Isee disabili 2017: calcolo e novità, ecco cosa cambia

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Isee disabili 2017, novità relative al calcolo e alle detrazioni previste. Ecco come fare e quali sono le novità che interesseranno le famiglie con disabili a partire da gennaio
 

Isee disabili 2017: cambia la modalità di calcolo e le detrazioni previste per i familiari che assistono un disabile.



Le novità introdotte con la Legge di Stabilità 2016 saranno applicate a partire dal mese di gennaio 2017 e i contribuenti nel quale nucleo familiare è presente un soggetto disabile si troveranno a confrontarsi con importanti cambiamenti relativi soprattutto alle modalità di calcolo e ai documenti necessari.
Con l’aggiornamento della procedura di determinazione della situazione economica equivalente delle persone con disabilità viene meno l’obbligo di dichiarare tutti i redditi percepiti sotto forma di prestazioni assistenziali e previdenziali da parte dell’Inps ma cambiamenti riguardano anche le detrazioni fiscali e la scala di equivalenza applicata.
La novità relativa al modello Isee disabili 2017 è stata anche specificata e illustrata con l’aggiornamento delle FAQ Inps relativamente alla documentazione necessaria ai fini del calcolo.
Si specifica quindi che per richiedere il modello Isee disabili 2017 non sarà necessario indicare nella DSU i contributi erogati a titolo di rimborso spese, le prestazioni socio-assistenziali e le riduzioni di tributi, l’erogazione di buoni servizio o voucher che sostituiscono l’erogazione di servizi.
Vediamo cosa cambia e quali le novità sul calcolo del modello Isee disabili 2017.

 

Isee disabili 2017: calcolo e novità, ecco cosa cambia

Per la determinazione del reddito DSU ai fini della richiesta modello Isee 2017 i disabili non saranno più soggetti alla presentazione e alla dichiarazione di tutte le somme percepite come rimborso o sotto forma di prestazioni assistenziali.
Questa la prima novità con la quale, sulla base delle disposizioni contenute dal dl n.42/2016 si prevede che i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari percepiti da un disabile restano esclusi dalla DSU ai fini dichiarazione Isee 2017.
Con l’aggiornamento delle Faq Inps è stato inoltre specificato che i sordi prelinguali rientrano nella definizione dei sordomuti e pertanto nella categoria dei soggetti agevolati.
Le novità modello Isee 2017 riservano molta attenzione alla questione dei disabili e sanciscono un importante principio per la determinazione degli indicatori della situazione economica. Ma novità riguardano anche le detrazioni: non si avrà diritto alle detrazioni per le spese sostenute ai fini di assistenza di un familiare disabile ma si avrà una maggiorazione della scala di equivalenza dello 0,5% per ogni componente il nucleo con disabilità media, grave o non autosufficiente.
Ecco nel dettaglio quali sono i redditi che non bisogna dichiarare ai fini del calcolo e le novità Isee 2017 per i disabili.
Isee disabili 2017: ecco i redditi fuori dalla DSU

Nel nuovo modello Isee disabili 2017 non bisognerà più computare ai fini della determinazione del reddito le prestazioni e contributi erogati da enti diversi dall’Inps: Regioni, Amministrazioni statali, Comuni e Inail. Lo stesso vale per i contributi erogati dall’Inps: prestazioni di invalidità civile e indennità di accompagnamento sono già di conoscenza dell’Ente erogatore e quindi non è necessario indicarli nella DSU.
Non devono essere indicati i contributi erogati come rimborso spese relativamente alle spese sostenute per lo svolgimento delle normali attività quotidiane: assegni di cura, contributi per l’assistenza indiretta, contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per l’acquisto di strumenti tecnologici legge 104/1992.
Per la DSU relativa al modello Isee 2017 i disabili non sono tenuti alla rendicontazione e alla dichiarazione di esenzioni o agevolazioni per il pagamento di tributi e servizi.
La novità stabilisce che quindi non concorrono alla determinazione del reddito e alla compilazione della DSU le seguenti prestazioni:

  • contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche
  • voucher per servizi all’infanzia
  • assegni di cura
  • bonus gas e elettrico

altre forme di compartecipazione al costo di beni o servizi del disabile.

