Disabilità, Google Maps ti fa aggiungere informazioni sull’accessibilità dei luoghi

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Foto Google

Google chiede ai suoi utenti maggiori dettagli sull’accessibilità dei luoghi: parcheggi riservati a persone con disabilità, sedute dedicate e altro, potranno essere segnalate nella sezione “I tuoi contributi”



Al di là dell’affluenza del pubblico nei negozi e degli orari di apertura, ci sono informazioni altrettanto importanti sulle strutture che gli utenti dovrebbero poter ottenere consultando le mappe. Già l’anno scorso Google Maps ha iniziato a mostrare informazioni sull’accessibilità dei luoghi, e ora chiede una mano ai suoi utenti per rendere l’archivio di quei dati più corposo e preciso.Secondo Android Police, adesso Google consente di aggiungere annotazioni in merito all’adeguatezza delle infrastrutture e guadagnare punteggio per questo all’interno dell’applicazione (come succede per le altre operazioni di chi diventa “Local Guide” delle mappe).
Per aggiungere dettagli sull’accessibilità di un edificio o locale che sia, basta aprire semplicemente la sezione “I tuoi contributi” e scegliere “Scopri informazioni mancanti”. Una delle schede di questa pagina è dedicata all’accessibilità: scegliendola, si scopriranno quali sono i posti che hanno bisogno di ulteriori commenti. Una guidadà consigli su come fornire al meglio dettagli sull’accessibilità. Le domande principali a cui rispondere per dare notizie complete sono: “Esiste un accesso per disabili?”, “Ci sono posti a sedere riservati a chi è in sedia a rotelle?”, “C’è un parcheggio accessibile in sedia a rotelle?” e“C’è un ascensore per disabili?”. 
Per visualizzare le informazioni di questo tipo sulle mappe invece, bisogna aprire la descrizione e scorrere verso il basso.
(Wired)

​Disabili protagonisti dei nuovi video Apple sull’accessibilità

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Sady, una video editor con paralisi cerebrale, utilizza un complicatissimo software con l’aiuto dell’ultimo ritrovato nel campo della tecnologia assistiva. Si tratta di una delle storie presenti sulla rinnovata pagina dedicata all’accessibilità del colosso informatico Apple. A differenza della versione precedente del sito, che mostrava quello di cui l’azienda è capace per tutti i suoi affezionati con disabilità semplicemente tramite la descrizione dei prodotti, la nuova pagina catapulta l’utente direttamente a contatto con il loro funzionamento. E lo fa attraverso brevi video di 30 secondi. Insieme al corto di Sady, infatti, ci sono altre clip che hanno come protagonisti, per esempio, un uomo non udente intento ad usare uno smartphone o un atleta in sedia a rotelle alle prese con il monitoraggio dei suoi allenamenti attraverso il famoso orologio realizzato dall’azienda di Cupertino. Entrambi utilizzano le specifiche funzioni di accessibilità che vengono pensate per tutti i modelli standard.

(west-info)

