DSA e tecnologia: i quattro software più noti che aiutano l’apprendimento

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Oggi esistono in commercio numerosi software che permettono di supportare gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Tuttavia, è necessario che siano inseriti in una progettazione didattica ben organizzata

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) riguardano molti dei nostri studenti. Tuttavia, se negli anni passati riuscire a soddisfare le loro esigenze di apprendimento risultava più difficile, oggi la tecnologia offre un valido supporto per l’apprendimento. Tuttavia, va saputa gestire con consapevolezza e creatività.

Cosa sono i DSA?

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento? Nei DSA rientrano quattro tipologie di disturbo. La dislessia è il disturbo specifico che riguarda la lettura. I ragazzi dislessici faticano a leggere in modo fluido e corretto. Spesso confondono le lettere simili, ne aggiungono o ne tolgono. Il disturbo nell’eseguire calcoli e compiti di matematica prende il nome di discalculia, mentre per quanto riguarda l’ambito della scrittura si possono individuare altri due disturbi specifici: la disgrafia e la disortografia. La disgrafia comprende la difficoltà di scrivere in modo fluido e regolare; per esempio le frasi sul foglio sono scritte in modo irregolare, con le righe ‘storte’. La disortografia, invece, riguarda gli errori ortografici veri e propri. Chiaro che per essere considerati DSA, questi disturbi non devono essere correlati ad altre patologie, disabilità intellettive e a problematiche visive o uditive, né a difficoltà dovute, per esempio, all’apprendimento di una nuova lingua da parte di studenti trasferiti da altre nazioni.

Tecnologia e DSA, un mondo da scoprire

Se fino a pochi anni fa, i DSA potevano essere gestiti esclusivamente con strumenti di carattere non tecnologico (per esempio tabelle compensative), oggi la tecnologia offre grandi opportunità per supportare gli studenti. Già lo psicologo statunitense comportamentista Burrhus Skinner parlava di ‘macchine per insegnare’ e dei loro vantaggi, fra i quali l’individualizzazione dell’insegnamento e i ritmi personalizzati. Audiolibri, sintesi vocali, sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri e mappe multimediali sono solo alcuni degli strumenti che possono essere messi a disposizione degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. L’alta tecnologia permette di gestire le informazioni in modo rapido e visuale, sfruttando i vari stili di apprendimento e canali di accesso all’informazione stessa. I vari strumenti devono però essere utilizzati con consapevolezza da parte degli insegnanti e devono essere scelti in base a specifici criteri, quali per esempio l’accessibilità, la chiarezza della sintesi vocale e la possibilità da parte dello studente di avere un ruolo attivo per affrontare lo studio nei vari ambienti digitali di apprendimento.

Viaggio fra i software che supportano i nostri studenti

Ma quali sono i software più noti? Fra i principali, non si può non menzionare SuperQuaderno (prodotto da Anastasis). È in sostanza un editor di testi digitale efficace nella lettura e scrittura. ‘SuperQuaderno’ mette a disposizione numerose funzionalità, fra le quali immagini associate al testo, correttore ortografico, ambiente per gestire i PDF lettura parola per parola, sintesi vocale con la possibilità di evidenziare il testo e calcolatrice parlante integrata. Inoltre, permette il passaggio da testo a mappe concettuali, molto utili nel campo dei DSA.
Sempre di Anastasis, ricordiamo GECO: il programma supporta gli studenti dai 5 ai 12 anni con mappe, suoni, immagini associate al testo, sintesi vocale e calcolatrice. Gli ambienti di lavoro possono essere utilizzati insieme o singolarmente.
Altro software per i ragazzi un po’ più grandi è Personal Reader, un lettore di testi digitali su chiavetta USB. Anche questo strumento offre varie funzionalità, fra le quali la calcolatrice parlante, un ambiente per lavorare sui PDF, prendendo appunti, evidenziando o estrapolando le informazioni principali. Inoltre, trasforma il testo in file audio.
Altro innovativo software è ALFa READER (Erickson). Anche questo software è su chiavetta USB, permette fra le altre cose di leggere i testi con voce sintetica ed effetto ‘karaoke’ al ritmo più congeniale per lo studente, ha il correttore ortografico, un ambiente di studio PDF e la sintesi vocale permette di leggere parole, frasi o lettere singole. Ci sono anche software per creare mappe, per esempio SuperMappe. Va specificato che questi sono solo alcuni esempi dei software disponibili e che ci sono anche software gratuiti, anche se presentano spesso funzionalità più limitate.