(Forexinfo.it)

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Disabilità e diritti. Come richiedere la rideterminazione dell’Isee

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Il Ministero dichiara che è in corso di modifica l’articolo 4 del Dpcm sul nuovo Isee, ma intanto il Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili e ADUC annunciano battaglia e predispongono interventi collettivi

A poche settimane dalla sentenze del Consiglio di Stato con cui si sono escluse dal calcolo dei redditi dell’Isee le indennità relative alla disabilità, i cittadini si trovano in una situazione di confusione, dovuta al fatto che l’apparato di enti coinvolti (CAAF, INPS, Comuni e strutture…) nonha ancora recepito le sentenze, e il tutto resta invariato e sospeso, permanendo in una situazione, di fatto, di non legalità. 

MODIFICHE IN CORSO – Dal canto suo, il Governo – tramite il Ministero del Lavoro – “conferma che, al fine di dare attuazione alla sentenza, è già in corso il processo di modifica dell’articolo 4” del Dpcm sul nuovo Isee “che si snoderà, in particolare attraverso l’individuazione degli specifici trattamenti indennitari/risarcitori, percepiti dai disabili, da escludere dal computo del reddito rilevante ai fini Isee, come prescritto dal giudice amministrativo, nonché attraverso l’idonea rimodulazione delle franchigie, previste dalla stessa norma, così da consentire di ristabilire l’equilibrio complessivo del sistema”. Ad affermarlo, riporta Public Policy, il viceministro all’Economia, Enrico Morando, il 14 marzo scorso, rispondendo a un’interrogazione di Sandra Savino (FI) in commissione Finanze alla Camera. 

AZIONI COLLETTIVE DEI CITTADINI – Ma intanto, cosa devono fare i cittadini che non hanno ricevuto risposte affermative dopo aver chiesto al CAAF o Comune di ricalcolare la propria posizione, o che devono in questi giorni consegnare l’ISEE? E per quelli che hanno richiesto alle RSA di poter pagare l’importo corretto? 
Su questo interviene il Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili che annuncia una collaborazione con ADUC,  l’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori, che ne sarà il punto di riferimento per le azioni collettivevolte al riconoscimento dei diritti dei cittadini. “L’accordo – dichiara il Coordinamento – nasce soprattutto dalla comunione di intenti tra le nostre due Associazioni, entrambe del tutto indipendenti e che non incassano, a nessun titolo, alcun tipo di finanziamento pubblico”.

IL MODULO DA INVIARE – La prima azione congiunta concordata dal Coordinamento insieme con ADUC, è la compilazione e l’invio agli enti interessati (INPS, CAAF, Comuni…) di una  richiesta di rideterminazione dell’ISEE. Si tratta di una RACCOMANDATA a/r DI MESSA IN MORA, elaborata dall’ADUC stessa, utilizzabile dai cittadini che sono stati penalizzati dal nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente. 
Di seguito, i punti salienti del testo.

Premesso che 
1. in data(…) presentavo richiesta di prestazione agevolata(….) depositando l’Isee effettuato per il tramite del CAAF(…) in data.(…);
 2. che detto ISEE non ha tenuto conto delle esclusioni dal computo dell’ISR, imposte dalle pronunce immediatamente esecutive del Tar Lazio del 11 febbraio 2015 (Sez. I, n. 2454/15, n. 2458/15 e n. 2459/15), oggi divenute definitive grazie alle sentenze n.838, 841 e 842/2016 del Consiglio di Stato del 29 febbraio 2016; 
3. che fra i redditi indicati vi erano ricompresi i seguenti emolumenti assistenziali legati alla disabilità (…); 
4. che le franchigie applicate a riduzione del reddito devono essere calcolate nella loro misura massima anche per le persone con disabilità maggiorenni 
5. che occorre rideterminare l’ISEE in base ai precetti definitivi della Giustizia amministrativa, escludendo gli importi di cui al punto 3. e sottraendo le franchigie di cui al punto 4. 
CHIEDE 
che sia rideterminato l’ISEE per il 2015 (e anche per il 2016 per chi lo ha già fatto per l’anno in corso) escludendo tali sussidi dall’ISR, non essendo ricompresi nella nozione di “reddito” e sottraendo le franchigie nella loro misura massima anche per i disabili maggiorenni e per l’effetto, 
CHIEDE all’Ente Erogatore (…), di adottare tutte le conseguenti misure riparatorie del caso, quali la rideterminazione della quota di compartecipazione a carico dell’utente per l’anno 2015 e l’anno 2016, e la conseguenterestituzione degli importi dovuti. In difetto, si provvederà ad adire tutte le sedi giudiziarie conseguenti. 