​Disabilità, ecco la guida sull’accessibilità dei luoghi turistici di Bruxelles

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Si chiama “Bruxelles per tutti”, è in tre lingue (inglese, francese e olandese) e contiene indicazioni utili per le persone a ridotta mobilità che soggiornano in città. Al suo interno si trovano censiti hotel, ristoranti, spazi commerciali, centri sportivi e luoghi di divertimento
Si chiama “Bruxelles per tutti” ed è una guida che contiene informazioni sull’accessibilità di alberghi, ristoranti, spazi commerciali, centri sportivi e luoghi di divertimento. La guida è stata realizzata dall’associazione Amt (Accèss et mobilité pur tous) Concept che da 10 anni promuove l’informazione sull’accessibilità e sui servizi per le persone a mobilità ridotta sia attraverso la guida (la prima è uscita nel 2003) che sul sito www.bruxellespourtous.be. Scaricabile dal sito di Amt in 3 versioni (inglese, francese e olandese), la guida ha come obiettivo quello di facilitare il soggiorno a Bruxelles per i viaggiatori con disabilità. “Anche se negli ultimi anni sono stati apportati miglioramenti significativi a Bruxelles, l’accessibilità dei luoghi turistici è ancora lontana dall’essere raggiunta – dicono gli autori – in particolare per quel che riguarda i trasporti, gli edifici pubblici, i negozi, i ristoranti e i luoghi di divertimento”. La guida intende dare informazioni rigorose sullo stato dei luoghi come, ad esempio, la presenza di gradini, la larghezza delle porte o una fioriera mal posizionata che può impedire l’accesso alle persone con ridotta mobilità o ai loro accompagnatori. “Questa nuova edizione cartacea contiene informazioni semplici e concise sull’accessibilità e rimanda al sito Internet per eventuali approfondimenti”, precisa Miguel Gerez, direttore di Amt Concept.
In qualità di ministro per le Politiche per la disabilità di Bruxelles, ho il compito di favorire l’inclusione delle persone disabili nella società – scrive Céline Fremault, che ha la delega anche alla Casa e all’Ambiente, nella prefazione alla guida – La Carta “Handistreaming” (che vuole favorire l’inclusione in tutti gli ambiti pubblici) realizzata a dicembre 2015 ha proprio questo obiettivo ed è un segnale forte del mio impegno. Spero che la guida ‘Bruxelles pour tous’ in versione aggiornata e completata con i miglioramenti fatti negli anni per rendere la città più inclusiva permetta alle persone a ridotta mobilità di godere appieno di tutte le attività organizzate a Bruxelles”.

(Redattore Sociale)

MODA E DISABILITÀ. QUANDO LA PASSERELLA È ACCESSIBILE

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Quanto è importante per un disabile poter indossare un bell’abito

Molti pensano che essere disabili voglia dire necessariamente doversi trascurare.
Essere in sar, cioè su una sedia a rotelle, non significa invece perdere la stima di se stessi e quindi, anche la voglia di curare il proprio aspetto esteriore; in modo particolare quando si è donna.

Purtroppo nel mondo, e soprattutto qui in Italia si fa ancora fatica ad accettare modelle disabili, perché si affianca sempre una figura “perfetta”, all’abito. Oggi si stanno facendo battaglie per bloccare alle modelle troppo magre di sfilare in passerella. Immaginiamoci se si presenta una ragazza in carrozzina seppur bella, come verrà vista dagli stilisti?

Siamo lontani da aperture mentali tali da far entrare nell’alta moda la disabilità, per quanto qualcosina si è fatto e si sta facendo, ma ben poco se ne parla.

Per esempio, in Inghilterra nel 2008 la Bbc ha trasmesso Britain’s Missing Top Model, un reality show con protagoniste otto aspiranti modelle disabili sulla falsa riga dell’olandese Miss Ability, andato in onda due anni prima registrando il pieno di ascolti.

Oppure, in Belgio la designer Tanja Kiewitz, senza un avambraccio, è diventata notissima dopo aver posato per una campagna di sensibilizzazione ideata dalla onlus Cap48.
Nel nostro Paese com’è la situazione? Nel 2011 a Roma c’è stata la prima edizione del Concorso di moda riservato anche a modelle in carrozzina e si è ripetuto l’anno successivo.

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"Space Without Borders" - Fashion Week - Mosca 2014
AFP PHOTO / ALEXANDER NEMENOV

L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Fondazione Italiana per la Cura della paralisi. Questo perché con progetti simili si vuole coinvolgere l’opinione pubblica su campagne di sensibilizzazione riguardo alle tematiche di prevenzione sulle lesioni midollari e ricerca scientifica. Ed ecco così che una nota Agenzia di Torino apre le porte a modelle/i disabili. Per quanto i cambiamenti siano nell’aria, qualcosina si intravede nelle pubblicità, eppure inserire i disabili in questo settore ancora è dura.

A dirla tutta nella società di oggi una persona disabile è sempre posta ad un gradino al di sotto degli altri; vediamo che fa fatica a trovare lavoro, a trovare l’amore, a vivere una vita piena, così come invece dev’essere. Con campagne pubblicitarie, con sfilate di moda o con qualsiasi altro mezzo, si deve far vedere e capire alla gente, che un disabile in modo particolare una donna disabile, non perde la sua femminilità perché resta sempre e comunque una donna.

