QUIETUDE: TECNOLOGIA E DESIGN IN UNA APP PER LE DONNE SORDE

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La linea di accessori è stata sviluppata al Santa Chiara FabLab dell’Università di Siena

La linea di accessori QUIETUDE, soluzione wearable technology per donne con sordità, è stata sviluppata insieme a Glitch Factory e al Santa Chiara FabLab dell’Università di Siena.
Ne parliamo con Giovanni Luca Daino, Amministratore Delegato di T4All, realtà nata come spin-off del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Siena e dal 2010 incubata presso la Fondazione Toscana Life Sciences.

Che cos’è e come nasce QUIETUDE?
QUIETUDE è una collezione di gioielli interattivi pensati per migliorare la qualità di vita delle donne sorde in un mondo orientato al suono. Gli accessori sono infatti in grado di rilevare, filtrare e riconoscere i suoni ambientali per poi tradurli in variazioni di forma, pattern luminosi e vibrazioni. Indossando gli accessori, le donne sorde possono dunque percepire i suoni attraverso il proprio corpo. Mediante un’applicazione mobile collegata in modalità wireless ai gioielli, QUIETUDE garantisce all’utente ampia libertà di personalizzazione, consentendo la registrazione dei suoni che si desidera siano notificati e selezionando il pattern sensoriale che sarà attivato ogni qual volta quello specifico suono sarò rilevato. Sarà dunque possibile rilevare, ad esempio, segnali di emergenza in ufficio o in strada, così come il passaggio di un’ambulanza, il citofono di casa, o il suono del forno. Ciascuno di questi suoni sarà tradotto in una esperienza sensoriale diversa e personalizzata, sotto forma di segnale luminoso, di vibrazione o attraverso una variazione di forma.
QUIETUDE nasce da una sinergia di due piccole aziende senesi, T4All e Glitch factory, e il laboratorio di fabbricazione digitale (Santa Chiara FabLab) dell’Università di Siena, in risposta ad un bando di finanziamento Comunitario (WEAR Sustain) nel quadro della ricerca finanziata europea del programma Horizon 2020.

L’idea, oltre che su aspetti di carattere sociale e di design, poggia sulle caratteristiche altamente tecnologiche di questi oggetti. Quale è stato il contributo del team di T4ALL alla realizzazione del progetto?
Unitamente agli aspetti di interaction design per la disabilità, QUIETUDE introduce caratteristiche fortemente innovative anche sotto il profilo tecnologico, rispetto al quale hanno trovato larga applicazione le pregresse esperienze aziendali delle due business unit di T4All “Web & Mobile” e “Digital Health”. T4All ha infatti contribuito al progetto per tutto ciò che afferisce agli aspetti funzionali della soluzione proposta, con particolare riferimento alle tecnologie di riconoscimento e controllo dei segnali audio in ingresso, e alla personalizzazione dell’esperienza d’uso mediante un’applicazione mobile dedicata.

Come funziona la APP che supporta gli accessori QUIETUDE?
L’applicazione mobile QUIETUDE, disponibile per i sistemi operativi iOS e Android, consente di creare una personale libreria di suoni di interesse, di riconoscere e filtrare le frequenze, e di personalizzare le notifiche sui gioielli (ad esempio l’intensità del suono, della vibrazione ecc.).
Creata la libreria di suoni e il pattern multisensoriale ad esso associato, l’app resta in ascolto dei segnali ambientali. Qualora uno dei suoni di interesse fosse percepito nell’ambiente (ad esempio il passaggio di un’ambulanza), l’applicazione notificherà agli attuatori posti sui gioielli (servomotori, led e elementi vibranti) il pattern da riprodurre.
L’utente sarà dunque in grado di riconoscere con semplicità, mediante una stimolazione visiva o tattile, ciò che sta accadendo intorno a lei e che la limitazione uditiva non le consentirebbe di percepire.