DSA, tra tecnologia e creatività

Insomma, la tecnologia di certo aiuta gli studenti con DSA nel loro percorso di apprendimento grazie a un accesso alle informazioni attraverso una molteplicità di canali e modalità che supportano il recupero e l’apprendimento delle informazioni, riducendo lo sforzo e quindi lasciando energia utile per il ragionamento. La tecnologia da sola, però, non basta. È necessario che gli insegnanti e chiunque sia coinvolto nel progetto educativo inseriscano gli strumenti tecnologici in una progettazione organizzata e ben pianificata, che tenga conto di obiettivi ben definiti e incentrati sulle potenzialità di ogni singolo studente, con una buona dose di creatività!

(ischool.startupitalia.eu)

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Noi Siamo Immortali-Io al Posto Tuo ieri a Palermo. La disabilità a Teatro.

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Ieri al Real Teatro Santa Cecilia è andato in scena la spettacolo Noi Siamo Immortali – Io al Posto Tuo organizzato da me in collaborazione con l’associazione Insieme per l’Autismo Onlus.

È stata una serata molto bella, ricca di spunti e riflessioni importanti, piena di momenti emozionanti e di empatia. Una serata dove spero siamo riusciti a seminare concetti necessari.

La prima parte ha visto la presentazione del mio libro Noi Siamo Immortali scritto con la giornalista Veronica Femminino in occasione dell’uscita dell’audiolibro. Madrina per l’occasione e anche conduttrice dell’intera serata è stata Cleo Li Calzi della Fondazione Marisa Bellisario che ha conversato con me e Veronica sui vari aspetti affrontati nel libro ma ha anche introdotto tre letture del testo da parte di graditi ospiti.

Infatti a interpretare i tre testi sono stati, in momenti diversi, Luca Vullo regista e performer del monologo Io al Posto Tuo che si è poi svolto nella seconda parte dello spettacolo ha letto al pubblico il capitolo Gli Occhi;

Valentino Picone, presente attraverso un video, ha letto il capitolo denominato Le Suore;

infine Giovanni Li Castri, chitarrista dei Cospiria (band hardrock palermitana di cuo curo i social network) ha letto parti scelte del capitolo Il Lavoro Nobilita l’Uomo e a seguire insieme al cantante del gruppo, Uma, hanno eseguito unplugged (voce e chitarra) il brano del loro repertorio DrKing.

Nella seconda parte della serata, come dicevamo, Luca Vullo ha portato in scena il suo spettacolo Io al Posto Tuo. Un monologo che ha visto trattare i temi dei DSA, disturbi specifici dell’apprendimento, coinvolgendo anche il pubblico presente in sala. È un spettacolo che dovrebbe essere vissuto davvero da molte persone, sia che abbiano a che fare con i DSA ma soprattutto da chi non vi ha a che fare per immedesimarsi e comprendere le difficoltà che soprattutto i ragazzi devono affrontare .

Un ringraziamento al Teatro Santa Cecilia per essere accogliente ed esserlo verso TUTTE le persone, non sempre accade. Un grazie anche agli sponsor (Mondadori Electa – Alfaparf Milano – Fondazione Marisa Bellisario – Pasticceria Graditi – Just Shopping) perché senza di loro questa serata non ci sarebbe stata e sarebbe stato un peccato.

A seguire alcune foto della serata.