La vera e unica “mancanza” è quella del rispetto del prossimo, mentre al contrario abbonda l’ignoranza e la volontà di chi non dà la possibilità alle persone cosiddette “diverse” di esistere, coesistere nella società e di farne parte in maniera integrante.
(dailyslow.it)

Grandi Navi, Veloci ma non comode!

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Pochi giorni fa ho intrapreso un piccolo viaggio che dalla provincia di Palermo dove vivo mi ha portato a Milano. Date le mie esigenze personali relative alla mia disabilità (tetraplegia), che mi obbligano a portare con me numerosi bagagli e ausili, l’unica scelta possibile è quella di partire con il mio mezzo di trasporto (un furgone attrezzato) e di prendere il traghetto che da Palermo mi porti fino a Genova per poi proseguire prendendo l’autostrada fino a Milano.

Date le mie esigenze mi premuro per tempo di prenotare per me ed il mio accompagnatore sulla Grandi Navi Veloci che opera sulla tratta Palermo/Genova la cabina riservata alle persone con disabilità, l’unica dotata di una porta accessibile per una carrozzina elettronica come la mia, e prenotare inoltre una cabina “normale” per i miei familiari che mi accompagnano avendo io bisogno di più persone che mi assistono per affrontare il viaggio. La nave che opera la tratta per Genova è la Exellent.

Il giorno della partenza, dopo aver effettuato senza problemi l’imbarco, salgo sulla Exellent per “scoprire” la nave ed in effetti noto come sia gli ascensori che quasi la totalità dei vari livelli della nave, corridoi o ponti ad esempio, sono accessibili; magari date le numerose scale è necessario percorrere dei corridori per raggiungere l’ascensore o qualche piccolo gradino da superare ma comunque accettabile soprattutto viste le tante barriere architettoniche a cui siamo tristemente abituati e di cui sono piene le nostre città.

Le difficoltà però non tardano ad arrivare: infatti non appena mi reco alla mia cabina per sistemare i bagagli e ausili (soprattutto la gruetta necessaria per gli spostamenti letto/carrozzina) mi trovo di fronte ad uno spazio assolutamente inadeguato per una persona che ha una disabilità come la mia. Una cabina non pensata per una persona con serie difficoltà ma uno spazio che sì può essere considerato accessibile ma assolutamente invivibile.

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Il letto stretto e addossato al muro senza la possibilità di girarvi intorno affinché chi opera su di me abbia lo spazio necessario a muoversi; pochissimo spazio per fare manovre con la carrozzina con notevoli difficoltà ad entrare ed uscire dalla stanza;

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tetto basso e nessuna finestra che tolga quella sensazione di “scatoletta” che  per una persona totalmente immobilizzata aiuta a non avvertire quella sorta di claustrofobia;

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un bagno non sufficientemente adeguato per le esigenze personali.

Quel viaggio che poteva essere vissuto come una mini crociera sul mediterraneo (20 ore circa) ammirando la bellezza del nostro mare e delle nostre coste si è trasformato in una Odissea nel momento di sistemarsi in cabina. Personalmente ho avuto enormi difficoltà e trascorso ore davvero pessime nel momento del riposo che per le mie esigenze non è di certo breve.

Le domande che vengono in mente sono diverse: come è possibile concepire uno spazio così riservato a chi ha necessità speciali? È una questione solo economica perché ogni metro della nave rappresenta un costo ma soprattutto un profitto o chi progetta queste città galleggianti forse non ha nessuna cultura della disabilità?

Ovviamente sono tutte domande retoriche perché le risposte sono implicite. Eppure basterebbe davvero poco per rendere questi spazi “riservati” comodi e soprattutto accoglienti verso chi, come me ad esempio, ha delle necessità diverse da un passeggero standard. Non credo sia così insostenibile economicamente apportare le modifiche necessarie o in fase di progettazione pensare a delle cabine davvero adeguate.

Come ci disse sulla nave un Comandante di nave di lungo corso con 42 anni di esperienza alle spalle, fino a non molti anni fa le persone con disabilità non potevano neanche salire a bordo di queste navi!