Si parla spesso di tecnologie assistive e wearable technology. Quanto la tecnologia può risultare determinante nel permettere una migliore qualità di vita e che ruolo ha il design nel favorirne usabilità e piacevolezza?
I continui sviluppi delle tecnologie assistive e indossabili hanno prodotto un sensibile e progressivo miglioramento della qualità di vita degli individui. E questo è tanto più vero con riferimento a soggetti fragili o affetti da disabilità di diversa natura.
Da professionisti del comparto tecnologico, non si può però fare a meno di osservare che, nella maggior parte dei sussidi medici commerciali, gli aspetti funzionali sono più rilevanti dei fattori sociali ed estetici. L’approccio convenzionale è infatti quello per cui si ritiene sufficiente lo sviluppo di una soluzione tecnologica che compensi una disabilità senza alcuna attenzione a quanto afferisce agli aspetti estetici e all’accettabilità della soluzione da parte dell’utente.
QUIETUDE mira a bilanciare la relazione tra un approccio funzionale alla disabilità e un’esplorazione etica ed estetica delle tecnologie che supportano le disabilità. La scelta delle donne come principali interlocutori e utenti nell’ambito del di progetto nasce proprio dall’accettazione di questa sfida, coinvolgendo una collettività di donne di età diversa con disabilità uditiva, che hanno guidato l’intero processo di selezione delle forme, delle dimensioni e dei materiali da utilizzare (integralmente riciclati e 100% sostenibili).
Il risultato è una collezione di gioielli perfettamente rispondenti alle esigenze funzionali ma altrettanto rispettosa delle aspettative estetiche delle donne. La collezione QUIETUDE è infatti costituita da accessori eleganti e volutamente vistosi, che possano essere orgogliosamente indossati.

Ci saranno sviluppi futuri per questo progetto?
L’attuale livello di maturità della soluzione QUIETUDE, certificata dal progetto europeo a TRL7 (Technology Readiness Level 7: Dimostrazione di un prototipo di sistema in ambiente operativo), sarà oggetto di ulteriori sviluppi nei mesi a venire.
Il primo e naturale step sarà l’estensione dello stesso impianto tecnologico a beneficio di uomini sordi, con la creazione di una collezione di accessori maschili sensorizzati (cinture, gemelli per camicia, portacravatta ecc.)
Ma il mercato potenziale della soluzione QUIETUDE è ben più ampio, dal momento che la tecnologia è modulare e scalabile e, pertanto, i singoli moduli possono essere integrati nell’ambiente (la casa, l’ufficio o l’automobile). La prossima sfida per i nostri ingegneri e per tutto il team di QUIETUDE sarà dunque quella dello sviluppo di accessori di design per la casa e per l’auto, ottimizzando il framework tecnologico già disponibile a beneficio di un bacino di utenza sempre più ampio.
Per supportare questi sviluppi stiamo già lavorando per stabilire relazioni con potenziali investitori (Business Angels, fondi di Venture Capital e partner industriali) da inserire nel team. A tael scopo guardiamo con soddisfazione ai brillanti riscontri ricevuti da QUIETUDE nei principali eventi espositivi di settore in giro per l’Europa, dalla Biennale di Firenze al “MakeToCare” di Roma, dal “Future Fest” di Londra ad “Ars Electronica” di Linz, fino alla principale vetrina di progettualità europea “ICT 2018: Imagine Digital” di Vienna.
T4All si occupa di progettazione e sviluppo di soluzioni di Information Technology anche nell’ambito healthcare. Per maggiori informazioni sul progetto.

QUIETUDE: http://www.quietude.it/

(oksiena.it)

DSA e tecnologia: i quattro software più noti che aiutano l’apprendimento

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Oggi esistono in commercio numerosi software che permettono di supportare gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Tuttavia, è necessario che siano inseriti in una progettazione didattica ben organizzata

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) riguardano molti dei nostri studenti. Tuttavia, se negli anni passati riuscire a soddisfare le loro esigenze di apprendimento risultava più difficile, oggi la tecnologia offre un valido supporto per l’apprendimento. Tuttavia, va saputa gestire con consapevolezza e creatività.

Cosa sono i DSA?

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento? Nei DSA rientrano quattro tipologie di disturbo. La dislessia è il disturbo specifico che riguarda la lettura. I ragazzi dislessici faticano a leggere in modo fluido e corretto. Spesso confondono le lettere simili, ne aggiungono o ne tolgono. Il disturbo nell’eseguire calcoli e compiti di matematica prende il nome di discalculia, mentre per quanto riguarda l’ambito della scrittura si possono individuare altri due disturbi specifici: la disgrafia e la disortografia. La disgrafia comprende la difficoltà di scrivere in modo fluido e regolare; per esempio le frasi sul foglio sono scritte in modo irregolare, con le righe ‘storte’. La disortografia, invece, riguarda gli errori ortografici veri e propri. Chiaro che per essere considerati DSA, questi disturbi non devono essere correlati ad altre patologie, disabilità intellettive e a problematiche visive o uditive, né a difficoltà dovute, per esempio, all’apprendimento di una nuova lingua da parte di studenti trasferiti da altre nazioni.

