#D4social – Digital4Social 2017

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Stamattina ho partecipato in videoconferenza Skype all’edizione 2017 dell’evento Digital4Social organizzato da Social Media Marketing Day fondato da Andrea Albanese. È la seconda volta che partecipo a questo evento molto importante perché dà l’occasione a chi opera nel no profit di far conoscere la propria storia, la propria attività, le proprie battaglie, il proprio impegno. Quest’anno ho provato a raccontare in alcuni punti fondamentali il mio impegno attraverso l’uso dei social network per le necessità legate alla disabilità, la mia battaglia per l’assistenza domiciliare degli ultimi due anni e ho cercato di far capire come questi strumenti utilizzati in modo corretto riescono, ad esempio, a trasportarmi e a trasportare la mia fisicità in luoghi che difficilmente potrei raggiungere e a far conoscere la mia storia a persona che difficilmente potrei contattare.

Qui di seguito la Diretta Facebook

(Scusate per gli inconvenienti tecnici e per l’interruzione finale)

Alcuni live-tweet durante il mio intervento

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Digital 4 Social – Evento dedicato al Digital e Terzo Settore 

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Sí è svolto oggi a Milano dalle h 9.30 alle h 19 la prima edizione di #D4SocialDigital for social, l’evento dedicato al digital e ai social per il Terzo Settore organizzato dalla community “Social Media Marketing Day Italia#SMMdayIT coordinata da Andrea Albanese.
L’evento è stato gratuito, previa registrazione online dei partecipanti. Hanno partecipato all’evento organizzazioni del calibro di Change.Org, DirittiDiretti, Fondazione Ant, Famiglie SMA.

Sono stato inviato a partecipare all’evento da Andrea Albanese che mi ha chiesto di preparare un video da trasmettere durante il meeting nel quale raccontassi la mia esperienza con il mondo dei Social e in che modo ho portato avanti e diffuso in rete la campagna per la mia assistenza attraverso la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org. Ho cercato di raccontare anche come attraverso i Social sono riuscito a tessere relazioni, portato avanti iniziative anche con altre realtà, come attraverso la rete è aumentato il mio grado di indipendenza. 

Il feedback sui Social che ho ottenuto sia subito dopo la proiezione del video e sia durante il resto della giornata è stato ottimo tanto da essere Tranding a Milano. 

Mi hanno fatto capire come il messaggio sia stato ben compreso e come anche il mio utilizzo dei Social possa essere un metodo utile per altri utenti o associazioni che si occupano di temi legati al sociale per diffondere e portare avanti le loro iniziative nella rete.

Quindicipercento, raccontare la disabilità

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In mostra a Milano il progetto del fotografo Christian Tasso, che indaga sulla vita del miliardo di persone disabili che esistono nel mondo.

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Petrosani, Romania: Lazar Ioan mostra i suoi muscoli da body builder. Quando aveva venti anni ha perso una gamba lavorando in miniera. Per i successivi 17 anni ha continuato a lavorare sotto terra con un arto in meno. Ora è agonista di body building eriabilitatore, attraverso lo sport, di persone che hanno subito il suo stesso tipo di incidente.

QuindiciPercento è un progetto di ChristianTasso, un giovane fotografo che intende “raccontare la vita di persone affette da disabilità, tessendo una rete di storie globali”. 

Il titolo del progetto si riferisce a quel miliardo di persone (circa il 15% dell’umanità) che secondo un  rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità soffre di almeno una forma di disabilità.

La prima parte del progetto, da cui sono tratte le immagini in questa galleria (sul sito NatGeo), è stata realizzata in Ecuador, Romania e Nepal, ed è attualmente presentata in un libro a tiratura limitata e in una mostra itinerante che mirano ad aprire gli occhi del pubblico italiano sui diritti delle persone disabili in differenti contesti sociali e culturali.

