RIUNIONE CON L`ASSESSORE REGIONALE ALLA SALUTE

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Ieri siamo stati convocati dall’assessore Razza. La riunione è stata oggettivamente proficua, almeno nei toni, nello stile e nei contenuti.
L’assessore Razza si è dimostrato molto propenso ad ascoltare osservazioni e ha voluto capire, articolo per articolo, come sarebbe opportuno modificare il decreto (potevamo anche farlo prima e non all’ultimo momento ma tant’è…).
Abbiamo rappresentato tutte le critiche sull’impostazione della bozza, sia generali che di dettaglio, già esplicitate sul nostro post di analisi di ieri mattina, ribadendo che vogliamo un decreto chiaro, semplice, specifico e senza tranelli, che renda STABILE e SERENA la vita delle persone, con una visione organica su tutta la disabilitá.

Abbiamo chiesto che vengano specificati, fin da subito, importi, tempistiche e metodologie per ogni forma di assistenza e che non si cada nell’errore di inserire, anche formalmente, accenni a “vincoli di risorse disponibili”, ma anzi si introduca il concetto di “adeguatezza” delle risorse programmate ai bisogni rilevati.

Con molta probabilità, per consentire anche in tempi non più biblici alle persone con disabilitá grave di usufruire di benefici, ci è stato riferito che l’importo dell’assegno verrà ridotto di qualche centinaio di euro parametrandolo agli assegni di.cura a livello nazionale (1200 euro).
Abbiamo fatto comprendere quanto ogni euro possa essere importante per tutti noi, ma su questo punto non abbiamo avuto margini di discussione e comunque
speriamo solo come garantito dall’assessore, che il risultato economico di tale riparametrazione contribuisca al budget da destinare per le esigenze di assistenza a tutte le persone con disabilitá grave. Siamo una grande famiglia e, se questo nostro sacrificio serve anche ad altri, va bene cosi… (sarebbe bello però che i politici prendessero esempio da tutti noi… 300 euro per noi sono una enormità, per voi pochi spiccioli).

Sulla questione dell’ ISEE, abbiamo convenuto che nel decreto non si faccia riferimento, con riguardo al calcolo, al reddito dell’intero nucleo familiare, ma solo a quello dell’interessato.; in pratica, laddove vogliano fare una discriminante a €.25.000, esso deve essere personale e non familiare.
Inoltre abbiamo sottolineato che non possiamo firmare patti di cura ogni anno, e per tale ragione è indispensabile modificare anche tale parte del decreto, così come riteniamo confusionarie e viziate da illogicità gestionale le diverse modalità di avvio, con distinti punti amministrativi, a seconda della fattispecie di disabilità: ciò provocherebbe ulteriori confusioni e ritardi. Abbiamo proposto un sistema snello di accesso unico per tutta la disabilità.
Abbiamo ribadito la necessità che ci sia continuità e certezza, sia delle erogazioni monetarie che delle prestazioni di servizi, senza interruzioni.

Abbiamo fatto notare infine che l’erogazione dell’assegno di cura, a seguito di sottoscrizione di patto, non è, né può mai essere, (come invece traspare dall’allegato modello di nuovo “patto di cura” in calce alla bozza di decreto) “alternativa” al diritto alla presa in carico, con stesura ed esecuzione del progetto individuale ex art. 14 della legge 328. E’ pacifico infatti che l’assegno di cura costituisce una integrazione al mantenimento dellapersona con disabilità presso il proprio nucleo familiare, favorendo la permanenza al domicilio ed evitando l’istituzionalizzazione (in pratica, il ricovero/ospedalizzazione). Pertanto devono essere modificati anche gli allegati.

È stata una lunga discussione in cui abbiamo anche sottolineato l’importanza di una riorganizzazione di tutte le ASP, la creazione del dipartimento socio sanitario e una diversa metodologia per velocizzare i pagamenti e l’accesso ai benefici previsti.
Abbandonare la logica del bando ed abbracciare magari quello dello sportello. In pratica creare una vera “presa in carico continuativa – bottom up – cioè dal basso verso l’alto.
Adesso vedremo come verrà modificato il decreto e se l’assessore vorrà recepire tutte le nostre osservazioni.
Continuiamo a dimostrare anche ai politici che non siamo un movimento di sola protesta, ma di proposta, senza colore politico, e che ci battiamo per l’intero mondo della disabilità, senza distinzioni, senza interessi di piccola bottega o di nicchia, senza ricerca di bandierine, o medagliette, o micro vittorie settoriali per questa o quella fattispecie di persone con disabilità.