Tecnologia e DSA, un mondo da scoprire

Se fino a pochi anni fa, i DSA potevano essere gestiti esclusivamente con strumenti di carattere non tecnologico (per esempio tabelle compensative), oggi la tecnologia offre grandi opportunità per supportare gli studenti. Già lo psicologo statunitense comportamentista Burrhus Skinner parlava di ‘macchine per insegnare’ e dei loro vantaggi, fra i quali l’individualizzazione dell’insegnamento e i ritmi personalizzati. Audiolibri, sintesi vocali, sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri e mappe multimediali sono solo alcuni degli strumenti che possono essere messi a disposizione degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. L’alta tecnologia permette di gestire le informazioni in modo rapido e visuale, sfruttando i vari stili di apprendimento e canali di accesso all’informazione stessa. I vari strumenti devono però essere utilizzati con consapevolezza da parte degli insegnanti e devono essere scelti in base a specifici criteri, quali per esempio l’accessibilità, la chiarezza della sintesi vocale e la possibilità da parte dello studente di avere un ruolo attivo per affrontare lo studio nei vari ambienti digitali di apprendimento.

Viaggio fra i software che supportano i nostri studenti

Ma quali sono i software più noti? Fra i principali, non si può non menzionare SuperQuaderno (prodotto da Anastasis). È in sostanza un editor di testi digitale efficace nella lettura e scrittura. ‘SuperQuaderno’ mette a disposizione numerose funzionalità, fra le quali immagini associate al testo, correttore ortografico, ambiente per gestire i PDF lettura parola per parola, sintesi vocale con la possibilità di evidenziare il testo e calcolatrice parlante integrata. Inoltre, permette il passaggio da testo a mappe concettuali, molto utili nel campo dei DSA.
Sempre di Anastasis, ricordiamo GECO: il programma supporta gli studenti dai 5 ai 12 anni con mappe, suoni, immagini associate al testo, sintesi vocale e calcolatrice. Gli ambienti di lavoro possono essere utilizzati insieme o singolarmente.
Altro software per i ragazzi un po’ più grandi è Personal Reader, un lettore di testi digitali su chiavetta USB. Anche questo strumento offre varie funzionalità, fra le quali la calcolatrice parlante, un ambiente per lavorare sui PDF, prendendo appunti, evidenziando o estrapolando le informazioni principali. Inoltre, trasforma il testo in file audio.
Altro innovativo software è ALFa READER (Erickson). Anche questo software è su chiavetta USB, permette fra le altre cose di leggere i testi con voce sintetica ed effetto ‘karaoke’ al ritmo più congeniale per lo studente, ha il correttore ortografico, un ambiente di studio PDF e la sintesi vocale permette di leggere parole, frasi o lettere singole. Ci sono anche software per creare mappe, per esempio SuperMappe. Va specificato che questi sono solo alcuni esempi dei software disponibili e che ci sono anche software gratuiti, anche se presentano spesso funzionalità più limitate.

DSA, tra tecnologia e creatività

Insomma, la tecnologia di certo aiuta gli studenti con DSA nel loro percorso di apprendimento grazie a un accesso alle informazioni attraverso una molteplicità di canali e modalità che supportano il recupero e l’apprendimento delle informazioni, riducendo lo sforzo e quindi lasciando energia utile per il ragionamento. La tecnologia da sola, però, non basta. È necessario che gli insegnanti e chiunque sia coinvolto nel progetto educativo inseriscano gli strumenti tecnologici in una progettazione organizzata e ben pianificata, che tenga conto di obiettivi ben definiti e incentrati sulle potenzialità di ogni singolo studente, con una buona dose di creatività!

(ischool.startupitalia.eu)

Netflix Eye Nav: interagire con l’app utilizzando il movimento degli occhi

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Netflix ha pubblicato le novità presentate durante l’ultimo Hack Day, stimolante evento in cui i dipendenti dell’azienda espongono idee e presentano progetti basati su nuove tecnologie.