IO AL POSTO TUO – LO SHOW DI LUCA VULLO SUI DSA

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Io al posto tuo” è un progetto di sensibilizzazione sui Disturbi Speciflci dell’Apprendimento (dei quali la Dislessia è la più nota e diffusa) e mira a prevenire e combattere l’esclusione e Ia discriminazione sociale, promuovendo una corretta cultura dell’inclusione nell’adolescenza e nell’età adulta.

http://www.retegenitoridsa.it http://www.lucavullo.com http://www.ondemotive.com

Lo spettacolo prende spunto dal Fumetto dal titolo: “Io al posto Tuo. Cosa so dei disturbi Specifici dell’apprendimento?” scritto e divulgato dalla Rete Genitori DSA di Cuneo.

La Rete genitori D.S.A. (Disturbi Speciflci di Apprendimento) é nata nel settembre 2008 dalla volontà di tre mamme: Sophia Livingstone, Nadia Tassone e Antonella Balocco che è stata in seguito sostituita da Barbara Piumatti. Il nostro obiettivo é quello di creare una giusta cultura rispetto ai Disturbi Specifici di Apprendimento in special modo nella scuola, oltre che nel tessuto sociale in generale. Di fornire informazioni utili e concrete, esempi di buone prassi, aggiornamenti sulle norme di riferimento sia ai genitori che ai docenti. La Rete si rivolge a genitori, studenti, insegnanti, pediatri, medici di base, operatori sanitari (Neuropsichiatri, Logopedisti, Psicomotricisti, Psicologi) ed a tutte le persone interessate o coinvolte a vario titolo.

OBIETTIVI

Superare le grandi difficoltà di comprensione sul Disturbo dell’apprendimento da parte di docenti, Dirigenti Scolastici nella scuola secondaria di secondo grado, poiché purtroppo esistono ancora forti pregiudizi e resistenze che vanno a minare l’autostima dei ragazzi, a volte anche con conseguenze che possono essere drammatiche. Permettere agli studenti una più semplice comprensione delle difficoltà riscontrate dallo studente con D.S.A presentando esempi di vita scolastica quotidiana.

Far immedesimare, i compagni di scuola, gli insegnanti ed i genitori, non esclusivamente quelli coinvolti nei D.S.A, anche solo per qualche istante, nella sensazione provata quotidianamente dai nostri ragazzi e, magari, ottenere da parte dei compagni una modifica nell’approccio verso queste difflcoltà che non sono diversità, ma caratteristiche di un individuo intelligente. E se fossi “lo al posto SUO”? Educare al rispetto ed alla convivenza civile al fune di promuovere condizioni di vita dignitose per ogni alunno e garantire un sistema di relazioni soddisfacenti nei riguardi di soggetti che presentano difficoltà nella propria autonomia, sia essa personale o sociale, in modo che essi possano sentirsi parte di comunità e di contesti relazionali dove poter agire, scegliere, giocare e vedere riconosciuto il proprio ruolo e Ia propria identità. Prevenire e contrastare l’esclusione, la discriminazione e spesso il bullismo.

LO SHOW

Partendo dalla sua nascita fino ad arrivare all’oggi, Luca Vullo ripercorre in modo crudo e divertente, le diverse fasi della sua vita, quella di una persona D.S.A. con tutte Ie sue difflcoltà ed i suoi risvolti tragicomici. Come se fosse un dialogo aperto con il pubblico, l’attore si sfoga e con cinica autoironia si racconta coinvolgendo tutti con momenti interattivi e racconta coinvolgendo tutti con momenti interattivi e stimolando i sensi e le percezioni con alcuni espedienti grafici, visivi e sonori. In questo modo l‘artista porta gli spettatori ad immedesimarsi una volta per tutte e per qualche minuto, con chi nasce e convive con i disturbi dell’apprendimento. L’autore per rendere completo ed emotivamente più incisivo il suo spettacolo, utilizza anche musiche ed immagini suggestive estratte dai suoi documentari, rielaborate però in una nuova formula, dando così Ia luce ad una sorta di riciclo artistico. II perfomer ha deciso di mettere in campo tutte le sue abilità artistiche e di miscelare teatro, cinema, comunicazione, tecnologia e comicità per far vibrare Ie coscienze di ognuno su un tema importante e per realizzare quindi un progetto sociale e di sensibilizzazione che difficilmente lascerà indifferenti.