Adesso vogliamo essere fiduciosi e speranzosi.

#SiamoHandicappatiNoCretini

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IL COLPO DI CODA DI MUSUMECI CONTRO I DISABILI

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IL DECRETO SECRETATO (meglio se lo rimaneva) – BOCCIATO!!!!

Abbiamo letto con attenzione il nuovo decreto consegnato stamane in commissione 6, dove abbiamo tempestivamente chiesto di essere auditi.
Siamo molto confusi da ciò che esso contiene e molto preoccupati.
ecco le PRINCIPALI NOVITA’:

1. si mantiene una distinzione tra disabilità e la si accentua anche nelle metodologie di applicazione della normativa.
• Partiamo dalla distinzione tra PATTO DI CURA (solo per le persone con disabilità GRAVISSIMA ) e PATTO DI SERVIZIO (solo per le persone con disabilità GRAVE, e che prevede erogazione soltanto di servizi nella forma diretta) ;

2. NESSUNA CERTEZZA SUGLI IMPORTI. Non solo si continua a mantenere la limitazione degli stanziamenti di bilancio annuali PREVISTI DALLA LEGGE DI BILANCIO, ma si dice candidamente che tutti gli importi saranno variabili e demandati di anno in anno alla volontà politica. Insomma una vera delusione e continua instabilità. Una inversione a U: “vediamo quanti siete e quello che si decide di stanziare ve lo dividiamo”. Non si parte dai bisogni e si adeguano le risorse, ma viceversa. Andiamo bene…

3. INSERIMENTO DEL PARAMETRO ISEE del nucleo familiare inferiore a 25.000 euro annui; e RIDUZIONE DEGLI IMPORTI DEL 30% PER ISEE SUPERIORI A TALE SOGLIA; sappiamo bene che per legge nazionale per persone con disabiità maggiorenni, l’isee DEVE ESSERE PERSONALE e non familiare. Ma il concetto di ISEE ristretto sembra sconosciuto ai compilatori. Nel decreto non è specificato.

4. Metodologia di accesso . in pratica A CHI INVIARE LA RICHIESTA?. Qui si raggiunge il culmine del caos. Ecco la sintesi:
1. Per disabilità Gravissima : AL PUA oppure al Comune che la veicola al PUA (ma perchè, i PUA ESISTONO? Novità… )
2. Per disabilità GRAVE: al Distretto Socio Sanitario;
3. per la disabilità psichica? richiesta al COMUNE ( ma perché? la disabilità psichica non è già suddivisa in grave e gravissima?
come complicare la vita alla gente senza motivo!

5. AMMONTARE DELL’ASSEGNO DI CURA VARIABILE OGNI ANNO (continua incertezza e guerre perenni);

6. RI-SOTTOSCRITTURA DEL PATTO DI CURA E DI SERVIZIO ANNUALE (ogni anno dovremmo rifirmare il patto di cura, in barba al concetto di presa in carico sancito dalla normativa vigente;

7. STANZIAMENTI OGNI 3 MESI (addio assegni di cura mensili? Non è specificato nulla, quindi la regione se ne lava le mani);

Ma l’aspetto drammaticamente contrario alla normativa vigente e al buon senso invece si trova nascosto negli allegati di patto di cura e patto di servizio:

• CHI NON HA UN FAMILIARE CHE SI PRENDE CURA DI NOI, DOVRA’ ACCETTARE SOLTANTO I SERVIZI (senza un caregiver non c’è nessuna opzione che permetta di avere una scelta monetaria che ci garantirebbe costi inferiori e maggiori ore di assistenza);
• SI METTE IN ALTERNATIVA IL PROGETTO INDIVIDUALE DI CUI ALL’ART 14 DELLA 328 CON L’ASSEGNO DI CURA. Non soltanto l’interpretazione è sbagliata ma del tutto contraria allo stesso dettato normativo che inserisce l’assegno di cura tra le forme di assistenza di cui all’art. 16 e non all’art. 14, potendo ben coesistere con il progetto individuale, anzi, potendo far parte del complesso di misure contenute nel progetto. Perchè sarebbero alternative? Secondo quale dettato normativo?