Avanti, coraggio!

di Giovanni Cupidi

Il Portale Italiano Disabili.com in visita all’Expo

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Entrate accessibili, volontari e un servizio di noleggio carrozzine e scooter aiutano il visitatore con disabilità a muoversi nel grande spazio della Esposizione Universale di Milano

Ebbene, il momento per una visita aExpo Milano è arrivato, e anche noi di disabili.com siamo andati a vedere, toccare e sperimentare l’evento dell’anno. In una giornata al cielo plumbeo, abbiamo fatto il percorso dalla stazione Milano Rho Expo per approdare nella agorà che raccoglie le rappresentazioni di tutto il mondo alla Esposizione Universale di Milano che, lo ricordiamo, sarà aperta fino al 31 maggio di quest’anno. 
Qui quindi un breve resoconto guidato di quello che abbiamo visto e sperimentato sul fronte dell’accessibilità e dei servizi generali per le persone con disabilità o bisogni specifici.

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ARRIVO  ED ENTRATA A EXPO – Con Treno Freccia Bianca siamo scesi alla stazione Rho Fiera Expo Milano 2015 che si trova in prossimità dell’accesso Ovest Triulza – Orogel del Sito Espositivo.Qui l’accessibilità interna della stazione è buona, inoltre in loco è situata una Sala Blu che offre assistenza ai viaggiatori di Trenitalia, con a disposizione alcune carrozzine manuali per il tragitto fino all’entrata del sito espositivo. Da qui si arriva, con percorso sotterraneo accessibile (con pendenza poco rilevante e materiale che garantisce buon attrito), direttamente all’accesso del Sito. 

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All’accesso abbiamo notato corsie di entrata riservate a persone con disabilità e donne incinta. Una volta passati i tornelli, si entra nell’area, lungo la quale un percorso pedotattile che si snoda poi verso il Decumano, porta fino a una tabella informativa con anche scritte in Braille. All’accesso i totem informativi touch screen permettono di orientarsi su percorsi, info, presenze di servizi igienici etc.  
Quanto all’entrata, all’info point di Cascina Triulza ci informano che l’accesso probabilmente più comodo per le persone con disabilità è l’accesso Est Roserio, dove è disponibile un servizio di navetta dal parcheggio (il percorso pedonale risulta accessibile, in piano e senza barriere).

INFO, NOLEGGIO E RIAPARAZIONE CARROZZINE – L’area deputata alle info per i visitatori con disabilità è, appunto, la Cascina Triulza, ovvero il Padiglione della Società Civile e centro gravitazionale di attività, mostre e iniziative dedicate al terzo settore. Si trova al lato sinistro del Decumano – ovvero la via principale – (dall’accesso Ovest), raggiungibile anche alla fermata 3 del People Mover, il servizio di bus navetta gratuito accessibile alle carrozzine, che percorre tutto il perimetro di Expo esternamente (non transita per il Decumano, il quale per motivi di sicurezza è solo pedonabile o percorribile con scooter a 4 ruote noleggiabili) ogni 5-7 minuti. 

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Presso Cascina Triulza è ubicato il Mobility Center , dove le persone con disabilità o mobilità ridotta possono noleggiare carrozzine manuali e scooter elettrici a quattro ruote. La dotazione complessiva è di un centinaio di mezzi (70 scooter e 30 carrozzine manuali), che a richiesta sono dotati di porta bastone o stampella. Il noleggio è a pagamento; i prezzi, inva inclusa, differiscono a seconda del tempo di noleggio: a seconda del modello, gli scooter costano dai 14,50 ai 17 euro per mezza giornata (fasce orarie 10-16 o 16-23) e dai 29 ai 34 europer la giornata intera; le carrozzinecostano 7,50 euro per mezza fiornata e 15 euro per tutto il giorno. E’ possibile scegliere l’opzione di pacchetti per più due o tre giorni. E’ caldamente consigliato di prenotare il servizio tramite il Call Center multilingua al numero verde 800 121203 per chi chiama dall’Italia, +39 039 6613116 per chiamate dall’estero, o attraverso il sito web del Mobility Center email: info@mobilitycenter.it. Per ritirare il mezzo bisogna recarsi all’info point di Cascina Triulza, dove andrà anche riportato.