Aduc e Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili ricordano che non è importante inviare la comunicazione tramite raccomandata A/R anche alle loro segreterie, ma è sufficiente la posta ordinaria o via E-mail a: aduc@aduc.it epresidenza@famigliedisabili.org.

A questo link trovate il testo completo , compilabile e utilizzabile da ciascun cittadino .  
(disabili.com)

di Giovanni Cupidi

PENSIONI: TEMPO DI MODELLO ICRIC E AUTOCERTIFICAZIONI PER LE INDENNITÀ INPS

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inps
Entro il 30 giugno (prorogato al 31 luglio 2013) le persone che usufruiscono di prestazioni  assistenziali erogate dall’INPS dovranno presentare le consuete  autocertificazioni   Ricordiamo una scadenza importante per tutte le persone che usufruiscono di prestazioni assistenziali erogate dall’INPS. Entro il 30 giugno 2013 (prorogato al 31 luglio 2013), infatti, dovranno essere restituiti compilati i moduli di autocertificazione di eventuale ricovero per i titolari di accompagnamento e di redditi per i titolari di assegno d’invalidità. A questo proposito, l’INPS sta inviando in questi giorni a casa di ciascun pensionato, quello che viene definito “bustone“, come affermato dal messaggio INPS numero n. 8761, che specifica anche le tipologie di moduli.
Nel “bustone” sarà contenuto, a seconda dei singoli casi, il   modello RED italiano o modello RED estero, il  modello 503 AUT italiano, l’integrazione RED 2010 – campagna RED 2011, i modelli di dichiarazione per i titolari di PRESTAZIONI ASSISTENZIALI, il modello per INDENNITA’ di FREQUENZA – Denominazione della scuola. Si tratta dei modelli ICRIC, ICLAV, ACCAS/PS.
Per quanto riguarda le persone disabili, ricordiamo che ogni anno chi è titolare di provvidenze economiche d’invalidità civile, è tenuto a presentare la dichiarazione che attesti la permanenza o meno dei requisiti amministrativi di ricovero gratuito e della mancanza di attività lavorativa (vedi art. 1 legge 662/1996, legge 247/2007). Il requisito del ricovero è richiesto anche ai fini della misura dell’assegno sociale (legge 335/1995 e Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 13 gennaio 2003). Per chi invece riceva l’assegno sociale o pensione sociale, è richiesta la attestazione in merito alla residenza stabile e continuativa nel nostro Paese. Ad essere interessati sono quindi i titolari di indennità di accompagnamento o di frequenza (modello Icric), di assegno mensile (Iclav), pensione sociale o di assegno sociale (Accas/Ps).
Queste le tipologie di modelli per le dichiarazioni di cui sopra: Modello ICRIC I titolari di prestazione INV CIV di fascia 33, 38, 41, 42, 44, 45, 47, 49, 50, devono effettuare una dichiarazione di responsabilità relativa all’eventuale ricovero a titolo gratuito.
Modello ICRIC – Indennità di Frequenza I titolari di prestazione INV CIV di fascia 47, 49, 50 devono effettuare una dichiarazione di responsabilità relativa alla loro frequenza scolastica obbligatoria, frequenza di centri formazione-addestramento professionale, frequenza di centri ambulatoriali
Modello ICLAV I titolari di prestazione INV CIV di fascia 34, 35, 36, 40, 48, devono effettuare una dichiarazione di responsabilità relativa allo svolgimento o meno di attività lavorativa.
Modello ACCAS/PS I titolari di pensione sociale e assegno sociale devono effettuare una dichiarazione di responsabilità relativa alla permanenza del requisito della residenza stabile e continuativa in Italia. Inoltre i titolari di Assegno Sociale devono effettuare una dichiarazione di responsabilità relativa all’eventuale ricovero a titolo gratuito.
Per quanto riguarda l’indennità di frequenza, l’INPS specifica che da quest’anno è necessario fornire informazioni circa la denominazione della scuola frequentata e del periodo interessato, per alcune tipologie di prestazioni. Pertanto è previsto anche il Modello per INDENNITA’ di FREQUENZA – Denominazione della scuola
Per maggiori informazioni:
Il Messaggio INPS n. 8761