Il Giudizio è FORTEMENTE NEGATIVO NEL COMPLESSO, malgrado la positiva apertura alla disabilità grave (di cui siamo molto contenti ) .
Per il resto ci chiediamo: Ci sono voluti 3 mesi per queste 3 risibili (perchè senza coraggio, sbagliate concettualmente e giuridicamente) paginette con palesi errori e sviste, con tranelli in ogni pagina, che regalano soltanto instabilità alle famiglie?
ASPETTIAMO DI ESSERE AUDITI DALLA COMMISSIONE E LOTTEREMO FINO IN FONDO… INIZIA UNA MOBILITAZIONE SENZA PRECEDENTI!
Presidente Musumeci… lei si rende conto di cosa le hanno fatto firmare? Lei lo sa che tutto questo è stato scritto senza avere mai consultato un’associazione? Lei lo sa che impugneremo questo decreto in ogni forma possibile se non verrà riscritto di sana pianta? Lei si rende conto che così sta distruggendo la nostra serenità, regalando contentini in giro?
On.le Mariella Ippolito lei era a conoscenza di questo decreto? Perchè tutto questo contraddice palesemente quello che ci ha ripetuto in questi mesi. Lo contraddice per intero. Siamo molto stupiti.
On.le Razza… non abbiamo nulla da aggiungere per lei… speriamo solo di incontrarla per confrontarci in Commissione quanto prima.

#SiamoHandicappatiNoCretini

MANIFESTO SULLA DISABILITÀ IN SICILIA 2018

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Venerdì 27 aprile alle ore 11 saremo in Piazza del Parlamento a Palermo stante l’Assemblea Regionale Siciliana per una manifestazione di protesta per i diritti delle persone con disabilità!

Associazione Comitato #SiamoHandicappatiNoCretini

MANIFESTO SULLA DISABILITÀ IN SICILIA 2018

RISORSE ECONOMICHE SUFFICIENTI ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI

GARANZIA DEI DIRITTI

Tutto il mondo della disabilità, le forze sociali, sindacali, le associazioni delle persone con disabilità e i familiari, dicono basta a questo stato di fatto.

• Non è più possibile che non siano ancora garantiti i Diritti delle Persone con Disabilità, in Sicilia, pur in presenza di buone leggi.

• Non è più possibile che non si conosca il numero delle persone con disabilità.

• Non è più possibile aspettare per avere il progetto di vita secondo quanto previsto dall’art. 14 delle Legge n. 328/2000 e dal Piano Triennale per le Politiche a favore delle Persone con disabilità del 2006.

• Non è più possibile che non siano ancora garantiti i servizi alle persone con Disabilità per tutte le forme di inclusione (scolastica, lavorativa e, in generale, sociale).

• Non è più possibile avere dei finti PUA (Punti Unici di Accesso) visto che questi consistono soltanto in targhette messe dietro le porte delle ASP.

• Non è possibile che le Unità di Valutazione Multidimensionali siano inesistenti o insufficienti.

• Non è più possibile non garantire una effettiva integrazione socio-sanitaria.

• Non è più possibile che ci sia una gestione dell’Assegno di Cura come è stata sino ad ora e che lo si voglia annacquare.

• Non è più possibile continuare a discriminare la disabilità con stupidi aggettivi come gravi e gravissimi, in quanto siamo PERSONE con diversi bisogni.

• Non è più possibile che l’Autorità Garante non abbia né mezzi né una organizzazione adeguata per assolvere ai sui compiti

Per questo diciamo BASTA

Occorrono le risorse economiche, pertanto in finanziaria il Fondo specifico deve essere adeguatamente rimpinguato.

Occorre che sia istituito il Sistema Informativo per la disabilità.

Occorre che le ASP si organizzino in maniera adeguata, che si raccordino con il Comune, con la scuola, e che venga messo di nuovo in campo il Dipartimento dell’Integrazione Socio-Sanitaria.

Occorre che, anche a livello regionale sia istituito presso la Presidenza della Regione un Dipartimento unico per l’Integrazione Socio-sanitaria.

