#IAM: a Londra vanno in scena gli Invictus Games per super atleti

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Inaugurata ieri sera la competizione sportiva internazionale che vede sfidarsi militari con disabilità a causa di servizio

Ancora Londra, ancora sport e persone con disabilità. Non è un ritorno alle Paralimpiadi, ma si tratta degli “Invictus Games”, la competizione sportiva fortemente voluta dal principe Harry che vede protagonisti i militari disabili. Aperti ieri con la cerimonia di apertura, i Giochi  si svolgeranno fino al 14 settembre, presso il Queen Elizabeth Olympic Park e il Lee Valley Athletics Centre di Londra, dove 400 militari con disabilità a causa di servizio  (ferimento, infortunio o malattia, amputazione…), provenienti da 14 diversi Paesi (Afghanistan, Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Georgia, Germania, Iraq, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, USA, UK) si sfideranno in 9 discipline atletiche individuali e di squadra.

Gli atleti si fronteggeranno sui campi di atletica, rugby in carrozzina, tiro con l’arco, basket in carrozzina, rowing, ciclismo, sitting volley, nuoto e sollevamento pesi. 
Anche gli azzurri stanno partecipando, rappresentati da 13 atleti, accompagnati da tecnici e famigliari. “La vera vittoria per noi è che dopo aver subito una menomazione siamo subito tornati in servizio, lo sport ti permette di rappresentare il Paese in maniera diversa, ma sempre da militari che continuano a servire il Paese” spiega il tenente Gianfranco Paglia.
 
Attraverso gli Invictus Games si vuole tornare all’origine dello sport paralimpico, quando migliaia di soldati tornati dalla guerra ricominciavano la loro riabilitazione attraverso lo sport. Così, in Principe Harry, che conosce bene i rischi a cui sono sottoposti i militari,  ha voluto ricordare durante la cerimonia di apertura: “Posso testimoniare quanto sia positivo lo sport. Gli Invictus Games si concentreranno sugli obiettivi che ognuno di questi uomini e donne può raggiungere e celebreranno il loro spirito combattivo, durante una competizione sportiva globale che sarà anche un riconoscimento del loro sacrificio.

Questo il team azzurro:
Col. Alessandro Albamonte (canottaggio indoor); Ten.Col. Gianfranco Paglia (nuoto, sollevamento pesi, canottaggio indoor); Ten.Col. Roberto Punzo (tiro con l’arco, canottaggio in door, basket in carrozzina); Magg. Pasquale Barriera (nuoto, tiro con l’arco, basket in carrozzina, rugby in carrozzina); Caporale magg. Monica Contrafatto (nuoto, canottaggio indoor, basket in carrozzina, rugby in carrozzina); Caporale magg. Domenico Russo (atletica, canottaggio indoor, basket in carrozzina, rugby in carrozzina); Caporale magg. Andrea Tomasello; Caporale magg. Moreno Marchetti (atletica, basket in carrozzina, rugby in carrozzina); Ten. Col. Marco Iannuzzi (nuoto, canottaggio indoor); Ten. Col. FabioTomasulo (nuoto, tiro con l’arco); Bonaventura Bove (atletica, canottaggio indoor, handbike, basket in carrozzina, rugby in carrozzina); Mar. Capo Giovanni Dati (nuoto, canottaggio indoor); App. Loreto Di Loreto (atletica, handbike, tiro con l’arco, canottaggio indoor, basket in carrozzina, rugby in carrozzina).

La manifestazione è stata aperta da un inno speciale “Invictus Games Anthem”: brano musicale scritto appositamente dai Coldplay . Il testo, spiega Chris Martin, leader del gruppo, è ispirato alla poesia “Invictus” di William Ernest Henley.  Lo stesso Chris, ha annunciato su Twitter l’inizio dell’evento e molti sono i cinguettii che spopolano sui social per Invictus Games, così come gli hashtag #IAM, “io sono” slogan ufficiale della competizione.
(disabili.com)

di Giovanni Cupidi

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NY Motor Show: Nissan NV200 Mobility Taxi

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Sembra che Nissan stia cercando di sostituire i normali taxi delle due maggiori città del mondo, New York e Londra, con il loro NV200 che è stato modificato e allestito come un taxi.
Infatti, in occasione del 2013 New York International Motor Show, la Nissan sta presentando il loro Mobility Taxi che è anche progettato per le persone con disabilità; possiede infatti una rampa pieghevole nella parte posteriore per garantire un facile accesso all’autovettura. Per chi usa la sedia a rotelle tutto ciò può rappresentare nulla di interessante ma la Nissan precisa (noi attendiamo riscontri al riguardo) il modo in cui la rampa sia stata ideata e il suo funzionamento. Nissan dichiara che innanzitutto la rampa è collocata nella parte posteriore del NV200, per non ostacolare ed essere ostacolati dal passaggio del traffico e che essa è stivata sotto l’ultima fila di sedili. Sedili sollevabili e ripiegabili in modo da non impedire o rendere poco agevole l’utilizzo della rampa. La persona in sedia a rotelle a bordo sul taxi viene  posizionata nella parte posteriore, la rampa rimane in posizione verticale e la sedia a rotelle è assicurata all’autovettura tramite dei ganci; inoltre anche il passeggero ha in dotazione propria cintura di sicurezza.

Se questo progetto o meglio l’intenzione, da parte di un colosso mondiale come Nissan, di rendere accessibile e fruibile il servizio taxi  anche alle persone con disabilità motorie andrà a buon fine, non solo sarebbe più agevole la mobilità per tali persone, ma serebbe un bel segnale di come, anche in una attività commerciale o di servizio, si può e si deve garantire a tutti uguale la medesima opportunità di usufruirne.

di Giovanni Cupidi