Dove eravamo rimasti…

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Assessore della Famiglia e delle Politiche Sociali Gianluca Miccichè


Cari lettori,

come saprete da diversi mesi sto portando avanti una battaglia quotidiana per riottenere l’assistenza domiciliare H24 ormai ridotta all’osso ossia a un’ora al giorno. Se avete la possibilità di seguirmi sui social media o magari attraverso i media tradizionali saprete che in modo particolare la scorsa settimana è stata molto impegnativa e, non lo nascondo, piuttosto stressante proprio per queste ragioni che mi hanno portato a trascurare il Blog e anche voi.

Ma cosa è successo? Cercherò di essere breve. Lunedì 16 alle ore 11 avevo appuntamento in Assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali che ho ricevuto direttamente dall’Assessore Miccichè per trovare insieme a lui, al suo staff e alla Sindaco di Misilmeri una soluzione alle mie necessità. 

Mi sono presentato puntuale all’appuntamento (il che significa che ho iniziato a prepararmi alle 7.30) nonostante il freddo e dovendo rinunciare alla fisioterapia giornaliera. Non appena arrivato nelle stanze dell’assessore chiedo se sarebbe stato presente avendo capito benissimo che non ci sarebbe stato. Infatti è stato così! Non solo ma neanche il direttore generale era presente quindi mi sono trovato in una riunione nella quale nessuno poteva prendere una decisione e nella quale non è stata fatta nessuna proposta per risolvere la mia situazione emergenziale. Ma non è tutto, appena entrato nella sua stanza ho chiamato Miccichè al telefono e mi sono sentito rispondere che sapevo benissimo che lui non ci sarebbe stato quando NON È ASSOLUTAMENTE COSÌ! Farmi andare lì per NULLA non è stata solo una mancanza di rispetto ma anche l’evidenza del poco senso di umanità. 

Di questo buco nell’acqua di lunedì scorso si sono occupati i media, LaRepubblicaBlogSiciliaPalermoToday e la trasmissione radiofonica La Catapulta, e (forse grazie a cio) nel pomeriggio di giovedì scorso ho ricevuto la visita in casa mia dell’assessore Miccichè e di tutto il suo staff tecnico politico formato da 5 persone (era necessario il codazzo?).

Brevemente vi dico che dopo un’ora di discussione (in parte superflua) Miccichè si è impegnato quanto meno e nel più breve tempo possibile a mettere in opera un progetto per l’assistenza in h16 giornaliere anche se le mie necessità restano nelle 24 ore. Nella stessa giornata di giovedì scorso ho messo al corrente i media degli impegni presi.

LaRepubblica, BlogSicilia, TRM TV, Palermo today mi hanno intervistato e sono stato ospite nella trasmissione di PIF su radio2 rai “I Provinciali”. L’assessore pur avendo avuto la possibilità non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

LaRepubblica / TRM (video) – I Provinciali – BlogSicilia – PalermoToday  
Già da oggi e nelle ore successive VERIFICHERÒ se effettivamente questa promessa verrà mantenuta e in che tempi.

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“Striscia” la Petizione!

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Cari lettori come sapete alcuni giorni fa ho lanciato una petizione online su Change.org indirizzata all’Assessore della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Sicilia col la quale, descrivendo la situazione vissuta nell’ultimo anno pubblicata anche su BlogSicilia, chiedevo e chiedo che mi venga riconosciuta l’assistenza sociale domiciliare in regime di H24.

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Grazie al successo che ha avuto la petizione, ad oggi più di 18300 firme, oggi sono stato intervistato da Striscia la Notizia che si è interessata alla nostra vicenda. Dico nostra perché, anche se nella petizione si fa riferimento alla mia condizione e alle mie necessità personali, è indubbio che questa è la realtà che vivono pressapoco, migliore o peggiore, i siciliani con una gravissima disabilità. Sono stato ben lieto e in fondo è sempre stato il mio intento fare da testimone o se volete da portavoce di questa realtà in cui viviamo.