Oltre al Jump to Shark, simpatica feature che permette di passare direttamente alle migliori scene di un film cliccando sull’apposito tasto, la novità più interessante che è stata mostrata è certamente Eye Nav. Questa, sviluppata con ARKit di Apple, sfrutta il Face ID degli iPhone di ultima generazione per controllare i movimenti degli occhi e del viso, trasformandoli in comandi per l’app di Netflix.

Come potete vedere nel filmato disponibile qui sotto, basterà muovere gli occhi per spostare il cursore (pallino giallo) sul display e mantenere lo sguardo fermo per effettuare un “tocco“. Per chiudere una pagina o tornare a quella precedente si dovrà, invece, tirare fuori la lingua.

Tale soluzione risulta essere molto interessante soprattutto perché consentirebbe l’utilizzo di Netflix o di altre app anche a persone con importanti disabilità. Benché non vi sia alcuna certezza che questa tecnologia venga realmente implementata in software ufficiali, gli stessi sviluppatori sono fiduciosi in tal senso e auspicano che possa diventare parte integrante delle future API dedicate all’accessibilità.

Vi lasciamo al breve video

(apple.hdblog.it)

Muoviti in libertà, l’app messinese dedicata alle persone con disabilità

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Muoviti in libertà è un’app messinese nata nel 2015 che consente alle persone con disabilità di cercare e trovare in breve tempo un assistente personale.

Il progetto è iniziato nel 2010 nell’ambito di un Dottorato in Management presso l’Università Cà Foscari di Venezia ed è stato possibile grazie ad una campagna di raccolta fondi online tramite la Piattaforma Produzioni Dal Basso.

Muoviti in libertà è stata presentata lo scorso 26 marzo presso Palazzo Zanca nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Messina Nina Santisi e la responsabile del progetto Tiziana De Maria.

Il progetto consiste nel creare un’applicazione scaricabile da qualsiasi dispositivo mobile con una connessione a Internet e di una piattaforma web che consentano alle persone con disabilità di scegliere un assistente personale ”dove e quando serve”.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Una volta effettuato l’accesso basterà inserire la propria richiesta di assistenza sulla piattaforma in modo tale che gli assistenti collegati potranno rispondere. Una volta terminato il procedimento l’utente potrà scegliere il professionista che preferisce in base alle sue esigenze.

Muoviti in libertà è davvero utile, soprattutto nel caso una persona affetta da disabilità per svariati motivi si trovasse fuori casa. Grazie a questa innovativa applicazione sarà possibile trovare un assistente in modo semplice e veloce lontano dal proprio luogo di residenza.

L’applicazione in questione è molto apprezzata da suoi utenti e ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio Gaetano Marzotto. Nel luglio dello scorso anno è stata, infatti, selezionata tra 500 applicazioni come miglior progetto.

Muoviti in libertà è ancora in fase di miglioramento. Gli sviluppatori stanno lavorando alla sperimentazione di un progetto pilota in alcune delle principali città italiane. Per rendere possibile tutto questo è necessario l’aiuto dei cittadini. Come accennato prima tramite la Piattaforma Produzioni Dal Basso sarà possibile finanziare il progetto: l’obiettivo è raggiungere la somma di 20000 euro. Si auspica nella buona riuscita di questo nobile intento.

Per maggiori informazioni:

https://www.produzionidalbasso.com/project/muoviti-in-liberta/

(liberopensiero.eu)

Il progetto “inSUPERabile Catania”

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Il progetto “inSUPERabile Catania” è stato ideato da Manuele Gaetano G. D., dottore di ricerca in architettura, in risposta ad una call dell’INU, Istituto Nazionale di Urbanistica, dal titolo PROGETTO PAESE CITTÀ ACCESSIBILI A TUTTI Buone pratiche delle città accessibili a tutti, che invitava i progettisti a descrivere soluzioni che potessero migliorare l’accessibilità delle città.

inSUPERabile Catania” è un progetto che vuole dimostrare come “dal basso”, a costo zero e sfruttando i social network, si possano coinvolgere i cittadini nella segnalazione delle barriere architettoniche a Catania.

“inSUPERabile Catania” è infatti un gruppo Facebook nel quale chiunque può segnalare problemi legati all’accessibilità urbana per i disabili ed ottenere punti a seconda del tipo di criticità che evidenzi.