I SINGOLI PADIGLIONI – C’è da dire che i padiglioni si differenziano non solo per distribuzione e organizzazione degli spazi (su uno o i più piani), ma anche per esperienza di visita: alcuni sonocompletamente dedicati a fruizione concentrata sul senso della vista, altri puntano anche su altri sensi (prendiamo ad esempio la Francia: è tutto su un piano, e ci sono piccole “bolle aperte” all’interno delle quali il visitatore si posiziona per ascoltare suoni che richiamano situazioni, luoghi o prodotti). Alcuni padiglioni, come quello di Save The Children, prevedono per il visitatore una spiegazione personalizzata, rendendone così accessibili i contenuti anche a persone non vedenti. Alcune dritte, sperimentando la visita in alcuni deii padiglioni: in quello del Bahrein attenzione alle fessure di drenaggio dell’acqua nel pavimento tra un’isola e l’altra, che potrebbero creare problemi a un visitatore in carrozzina. Il padiglione Giappone richiede esplicitamente che ci sia un accompagnatore per l’utente in carrozzina (l’accesso e l’uscita si compiono su un percorso con rampe). L’entrata al padiglione della Cina può essere poco pratica in carrozzina, a causa del ghiaino che copre tutta la parte antistante l’accesso. Il padiglione del Brasile, dotato di ascensore così come molti altri, è evidentemente inaccessibile in una delle sue esperienze più divertenti, ovvero quella dellapasseggiata su rete sospesa. 
Segnaliamo infine l’avvio a breve (annunciato) del Dialogo nel buioall’interno del Padiglione Italia, dove gli utenti saranno immersi nel buio e, accompagnati anche da guide ipovedenti, seguiranno un percorso all’interno della rappresentazione, per suoni, di un tipico mercato italiano.  

In linea di massima, abbiamo notato che i principali padiglioni sono dotati di ascensore che permette di raggiungere i piani elevati, e che per i visitatori con disabilità solitamente gli addetti all’accoglienza si prodigano per un accesso facilitato. Lungo tutta l’area di Expo ci sono volontari – riconoscibili dalla divisa bianca – molto disponibili a fornire informazioni e supporto ai visitatori. Qualcosa è senz’altro migliorabile, e sarebbe necessario un secondo sopralluogo per capire anche quanto i singoli eventisaranno accessibili, (come pure alcune aree al momento non aperte, vedi alcune zone ristorazione)  ma nel complesso ci è sembrato che gli sforzi per rendere Expo accessibile siano riusciti nel loro obiettivo.

Ricordiamo che è sempre utili consultare il sito dedicato ai visitatori con disabilità Expofacile.it, prima di affrontare la visita. 
Da parte nostra, abbiamo raccolto le principali info nello speciale Expo Milano 2015 disabili.
(disabili.com)

di Giovanni Cupidi

BORÅS, LA CITTÀ PIÙ ACCESSIBILE D’EUROPA NEL 2015

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La cittadina svedese di Borås ha vinto il massimo riconoscimento europeo in fatto di accessibilità nel 2015, il premio Access City Award, nell’ambito di una competizione internazionale promossa dallaCommissione Europea che premia le città più accessibili.

Per realizzare un ambiente urbano inclusivo l’amministrazione cittadina ha messo a disposizione risorse umane e finanziarie e ha avviato un lavoro di collaborazione con il comitato consultivo sulla disabilità. Ilraggiungimento degli standard per l’accessibilità e la continuità dei risultati  sono assicurati da questo stretto rapporto di collaborazione, ma anche da funzionari pubblici di coordinamento per l’accessibilità, oltre che dalla capacità di definire programmi con priorità e strategie.

Le città europee dovranno essere sempre più accessibili e inclusive considerando che sono 80 milioni le persone con disabilità in Europa e che il dato è destinato a salire per l’aumento della popolazione anziana. Questa competizione, se da un lato premia le città più meritevoli, dall’altro punta a diffondere le buone pratiche per una città a misura di tutti. Si tratta di un’opportunità per politici, amministratori e tecnici europei e non, di comprendere come  sono stati affrontati e risolti i temi legati all’accessibilità e all’inclusione, in un contesto particolare come quello della città.  Quattro le aree chiave dell’accessibilità con cui fare il punto: architettura e spazi pubblici; trasporti e infrastrutture; informazione, comunicazione e nuove tecnologie (TIC); strutture e servizi pubblici.

