GIU’ LE MANI DAL GLHO – GIU’ LE MANI DAL PEI – LA PETIZIONE

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SE VUOI FERMARE QUESTO ATTO DI GRAVE ILLEGITTIMITA’, SE VUOI TUTELARE GLI ALUNNI CON DISABILITA’, FIRMA LA PETIZIONE

Siamo dei genitori con figli con disabilità che frequentano la scuola appartenenti a più Regioni d’Italia, abbiamo appreso che il Governo ha intenzione di volere portare a termine il pessimo lavoro di smantellamento dei diritti degli alunni con disabilità che il precedente governo aveva attuato con l’approvazione del DLGS 66 del 2017 (denominato beffardamente decreto
per la promozione dell’inclusione scolastica!).
• Questo governo intende approvare una riforma che toglie del tutto il potere attribuito
per legge al GLHO, (Gruppo di lavoro Operativo per l’alunno con disabilità), nell’ambito della redazione del PEI di indicare le ore di sostegno necessarie per l’alunno/a con disabilità di qualunque tipo;
• Il GLHO come tutti sanno è quel gruppo pluridisciplinare composto da: docenti di
sostegno, docenti non di sostegno, operatori sanitari e con la partecipazione della famiglia che ha il delicato compito attribuitogli dalla legge 104 del 1992 e dal DPR di attuazione 1994 di redigere congiuntamente ogni anno scolastico il PEI (Piano educativo individualizzato) in favore dell’alunno con disabilità;
• Come è noto il potere e l’obbligo al GLHO di INDICARE LE ORE DI SOSTEGNO NEL PEI è stato attribuito per legge, dal comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge
2010 n. 122, secondo questa norma, introdotta dopo la famosa sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2010, per garantire nella sua effettività il diritto allo studio e all’istruzione dell’alunno con disabilità, solo il GLHO, che conosce la storia e la vita dell’alunno/a può avere il potere di indicare le ORE ritenute necessarie per garantire il diritto allo studio e all’istruzione.
IL NUOVO GOVERNO, PURTROPPO, IN CONTINUITA’ CON IL PRECEDENTE, VUOLE ABROGARE QUESTA NORMA DI FATTO NEUTRALIZZANDO, ANZI AZZERANDO, I POTERI DEL GLHO IN ORDINE ALL’INDICAZIONE DELLE ORE DI
SOSTEGNO!
ECCO COME VUOLE FARLO
Nel testo del Dlgs 66 del 2017 (Decreto per la promozione dell’Inclusione degli alunni con disabilità) l’art. 18 comma 1 lettera a) prevede l’abrogazione del terzo e del quinto periodo del comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, cioè in parole semplici della norma di legge che attribuisce oggi i poteri al GLHO di indicare le ore di sostegno nel PEI (di fatto neutralizzando i compiti del GLHO, il quale non avrebbe più il potere di indicare le ore necessarie per l’alunno/a con disabilità).
Quindi il GLHO per la sua composizione pluridisciplinare e la partecipazione della
famiglia, l’unico che conosce la storia, la vita, le capacità, le potenzialità dell’alunno/a
con disabilità, non avrebbe più nessuno potere di personalizzare il PEI con riferimento alle ore di sostegno!
Nessun altro organo però può sostituire il gruppo GLHO!
Noterai che l’art. 7 del DLGS 2017 n. 66, “Piano Educativo Individualizzato” non prevede il potere del GLHO di indicare le ore, perché una volta abrogata per legge la norma che oggi attribuisce questo potere al GLHO, quest’ organo finirà per occuparsi di altro!
Non avrà più il potere di indicare le ore di sostegno necessarie per l’alunno/a con disabilità!

TUTTO CIO’ PERO’ E’ GRAVISSIMO PERCHE’ E’ ILLEGITTIMO, LEDE IL DIRITTO FONDAMENTALE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ ALLO STUDIO
E ALL’ISTRUZIONE – LE FAMIGLIE PERDEREBBERO UN PUNTO DI
RIFERIMENTO FONDAMENTALE PER LA VITA DEI LORO FIGLI DOVE
POTERSI CONFRONTARE NELL’ AMBITO DELLA REDAZIONE DEL PEI PER
L’INDICAZIONE DELLE ORE DI SOSTEGNO AI LORO FIGLI.
QUALORA CIO’ DOVESSE AVVENIRE PORTEREBBE AD UNA LESIONE
IRRIMEDIABILE DEI DIRITTI DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ E UN TAGLIO PROBABILMENTE MOLTO RILEVANTE DI DOCENTI DI SOSTEGNO.
PERCHE TALE TENTATIVO E’ ILLEGITTIMO.

