misilmeri, dove l’amministrazione comunale si permette di inaugurare un luogo pubblico, il palazzetto della cultura, inaccessibile alle persone con disabilità.

Aggiungo che sarebbe anche venuto il momento in cui gli artisti siano i primi a pretendere di esibirsi in luoghi totalmente accessibili e fruibili da chi si trova in condizione di disabilità.

È davvero mortificante dovere constatare che nonostante tutte le battaglie di questi anni per i diritti delle persone con disabilità inevitabilmente l’Italia non è un Paese per i disabili!

IO AL POSTO TUO – LO SHOW DI LUCA VULLO SUI DSA

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Io al posto tuo” è un progetto di sensibilizzazione sui Disturbi Speciflci dell’Apprendimento (dei quali la Dislessia è la più nota e diffusa) e mira a prevenire e combattere l’esclusione e Ia discriminazione sociale, promuovendo una corretta cultura dell’inclusione nell’adolescenza e nell’età adulta.

http://www.retegenitoridsa.it http://www.lucavullo.com http://www.ondemotive.com

Lo spettacolo prende spunto dal Fumetto dal titolo: “Io al posto Tuo. Cosa so dei disturbi Specifici dell’apprendimento?” scritto e divulgato dalla Rete Genitori DSA di Cuneo.

La Rete genitori D.S.A. (Disturbi Speciflci di Apprendimento) é nata nel settembre 2008 dalla volontà di tre mamme: Sophia Livingstone, Nadia Tassone e Antonella Balocco che è stata in seguito sostituita da Barbara Piumatti. Il nostro obiettivo é quello di creare una giusta cultura rispetto ai Disturbi Specifici di Apprendimento in special modo nella scuola, oltre che nel tessuto sociale in generale. Di fornire informazioni utili e concrete, esempi di buone prassi, aggiornamenti sulle norme di riferimento sia ai genitori che ai docenti. La Rete si rivolge a genitori, studenti, insegnanti, pediatri, medici di base, operatori sanitari (Neuropsichiatri, Logopedisti, Psicomotricisti, Psicologi) ed a tutte le persone interessate o coinvolte a vario titolo.

OBIETTIVI

Superare le grandi difficoltà di comprensione sul Disturbo dell’apprendimento da parte di docenti, Dirigenti Scolastici nella scuola secondaria di secondo grado, poiché purtroppo esistono ancora forti pregiudizi e resistenze che vanno a minare l’autostima dei ragazzi, a volte anche con conseguenze che possono essere drammatiche. Permettere agli studenti una più semplice comprensione delle difficoltà riscontrate dallo studente con D.S.A presentando esempi di vita scolastica quotidiana.

Far immedesimare, i compagni di scuola, gli insegnanti ed i genitori, non esclusivamente quelli coinvolti nei D.S.A, anche solo per qualche istante, nella sensazione provata quotidianamente dai nostri ragazzi e, magari, ottenere da parte dei compagni una modifica nell’approccio verso queste difflcoltà che non sono diversità, ma caratteristiche di un individuo intelligente. E se fossi “lo al posto SUO”? Educare al rispetto ed alla convivenza civile al fune di promuovere condizioni di vita dignitose per ogni alunno e garantire un sistema di relazioni soddisfacenti nei riguardi di soggetti che presentano difficoltà nella propria autonomia, sia essa personale o sociale, in modo che essi possano sentirsi parte di comunità e di contesti relazionali dove poter agire, scegliere, giocare e vedere riconosciuto il proprio ruolo e Ia propria identità. Prevenire e contrastare l’esclusione, la discriminazione e spesso il bullismo.

LO SHOW

Partendo dalla sua nascita fino ad arrivare all’oggi, Luca Vullo ripercorre in modo crudo e divertente, le diverse fasi della sua vita, quella di una persona D.S.A. con tutte Ie sue difflcoltà ed i suoi risvolti tragicomici. Come se fosse un dialogo aperto con il pubblico, l’attore si sfoga e con cinica autoironia si racconta coinvolgendo tutti con momenti interattivi e racconta coinvolgendo tutti con momenti interattivi e stimolando i sensi e le percezioni con alcuni espedienti grafici, visivi e sonori. In questo modo l‘artista porta gli spettatori ad immedesimarsi una volta per tutte e per qualche minuto, con chi nasce e convive con i disturbi dell’apprendimento. L’autore per rendere completo ed emotivamente più incisivo il suo spettacolo, utilizza anche musiche ed immagini suggestive estratte dai suoi documentari, rielaborate però in una nuova formula, dando così Ia luce ad una sorta di riciclo artistico. II perfomer ha deciso di mettere in campo tutte le sue abilità artistiche e di miscelare teatro, cinema, comunicazione, tecnologia e comicità per far vibrare Ie coscienze di ognuno su un tema importante e per realizzare quindi un progetto sociale e di sensibilizzazione che difficilmente lascerà indifferenti.

LUCA VULLO

Autore, regista, produttore cinematografico e teatrale con base a Londra. Dopo il suggesso internazionale della sua docu-fiction “La voce del corpo” sulla gestualità dei Siciliani, Luca diventa ambasciatore della gestualità italiana nel mondo e in questa veste è impegnato in diversi ambiti professionali: la formazione scolastica e universitaria, il coaching teatrale e aziendale, la consulenza televisiva, la consulenza scientifica e il puro intrattenimento. Da molti anni collabora con prestigiose Università, Istituti Italiani di Cultura, Dante Alighieri, aziende, associazioni culturali e scuole in diverse parti del mondo (America, Europa, Asia, Oceania) per tenere, in qualità di esperto di body language, workshop, lezioni didattiche, team building, masterclass, conferenze scientifiche e spettacoli. Tra le collaborazioni di rilievo vanno citate quella con il Royal National Theatre di Londra, in qualità di coach di gestualità siciliana per lo spettacolo “Liolà” di Pirandello, con la regia di Richard Eyre e la collaborazione con la BBC 2 nella veste di consulente per il programma “See Hear” e la sua partecipazione come artist-in-residence presso il Mills College di Oakland, California, per l’insegnamento della comunicazione non verbale italiana alla Summer School. Dopo anni di esplorazione e confronto con la comunicazione non verbale in diversi paesi, LA VOCE DEL CORPO è diventato il suo primo spettacolo teatrale nel quale, oltre ad essere il protagonista, Luca è anche autore e regista. Lo show è attualmente in tournée in diverse parti del mondo anche perché disponibile sia in inglese che in italiano. Dal 2018 collabora con la rivista mensile bilingue “Gattopardo” (in edicola con il Giornale di Sicilia e La Gazzetta del Sud) curando la rubrica Alfabeto Parallelo sulla gestualità italiana e con il magazine on line “Wall Street International” per il quale cura una rubrica sulla comunicazione non verbale italiana e l’intelligenza emotiva. In uscita il suo primo libro che racconta la straordinaria avventura internazionale del “Prof di Gestualità Italiana“. Una delle sue ultime produzioni è il documentario “INFLUX“, distribuito in tutto il mondo su NETFLIX, che narra dell’emigrazione italiana contemporanea nel Regno Unito e nello specifico a Londra prima dell’avvento della BREXIT.