LUCA VULLO

Autore, regista, produttore cinematografico e teatrale con base a Londra. Dopo il suggesso internazionale della sua docu-fiction “La voce del corpo” sulla gestualità dei Siciliani, Luca diventa ambasciatore della gestualità italiana nel mondo e in questa veste è impegnato in diversi ambiti professionali: la formazione scolastica e universitaria, il coaching teatrale e aziendale, la consulenza televisiva, la consulenza scientifica e il puro intrattenimento. Da molti anni collabora con prestigiose Università, Istituti Italiani di Cultura, Dante Alighieri, aziende, associazioni culturali e scuole in diverse parti del mondo (America, Europa, Asia, Oceania) per tenere, in qualità di esperto di body language, workshop, lezioni didattiche, team building, masterclass, conferenze scientifiche e spettacoli. Tra le collaborazioni di rilievo vanno citate quella con il Royal National Theatre di Londra, in qualità di coach di gestualità siciliana per lo spettacolo “Liolà” di Pirandello, con la regia di Richard Eyre e la collaborazione con la BBC 2 nella veste di consulente per il programma “See Hear” e la sua partecipazione come artist-in-residence presso il Mills College di Oakland, California, per l’insegnamento della comunicazione non verbale italiana alla Summer School. Dopo anni di esplorazione e confronto con la comunicazione non verbale in diversi paesi, LA VOCE DEL CORPO è diventato il suo primo spettacolo teatrale nel quale, oltre ad essere il protagonista, Luca è anche autore e regista. Lo show è attualmente in tournée in diverse parti del mondo anche perché disponibile sia in inglese che in italiano. Dal 2018 collabora con la rivista mensile bilingue “Gattopardo” (in edicola con il Giornale di Sicilia e La Gazzetta del Sud) curando la rubrica Alfabeto Parallelo sulla gestualità italiana e con il magazine on line “Wall Street International” per il quale cura una rubrica sulla comunicazione non verbale italiana e l’intelligenza emotiva. In uscita il suo primo libro che racconta la straordinaria avventura internazionale del “Prof di Gestualità Italiana“. Una delle sue ultime produzioni è il documentario “INFLUX“, distribuito in tutto il mondo su NETFLIX, che narra dell’emigrazione italiana contemporanea nel Regno Unito e nello specifico a Londra prima dell’avvento della BREXIT.

EdiTouch, un tablet per combattere la dislessia

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È munito di software pensati per risolvere i Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) ed è stato sviluppato da un ingegnere informatico per aiutare il figlio negli studi. La sperimentazione scientifica nelle scuole ne ha dimostrato la validità

Le esperienze vissute in prima persona sono spesso lo spunto per grandi idee. Così come l’amore per un nostro caro e la voglia di risolvere un suo problema permettono, a volte, di superare ogni ostacolo. Questa è la storia di Marco Iannacone e della sua battaglia a colpi di tecnologia contro i cosiddetti “Disturbi specifici dell’apprendimento” (DSA), ovvero la dislessia. Marco è un ingegnere informatico e un giorno si accorge che suo figlio ha difficoltà a scuola. Una cosa che capita a molti bambini e assolutamente risolvibile, anche grazie agli strumenti che la ricerca nel campo dell’hi-tech mette oggi a disposizione di insegnanti e medici (tablet, lavagne luminose, software specifici). L’importante è intervenire subito, già dalle scuole elementari, per evitare che i ragazzi rimangano indietro rispetto ai loro coetanei. Marco però, vista la sua esperienza nel settore informatico, constata sulla sua pelle che i dispositivi esistenti sono troppo complessi e dispersivi per bambini piccoli: fino a ora tutti si sono concentrati sulle fasce d’età più grandi. Ecco quindi che si consulta con medici specialisti, docenti, logopedisti e genitori di figli con lo stesso problema per aver il maggior numero di punti di vista e in poco tempo si butta in una nuova avventura, installando su un tablet già in commercio delle app che potessero aiutare suo figlio. Poco tempo dopo, contento del risultato, decide di condividere i benefici della sua invenzione mettendola a disposizione degli altri, fonda una startup e inizia a lavora a EdiTouch, il primo tablet pensato e realizzato per facilitare l’apprendimento scolastico. 