Perché ciò determina un abuso palese sia dell’oggetto della delega, sia dei principi e
criteri direttivi contenuti nella legge 107/2015 legge sulla buona scuola), che non (ha mai previsto un ipotesi di tale genere, né può ritenersi che il potere del governo possa estendersi fino al punto di ledere irrimediabilmente i diritti costituzionali degli alunni con disabilità.
Nessuno dei criteri o dei principi direttivi, per non parlare dell’oggetto della delega, contenuti nella lettera c) del comma 181 L. 107 del 2015, fa riferimento alcuno alla possibilità per il legislatore delegante di intervenire normativamente sulla possibilità “ di neutralizzare il potere del GLHO nell’ambito della redazione del PEI, un potere giuridico sostanziale attribuitogli per legge, quale è quello di indicare le ore necessarie ed effettive di sostegno che ogni singolo alunno/a ha diritto a usufruire seconda la necessaria personalizzazione
caso per caso, che solo questo specifico organo che conosce la storia e la vita
dell’alunno/a è in grado di realizzare in collaborazione con la famiglia.
Tale operazione è manifestamente illegittima, non è possibile operarla, qualunque siano le ragioni che impongono la soppressione dei poteri del GLHO nell’ambito della redazione del PEI, con specifico riferimento all’ indicazione delle ore di sostegno necessarie, quand’anche
fossero, come temiamo, ragioni di carattere finanziario, si andrebbero a scontrare con i limiti invalicabili che i diritti fondamentali impongono al legislatore, come ha più volte ha ribadito la Corte Costituzionale affermando che: “ i diritti sociali sono diritti fondamentali;
l’art. 38 è norma vincolante per il legislatore; un diritto fondamentale costituisce un
limite invalicabile alla discrezionalità del legislatore che è tenuto a renderlo effettivo,
affinchè la sua affermazione non si traduca una mera previsione programmatica, ma
venga riempita di contenuto concreto e reale (Cost. n. 80/2010 e 2016/275).
Gli alunni con disabilità e le famiglie sarebbero privati i primi di un loro diritto certo e soggettivo, le famiglie di uno strumento di tutela qualora il diritto dei loro figli venisse negato!
Si determinerebbe con molta probabilità un taglio notevolissimo di posti sul sostegno per i docenti specializzati, malgrado i dati dello stesso MIUR riportano una carenza di cattedre sul sostegno impressionante dovuta anche all’aumento ogni anno degli alunni con disabilità;
Dai dati MIUR emerge infatti che nell’ultimo anno 2016/2017, circa 51.949 docenti di fatto, (su cui si avvicendano ogni anno docenti precari specializzati, docenti di ruolo in assegnazione provvisoria e docenti non specializzati), hanno coperto cattedre sul sostegno:
Dunque le cattedre ci sono, i posti sul sostegno sono in abbondanza, gli alunni con disabilità crescono ogni anno, eppure il governo anziché stabilizzare tutti i docenti precari specializzati e di ruolo specializzati su tutti i posti disponibili sul sostegno e garantire in questo modo una vera ed effettiva continuità didattica, mira a togliere i poteri al GLHO, non vuole che sia
quest’ organo a dare le ore di sostegno agli alunni con disabilità, vuole che sia un organo
amministrativo ( il GIT?), ( la commissione prevalentemente sanitaria che dovrà redigere il profilo di funzionamento?) a indicare le ore di sostegno, (cioè un organo periferico del MIUR il primo e a prevalenza sanitaria il secondo!), che non conoscono nessuno degli alunni con disabilità e dovrà stabilire le ore che saranno necessarie tenendo conto delle esigenze di risparmio delle risorse.

