Il gioco delle tre carte di alcuni comuni ai disabili gravissimi siciliani

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Cari lettori del blog,

dopo la parziale vittoria ottenuta con l’erogazione degli assegni di cura per le persone con disabilità gravissima e dopo che l’erogazione degli assegni da parte delle ASP avviene con lentezza straordinaria ecco che quello che temevamo si sta avverando. Ci avevano provato più volte in più comuni, ma il comune di Ragusa lo ha messo per iscritto: Accettando il patto di cura si rinuncia a quelle già limitate ore di assistenza che venivano date. Il grande piano di questo governo ormai alla frutta si sta dimostrando un grande BLUFF:

1. Non tiene in considerazione i disabili Gravi

2. Non garantisce l’applicazione della legge (con presa in carico, UVM e piani personalizzati)

3. Non garantisce i servizi

4. Non garantisce continuità alle erogazioni .

Ci avete messo uno contro l’altro per una manciata di soldi e tapparci la bocca. Come i peggiori tra i prestigiatori fate il gioco delle tre carte dandoci qualcosa per toglierci tutto…Questo è inaccettabile, indecente, vergognoso…Alla assessora Mangano e al grande assente Gucciardi chiediamo subito di prendere posizione, monitorare le Asp e comunicare i dati sull’andamento dei lavori delle ASP (al collasso); al comune di Ragusa chiediamo di ritirare la nota immediatamente altrimenti verranno denunciati per interruzione di pubblico servizio ed abuso di ufficio.

Il comitato #SiamoHandicappatiNoCretini

Articolo di blogsicilia

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I primi assegni di cura della Regione Siciliana

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Finalmente in questi giorni la Regione Siciliana sta cominciando ad accreditare i primi assegni di cura relativi ai primi 1750 disabili gravissimi che riceveranno questo sostegno. Nelle prossime settimane invece anche coloro che stanno facendo domanda adesso rispetto a questo contributo, se ne avranno  diritto, riceveranno l’assegno di cura. Anche io sono beneficiario di questo assegno che sicuramente allevia la situazione generale anche se ancora è assolutamente insufficiente per riuscire a coprire le 24 ore necessarie.

Un enorme ringraziamento va sicuramente a tutti i personaggi famosi che ci hanno sostenuto in questi mesi e che credono fermamente a questa causa. Jovanotti, Ficarra e Picone, Pif, Fiorello, Stefania Petyx che continueranno a sostenere le battaglie future vicinissime per aiutare tutte le persone con disabilità a vedere garantiti e loro diritti.

Ancora molta strada c’è da fare affinché la Convenzione Onu sulle persone con disabilità venga realmente applicata. Che venga applicato ad esempio l’articolo 14 della 328/2000 che veda la vera realizzazione di un progetto individuale per la persona con disabilità che possa rilavare le sue vere esigenze rispetto all’assistenza di base, l’assistenza sul lavoro, la possibilità infine di vivere una vita davvero indipendente.

 La politica ma soprattutto i politici devono capire che questi temi sono la priorità rispetto a tutto e che le persone con disabilità devono vedere garantiti i propri diritti. Un primo passo è stato fatto adesso andiamo avanti!!!


@RaiRadio2Pif – I Provinciali 

BlogSicilia

Assistenza per Giovanni Cupidi – Petizione

Cabina di Regia Regione Siciliana: la mia lettera di dimissioni 

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Alla Presidenza della Regione Siciliana



In risposta alla notifica ricevuta in data 02/03/2017 riguardante la mia nomina all’interno della cabina di regia di cui all’art.1 del D.A. n.1/GAB del 23/02/2017, ritengo di dover rifiutare la nomina e rassegnare le dimissioni.

Le motivazioni di questa mia decisione sono molteplici e tutte imputabili alle azioni della Presidenza della Regione Siciliana nelle ultime due settimane.