Occorre subito avviare i PROGETTI DI VITA senza balletti di rimpallo delle responsabilità tra ASP/Comuni che sostengono che non hanno soldi e la Politica che dice che non stanzia risorse economiche perché non ci sono progetti; bisogna organizzare la macchina burocratica perchè funzioni al meglio.

Occorre garantire continuità all’assegno di cura, così come previsto dalla legge e a tutte le altre forme di Assistenza, Diretta e Indiretta.

Occorre riconoscere alle persone con disabilità grave le stesse provvidenze e benefici corrispondenti od equivalenti all’assegno di cura concessi alle persone con disabilità gravissima, anche perché in molti casi le differenze sono sottilissime e si rischia di creare discriminazione tra le stesse persone con disabilità

Bisogna partire dalla garanzie dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU e da quanto dice la Corte Costituzionale: non si possono assoggettare alle esigenze di bilancio, i diritti incomprimibili delle persone con disabilità

27 APRILE 2018 ore 11,00

PIAZZA PARLAMENTO

MANIFESTAZIONE CIVICA

NEGARE UN DIRITTO È NEGARE LA PERSONA

FINANZIARIA DA PARA-CADUTE- METTIAMO IN CARICA LE CARROZZINE.

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SCENDIAMO IN PIAZZA! 27 APRILE ORE 11:00 PIAZZA DEL PARLAMENTO PALERMO

Della serie “andiamo a tentoni e vediamo come va” – Così si potrebbe riassumere questa finanziaria: Nessuna certezza, qualche contentino e tanti dubbi!
Avevamo più volte analizzato le intenzioni del Governo e ci avevamo azzeccato. Adesso lo mettono nero su bianco. Fino ad aprile (come era ovvio considerando che il Decreto Crocetta è ancora vigente) vengono stanziati i fondi per 13.000 (numero tondo tondo… fa quasi sorridere) disabili gravissimi. Per i cd. Disabili GRAVI nessuna nuova risposta.
Poi si aspetterà un fantomatico Decreto del Presidente ancora super TOP SECRET, che dovrà darci la batosta.
Eh si, numeri alla mano, quello che ci aspetta è una bella batosta dopo APRILE. Perché? Perché i numeri non ci sono per garantire a tutti, gravi e gravissimi, gli adeguati sostegni finanziari e servizi.
Sono conti della serva, ma ricordiamo al Parlamento e al Governo che è da anni che seguiamo le finanziarie e possiamo ben dire di non esserci mai sbagliati. Il termine “assegno di cura” è chiaro che non potrà essere facilmente sostituito (non siamo sciocchi), sarebbe un suicidio politico, ma il pericolo più grave e presumibile, è che esso venga completamente annacquato e ridimensionato tanto da farlo diventare un contentino tappabocca.
Sono i numeri che ce lo dicono e il VOSTRO BEN NASCOSTO TERMINE POLITICHESE “salvo conguaglio” (come se la disabilità fosse una bolletta della luce!), o “nei limiti dello stanziamento di bilancio” (Qui parliamo di diritti negati per causa di vostre negligenze).
Nel decreto poi, l’Assessore, malgrado gli annunci trionfalistici delle scorse settimane sulla continuità del censimento, si riserva il diritto di riaprire i termini per la riapertura del censimento con il termine “potrà” al posto di “dovrà”. Quindi chi diviene disabile in questi mesi potrà solo sperare nella magnanimità dell’assessore di turno.

Allora, lo chiediamo per l’ultima volta: COME VOLETE DARE L’ASSEGNO DI CURA DOPO APRILE? Cosa avete previsto per i disabili GRAVI? Vogliamo la verità ADESSO! Se avete una minima idea di come governare questa situazione, non fateci aspettare altri 30 giorni, in cui le frittate saranno fatte! Fateci vedere cosa avete in mente e stanziate le somme congrue a questi indispensabili bisogni. Se non avete il coraggio di farlo (perché preferite elargire somme per chi vi porta facili voti), la porta della regione è sempre aperta per uscire.
Siamo stati al vostro fianco con spirito istituzionale ed abbiamo aspettato fin troppo. Abbiamo sommessamente partecipato a tutte le riunioni sperando di aprirvi il cuore ma così di certo non può andare avanti. Ci state prendendo di nuovo in giro giustificando palesi incompetenze di assessori e dirigenti.
Quello che DOVETE FARE ADESSO è solo trovare i soldi. Come?
Vi diamo qualche idea.