Spiega il fotografo nell’introduzione del libro: “Quello che avete in mano è il racconto di come questo lavoro sta iniziando, tre paesi, tra di loro distanti, non solo fisicamente ma anche culturalmente. È il racconto di tante vite incrociate lungo la strada, che tuttora proseguono a testa alta, nella routine della quotidianità. Senza la pretesa di raggiungere una conclusione, le storie qui riportate sono dei racconti che andranno a comporre una narrazione più grande, estesa nel tempo […] Non ci saranno eroi e non ci saranno vittime in questo libro. Ho cercato l’intimità, la normalità in quella che il mondo considera anormalità…”. 

Quindici Percento, una mostra di Christian Tasso
in collaborazione con ALMaUST onlus
Dal 21 Gennaio 2016 al 13 Febbraio 2016
Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea, 
via Gorani 7 Milano 20123
dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 19
Info: info@sabrinaraffaghello.com
(nationalgeographic.it)

Tre giorni – 2015

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24/25/26 giugno 2015

Questi sono stati i giorni in assoluto più ricchi di energia positiva, di adrenalina, di sprigionamento di endorfine, di gioia e fatica mescolate insieme e di meraviglie degli ultimi miei anni.

Hanno lasciato un segno questi giorni, anzi un vero e proprio solco. Tutto è possibile, già lo sapevo, tutto è possibile per davvero però. Certo la strada era stata resa un po’ più agevole ma senza una motivazione, quella motivazione, forse non l’avrei fatto.

Questi giorni sono quelli in cui da casa mia, dal mio spazio e, in quel momento, dal mio letto mi metto in viaggio per Milano, per raccontare il viaggio di una persona normale che vive tante difficoltà verso un concerto anzi il concerto del proprio mito! Lorenzo Jovanotti!

C’è magia in questi giorni. Tutto va bene, tutto si incastra perfettamente anche tutte le difficoltà diventano affrontabili e tutte le imperfezioni quasi perfette.
Ci sono persone magiche. Non pensavo di incontrare persone così. La carica umana è rigenerante e la complicità è immediata e naturale come per chi si conosce da anni. Notevole empatia.

Il viaggio, ciò che mi manca e ciò che ho nell’animo; forse perché i miei genitori mi hanno fatto viaggiare, insieme a loro ovviamente, sin da piccolissimo. Conoscere persone e conoscerle fuori dal tuo ambiente e conoscere quell’ambiente. Sì, è qualcosa che ho dentro. Decisamente.

Gli occhi di un bambino son quelli che mi sono ritrovato ad avere ed attraverso i quali vedevo con gioia tutto: la scia della nave, la Corsica, il porto della partenza e quello dell’approdo, quello Stadio…lo Stadio! Ritornare a vederlo in modo diverso dopo 24 anni sia all’esterno che all’interno, attraversare tutto il campo con gli occhi all’insù e quella sensazione di avere gli “spalti addosso”. In fin dei conti San Siro, il Meazza è quasi lo spartiacque della mia vita. Nel prima e nell’adesso Lui c’è sempre!

Quel grande senso di famiglia, quella che parte festosa e festante per le “vacanze” non la provavo da anni, a maggior ragione da quando Tu non ci sei più. Eppure era là pure lei, questa sensazione, e c’eri pure Tu. Trovare un amico sincero e amico davvero che ti accompagna e sostiene, che gran bella conferma, fa sentire meno soli.

Questi giorni sono il mio retaggio del 2015, sono i giorni più belli. Sono soprattutto i giorni capaci di riscattare un interno anno per nulla facile, anzi!

