IL COLLABORAZIONISTA

Standard

di Disabile Libero

In questo percorso ho incontrato molta gente , tante storie ,alcune  l’ho vissute  ,ormai ce l’ho addosso .
Ho maturato la convinzione ,forse troppo tardi, che  non abbiamo  nessuna possibilità di riscatto ,nessuna chance di liberarci dalla nostra codardia e dal nostro cinismo.

Da giorni una parola mi girava in mente ,una parola che evoca angosce e nubi oscure del passato .
Mi fermo a riflettere ,vedo le atrocità del nazismo , i lager e la cronaca quotidiana di oggi ,le probabili assonanze ,le inevitabili comparazioni.

Il collaborazionista nel mondo della disabilità è colui che non si oppone volutamente, pur avendone la possibilità,  in modo efficace  alle brutture che la corruzione del sistema produce , anzi è complice e difensore .
 Un esempio concreto ? L’ incapacità di portare una svolta definitiva sulle questioni della libertà di scelta in tema di assistenza alle persone non autosufficienti .
In Italia la stragrande maggioranza dei fondi pubblici va agli istituti , circa 19 miliardi , mezzo milione di posti letto ,mezzo milione di vite che quasi mai hanno avuto alternative all’istituzionalizzazione .Per gli altri,quelli che restano fuori, c’è  una quotidianità di stenti o la schiavitù dei famigliari che spesso non hanno risorse per farsi affiancare nella cura  .
I responsabili ?
Il politico è il protagonista assoluto di questo abominio . La gestione del denaro da parte dei cittadini disabili o dai famigliari , anche previa rendicontazione , è quanto di più osteggiato dal politico ,il controllo clintelare del denaro è fortemente limitato . Se poi ,quel certo amministratore pubblico , ha interessi diretti nella gestione di istituti e ricoveri il confronto è ad armi totalmente impari. La prevaricazione, come spesso avviene , è assoluta.
Altra bruttura ? ..Pensavo  a quante strutture sono gestite da religiosi . Poveri Italiani ancora ci appelliamo alla carità cristiana invece di gridare la dignità dei diritti .

Il sindacato . Molti sindacalisti  prosperano sulla residenzialità ,prosperano e sfruttano in mille modi i vantaggi che un modello che conferisce solo servizi dona loro . I sindacalisti spesso lavorano in cooperative ,onlus o ne sono i responsabili ,quindi l’autonomia di gestione dei fondi a loro non piace affatto .

il mondo associativo o buona parte di esso è spesso complice e sostenitore di una tendenza  che non è più azzardato definire segregazionista. Molte associazioni gestiscono strutture .

Il disabile .
Ho il voltastomaco a pensare come siano trasversali gli interessi e le forze che contrastano le deboli azioni dei cittadini che si ribellano , ma il mio disgusto supera ogni limite quando mi accorgo di quanti ” infiltrati”, doppiogiochisti e traditori ci siano tra noi .
Individui senza etica ne scrupoli  ( famigliari di disabili , disabii stessi ) pronti a vendere  i loro compagni di sventura al migliore offerente . Alcuni di loro lo fanno con cinnica consapevolezza , altri, forse, lo fanno perchè vittime di un colossale raggiro  illudendosi di essere protagonisti del 
proprio cammino mentre sono solo pedine .

il collaborazionista disabile te lo ritrovi all’interno o ai vertici di istituzioni pubbliche , può essere membro di un’assemblea  legislativa   , un tecnico che lavora in un ministero o presso un ente locale , può sedere ai vertici di onlus ,cooperative o  aggregati associazionistici . Il tratto caratterizzante di questo individuo è la totale aderenza alle richieste di coloro che gli hanno garantito  il “posto in prima fila”.
Il collaborazionista deve vigilare affinchè non ci sia nessuna svolta , nessun progresso , solo la gestione puntuale degli interessi dei ” segregazionisti” .Ulteriore  missione ? Offuscare e smontare quel poco di dissenso che serpeggia tra chi ha la possibilità di opporre un pò di resistenza. 
.
Ovviamente adempiere a tutto ciò comporta dei cospicui vantaggi , il collaborazionista disabile ha tutto ciò che gli serve per vivere ed organizzare il suo percorso di autonomia . A volte ,per convenienza, lotta o fa finta di lottare per garantire ad una stretta cerchia di simili pari privilegi , lo fa perché gli conviene e perché lo aiuta ad avere consenso.

L’immagine del Titanic che affonda all’orizzonte mi appare in tutta la sua cupa drammaticità , pochi sulle scialuppe verso la salvezza gran parte in mare senza possibilità di scampo .

Mi fate schifo . Vi disprezzo .
Avete raggiunto la piena uguaglianza con il peggio dei vostri pari “normodotati” , nel modo più infimo , nel marcio più profondo .