IL CALCIO D’INIZIO DEI MONDIALI DI BRASILE LO DA’ UN DISABILE CON ESOSCHELETRO

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E’ significativo che a dare il calcio d’inizio ai Mondiali di calcio di Brasile 2014 sia stata una persona paraplegica indossando un esoscheletro.

 Grazie a questa struttura avvenieristica, che si indossa in tutto il corpo, dalla testa ai piedi, il ragazzo che lo ha indossato ha potuto muoversi, calciare il pallone e percepirne le sensazioni del tatto grazie a una speciale “pelle artificiale”, denominata CellulARSkin, formata da sensori e microprocessori che inviano al cervello le informazioni dell’ambiente (dimensioni, temperatura ecc).

 Questo esoscheletrio, che è frutto di un lunghissimo lavoro di studio di un team numeroso, in sostanza interpreta le intenzioni della persona, attraverso uno speciale casco, traducendole in azioni. In pratica, legge il comando del cervello e lo esegue, dando corpo ai comandi della persona paralizzata. 

Altissima tecnologia per l’apertura di questo mondiale, quindi, ma anche un bel messaggio di inclusione che speriamo non rimanga inascoltato.
 

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Brasile 2014, non c’è spazio per i tifosi disabili

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Il campionato mondiale di calcio è ricco di sfide per il Brasile. A cominciare da quelle connesse all’accessibilità negli stadi per le persone disabili. Le città che ospiteranno l’evento, infatti, non sono in grado di accogliere quelli che, ad esempio, possono muoversi solo grazie all’ausilio di una carrozzina. E poco è stato fatto per migliorare questa situazione. Nonostante circa 27 milioni di brasiliani (il 14% della popolazione) vivano con una disabilità. A dire il vero nella costruzione e ristrutturazione dei 12 stadi che faranno da cornice alle sfide fra le nazionali si è cercato di dare una soluzione a questi problemi. Il Ministero del Turismo di Brasilia, infatti, ha investito 50mln di dollari per l’accessibilità di 9 città nelle quali si giocheranno le partite, con l’obiettivo di riservare almeno l’1% dei posti ai diversamente abili. Tuttavia nello stadio Mané Garrincha di Brasilia, nel quale si disputeranno ben 7 partite, solo 154 posti sono stati riservati a persone obese o con mobilità ridotta. Oltre a 156 spazi per persone in sedie a rotelle. Numeri molto inferiori all’1% previsto. Visto che l’arena può contenere 71mila spettatori. Tra i 12 nuovi stadi costruiti l’unico ben attrezzato è il Castelão di Fortaleza, dove si svolgeranno 6 incontri: in questo caso il 2,4% degli spazi è riservato a disabili. Di fronte a dati in prevalenza scoraggianti l’ex calciatore Romario, ora deputato in parlamento, ha criticato le opere: “Oltre al numero insufficiente di posti per disabili, ci sono problemi fuori degli stadi. Come parcheggi, marciapiedi e rampe d’accesso”, dice l’ex attaccante. Rincara la dose Denise Albuquerque, del Comitato Accessibilità. Che conferma come i campi da calcio non siano preparati come dovrebbero: “La nostra legislazione è moderna, ma la maggior parte degli stadi non soddisfa gli standard di accessibilità”. Jurandir de Souza, un uomo in carrozzina che recentemente è stato al Mané Garrincha per assistere ad una partita del campionato brasiliano ha denunciato alcuni difetti nella struttura: “I parcheggi sono troppo lontani dallo stadio, non ci sono segnali o guide lungo i percorsi per raggiungere i posti riservati e ci sono passaggi troppo stretti da percorrere in sedia a rotelle”. Al momento ci sono ancora sette stadi in costruzione. Che dovranno essere pronti entro la prossima estate. Nessuno di questi sarà completamente accessibile. “Quello che ci aspettiamo è che questi progetti siano modificati subito”, dice Denise Albuquerque. Ma le imprese di costruzione non ne vogliono sapere. Sostenendo che le opere sono in conformità con la legge ed eventuali modifiche causerebbero un aggravio dei costi. “L’attuazione di questi cambiamenti aumenteràsicuramente gli oneri di costruzione. Ma i diritti umani e la dignità dei cittadini sono davvero un costo?”. È quanto si chiede Kleber Santos, rappresentante del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.
(www.west-info.eu)

di Giovanni Cupidi