Più che una classica tavoletta, EdiTouch è un ecosistema personalizzato: una suite di programmi e applicazioni “compensative” studiate per curare la dislessia e installate sugli stessi tablet che si trovano in commercio. Una sorta di sistema operativo pronto per un utilizzo mirato e specifico. Il suo formato è simile a quello di un quaderno cartaceo. In questo modo i bambini familiarizzano prima con lo strumento, già dalle scuole elementari. Ma è al suo interno che è celato il vero segreto, funzionalità che aiutano e incoraggiano a capire meglio gli argomenti visti a scuola: un lettore ebook che permette di leggere libri di testo o letture e di prendere appunti, scegliendo dimensione del carattere, luminosità e che, grazie alla funzionalità “text-to-speech”, consente di trasformare con un solo tocco lo scritto in parlato; “Archimede”, una calcolatrice vocale semplice e intuitiva che fornisce i risultati delle operazioni nella modalità “in colonna” usata nelle scuole primarie; “Draw your mind”, un programma per la creazione e visualizzazione di mappe mentali e concettuali che consente anche d’inserire immagini, note audio, icone; un vocabolario in italiano e inglese per ricercare il significato di una parola e ascoltarne la definizione, letta da un assistente vocale (se invece, durante la lettura, non si conosce il significato di un parola basta toccarla per aprire il lemma sul dizionario). Ma insegnanti e genitori possono decidere di abilitare solo alcune app di EdiTouch, per personalizzare in maniera individuale l’esperienza di studio ed evitare le distrazioni che con i tablet tradizionali è facilissimo incontrare sul proprio cammino. 

I risultati non hanno tradito le aspettative anche perché la sperimentazione di EdiTouch non è rimasta confinata nei laboratori ma è andata direttamente nelle scuole, per capire e verificare “sul campo” la sua validità scientifica. Grazie a un accordo triangolare tra gli informatici della società di Iannacone, l’Azienda Sanitaria Locale Roma D (che ha messo disposizione del progetto un’équipe composta da medici, infermieri e logopedisti) e le Università de L’Aquila e RomaTre (che hanno fornito ricercatori bio-psico-sociali) durante il biennio scolastico 2012-2014 EdiTouch è entrato per 18 mesi in 8 scuole elementari e medie (c’è anche una versione per le scuole secondarie di primo grado) dell’hinterland capitolino, finendo sui banchi di 400 studenti tra 9 e 16 anni, alcuni dei quali (più della metà) dislessici. 

Ebbene, lo studio ha confermato la tesi del team di sviluppatori: i ragazzi, anche quelli che già utilizzavano software specifici, anche quelli senza disturbi dell’apprendimento certificati, sin da subito hanno ottenuto migliori risultati didattici rispetto all’anno scolastico precedente, semplicemente usando EdiTouch come supporto nello studio di tutti i giorni. In più, l’analisi dei dati, ha evidenziato benefici anche dal punto di vista psicologico, minore stress e maggior autonomia nello studio. 

Un dispositivo che, per come concepito, può quindi diventare molto utile anche come strumento integrativo per tutti quei ragazzi con bisogni educativi speciali (BES) o addirittura per i non dislessici. Per questo il progetto va avanti senza sosta e, mentre sono già in produzione versioni più avanzate del tablet per elementari e medie, la novità per l’anno scolastico in corso è la nascita di EdiTouch per le scuole superiori, per raccogliere indicazioni da chi non ha avuto la fortuna di crescere con uno strumento che li aiutasse a superare le difficoltà d’apprendimento e trovare così le soluzioni più opportune per ottenere miglioramenti per i dislessici delle fasce d’età più alte. Con il sogno di avviare la sperimentazione anche all’estero e far conoscere in tutta Europa cosa può fare la buona tecnologia.
(repubblica.it)

di Giovanni Cupidi