Regno Unito, la narrativa che aiuta i bambini a capire la disabilità

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 Inizia oggi la settimana della narrazione nelle scuole, iniziativa che unisce editori, illustratori, scrittori e famiglie. Tanti i titoli che possono aiutare i genitori ad affrontare il tema insieme ai figli, senza paure né tabù

 

haylee's friends

ROMA – Inizia oggi nel Regno Unito la settimana della narrazione nelle scuole. Un’iniziativa che unisce editori, illustratori, scrittori e famiglie, con uno sguardo particolare sulla disabilità. “L’idea non è creare un capitolo separato, ma semplicemente promuovere l’inclusione”, dichiarano gli organizzatori. “Le storie svolgono un ruolo importante nello sviluppo di un bambino: stimolano la loro immaginazione, espandono i loro orizzonti, creano curiosità”, scrive il quotidiano The Guardian.

Tra i libri che saranno presentati questa settimana si trova “Amici di Haylee”, scritto e pubblicato da Emma Birch, mamma di Molly con la collaborazione della organizzazione Scope. “Un anno fa mia figlia, Molly, si accorse che la sua mano sinistra non sempre faceva le cose che lei voleva”, racconta Emma. “La sua frustrazione mi ha spinto a cercare libri che spiegassero in  maniera semplice cosa è la paralisi cerebrale. Ma non c’era niente che fosse adatto ai bambini oppure che presentasse la paralisi cerebrale in modo positivo”. Da questa ricerca fallimentare è nato questo libro.

Tim-tron - copertina

I libri possono anche aiutare i bambini ad affrontare sentimenti difficili. Leggere di personaggi che si sentono come loro li aiuta a capire che non sono soli. Imparare a conoscere altri bambini che hanno vissuto esperienze simili, soprattutto se sono traumatiche, può aiutare i bambini ad accettare i loro sentimenti. Con questa premessa è nato il libro realizzato da Children’s Trust, un’associazione per i bambini con lesioni cerebrali, “Heads Up, Tim-Tron”, scritto dal direttore editoriale Ian Ray: è la storia di un robot a cui piace giocare a calcio, che dopo aver segnato un gol sbatte la testa contro il palo e si ammala di paralisi cerebrale.

Le storie possono anche essere un utile strumento per aiutare i fratelli di bambini con disabilità a  capire di più la loro condizione specifica o carenza e avere le parole giuste per spiegare la disabilità ai loro amici. Come spiega il libro “Just because”, che racconta lo stretto rapporto tra un fratello minore e la sorella che sta sulla sedia a rotelle, e le cose che amano fare giocando insieme. Sibs è un’associazione che si occupa dei fratelli di persone con disabilità: secondo l’associazione molti genitori sono scoraggiati a parlare con i figli dei loro fratelli perché hanno paura di sconvolgerli. Tuttavia, i fratelli affrontano meglio la situazione se sono bene informati e un modo semplice per avviare la discussione è leggere un libro insieme.

(redattoresociale.iit)

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DISABILITÀ, LA STORIA DI AUGGIE. IL SUCCESSO EDITORIALE ARRIVA IN ITALIA

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E’ il libro per ragazzi più venduto l’anno scorso nel Regno Unito. Protagonista un bambino di 10 anni con il volto deformato da una malattia ereditaria. Ora forse diventerà anche un film.

Fenomeno editoriale esploso in 28 Paesi, per decine di settimane tra i best-seller nella lista del New York Times, libro per bambini di debutto più venduto lo scorso anno nel Regno Unito, Wonder è arrivato anche in Italia tradotto da Giunti, che gli ha dedicato anche un sito: Wonder.giunti.it. Stile immediato e linguaggio diretto, il romanzo ha come protagonista Auggie (Augustus) Pullman, nato con la sindrome di Treacher-Collins, rara malattia ereditaria che gli ha deformato il viso. I genitori e la sorella maggiore cercano di proteggerlo, ma quando compie dieci anni sua madre lo invita a frequentare la prima media in una scuola pubblica, dove si confronterà con chi lo deride per la sua disabilità, stabilendo relazioni di autentica amicizia antitetiche al bullismo. E l’anno scolastico si concluderà con un premio tutto per lui.
Lieto fine scontato, dal retrogusto buonista? L’autrice, Raquel Jaramillo (che ha scelto uno pseudonimo ispirato al nome della madre di origini colombiane), dissente. Grafica e illustratrice, 49 anni, nel 2006 è diventata editor di volumi per bambini e ha cominciato a elaborare questo romanzo prendendo spunto da un episodio realmente accaduto a New York, dove vive: “Ero seduta su una panchina con i miei due figli e ho visto passare una bambina con la sindrome di Treacher-Collins. Sono stata presa dal panico, temevo che mio figlio di tre anni vedendola avrebbe reagito urlando. Mi sono alzata di scatto, come punta da una vespa, ho chiamato l’altro figlio e mi sono allontanata di corsa. Alle mie spalle ho sentito la madre della ragazzina che, con voce molto calma, diceva: Forse è ora di tornare a casa”.La scrittura, però, non riflette sensi di colpa irrisolti: tensioni familiari e pregiudizi sociali non sono taciuti, né vengono schivate domande su quanto l’apparenza conti. Il proprio aspetto fa indubbiamente soffrire Auggie, soprattutto perché lui si sente “un ragazzo come tutti gli altri”. E aggiunge: “L’unica ragione per cui non sono normale è perché nessuno mi considera normale”. Ma Auggie “costringe” le persone che incontra a specchiarsi nel suo volto deformato e a fare i conti con le proprie reazioni esteriori e interiori: “Non mi dilungo a descrivere il mio aspetto. Tanto, qualunque cosa stiate pensando, probabilmente è molto peggio”, dice di sé il personaggio. E la sua schiettezza parla anche ai “grandi”, visto che in Inghilterra, Germania e Francia il libro è uscito sia nella versione per ragazzi che in quella per adulti, con lo stesso testo ma due copertine differenti. Forse Wonder diventerà un film: a produrlo potrebbe essere Lionsgate, una delle maggiori compagnie di distribuzione di film indipendenti nel nord America. Intanto il 21 marzo scorso ha vinto il Waterstones Children’s Book Prize 2013, fra i più prestigiosi premi inglesi di libri per ragazzi, con questa motivazione: “Wonder è un ritratto realistico e asciutto delle reazioni negative che la disabilità fisica e la diversità possono provocare in bambini e adulti, e nonostante questo è pieno di speranza”.
(superabile.it)

di Giovanni Cupidi