Il Portale Italiano Disabili.com in visita all’Expo

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Entrate accessibili, volontari e un servizio di noleggio carrozzine e scooter aiutano il visitatore con disabilità a muoversi nel grande spazio della Esposizione Universale di Milano

Ebbene, il momento per una visita aExpo Milano è arrivato, e anche noi di disabili.com siamo andati a vedere, toccare e sperimentare l’evento dell’anno. In una giornata al cielo plumbeo, abbiamo fatto il percorso dalla stazione Milano Rho Expo per approdare nella agorà che raccoglie le rappresentazioni di tutto il mondo alla Esposizione Universale di Milano che, lo ricordiamo, sarà aperta fino al 31 maggio di quest’anno. 
Qui quindi un breve resoconto guidato di quello che abbiamo visto e sperimentato sul fronte dell’accessibilità e dei servizi generali per le persone con disabilità o bisogni specifici.

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ARRIVO  ED ENTRATA A EXPO – Con Treno Freccia Bianca siamo scesi alla stazione Rho Fiera Expo Milano 2015 che si trova in prossimità dell’accesso Ovest Triulza – Orogel del Sito Espositivo.Qui l’accessibilità interna della stazione è buona, inoltre in loco è situata una Sala Blu che offre assistenza ai viaggiatori di Trenitalia, con a disposizione alcune carrozzine manuali per il tragitto fino all’entrata del sito espositivo. Da qui si arriva, con percorso sotterraneo accessibile (con pendenza poco rilevante e materiale che garantisce buon attrito), direttamente all’accesso del Sito. 

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All’accesso abbiamo notato corsie di entrata riservate a persone con disabilità e donne incinta. Una volta passati i tornelli, si entra nell’area, lungo la quale un percorso pedotattile che si snoda poi verso il Decumano, porta fino a una tabella informativa con anche scritte in Braille. All’accesso i totem informativi touch screen permettono di orientarsi su percorsi, info, presenze di servizi igienici etc.  
Quanto all’entrata, all’info point di Cascina Triulza ci informano che l’accesso probabilmente più comodo per le persone con disabilità è l’accesso Est Roserio, dove è disponibile un servizio di navetta dal parcheggio (il percorso pedonale risulta accessibile, in piano e senza barriere).

INFO, NOLEGGIO E RIAPARAZIONE CARROZZINE – L’area deputata alle info per i visitatori con disabilità è, appunto, la Cascina Triulza, ovvero il Padiglione della Società Civile e centro gravitazionale di attività, mostre e iniziative dedicate al terzo settore. Si trova al lato sinistro del Decumano – ovvero la via principale – (dall’accesso Ovest), raggiungibile anche alla fermata 3 del People Mover, il servizio di bus navetta gratuito accessibile alle carrozzine, che percorre tutto il perimetro di Expo esternamente (non transita per il Decumano, il quale per motivi di sicurezza è solo pedonabile o percorribile con scooter a 4 ruote noleggiabili) ogni 5-7 minuti. 

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Presso Cascina Triulza è ubicato il Mobility Center , dove le persone con disabilità o mobilità ridotta possono noleggiare carrozzine manuali e scooter elettrici a quattro ruote. La dotazione complessiva è di un centinaio di mezzi (70 scooter e 30 carrozzine manuali), che a richiesta sono dotati di porta bastone o stampella. Il noleggio è a pagamento; i prezzi, inva inclusa, differiscono a seconda del tempo di noleggio: a seconda del modello, gli scooter costano dai 14,50 ai 17 euro per mezza giornata (fasce orarie 10-16 o 16-23) e dai 29 ai 34 europer la giornata intera; le carrozzinecostano 7,50 euro per mezza fiornata e 15 euro per tutto il giorno. E’ possibile scegliere l’opzione di pacchetti per più due o tre giorni. E’ caldamente consigliato di prenotare il servizio tramite il Call Center multilingua al numero verde 800 121203 per chi chiama dall’Italia, +39 039 6613116 per chiamate dall’estero, o attraverso il sito web del Mobility Center email: info@mobilitycenter.it. Per ritirare il mezzo bisogna recarsi all’info point di Cascina Triulza, dove andrà anche riportato.