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Più nel dettaglio, oggi mi ha intervistato Stefania Petyx a casa mia e abbiamo parlato e mi ha chiesto ad oggi come stanno le cose in merito all’assistenza che mi riguarda e in merito alla situazione in Sicilia, come sono utilizzate le risorse economiche a disposizione, cosa si può fare per migliorare o risolvere lo stato di abbandono in cui vivono molte persone con disabilità e cosa loro come Striscia possono fare.

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Ovviamente buona parte delle risposte a questi quesiti verranno chieste, anche da programma TV, alle Istituzioni chiamate in causa e  quando il servizio realizzato dalla Petyx andrà in onda su Canale 5 sapremo cosa avranno risposto.
Sui miei canali social, Facebook e Twitter, vi farò sapere quando andrà in onda l’intervista.

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Continuare a sostenere la petizione è, quindi, ancora fondamentale per riuscire a ottenere ciò che è un diritto e non un capriccio di una burocrazia!

di Giovanni Cupidi

La mia petizione online – Status quo

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Martedì 15 Marzo ho lanciato una petizione online sul portale change.org con lo scopo di porre l’attenzione di quante più persone possibili rispetto alla situazione che vivo da parecchio tempo, alcuni anni in realtà, sulla minimale e a volte assente e in ogni caso assolutamente insufficiente assistenza sociale domiciliare erogatami dalla Regione Sicilia in cui vivo della quale anche più volte ho scritto sul mio blog. Chi mi conosce sa bene di che situazione “incredibile” io stia parlando e comunque nel testo della petizione, che è stato pubblicato anche recentemente su blogsicila, ho riassunto l’ultimo anno di tribolazioni con l’Assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali ente a cui è indirizzata la petizione.
Del tutto da me inaspettato è sicuramente il risultato che è stato ottenuto finora con la petizione, più di 18000 firme in meno di due settimane.
Sono molto grato a tutti coloro hanno già firmato e aiutato a far firmare la petizione, come anche per chi continua a firmare ancora adesso, perché oltre al valore stesso della petizione è sicuramente merito di chi ha collaborato questo successo. C’è da aggiungere che la petizione è stata anche firmata e/o condivisa sui socialnetwork da alcuni personaggi famosi come Jovanotti, Saturnino, Roy Paci, Fiorella Mannoia, Ficarra e Picone e altri.

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Adesso seguiranno dei prossimi passi per dare seguito a tutto questo supporto e condivisione come ad es. la consegna delle firme nelle mani dell’Assessore, ma anche altro di cui vi metterò al corrente man mano.
Continuare a firmare e far firmare oltre a condividere sui social la petizione è ancora importante e se potete continuare a farlo vi ringrazio molto.

Vorrei dire comunque che questa petizione non l’ho fatta solo per una esigenza di tipo personale, anche se resta una urgente necessità avere una assistenza domiciliare adeguata alle mie necessità oltre che un mio diritto. Lo scopo è quello di porre ancora più attenzione rispetto a queste necessità che non sono ovviamente solo mie ma di tutte le persone che vivono una difficile situazione di grave disabilità in stato di abbandono da parte delle Istituzioni.
Questo è sempre stato il mio modo di agire e non cambierà adesso di certo.

Link alla petizione

di Giovanni Cupidi

Se questo è Stato!

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Alcuni mesi fa denunciai qui sulle pagine del Blog della mia situazione personale relativa all’assistenza domiciliare di tipo sociale di cui ho necessità e diritto, essendo affetto da gravissima tetraplegia. Chiunque viva in uno Stato civile sarebbe portato a pensare che dopo diversi mesi (quattro) le Istituzioni responsabili e coinvolte (Regione Sicilia e il Comune di Misilmeri in cui risiedo) abbiano d’intesa trovato una soluzione possibile, praticabile, economicamente sostenibile ma soprattutto adatta a soddisfare le esigenze della persona interessata, ossia io. Ebbene ad oggi ancora vivo in una condizione di precarietà e di perenne attesa di questa soluzione più volte promessa, soprattutto da parte dell’Assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Sicilia, che dovrebbe trovare realizzazione in un progetto di assistenza domiciliare H24.
Come si è arrivati a questa situazione?