PER TUTTO CIO’ CHIEDIAMO
Al Sig. Ministro dell’ Istruzione, della Ricerca e dell’ Università, Prof. Bussetti, che noi non
ci stiamo, non commetta l’errore di portare avanti la neutralizzazione dei poteri del GLHO con riferimento all’ indicazione delle ore di sostegno necessarie per gli alunni con disabilità, lei sa bene come noi, essendo stato un docente di sostegno, che non esiste nessun altro organo che può sostituirsi al GLHO in questo compito delicatissimo per la vita degli alunni e per la garanzia del loro diritto allo studio, all’ istruzione e all’inclusione scolastica.
Pertanto le chiediamo di sopprimere l’art. 18 del Dlgs 66 del 2017, nella parte in cui mira ad abrogare la norma di legge che oggi attribuisce al GLHO il potere di indicare le ore di sostegno, riconoscendogli i medesimi poteri che oggi questo organo ha per legge e
riconsegnando alle famiglie i diritti per i loro figli.

SE VUOI FERMARE QUESTO ATTO DI GRAVE ILLEGITTIMITA’, SE VUOI TUTELARE GLI ALUNNI CON DISABILITA’, FIRMA LA PETIZIONE
Facciamo sentire alta la nostra voce urlando:
GIU’ LE MANI DAL GLHO – GIU’ LE MANI DAL PEI

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Dal 24 Gennaio con 1 ora al giorno!

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​Come ben sapete sto lottando con tutte le mie forze per avere riconosciuta l’assistenza sociale domiciliare che, oltre a essere un mio diritto, mi è assolutamente indispensabile per la sopravvivenza. In questo momento ho attiva una assistenza di 30h/settimanali (domenica e festivi esclusi!) ma questo servizio il 24 gennaio 2017 andrà in scadenza. Non solo non sono riuscito ad avere più ore (in realtà io necessito di una copertura H24 per le mie condizioni) ma addirittura finora non è previsto nessuno rinnovo dello stesso servizio! Assurdo vero? Ma è davvero così!

L’Assessore della Famiglia della Regione Sicilia si è dimostrato finora, da quasi un anno, assolutamente insensibile e declina ogni possibile intervento che non sia quello relativo al FNA, unico fondo con il quale la regione gestisce questa tipologia di servizi, ridotti a massimo 1 ora di assistenza domiciliare al giorno (domenica e festivi esclusi)!!!

Ma non solo, questa Istituzione non ha dato ascolto ed è stata insensibile alle mie richieste, nonostante la petizione che ho lanciato su change.org che ha raccolto più di 21360 firme, all’intervento di Striscia la Notizia con Stefania Petyx, al sostegno di moltissimi artisti primo tra tutti Lorenzo Jovanotti ma anche Ficarra e Picone, Ramazzotti e altri, ad articoli pubblicati su tutti i maggiori quotidiani online e cartacei, fino ad arrivare all’intervento diretto di personalità politiche di spicco come l’On. Faraone e come l’assessore alla sanità Gucciardi il quale, esaurite le forme di tutela sanitaria di competenza, ha inviato una lettera ufficiale al suo omologo alla Famiglia On. Miccichè e al garante regionale per la Disabilità Dott. Gambino, esprimendo tutte le perplessità sui mancati interventi di assistenza sociale domiciliare e sul pericolo che la mancanza di una assistenza adeguata comporta per il mio stato di salute. Lettera che ancora attende risposta. Addirittura anche Palazzo Chigi è intervenuto in seguito a una mia lettera, informandomi come per l’appunto l’On. Faraone fosse stato incaricato di seguire la mia situazione.

Nulla! Dall’assessorato della Famiglia e dall’assessore non è arrivata nessuna risposta, nessuna convocazione per cercare di trovare una soluzione, nessun segnale!

Da parte di questa Istituzione posso ben dire di essere stato cinicamente abbandonato.

Chi di dovere AGISCA!

Digital 4 Social – Evento dedicato al Digital e Terzo Settore 

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Sí è svolto oggi a Milano dalle h 9.30 alle h 19 la prima edizione di #D4SocialDigital for social, l’evento dedicato al digital e ai social per il Terzo Settore organizzato dalla community “Social Media Marketing Day Italia#SMMdayIT coordinata da Andrea Albanese.
L’evento è stato gratuito, previa registrazione online dei partecipanti. Hanno partecipato all’evento organizzazioni del calibro di Change.Org, DirittiDiretti, Fondazione Ant, Famiglie SMA.