Tagliatevi lo stipendio: 3.000 euro lordi al mese equivalgono a due persone con assegno di cura. Per 70 deputati, sono 140 persone che avranno il loro diritto garantito. A voi non cambia molto, a noi STRAVOLGE LA VITA!

Togliete i VITALIZI , così cari al presidente dell’ARS. Se il risparmio è davvero di 20 milioni l’anno, sono altre 1.100 persone che avranno accesso ai loro diritti e ad una VITA più DIGNITOSA. Per notizia all’onorevole Miccichè: Noi viviamo con i nostri genitori da anni (chi ce li ha) e non è poi così male.

Se, una volta tolti i privilegi, dal nostro “esercito di circa 28.796 dipendenti, più 24.880 tra forestali e lavoratori socialmente utili” (fonte sole 24 ore), http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-10-26/in-sicilia-tanti-dirigenti-quanti-15-regioni–233809.shtml?uuid=AExLTKwC
prendessimo 5 caffè al mese (5 euro non cambiano la vita a nessuno di loro, la migliorano a noi), moltissime famiglie (quasi tutte) potrebbero avere un minimo di ore di assistenza scolastica.

Questi sono solo 3 esempi semplici che potrebbero aiutare a trovare fondi. Ma siamo certi sarete pronti a tacciarli di demagogia, populismo, o ancor peggio di manovre politiche. Nulla di tutto questo! Se arriviamo a fare i conti della serva è perché VOI ci costringete a farlo. Voi che non avete capito quanta sofferenza c’è dietro il nostro urlo di dolore e quanta ipocrisia nelle vostre parole dette, o nei vostri silenzi assordanti. Le vostre attese politiche sono vergognose per chiunque crede nel diritto!

Presidenti, assessori, parlamentari tutti, cosa volete lasciare alla nostra terra? Il coraggio o il silenzio di una non risposta? Presidente Musumeci, sono passati 6 mesi (quelli da lei richiesti in campagna elettorale) e non soltanto non ci avete dato nulla, ma ci state preparando al taglio di quel poco ottenuto (ed è inutile che proviate a negarlo, è evidente e sotto gli occhi di tutti).

Noi siamo pronti a scendere in piazza con il nostro ESERCITO DI DOLORE, RABBIA, E DELUSIONI! Chiediamo a tutte le associazioni libere da CONFLITTI DI INTERESSE, a tutta la cittadinanza che ha capito l’importanza di questa BATTAGLIA per la dignità di un intero popolo; a tutti coloro aspettano risposte, GRAVI, GRAVISSIMI ecc, di unirsi a noi e scendere a protestare. ADESSO E’ IL MOMENTO DI GRIDARE che davvero #SiamoHandicappatiNoCretini ! Vogliamo risposte per TUTTI adesso! Basta perdere tempo dietro ad una burocrazia incancrenita o a giochi di palazzo.

Venerdì 27 Aprile alle ore 11:00 saremo in Piazza del Parlamento a Palermo durante la seduta d’aula della finanziaria. Per quella data ci aspettiamo TUTTI, GRAVI E GRAVISSIMI delle risposte concrete.
A voi politici diciamo che se non siete in grado di fare scelte coraggiose, non siete degni di quel ruolo, quindi dimettetevi!

#SiamoHandicappatiNoCretini

Disabili: cosa è possibile portare in detrazione con il modello 730/2018?

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Detrazioni disabili: ecco quali sono le spese mediche e sanitarie che è possibile scaricare con il modello 730/2018 e limiti e regole per la detrazione dell’auto

La legge 104/92 prevede per i soggetti affetti da disabilità specifiche regole per la detrazione delle spese mediche, sanitarie e di assistenza, così come è prevista la possibilità di scaricare dalle tasse la spesa per l’acquisto dell’auto.

Le detrazioni fiscali per i disabili consistono in specifiche agevolazioni che consentono di risparmiare sulle spese necessarie per il proprio benessere.