Da Marzo ad Aprile ho partecipato a diversi colloqui con il Direttore Generale dell’Assessorato della Famiglia e il Capo di Gabinetto dell’Assessore e ad un successivo incontro tra lo stesso Direttore Generale, Capo di Gabinetto e il Comune di Misilmeri, sempre in mia presenza, nei quali sostanzialmente non si è trovata una intesa.

Dopo questo sostanziale fallimento scrissi una lettera indirizzata all’Assessore e al Direttore Generale dell’Assessorato Famiglia nella quale, dopo aver nuovamente descritto tutta la mia situazione, chiesi l’istituzione di un progetto di assistenza domiciliare in H24.

Successivamente e su mia forte
pressione, a causa anche di una improvvisa e violenta bronchite della quale ero affetto tale da dovermi più volte rivolgere al 118 per gravi problemi respiratori, l’Assessorato inviava una nota al Comune nella quale, riscontrando meritevole di attenzione la lettera da me inviata, invitava lo stesso a redigere, avendo individuato anche il capitolo di spesa, un progetto individualizzato in grado di soddisfare le mie esigenze con carattere di urgenza.

Il Comune ha effettivamente redatto ed inviato in Assessorato un progetto individualizzato in H24 della durata di 12 mesi rispondente alle mie esigenze sia via PEC che brevi mano negli uffici della Direzione Generale dell’Assessorato.

Le ultime notizie che sono riuscito ad ottenere, dopo innumerevoli telefonate, sia dagli uffici dell’Assessorato che dal mio Comune sono relative ad interlocuzioni tra i due Enti sulla rimodulazione del progetto soprattutto relativo alle somme. Da ciò che mi è stato detto, dall’Assessorato chiedono al Comune di rimodulare il progetto in H24 con un tetto di spesa massimo di 50000 Euro. Ma vi sembra possibile potere redigere un progetto in H24 per 12 mensilità con tale cifra e potere soddisfare le mie esigenze di vita? Io che mi occupo di disabilità da tanti anni, oltre a viverla, so che non è realizzabile con tali risorse.
Ma c’è di più: all’origine di tutta questa vicissitudine, in gennaio, la prima richiesta che feci direttamente in Assessorato Famiglia fu il rinnovo del progetto che sarebbe terminato di lì a pochi giorni. Si trattava di un progetto individualizzato in H16 con 4 operatori OSA/OSS in regime di part time della durata di 12 mesi. Costo? 51000 € circa gestito da una cooperativa finanziata direttamente dall’Assessorato secondo un avviso del 2011 emanato dall’Assessorato stesso. Ho chiesto più e più volte anche la possibilità che l’erogazione dei progetti venisse fatta attraverso l’assistenza domiciliare di tipo indiretta in modo da ridurre ancora i costi gestendo io stesso il budget del mio progetto secondo un modello preciso e ben definito.

Mi sono ritrovato e mi ritrovo, quindi, in tutti questi mesi a dover continuare pagare, con grave dispendio economico (circa 2000 €/mese) tutte quelle ore di assistenza che mi sono assolutamente indispensabili. Infatti l’unica forma di assistenza per adesso attiva è il progetto sperimentale Vita Indipendente del Ministero delle Politiche Sociali che mi assegna 22 ore settimanali (domeniche e festivi esclusi).

Tutto ciò continua ad essere intollerabile in un Stato come il nostro che si è dotato di buone leggi ma che continuano a non essere applicate o che quando lo sono solo perchè vi è l’intervento della autorità giudiziaria che sempre più resta l’unica strada percorribile per vedere riconosciuto ciò che è un diritto.

Le soluzioni ci sono ma non c’è la volontà di risolvere le problematiche perché la cattiva gestione delle risorse, la scarsa cultura della disabilità e la convenienza politica fanno sì che vengano operate scelte miopi, non corrispondenti alle reali esigenze delle persone e, a volte, (molto) poco chiare!

di Giovanni Cupidi