Sono stato inviato a partecipare all’evento da Andrea Albanese che mi ha chiesto di preparare un video da trasmettere durante il meeting nel quale raccontassi la mia esperienza con il mondo dei Social e in che modo ho portato avanti e diffuso in rete la campagna per la mia assistenza attraverso la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org. Ho cercato di raccontare anche come attraverso i Social sono riuscito a tessere relazioni, portato avanti iniziative anche con altre realtà, come attraverso la rete è aumentato il mio grado di indipendenza. 

Il feedback sui Social che ho ottenuto sia subito dopo la proiezione del video e sia durante il resto della giornata è stato ottimo tanto da essere Tranding a Milano. 

Mi hanno fatto capire come il messaggio sia stato ben compreso e come anche il mio utilizzo dei Social possa essere un metodo utile per altri utenti o associazioni che si occupano di temi legati al sociale per diffondere e portare avanti le loro iniziative nella rete.

(Aggiornato)Jovanotti su Facebook: ” Non possiamo dirci un Paese evoluto se non ci sono le condizioni per assistere le persone con disabilità”

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Ph by Maikid

Quest’oggi sul suo profilo Facebook ufficiale il cantate Lorenzo Jovanotti è intervenuto nuovamente in sostegno della petizione in favore di una giusta assistenza domiciliare per me e per le persone con gravissima disabilità che ho lanciato alcuni mesi fa. A differenza degli interventi precedenti stavolta Lorenzo ha scelto di scrivere un lungo post dove racconta di come ci siamo conosciuti e con quale realtà è venuto in contatto attraverso la mia conoscenza e la mie vicissitudini e grazie anche al film Gli Immortali dove ha voluto fortemente che io partecipassi. 

Ringraziando di cuore Lorenzo vi lascio alle sue stesse parole:

Seguendo i percorsi della vita sono diventato amico di Giovanni, un ragazzino siciliano che adesso è un ragazzo adulto che vedevo sempre ai miei concerti in Sicilia. Giovanni è tetraplegico, la sua situazione è difficilissima ma questo non gli impedisce, come a volte capita nei casi come il suo, di avere una forza vitale che ti lascia ammirato e ispirato. Giovanni ha bisogno, per vivere, di assistenza 24 ore al giorno, h24.

Attraverso di lui ho conosciuto la situazione in cui si trovano molte persone alle prese con una gravissima disabilità in Italia (la sua è al cento per cento),  dove  il sistema sociale teoricamente dovrebbe offrire sostegno vero, e non come un fatto di carità ma perchè è un diritto sancito dalla nostra costituzione repubblicana nei suoi punti fondamentali, perchè non è che possiamo darci delle arie da luogo evoluto se non si è nelle condizioni di assistere le persone per davvero. È difficile, mi rendo conto, servono risorse e ancora di più serve indirizzarle bene, con accortezza, ma è una questione di diritto e di dovere quella di sostenere le persone con disabilità in tutti i modi possibili. Quello che posso fare io è approfittare del fatto che siamo in tanti su questa pagina per linkarvi direttamente alla storia di Giovanni Cupidi.  Giovanni non è solo in questa battaglia, sono tante le persone che aspettano risposte, ma io conosco lui, e attraverso di lui sollevo la cosa, senza puntare il dito contro nessuno in particolare, perché non ho ancora capito chi deve dare una risposta, se un assessore regionale, il governo centrale, un funzionario locale, non lo so, ma chiedo a qualcuno delle istituzioni o in grado di mettersi in contatto con le istituzioni ,se ci legge, di dare delle risposte a Giovanni , anche negative, ma non il silenzio: http://www.change.org/assistenzapergiovanni

A tali parole si sono susseguiti tutta una serie di commenti e dopo alcuni minuti Jovanotti ha voluto precisare il suo appello aggiungendo:

voglio aggiungere una cosa: ho cercato di essere equilibrato nel mio post perché spero di poter arrivare ad ottenere una risposta e ho usato parole come “diritto” ma nel mio cuore la parola giusta forse è amore, cazzo, amore per la giustizia, desiderio di far progredire la propria comunità quando ci si trova ad avere una responsabilità pubblica, che io non ho, sono un cantante, non un assessore o un politico, se volessi essere un politico mi candiderei per qualcosa ma non lo faccio perché la mia politica è fare quello che penso di saper fare: il mio lavoro che è la mia passione, con impegno leggerezza e molto amore per la musica e quello che la musica è in grado di muovere nell’animo mio e delle persone. Spero che qualcuno risponda a Giovanni e ad altri in situazione simili. Poi sono sicuro che uno come  Giovanni potrebbe davvero magari scegliere di aiutare gli altri nella situazione simile alla sua, magari nella sua regione…ma di questo ne parleremo più avanti.