Ai fini della detraibilità delle spese sostenute nel 2017 sarà necessario compilare in maniera corretta il modello 730/2018, seguendo la procedura indicata nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Quali sono le detrazioni previste per le persone disabili?

Oltre alle detrazioni fiscali 2018 rivolte alla generalità dei contribuenti, la legge 104 prevede ulteriori agevolazioni: la più importante è sicuramente quella per chi ha comprato una macchina nuova, ma vi sono anche ulteriori spese che è possibile scaricare, tra cui quella per la bici elettrica e di strumenti informatici che garantiscono benessere ed autonomia.

Inoltre, per i figli a carico disabili è prevista una detrazione maggiore, nel rispetto di specifici limiti di reddito.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730/2018 online precompilato, accessibile a partire dal 16 aprile, e che potrà essere modificato dal 2 maggio prossimo. Al suo interno saranno già indicate le spese sanitarie detraibili, ma è bene prestare attenzione alla correttezza dei dati inseriti.

Per offrire istruzioni chiare e complete, di seguito l’elenco delle detrazioni fiscali 2018 da indicare nella dichiarazione dei redditi per i soggetti disabili.

Detrazioni disabili 730/2018: spese mediche, assistenza e acquisto auto

Le persone affette da disabilità ai sensi della legge 104/92 possono portare in detrazione con il modello 730/2018 anche le spese per l’assistenza sanitaria e il costo sostenuto per l’acquisto di auto nuova nella misura del 19%.

Oltre alle spese mediche detraibili con il modello 730/2018, disponibile in modalità precompilata online sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sono previste particolari detrazioni.

Per averne diritto bisogna tuttavia aver diritto alle tutele previste dalla legge 104, cioè essere in possesso dei requisiti indicati dall’Agenzia delle Entrate:

“Sono considerate persone con disabilità, ai sensi dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione e che per tali motivi hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica, istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104 del 1992, o da altre commissioni mediche pubbliche che hanno l’incarico di certificare l’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc..”

Le detrazioni previste per i disabili permettono, per le spese sostenute nel 2017, di poter ottenere il rimborso fiscale del 19% Irpef in relazione a spese mediche senza limiti d’importo, rimozione delle barriere architettoniche e acquisto di apparecchi elettrici funzionali alla promozione dell’autonomia.

Per poterne beneficiare bisognerà compilare la dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico PF), secondo le istruzioni di seguito riportate.

Detrazioni disabili 730/2018: spese mediche, assistenziali e sanitarie

Con il modello 730/2018 i contribuenti disabili hanno diritto alla detrazione senza limiti d’importo e per un importo pari al 19% del costo relativo alle spese sanitarie.

Per chi utilizza il modello 730 precompilato online o ordinario le detrazioni dovranno essere inserite al Rigo E3 del modello 730/2018.

Tali spese sostenute nel corso del 2017 sono detraibili senza limiti d’importo e seguendo le stesse regole e indicazioni previste per la detrazione spese sanitarie illustrate nella guida dell’Agenzia delle Entrate.

Diverse invece le regole per la detrazione delle spese di natura assistenziale, per le quali sono previsti particolari limiti di detraibilità da indicare nel modello 730/2018.

Ecco l’elenco delle spese che i disabili possono portare in detrazione con la dichiarazione dei redditi nel 2018:

  • trasporto in autoambulanza del disabile in quanto spesa di accompagnamento (le prestazioni specialistiche effettuate durante il trasporto rientrano, invece, tra le spese sanitarie e possono essere detratte solo per la parte eccedente l’importo di euro 129,11);
  • trasporto del disabile effettuato dalla ONLUS che ha rilasciato regolare fattura per il servizio di trasporto prestato;
  • acquisto di poltrone e carrozzelle per inabili e minorati non deambulanti;
  • acquisto di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
  • acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
  • costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni;
  • adattamento dell’ascensore per renderlo idoneo a contenere la carrozzella;
  • installazione e manutenzione della pedana di sollevamento installata nell’abitazione del soggetto con disabilità;
  • installazione della pedana sollevatrice su un veicolo acquistato con le agevolazioni spettanti alle persone con grave disabilità;
  • acquisto di telefonini per sordomuti;
  • acquisto di fax, modem, computer, telefono a viva voce, schermo a tocco, tastiera espansa e i costi di abbonamento al servizio di soccorso rapido telefonico;
  • acquisto di cucine, limitatamente alle componenti dotate di dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, preposte a facilitare il controllo dell’ambiente da parte dei soggetti disabili, specificamente descritte in fattura con l’indicazione di dette caratteristiche.