I SINGOLI PADIGLIONI – C’è da dire che i padiglioni si differenziano non solo per distribuzione e organizzazione degli spazi (su uno o i più piani), ma anche per esperienza di visita: alcuni sonocompletamente dedicati a fruizione concentrata sul senso della vista, altri puntano anche su altri sensi (prendiamo ad esempio la Francia: è tutto su un piano, e ci sono piccole “bolle aperte” all’interno delle quali il visitatore si posiziona per ascoltare suoni che richiamano situazioni, luoghi o prodotti). Alcuni padiglioni, come quello di Save The Children, prevedono per il visitatore una spiegazione personalizzata, rendendone così accessibili i contenuti anche a persone non vedenti. Alcune dritte, sperimentando la visita in alcuni deii padiglioni: in quello del Bahrein attenzione alle fessure di drenaggio dell’acqua nel pavimento tra un’isola e l’altra, che potrebbero creare problemi a un visitatore in carrozzina. Il padiglione Giappone richiede esplicitamente che ci sia un accompagnatore per l’utente in carrozzina (l’accesso e l’uscita si compiono su un percorso con rampe). L’entrata al padiglione della Cina può essere poco pratica in carrozzina, a causa del ghiaino che copre tutta la parte antistante l’accesso. Il padiglione del Brasile, dotato di ascensore così come molti altri, è evidentemente inaccessibile in una delle sue esperienze più divertenti, ovvero quella dellapasseggiata su rete sospesa. 
Segnaliamo infine l’avvio a breve (annunciato) del Dialogo nel buioall’interno del Padiglione Italia, dove gli utenti saranno immersi nel buio e, accompagnati anche da guide ipovedenti, seguiranno un percorso all’interno della rappresentazione, per suoni, di un tipico mercato italiano.  

In linea di massima, abbiamo notato che i principali padiglioni sono dotati di ascensore che permette di raggiungere i piani elevati, e che per i visitatori con disabilità solitamente gli addetti all’accoglienza si prodigano per un accesso facilitato. Lungo tutta l’area di Expo ci sono volontari – riconoscibili dalla divisa bianca – molto disponibili a fornire informazioni e supporto ai visitatori. Qualcosa è senz’altro migliorabile, e sarebbe necessario un secondo sopralluogo per capire anche quanto i singoli eventisaranno accessibili, (come pure alcune aree al momento non aperte, vedi alcune zone ristorazione)  ma nel complesso ci è sembrato che gli sforzi per rendere Expo accessibile siano riusciti nel loro obiettivo.

Ricordiamo che è sempre utili consultare il sito dedicato ai visitatori con disabilità Expofacile.it, prima di affrontare la visita. 
Da parte nostra, abbiamo raccolto le principali info nello speciale Expo Milano 2015 disabili.
(disabili.com)

di Giovanni Cupidi

Ci ha lasciato Franco Bomprezzi!!!

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Il giornalismo e il mondo della disabilità perdono una delle persone più autorevoli!
Ciao Franco e grazie per il tuo esemplare impegno, per la tua dedizione e per le tue parole sempre intelligenti e puntuali!!!

dal Corriere della Sera per il quale scriveva Franco:

È morto Franco Bomprezzi, scrittore e «giornalista a rotelle, blogger e interista per passione» come scriveva sul suo profilo di Tweet. Paladino di molte battaglia sociali a favore dei più deboli e dei disabili, era ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano dove è spirato giovedì mattina nel centro clinico Nemo, specializzato nelal cura delle malattie neuromuscolari. La notizia ha suscitato grande cordoglio e dolore a Milano, città che lo aveva adottato con grande affetto e che gli aveva tributato, nel 2005, anche l’Ambrogino d’oro.