Inoltre alcune testate online come il Giornale di Sicilia e Siciliafan hanno riportato la notizia.

Giorno 27 luglio scorso anche la  testata online Superabile riporta la notizia. 

di Giovanni Cupidi 

La mia petizione online – Status quo

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Martedì 15 Marzo ho lanciato una petizione online sul portale change.org con lo scopo di porre l’attenzione di quante più persone possibili rispetto alla situazione che vivo da parecchio tempo, alcuni anni in realtà, sulla minimale e a volte assente e in ogni caso assolutamente insufficiente assistenza sociale domiciliare erogatami dalla Regione Sicilia in cui vivo della quale anche più volte ho scritto sul mio blog. Chi mi conosce sa bene di che situazione “incredibile” io stia parlando e comunque nel testo della petizione, che è stato pubblicato anche recentemente su blogsicila, ho riassunto l’ultimo anno di tribolazioni con l’Assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali ente a cui è indirizzata la petizione.
Del tutto da me inaspettato è sicuramente il risultato che è stato ottenuto finora con la petizione, più di 18000 firme in meno di due settimane.
Sono molto grato a tutti coloro hanno già firmato e aiutato a far firmare la petizione, come anche per chi continua a firmare ancora adesso, perché oltre al valore stesso della petizione è sicuramente merito di chi ha collaborato questo successo. C’è da aggiungere che la petizione è stata anche firmata e/o condivisa sui socialnetwork da alcuni personaggi famosi come Jovanotti, Saturnino, Roy Paci, Fiorella Mannoia, Ficarra e Picone e altri.

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Adesso seguiranno dei prossimi passi per dare seguito a tutto questo supporto e condivisione come ad es. la consegna delle firme nelle mani dell’Assessore, ma anche altro di cui vi metterò al corrente man mano.
Continuare a firmare e far firmare oltre a condividere sui social la petizione è ancora importante e se potete continuare a farlo vi ringrazio molto.

Vorrei dire comunque che questa petizione non l’ho fatta solo per una esigenza di tipo personale, anche se resta una urgente necessità avere una assistenza domiciliare adeguata alle mie necessità oltre che un mio diritto. Lo scopo è quello di porre ancora più attenzione rispetto a queste necessità che non sono ovviamente solo mie ma di tutte le persone che vivono una difficile situazione di grave disabilità in stato di abbandono da parte delle Istituzioni.
Questo è sempre stato il mio modo di agire e non cambierà adesso di certo.

Link alla petizione

di Giovanni Cupidi

TORINO + CULTURA ACCESSIBILE : Firma la petizione!!!

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“Lascia che anch’io possa attendere con ansia la prima di un film o di uno spettacolo e correre a comprare il biglietto, e non stare più nella pelle mentre aspetto che aprano la sala.
Lascia che anch’io viva quel momento magico in cui si spengono le luci e tutto comincia.
Lascia che anch’io mi emozioni, e rida, e pianga; lascia che anche il mio cuore risuoni mentre guardo o ascolto quel pezzo di vita che mi stanno raccontando e che assomiglia così tanto alla mia vita.” 
Per rendere Cinema e Teatro accessibili alle persone con disabilità sensoriale.

http://on.fb.me/19OHjGJ

C’è bisogno del nostro aiuto!!!