Eccetto alcuni casi specifici, le spese sono detraibili per il totale dell’importo speso e nella misura del 19% del costo sostenuto; la spesa è detraibile anche da parte del familiare che ha sostenuto il costo qualora il disabile sia fiscalmente a suo carico.

I documenti necessari per la detrazione delle spese mediche, sanitarie e assistenziali per disabili da conservare sono: fatture d’acquisto o di spesa relative alle spese detraibili che dei documenti di attestazione del medico e dell’Asl su patologia e relazione tra costo sostenuto e benefici.

Detrazione auto per disabili: come compilare il modello 730/2018

I disabili ai sensi della legge 104/92 hanno la possibilità di portare in detrazione il costo d’acquisto di auto nuova, per un importo pari al 19% e nel limite di 18.075,99 euro calcolato su quattro anni fiscali.

Per aver diritto alla detrazione bisognerà compilare il Rigo E4 del modello 730/2018.

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella guida alle detrazioni del modello 730/2018 l’agevolazione riguarda le seguenti spese:

  • motoveicoli e autoveicoli, anche se prodotti in serie e adattati in funzione delle limitazioni permanenti delle capacità motorie della persona con disabilità;
  • autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto dei non vedenti, sordi, persone con handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o persone affette da pluriamputazioni.

La detrazione spetta sul costo di acquisto del veicolo (nuovo o usato) e sulle spese di riparazione imputabili a manutenzione straordinaria; sono quindi escluse quelle di ordinaria manutenzione.

Detrazioni figli a carico disabili 2018

Il contribuente che presenta la dichiarazione dei redditi e che ha figli disabili a carico (handicap riconosciuto ai sensi della legge 104/92) potrà beneficiare di una detrazione maggiore.

L’importo base riconosciuto, previa compilazione nel modello 730/2018 della sezione dedicata ai familiari a carico, con l’indicazione del codice fiscale del figlio accanto ai mesi da considerare e percentuale di detrazione prevista, è pari a:

  • 1.620 euro per i figli di età inferiore ai 3 anni,
  • 1.350 euro per i figli di età superiore ai 3 anni.

Per ulteriori indicazioni si rimanda alle istruzioni per la compilazione del modello 730/2018 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

(informazionefiscale.it)

​DOPO L’APPELLO DI PIF – L’abilità di rompere il silenzio

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(articolo di oggi sul Corriere al quale ho collaborato in parte)

Il 70% delle famiglie italiane che suppliscono alle carenze della macchina pubblica assistendo figli e parenti non auto-sufficienti «non fruisce di alcun servizio a domicilio»