Borås, situata nella contea della Västra Götaland, è una città con radici storiche e una popolazione di 107.000 abitanti. E’ il secondo insediamento urbano nella Svezia occidentale con una economia radicata nel commercio e nell’industria tessile.

A Borås è stato riconosciuto il merito di avere adottato un approccio globale e strategico per la realizzazione di una città accessibile, un percorso avviato negli anni Novanta con un impegno politico chiaro e di lungo periodo.

Le soluzioni adottate

Per realizzare un ambiente urbano inclusivo l’amministrazione cittadina ha messo a disposizione risorse umane e finanziarie e ha avviato un lavoro di collaborazione con il comitato consultivo sulla disabilità. La municipalità ha lavorato per rendere accessibili spazi ed edifici pubblici, sia internamente che esternamente. Ma anche le aziende private sono state coinvolte in questo percorso.

Per diffondere gli standard di accessibilità è stato realizzato un database con tutti gli edifici pubblici che soddisfano standard di accessibilità. Sono stati censiti e classificati anche negozi, ristoranti, studi dentistici e altri servizi privati, che hanno poi dato un feedback per migliorare l’accessibilità.

E’ stato istituito un premio per incoraggiare le imprese private a migliorare l’accessibilità dei loro spazi, mentre gli standard per l’accessibilità applicati per l’ambiente costruito sono andati ben oltre le normative in vigore.

A Borås, il trasporto pubblico della città è gratuito per le persone disabili e gli anziani ed è disponibile anche un servizio di mobilità specializzato.Tutti gli autobus sono accessibili a persone con difficoltà motorie o con limitazione visiva, come pure le fermate. Gli attraversamenti pedonali si stanno dotando gradualmente di accesso a livello, segnali acustici e guide tattili.

La città di Borås si è impegnata anche nel settore della tecnologia accessibile: il database sulle strutture è accessibile quindi è disponibile in facile lettura e nella versione di sintesi vocale; il sito web della città e la newsletter hanno caratteristiche di accessibilità e sono connessi a un servizio telefonico di supporto.

E’ stato installato un sistema digitale “serrature senza chiavi” in 3.500 appartamenti e in 1.500-2.000 porte di ingresso, il che ha dato una maggiore sicurezza personale a molte persone anziane. E’ anche stato previsto un più facile accesso ai servizi di assistenza con le chiamate di allarme reattive.

Per assicurare che gli standard siano raggiunti e mantenuti, l’accessibilità delle strutture pubbliche e dei servizi è guidata da un team di esperti, un coordinatore e un funzionario, entrambi alle dipendenze della città. Essi lavorano in contatto con il comitato consultivo sulla disabilità istituito dall’amministrazione e con le organizzazioni che rappresentano le persone anziane. In tal modo si è certi che i temi dell’accessibilità siano considerati in tutti gli aspetti della vita della città. Ogni dipartimento della municipalità ha una persona di contatto con responsabilità sugli aspetti inerenti l’accessibilità.

Tutte le informazioni sull’accessibilità sono rese disponibili per le organizzazioni che operano nella disabilità, gli architetti, le imprese di costruzione, le aziende private, etc..

Il raggiungimento degli standard per l’accessibilità e la continuità dei risultati a Borås sono assicurati dallo stretto rapporto di collaborazione tra l’amministrazione cittadina e i comitati consultivi delle persone anziane e disabili, ma anche da funzionari pubblici di coordinamento per l’accessibilità, oltre che dalla capacità di definire programmi con priorità e strategie.

L’accessibilità è un modo di pensare e in una città si ottiene con politiche e strategie mirate che riguardano tutti gli aspetti della vita, un insieme di elementi coerenti con una visione unitaria.

Se l’accessibilità è la pietra angolare dell’inclusione non possiamo non riconoscerle un valore etico.

(superabile.it)

Fonti informative

European Commission, Access City Award 2015, Examples of best practice for making EU cities more accessible. Social Europe. European Union 2015

Borås Stad 2015 års vinnare av Access City Award

https://www.youtube.com/watch?v=Vx2AuYtzS34

 

di Giovanni Cupidi