http://chn.ge/17GkOOd

di Giovanni Cupidi

Petizione online per l’istituzione del lovegiver

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La sesso-terapia per i disabili rompe i tabù anche nel nostro paese. La petizione on line per istituire la figura dell’assistente sessuale, lanciata da Max Ulivieri,web designer con una grave disabilità, ha raccolto in pochi mesi circa 5.000 adesioni. Un successo che, come precisa Ulivieri, «è solo un primo passo». Ora -aggiunge- puntiamo a una normativa ah hoc in grado di venire incontro alle esigenze dei disabili anche dal punto di vista della sessualità«. A rispondere all’appello in Rete (firmiamo.it/assistenzasessuale) sono state in maggioranza persone comuni, senza alcun handicap. In Italia non è previsto niente del genere: l’assistenza sessuale è paragonata all’acquisto di prestazione sessuali, dunque è illegale. In alcuni Paesi europei, però, la figura dell’assistente sessuale già esiste. «In Svizzera, Danimarca, Olanda, Svezia e Germania – spiega Ulivieri – ci sono associazioni che si occupano di questo tipo di assistenza. Addirittura in Olanda il servizio è a carico del servizio sanitario». Niente a che fare con la prostituzione. «L’assistenza sessuale a persone con disabilità è praticata – precisa – da operatori volontari che hanno seguito dei corsi in ambito medico, sessuologico, etico e psicologico e che hanno sviluppato una grande sensibilità verso gli altri e un’apertura nei confronti della sessualità. Una terapia vera e propria rivolta al benessere psicofisico di persone che, per un motivo o per l’altro, si trovano a non essere autonome nell’espressione dei propri bisogni di tipo sessuale e, in senso lato, erotico-affettivi. Persone che possono riscoprire il proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza e di disagi quotidiani, attraverso il contatto, le carezze, il massaggio, gli abbracci, i giochi erotici o anche semplicemente la presenza, l’affetto e l’umanità».
Si tratta di un’assistenza altamente specializzata, che con la prostituzione non c’entra nulla. Due requisiti sembrano però fondamentali: «L’assistente, oltre ad avere uno spiccato senso dell’altruismo, deve certamente avere una grande apertura mentale. Va detto – precisa Ulivieri – che l’assistenza sessuale non prevede rapporti completi». Naturalmente la questione è delicata. Innanzitutto va chiarito bene a chi è rivolta questo tipo di assistenza. «In linea di massima – spiega Ulivieri – dovrebbe riguardare determinate forme di disabilità fisica che limitano o rendono impossibile l’uso delle mani per prendersi cura del proprio corpo e rendono difficoltosa o proibitiva l’interazione fisica e sessuale con qualsiasi tipo di partner consenziente, sia disabile che normodotato».
Questo in linea di massima, appunto, perchè «la situazione varia caso per caso – precisa Ulivieri – Io ad esempio, pur soffrendo di una grave disabilità non ne avrei bisogno, visto che vivo con la mia compagna da anni. Magari un’altra persona, con un handicap più lieve del mio, potrebbe però avere più difficoltà ad accettare il proprio corpo e quindi più problemi nelle relazioni affettive». L’apertura all’assistenza sessuale è certamente una battaglia lunga e difficile che lo stesso Ulivieri definisce «una sfida quasi impossibile, per cui però vale la pena di lottare. D’altronde – aggiunge – si ritiene che un disabile o una disabile non solo non possano generare attrazione ma anche, chissà perchè, non possano averne». Per Ulivieri, quindi, la battaglia è sacrosanta: «La sessualità – afferma – non è un optional, ma una necessità vitale. L’assistenza tradizionale mira a soddisfare tutte le esigenze della persona disabile, tranne questa: esiste la fisioterapia, il sostegno psicologico, la cura della persona, ma l’aspetto sessuale è dimenticato o semplicemente omesso. L’assistenza sessuale – sottolinea con forza – è una scelta. E in un Paese democratico si deve poter scegliere». La «forte determinazione» di Ulivieri e di tutti quelli che appoggiano l’iniziativa deve però fare i conti con la realtà. Il problema più grosso sembra essere l’associazione che si fa tra assistenza sessuale e prostituzione. «In Italia – spiega Ulivieri – la prostituzione è illegale. Anzi, per essere più precisi, il favoreggiamento alla prostituzione è fuorilegge. Ecco perchè c’è assoluto bisogno di istituire con regole certe questo tipo di assistenza». Dopo la petizione online, che però non ha nulla di ufficiale, il prossimo passo sarà l’istituzione di un comitato per la raccolta ufficiale delle firme, da consegnare alle istituzioni. «I primi referenti – afferma Ulivieri – potrebbero essere le Regioni».
L’iniziativa promette bene. Prima ancora di partire, ha già raccolto numerose adesioni di personaggi famosi che metteranno la faccia per promuovere la campagna. «Al momento – conclude Ulivieri – possiamo già contare su un’attrice, due scrittori e quattro noti conduttori tv».
(Il Messaggero)

di Giovanni Cupidi