 di Gian Antonio Stella
Basta con le speculazioni sulla Sicilia che abbandona i disabili», ha detto Rosario Crocetta in un video postato sulla sua pagina Facebook. Ce l’aveva, senza nominarli, con le Iene, Pif, Jovanotti, Fiorello, Ficarra e Picone e insomma coloro che, siano benedetti, si sono spesi per dare voce, finalmente, ai siciliani che, inchiodati da handicap gravissimi, non hanno mai potuto contare su una assistenza dignitosa. E che almeno da due anni, esasperati, tempestavano a vuoto le autorità regionali.
Non bastasse, dopo aver ricordato che «nessuno ha la bacchetta magica», ha rivendicato d’aver deliberato a tempo di record («mai una legge è stata applicata così velocemente!») la distribuzione di 1500 euro al mese a 1750 disabili gravissimi isolani e reclamato «un po’ di collaborazione e un po’ di pazienza». E chiuso così: «Il contributo che diamo ai disabili è il più alto d’Italia». Di più: «La Sicilia è all’avanguardia nell’assistenza». Testuale: «all’avanguardia».
Per carità, che l’oste si vanti del vino proprio fa parte del gioco. Gli sfoghi e i predicozzi contro chi ha aiutato Giovanni Cupidi, Gianluca e Alessio Pellegrino e gli altri a imporre il tema della disabilità a una politica da decenni assai distratta (fatta salva l’assunzione in «quota disabili», anni fa, di alcuni politici…), sono però davvero scomposti. Come la vanteria dei 1500 euro al mese a chi molto spesso ha bisogno di qualcuno perfino per soffiarsi il naso o bere da una cannuccia: una assistenza quotidiana assidua costa molto di più.
E la Consulta, a proposito dei conti, ha già chiarito sulle priorità: «È la garanzia dei diritti incomprimibili a incidere sul bilancio, non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione». Come ricordava a fine gennaio «superando.it» su dati Istat, per fare un solo esempio, in Sardegna (un terzo degli abitanti siciliani) nei primi tre lustri di attuazione della legge 162/98 sono stati realizzati «oltre 268.633 progetti personalizzati e co-progettati con l’utente. Oltre un miliardo di euro investiti». E un progetto individuale, ricorda Vincenzo Falabella, presidente della Fish (federazione italiana superamento handicap) «può arrivare a 2400 euro mensili».
Da anni. Partiti nel 2000 con i primi 123 progetti, nel 2016 sono stati «circa 34.000 distribuiti in tutto il territorio». Con una spesa annuale (a rischio tagli) che «si aggira intorno ai 117 milioni di euro». Stessa Italia, stesso Mezzogiorno, stesso status di isola e di Regione autonoma. Il caso dei disabili siciliani però va oltre il destino personale di Crocetta e della sua tormentatissima giunta, avviata a quanto pare al 57° assessore rimpastato. È l’Italia intera, ecco il problema, ad essere in debito nei confronti dei diversamente abili. Lo ricordava mesi fa anche Sergio Mattarella: «Troppe barriere sono ancora di ostacolo alla piena fruizione dei diritti di cittadinanza da parte di chi è portatore di una disabilità, sia essa fisica, mentale o relazionale».
Qualcosa, certo, è stato fatto. Come la recente riforma del testo unico sul pubblico impiego per spingere a una reale applicazione della legge sull’inserimento dei disabili nei posti di lavoro. Legge disapplicata, come noto, perfino là dove si legifera: in Parlamento. Ma i dati di fondo, però, restano quelli denunciati da Fish.
Con uno stanziamento medio di 430 euro pro capite (Stato e Regioni insieme) l’Italia è sotto la media europea, intorno ai 538, dietro Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Scandinavi, Austria, Belgio… E il 70% delle famiglie che suppliscono alle carenze della macchina pubblica assistendo figli e parenti non auto-sufficienti «non fruisce di alcun servizio a domicilio». Il tutto, troppo spesso, nel silenzio assordante di una certa politica in altre faccende affaccendata. E si lagnano di Pif, Fiorello, Jovanotti e le Iene?

(Corriere della Sera)

Fondi per i disabili in Sicilia – Le mie obiezioni 

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Sul Giornale di Sicilia di oggi è stata riportata la notizia sulla pubblicazione del Decreto regionale sul Fondo per la disabilità e sulle dichiarazioni del presidente Crocetta su quali misure sono state previste per le persone con disabilità gravissime. Nell’articolo ci sono alcune mie dichiarazioni in merito al decreto appena esitato dalla commissione salute.

Nella fattispecie ho fatto presente diverse perplessità e alcune questioni, anche se non tutte riportate dal cronista: Crocetta aveva asserito praticamente ovunque che già da aprile le persone con disabilità gravissime censite avrebbero ricevuto gli assegni e invece ancora oggi nessuno ha ricevuto nulla; nel decreto si dice che la platea di disabili gravissimi dovrebbe aumentare, come abbiamo sempre sostenuto nelle nostre osservazioni. Ma se aumenta la platea verrà rimpinguato il fondo proporzionalmente oppure sarà un “meno soldi per tutti?”; l’assegno è comunque insufficiente a  garantire ai disabili gravissimi che ne hanno bisogno l’assistenza domiciliare H24 al massimo 5 o 6 ore al giorno; resta un forte dubbio su come effettivamente questi soldi verranno spesi senza una rendicontazione che possa dimostrare l’avvenuta prestazione in assistenza alla persona con disabilità gravissima, ciò che invece garantisce l’assistenza domiciliare indiretta.