di Giovanni Cupidi

Reatech, ovvero la disabilità come risorsa per lo sviluppo

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di Franco Bomprezzi

Da tantissimi anni (forse troppi, potreste pensare) seguo da vicino e con interesse ogni occasione di incontro pubblico tra domanda e offerta di servizi e di prodotti destinati a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. Le fiere, in genere, sono soprattutto orientate al mercato e dal mercato. Nella disabilità questo confine, questo paradigma di un settore economico che vede l’Italia leader mondiale, per quantità e qualità di esposizione, diventa labile, spesso impalpabile. Non si capisce infatti se sia la domanda più importante dell’offerta, oppure il contrario. Ecco perché è fondamentale trovare il giusto punto di equilibrio, volendo costruire un evento che sia memorabile e che apra spazi all’immaginazione di un futuro migliore del presente. Con questo spirito affronto adesso Reatech Italia, a Fieramilanocity, dal 10 al 12 ottobre. Non è una fiera, ma non è neppure un convegno di settore. E’ l’immaginazione al potere.
Mi piace pensare che questa edizione, costruita in mesi di paziente lavoro di ideazione e di costruzione di contenuti, selezionati attraverso la collaborazione attiva di associazioni, esperti, singole persone, aziende, rappresenti in qualche modo un punto di svolta, quasi di non ritorno, rispetto alle tradizionali fiere di settore. Le persone con disabilità e i loro familiari hanno infatti peregrinato spesso, di mostra in mostra, in Italia e all’estero, sperando di risolvere singoli problemi pratici, per muoversi meglio in casa, o per guidare, o per studiare, viaggiare, fare sport, e così via. Ognuno il proprio pezzetto. Avvicinati da aziende che sono sempre state abituate a rimanere di nicchia, a non confrontarsi con la normalità della vita, con i desideri assolutamente simili a quelli di tutti, che animano le persone con disabilità, uomini, donne, giovani, adulti o anziani che siano. Aziende italiane e multinazionali che giustamente cercano il business, o quanto meno un equilibrio tra costi e ricavi, si fanno concorrenza fra di loro, come è naturale, non tanto giocando sul prezzo dei prodotti (dato che non si può parlare propriamente di “mercato” degli ausili, in presenza di un sistema misto, in buona misura facilitato, per così dire, dalla mano pubblica e dal welfare), quanto sulla propria credibilità, sulla vicinanza territoriale nell’assistenza post-vendita, sui testimonial, spesso persone disabili che si sono distinte nello sport.
La crisi non ha risparmiato questo mondo del tutto particolare. E dire che il know-how, in molti casi, parla italiano. Stiamo parlando di un settore che vive di esportazione, anche se soffre di concorrenza a costi bassi di produzione, come avviene in tanti altri campi. Ma la crisi è soprattutto di idee, di fantasia, di creatività. Reatech Italia affronta questo mondo da un altro punto di vista, completamente diverso e per certi versi affascinante, come scommessa del tutto inedita. Ossia partendo dai sogni, dai desideri, dal “fai da te”, dalle applicazioni “smart”, dalle esperienze delle persone, dai grandi racconti di eccezionale normalità, dal bisogno di inclusione e di autonomia che tutti sentiamo come fondamentale. Le aziende non hanno forse del tutto compreso questa opportunità, eppure la tre giorni di Milano sarà ricchissima di contenuti e penso anche di pubblico, trainato certamente dalla giornata paralimpica nazionale, ma non solo.
C’è un segreto, infatti, che nessuna fiera ha saputo carpire sino ad oggi: è il segreto della libertà, del desiderio di felicità, del bisogno di incontrarsi, di scambiare vita, di rappresentare la realtà e le speranze, di dimostrare capacità e risorse, di vincere la sfida dell’esistenza, anche quando è segnata da un deficit o da un evento traumatico non previsto.
Ecco, in questi tre giorni, quando non dovrò svolgere il ruolo di moderatore di convegni, mi tufferò come un curioso cronista in mezzo allo spazio occupato non solo dai prodotti, ma soprattutto dalle persone e dalle idee. Vi aspetto.

di Giovanni Cupidi