Come è noto, l’iniziativa della partecipazione alla cabina di regia mi è stata proposta dal Presidente della Regione Siciliana nei giorni successivi alla manifestazione spontanea mia e di altre persone con gravissima disabilità per ottenere l’assistenza domiciliare necessaria per la nostra sopravvivenza, prevista dalle normative vigenti nonché dalla Convenzione ONU peri diritti delle persone con disabilità, finora disattese. Nel corso della manifestazione, abbiamo con forza chiesto che le leggi dello Stato Italiano vengano applicate e abbiamo suggerito al Presidente le iniziative necessarie per reperire i fondi dal bilancio regionale, seppure non sia nostro compito occuparcene, ma delle Istituzioni preposte. Il Presidente ci ha assicurato una soluzione rapida, entro uno o due mesi, per adeguare le ore di assistenza domiciliare alla nostre reali esigenze. 

Ad oggi nulla si è mosso. In 15 giorni, non ho ricevuto nessun invito a partecipare, ma solo la notifica della avvenuta istituzione della cabina di regia, senza alcuna data di inizio dei lavori. Nonostante ciò, la giunta regionale ha approvato in questi giorni un delibera che stanzia 36 milioni di euro per una non meglio precisata assegnazione diretta di 10.000  euro a testa alle famiglie degli aventi diritto, senza alcun confronto con la nascente cabina di regia e da me non condivisa. La cifra stanziata è assolutamente insufficiente a garantire a noi disabili l’assistenza indispensabile. Nel frattempo da alcune trasmissioni televisive scopriamo che la Regione Emilia Romagna stanzia 500 milioni di euro all’anno per la disabilità, cifra sempre confermata da tutte le amministrazioni succedutesi negli anni, ben lontana dalla cifra deliberata qui in Sicilia. 

Inoltre, la Presidenza continua a sostenere l’idea di utilizzare come operatori per l’assistenza domiciliare personale precario afferente agli enti locali, senza alcuna preparazione specifica per la cura e l’assistenza di persone affette da grave disabilità, su base volontaria e attraverso incentivi per il loro utilizzo, di fatto proponendo di mettere la nostra vita e la nostra salute nelle mani di gente incompetente e inesperta.

Pertanto, considerato assolutamente ininfluente il mio ruolo già di minoranza all’interno della cabina fantasma, e considerandola oramai un organismo nato solo per costruire un alibi alla cecità di questa amministrazione, ritengo doveroso lasciare qualunque tipo di incarico per non avvallare le folli decisioni di chi non ha assolutamente a cuore il destino delle persone con disabilità. Insieme ai miei compagni torno ad attendere la scadenza del mese, data promessa per la risoluzione definitiva della questione.

Dott. Giovanni Cupidi

Vice Presidente Insieme per l’Autismo ONLUS

Caregiver familiari scrivono a Mattarella: “Presidente ci conceda la ‘grazia’”

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Una lettera aperta al Capo dello Stato per chiedere di “poter accedere all’istituto della Grazia, che solo il Presidente della Repubblica nel nostro Paese può concedere”. A scriverla il Coordinamento Famiglia disabili gravi e gravissimi che si rivolge direttamente a Sergio Mattarella per chiedere il riconoscimento dei diritti dei “caregiver familari”, quelle persone, cioè, interamente votate all’assistenza h 24 di un familiare affetto da una grave ed invalidante patologia, costretti a rinunciare ad una normale vita lavorativa per assicurare al proprio congiunto cure ed affetto a domicilio. Relegati in una “condizione di arresti domiciliari pur senza aver commesso alcun reato”, si rivolgono al Capo dello Stato che venga “restituita, ai nostri familiari e a noi stessi, quella libertà che ci è stata sottratta senza alcuna condanna né processo giudiziario”

Con la missiva, che partirà domani mattina, a pochi giorni dalla giornata di Martedì 7 Aprile, internazionalmente dedicata al “Lavoro Invisibile”: quello delle casalinghe, delle madri di famiglia e dei Caregiver familiari “invisibili tra gli invisibili”, il Coordinamento intende portare all’attenzione della massima carica dello Stato “la condizione in cui vivono alcune migliaia di cittadini italiani in un contesto di gravissima fragilità, totalmente abbandonati dal proprio Paese”.

