Hackability, sei oggetti che cambiano la vita dei disabili

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Forchette elettroniche, bracci robotici per mangiare e telecomandi universali. Le idee di persone con disabilità sono realizzate da designer e makers. E ora gli hackathon si moltiplicano in tutta Italia

Se ancora non è in vendita nei negozi, non è detto che non lo si possa inventare. Di cosa stiamo parlando? Pulsanti per riconoscere i fornelli in cucina. Pedane trasportabili. Un telecomando per tutti gli elettrodomestici della casa. Sono questi alcuni degli oggetti sognati da un gruppo di persone disabili. Strumenti semplici per facilitare alcuni momenti della giornata, come muoversi in casa o mangiare un piatto di spaghetti. Desideri che hanno fatto nascere il primo hackathon in Italia che ha visto seduti attorno a un tavolo numerosi designer, inventori, maker e persone con disabilità.

“È stato un percorso di co-design: non realizzare ‘per’, ma creare ‘con’. Un lavoro che è nato con una call pubblica a cui hanno risposto moltissimi designers in tutta Italia”, precisa Carlo Boccazzi , ideatore di Hackability “Due mondi, quello della progettazione e della disabilità, che prima non si conoscevano mentre ora lavorano insieme”. L’evento si è sviluppato in un contest non competitivo per far diventare realtà cinque oggetti che potrebbero migliorare la vita di chi ha problematiche fisiche e motorie. “Le persone con disabilità sono potenzialmente designer e hacker – si legge sulla presentazione di Hackability – cioè persone capaci di immaginare oggetti e di piegare gli oggetti esistenti alle proprie esigenze”. Strumenti utilizzati? Stampanti 3D, software open source, macchine taglio laser e oggetti a basso costi. Prototipi che sarannopubblicati su internet in modo che chiunque possa decidere di realizzarli a casa propria “semplicemente comprando il materiale online o in un buon negozio di elettrotecnica”, continua Boccazzi Varotto.

Quali sono stati i prototipi realizzati?
1) Movitron. Imparare a camminare per un non vedente può essere complesso. Movitron è un carillon musicale che si attiva a ogni passo permettendo di mettere in relazione un percorso con un brano musicale. “L’oggetto esisteva già ma era caro e ingombrante – racconta l’ideatore di Hackability – Il nostro prototipo, invece, è piccolo e facile da realizzare”
2) Manipola. Francesca, ragazza non vedente, aveva bisogno di una manopola con comandi in rilievo per usare gli elettrodomestici. Costo di realizzazione di ogni singola manopola? Circa 10 euro.
3) Tina la Robottina. Il sogno di Giulia: un piccolo e leggero braccio meccanico (mosso sia da un joystick, sia con alcuni movimenti predefiniti) che possa essere montato su una carrozzina per aiutarla a mangiare o aprire una porta. (Video)
4) Mando. Un telecomando capace di governare tutti gli elettrodomestici della casa. Quelli in commercio costano sui 2mila euro mentre per “Mando” servono 120 euro.
5) Di Culo. Plancia ergonomica per favorire gli spostamenti dalla carrozzina alla macchina. Questa la richiesta di Valentina, che guida sola ma è costretta a farsi sollevare per salire e scendere dalla macchina. La sfida è stata non solo personalizzarla ma anche farla costare pochissimo grazie a taglio laser e stampa 3D .
6) Du’ spaghi, la forchetta di Ivan. Una forchetta meccanica per mangiare gli spaghetti: non un giocattolo, ma un oggetto semplice che aiuti ad aumentare l’autonomia. (Video)

Un progetto – realizzato da consorzio Kairos e mestieri in collaborazione con il Fablab di Torino e il contributo di Fondazione CRT – iniziato a marzo, con la nascita dei primi prototipi, ma che ha preso corpo proprio nei mesi successivi con la nascita di una rete che in tutta Italia mira a replicare l’esperienza. “Ora l’obiettivo è realizzare altri Hackability in giro per l’Italia elavorare a un sito che ne diffonda i risultati”, racconta l’ideatore del progetto. Il 24 giugno, infatti, si è tenuta la seconda puntata a Brescia e Alessandria. “Di esperienze simili in giro per il mondo non ce ne sono tante – racconta la mente di Hackability – Il segnale che abbiamo colpito nel segno è stato proprio il fatto che ci sia una risposta così significativa da tutta la penisola”.
(wired.it)

Hackability. A Torino, designer e disabili progettano ausili a basso costo

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Organizzato dal consorzio Kairos, Hackability è una gara non competitiva per la progettazione di oggetti rivolti alle persone con disabilità. Ad aprile, i più interessanti verranno trasformati in prototipi

Google glass, domotica sociale, protesi all’avanguardia: che l’innovazione tecnologica sia portatrice di grandi benefici nella vita dei disabili si sapeva da tempo. Ma che succede quando agli stessi portatori di disabilità viene data l’opportunità di partecipare alla progettazione di prodotti tecnologici “on demand”? Se lo è chiesto il Consorzio Kairos – insieme di cooperative sociali che lavorano su tutto il  territorio piemontese – che a Torino ha messo insieme un gruppo di oltre quaranta giovani, divisi tra disabili, inventori, progettisti e designer; i quali, a partire da oggi, parteciperanno a una“gara non competitiva” per la progettazione di ausili tecnologici rivolti ai portatori di disabilità.

Si chiama Hackability e funziona all’incirca così: a partire da questa mattina, il gruppo è riunito nella sede di Fablab, laboratorio di progettazione e ingegneria digitale nel quartiere di San Salvario. Dopo le presentazioni di rito, a turno i creativi elencheranno le proprie competenze, mentre i  portatori di disabilità esporranno a quali piccole o grandi necessità vorrebbero ovviare con l’aiuto delle nuove tecnologie. I ragazzi, quindi formeranno una serie di squadre da cinque persone ognuna, perimmaginare e progettare oggetti a basso costo e personalizzabili, pensati per poter essere facilmente riprodotti attraverso l’uso di stampanti 3D o macchine taglio laser.

“Gli oggetti – spiega Carlo Boccazzi Varotto, ideatore dell’iniziativa – dovranno rivolgersi al quotidiano di queste persone, ai problemi che incontrano nella vita di ogni giorno.  L’evento di oggi andrà avanti fino alle 18, ma le squadre continueranno poi a lavorare fino ad aprile, quando verranno selezionati i progetti vincitori”. Nell’appuntamento concluso di Hackability, una giuria valuterà i progetti di maggiore interesse, che verranno trasformati in prototipo entro la fine del mese. “Anche i restanti, comunque – precisa Varotto –  saranno messi a disposizione del pubblico sotto licenza Creative Common sul sito di Hackability: vale a dire che chiunque potrà scaricarli e riprodurli con l’aiuto di una stampante tridimensionale”.

Organizzato da Kairos con la partecipazione di Fablab, del Consorzio mestieri e della Consuslta per le persone in difficoltà, l’evento di oggi era aperto alla partecipazione di chiunque, a condizione di inviare un modulo scaricabile in rete: “abbiamo ricevuto così tante richieste – conclude Varotto – che fino all’ultimo temevamo di non riuscire a contenere tutti. In molti, probabilmente, saranno qui solo per curiosità; ma anche parecchi esponenti del mondo dell’hit-tech si sono presentati. Del resto è comprensibile: è la prima volta, in Italia, che il mondo della disabilità e quello della tecnologia si incontrano per lavorare concretamente insieme. Trattandosi di giovani, possiamo dire che oggi, in un certo senso, questi ragazzi stanno scrivendo il futuro”.
(redattoresociale.it)

di Giovanni Cupidi