Il positivo confronto, anche “competitivo”, che si crea tra gli utenti, grazie alla possibilità di incrementare il proprio punteggio e vincere qualche simbolico premio, ha lo scopo di promuovere la partecipazione anche a soggetti meno attenti ai temi affrontati.

Il progetto, nel suo sviluppo, ha visto anche la realizzazione di passeggiate di quartiere per segnalare le barriere architettoniche di alcuni siti d’interesse storico ed archeologico e dei percorsi che li collegano.

Nell’ambito del progetto inoltre è stata lanciata una “call for paper” in cui s’invitano progettisti a proporre soluzioni che possano migliorare la qualità della vita, in ambito urbano, dei disabili a Catania.

Nel convegno realizzato a Giugmo 2017 sono stati relazionati i risultati del progetto e sottoposti i contributi pervenuti per la “call” alla visione dell’amministrazione comunale.

Alle diverse iniziative del progetto, a vario titolo e con compiti differenti, collaborano alcune associazioni operanti sul territorio di Catania, rappresentanti del mondo accademico ed istituzionale.

Un approfondimentio sul progetto

Il progetto ha visto dunque la creazione di un gruppo Facebook dal titolo “inSUPERabile Catania” in cui i cittadini potessero segnalare barriere architettoniche presenti a Catania.

Sfruttando l’elemento del gioco, si è pensato di attribuire punteggi alle diverse tipologie di segnalazione.

Nel dettaglio:

Fig.1_Tabella con punteggi presente nel gruppo Facebook “inSUPERabile Catania”

La sana competizione che si crea grazie allo “score” mira a stimolare i cittadini meno sensibili alla tematica a divenire protagonisti dell’iniziativa.

La richiesta, (presente nelle 5 regole), di “taggare” gli amministratori locali, consente inoltre di evidenziare ad essi i problemi affinché intervengano.

La realizzazione di classifiche periodiche, con piccoli premi in palio, costituisce un piccolo incentivo e riconoscimento per chi si spenda per la propria comunità.

Il controllo dei punteggi viene affidato alla comunità del gruppo, ciò limita i compiti degli amministratori e responsabilizza ogni utente facendolo sentire parte fondamentale del progetto.

Le regole per le segnalazione sono state strutturate in 5 semplici azioni, ovvero:

Fig.2_Le cinque semplici regole presenti nel gruppo Facebook “inSUPERabile Catania”

Scopo del progetto è anche educare la comunità sul fatto che l’abbattimento delle barriere architettoniche sia importante non solo per i disabili ma per tutti.

La presenza di uno scivolo è fondamentale anche per chi si sposti con un passeggino o un trolley, esso riduce i pericoli d’inciampo, etc.

Il gruppo, attraverso appositi post, ha sensibilizzato sul fatto che creare luoghi fruibili da tutti sia importante non solo per abbattere le barriere “fisiche” ma soprattutto quelle “sociali”. Un luogo frequentato determina socialità, aumenta la vitalità di un quartiere, facilita i rapporti interpersonali e riduce fenomeni quali l’emarginazione e l’isolamento.

Svolgimento dell’iniziativa:

Il gruppo è stato aperto al pubblico il 27/01/2017.

Al 27/02(2017, in un mese, ad iniziativa in pieno svolgimento, risultavano:

– 5.108 iscritti al gruppo

– effettuate 126 segnalazioni di barriere architettoniche (pari a 455 punti)

– pubblicati 170 post

– scritti 161 commenti

– caricate 130 foto dai membri

Il 25 Febbraio 2017, nell’ambito del progetto, è stata realizzata una passeggiata di quartiere, coinvolgendo diverse associazioni, che ha toccato alcuni siti di rilevanza archeologica del centro.

Grazie alla presenza di una guida turistica e di disabili, si sono evidenziate le difficoltà per fruire i beni da parte di chi abbia deficit motori e visivi.

Sono state realizzate dirette video della passeggiata che sono state condivise in tempo reale nel gruppo Facebook.

Una seconda passeggiata è stata realizzata il 18 Maggio toccando il Castello Ursino, il monastero dei Benedettini e le terme della Rotonda.
Anche in questìoccasione sono state realizzate delle dirette video e sono state evidenziate le difficoltà nell’accessibilità dei siti storici e dei percorsi che li collegano. (Per maggiori info CLICCA QUI)

Esempio

Le segnalazioni pervenute al gruppo Facebook sono state geolocalizzate attraverso un form realizzato dall’ing. Giuffrida Nadia del dipartimento Dicar dell’università di Catania.