“Siamo persone impegnate in ambito domestico – spiega il Coordinamento – nel lavoro di cura di familiari non autosufficienti a causa di gravi disabilità. Il nostro onere, frutto di valori fondamentali come la famiglia e l’amore, non prevede attualmente nel nostro Paese nemmeno l’accesso ai diritti umani fondamentali come il riposo, la salute, la vita sociale a causa del quotidiano svilimento della nostra Costituzione da parte di quelle istituzioni che, in una sorta di impunità ormai tristemente e supinamente tollerata dai più, giustificano la propria colpevole assenza a volte con l’ingovernabilità, a volte con la burocrazia soffocante, ma soprattutto, con una indisponibilità economica che preferisce investire nell’allontanamento e ricovero coatto le persone che amiamo ed alla quale dovrebbero invece garantire il totale rispetto al loro diritto d’inclusione”.

Sottolineando come “in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea con l’esclusione della sola Italia, anche in quelli che vivono una situazione economica pesantissima, la figura del Caregiver familiare viene affiancata e sostenuta con leggi specifiche per permettergli di continuare a svolgere la propria importante funzione in condizioni umane accettabili”, i Familiari dei disabili gravi e gravissimi denunciano come, “ad ulteriore conferma della totale indifferenza nei confronti dei Caregiver familiari”, non sia stato previsto “il loro inserimento tra le categorie salvaguardate dalla Riforma Previdenziale che, basata sulle prolungate aspettative di vita della popolazione, ha invece incomprensibilmente esteso il loro impegno lavorativo che, non dimentichiamo si somma quotidianamente al lavoro di cura svolto per il proprio familiare”.

“Tuttavia – prosegue ancora il Comitato – ci sono anche Caregiver familiari che invece il lavoro sono stati costretti ad abbandonarlo per garantire quel sostegno assistenziale indispensabile alla sopravvivenza del loro caro colpevolmente ignorato dai servizi posti a supporto. In tutta la nazione, infatti vengono erogati a domicilio supporti minimali, sulla base di parametri incomprensibilmente differenziati sul territorio nazionale, spesso basati sulla patologia dell’assistito invece che sulla misurazione obiettiva del livello di sostegno necessario”.

“Questo – evidenzia il Coordinamento – costringe molte famiglie gravemente disabili ad un graduale impoverimento fino alla totale indigenza disponendo unicamente delle sole, minime provvidenze che lo Stato eroga alle persone con disabilità”. Provvidenze che, ricordano “sono state addirittura prese di mira per trasformarle, agli occhi delle istituzioni italiane, in reddito ossia in ricchezza disponibile”. (indennità e pensioni riconosciute a persone non in grado di provvedere a loro stesse inserite nel computo dei redditi quell’ISEE).

“Questa situazione sempre più gravosa per le famiglie Caregiver – stigmatizzano – ormai costantemente sotto il ricatto di veder sottrarre al proprio nucleo affettivo il familiare con disabilità per il ricovero in Istituto (e questo infierire su condizioni di fragilità nel nostro Codice Civile viene definito “stato di schiavitù” alle cui moderne forme ha recentemente fatto riferimento anche Papa Francesco) le ha costrette quindi alla rinuncia di tutti quei diritti che nel mondo vengono considerati come “fondamentali” e irrinunciabili per potersi definire un Paese civile”.

“Chiediamo pertanto a lei, nostro Presidente della Repubblica, nella sua funzione di Garante della Costituzione italiana – prosegue la lettera a Mattarella – che inserisca tra le sue priorità la promozione del riconoscimento delle tutele minime dei Caregiver familiari – quali quelle sanitarie, previdenziali ed assistenziali – in considerazione del lavoro di cura che essi somministrano quotidianamente e senza soluzione di continuità pur senza accesso a ferie, riposo notturno garantito, festività e nemmeno alla possibilità di ammalarsi…”.

“In considerazione, infine, del fatto che noi Caregiver familiari, siamo spesso rinchiusi, insieme ai cari di cui ci curiamo, nelle nostre case in una condizione di arresti domiciliari pur senza aver commesso alcun reato – conclude il Coordinamento – ci rivolgiamo a lei per chiedere di poter accedere all’Istituto della Grazia, che solo il Presidente della Repubblica nel nostro Paese può concedere, perché venga restituita, ai nostri familiari e a noi stessi, quella libertà che ci è stata sottratta senza alcuna condanna né processo giudiziario”.
(adnkronos.com)

di Giovanni Cupidi