​FotoOto, app fotografica per persone con disabilità visive

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FotoOto è la nuova app per smartphone di Publicis Pixelpark che permette alle persone con deficit visivi di comprendere il contenuto di una foto scattata tramite questa applicazione o caricata sull’app direttamente dalla propria gallery. Grazie ad essa, 325 milioni di persone con disabilità visive nel mondo possono registrare le proprie emozioni, momenti e ricordi e condividerli con gli altri. Con un sistema integrato di riconoscimento d’immagine, FotoOto legge ad alta voce la descrizione degli elementi presenti nella foto. Successivamente, converte l’immagine in una serie di suoni individuali, creando un paesaggio sonoro unico per ogni foto. Inoltre, FotoOto permette agli utenti di aggiungere, con un solo click, commenti audio o suoni alle immagini che pubblicano.
FotoOto è il risultato di un anno e mezzo di stretta cooperazione tra Publicis Pixelpark con potenziali utenti dell’app e gli esperti dello studio Not a Machine, di Futura Epsis 1 e di Cargo Records. L’applicazione gratuita è già disponibile in inglese su AppStore.

VIDEO

Timm Weber, Chief Creative Officer di Publicis Pixelpark, commenta così il lancio dell’app:

Attualmente, la maggior parte delle immagini e video condivise sui social e sul web non hanno un ausilio audio che aiuti la loro comprensione. Di conseguenza, le persone con deficit visivo si perdono molto di ciò che accade nella vita dei loro amici e dei loro familiari. Con FotoOto, abbiamo voluto creare un nuovo strumento facile da usare, divertente e che contribuisce ad una migliore comprensione per tutti i soggetti coinvolti. FotoOto in realtà è una foto app pensata non solo per chi ha difficoltà visive ma per un pubblico più ampio.

(hi-tech.leonardo.it)

La dislessia si vince con un’app, è Tachidino: il dinosauro che aiuta a leggere

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Aiutare Tachidino, l’amico dinosauro, a catturare una specifica caramella colorata che sbuca all’improvviso e percorre traiettorie vivaci e casuali. Quando il bambino cattura il bon bon giusto compare per brevissimo tempo una parola da leggere e da suggerire a Tachidino: se il suggerimento è corretto il dinosauro può mangiare il dolcetto.

E’ Tachidino, l’app per vincere la dislessia. Un gioco semplice e divertente che diventa strumento terapeutico attraverso l’intervento di un operatore qualificato nella riabilitazione di questo disturbo della capacità di lettura. Il software si basa su due principi la cui rilevanza ed efficacia per i disturbi dell’apprendimento sono state ampiamente documentate nella letteratura scientifica internazionale. Il primo è il Balance Model di Dirk Bakker, che prevede la stimolazione dell’emicampo visivo destro o sinistro a seconda del tipo di dislessia diagnosticata; il secondo principio è l’allenamento dell’attenzione selettiva visuospaziale, della gestione del movimento rapido e dell’affollamento visivo (crowding), in base alla teoria magnocellulare, che collega le difficoltà di lettura a deficit nella percezione del movimento e nella localizzazione degli oggetti nello spazio. “Difficoltà delle parole, lunghezza, forma e tipologia, tempo di visualizzazione sullo schermo – spiega Massimo Molteni, responsabile della clinica e della ricerca in Psicopatologia presso il Medea – variano in relazione a specifici parametri che possono essere individualizzati in base alle caratteristiche di lettura del bambino, così da ‘allenarlo’ per potenziare le aree dove mostra difficoltà e migliorare le sue capacità di lettura“.

La nuova piattaforma informatica online – conclude Maria Luisa Lorusso, responsabile del progetto e neuropsicologa presso l’Istituto Scientifico Medea – nasce dall’applicazione dei dati di ricerca raccolti in più di quindici anni di studi sulla riabilitazione della dislessia“.

Tachidino, www.tachidino.com, è disponibile in una versione base, completamente Free, che consente un allenamento a gioco libero. Il percorso è gestito da un algoritmo predefinito, in grado di adattarsi ad alcune caratteristiche del soggetto rilevate dal sistema in base ai risultati ottenuti al gioco.

(ANSA)