Noi Siamo Immortali – Il Messaggio di Jovanotti agli Studenti

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Il messaggio che Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha rivolto agli studenti dell’Istituto M.Picone in occasione della presentazione del mio libro “Noi Siamo Immortali” il 22/01/2019

“Io penso che sia davvero importante se lui (Giovanni) il più possibile riesce a portare il suo corpo e il suo spirito davanti ai ragazzi giovani, perché la speranza sono sempre loro, sono quelli che possono fare della loro vita quello che vogliono, che non sono in qualche modo resi cinici dalle batoste che arrivano e quindi devono cambiare il mondo.
Cambiare, prima di tutto la propria vita, e quindi quella degli altri.”

“Secondo me portare il libro nelle scuole è gradissimo, è eccezionale.
Quindi io sono contento anche se mi sento un po’ responsabile perché l’ho spinto io, gli ho fatto un po’ da allenatore dicendo che questa cosa andava fatta, che è una cosa importante di un valore sociale fondamentale.”

“Secondo me ragazzi, se volete un consiglio, voi dovete pensare a Giovanni come se fosse un esploratore, come se fosse uno che sta visitando altri mondi, in una navicella spaziale, chiamiamola una ‘nave’, che è il suo corpo stesso che lo porta a vivere la vita attraverso un punto di vista – uso una parola che forse potrebbe sembrare impropria ma non lo è – stretto e privilegiato.
È come uno che sta, in qualche modo, scoprendo dei nuovi mondi.
Per questo, secondo me, ci sono molte curiosità che non dovete sentirvi imbarazzati a soddisfare nel chiedere a Giovanni com’è la vita vista dalla sua storia. Perché molte persone sono ‘diverse’, perché la disabilità non è un marchio di fabbrica. La disabilità non è più importante della persona che la abita.
La persona che la abita è prima di tutto una persona, con le sue idee, le sue simpatie, le sue antipatie, i suoi sogni, le sue lotte, le sue parole, i suoi sentimenti.
Giovanni ha una proprietà di linguaggio tale che può rendere la sua storia affascinante per tutti voi che oggi potete imparare qualcosa di nuovo che può esservi utile.”

“Noi dobbiamo rendere il mondo un luogo dove le persone con disabilità possano avere veramente realizzati gli stessi diritti di tutti.
Perché un Paese non può definirsi civile fino a quando tutti i suoi cittadini, dal primo all’ultimo, dal più giovane al più vecchio, dal più sano al più ammalato, da chi corre più veloce a quello che va più lento, non avranno gli stessi identici diritti e non verrà garantita per ognuno di loro una vita piena di vita.”

“Un abbraccio forte ragazzi.”

GIU’ LE MANI DAL GLHO – GIU’ LE MANI DAL PEI – LA PETIZIONE

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SE VUOI FERMARE QUESTO ATTO DI GRAVE ILLEGITTIMITA’, SE VUOI TUTELARE GLI ALUNNI CON DISABILITA’, FIRMA LA PETIZIONE

Siamo dei genitori con figli con disabilità che frequentano la scuola appartenenti a più Regioni d’Italia, abbiamo appreso che il Governo ha intenzione di volere portare a termine il pessimo lavoro di smantellamento dei diritti degli alunni con disabilità che il precedente governo aveva attuato con l’approvazione del DLGS 66 del 2017 (denominato beffardamente decreto
per la promozione dell’inclusione scolastica!).
• Questo governo intende approvare una riforma che toglie del tutto il potere attribuito
per legge al GLHO, (Gruppo di lavoro Operativo per l’alunno con disabilità), nell’ambito della redazione del PEI di indicare le ore di sostegno necessarie per l’alunno/a con disabilità di qualunque tipo;
• Il GLHO come tutti sanno è quel gruppo pluridisciplinare composto da: docenti di
sostegno, docenti non di sostegno, operatori sanitari e con la partecipazione della famiglia che ha il delicato compito attribuitogli dalla legge 104 del 1992 e dal DPR di attuazione 1994 di redigere congiuntamente ogni anno scolastico il PEI (Piano educativo individualizzato) in favore dell’alunno con disabilità;
• Come è noto il potere e l’obbligo al GLHO di INDICARE LE ORE DI SOSTEGNO NEL PEI è stato attribuito per legge, dal comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge
2010 n. 122, secondo questa norma, introdotta dopo la famosa sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2010, per garantire nella sua effettività il diritto allo studio e all’istruzione dell’alunno con disabilità, solo il GLHO, che conosce la storia e la vita dell’alunno/a può avere il potere di indicare le ORE ritenute necessarie per garantire il diritto allo studio e all’istruzione.
IL NUOVO GOVERNO, PURTROPPO, IN CONTINUITA’ CON IL PRECEDENTE, VUOLE ABROGARE QUESTA NORMA DI FATTO NEUTRALIZZANDO, ANZI AZZERANDO, I POTERI DEL GLHO IN ORDINE ALL’INDICAZIONE DELLE ORE DI
SOSTEGNO!
ECCO COME VUOLE FARLO
Nel testo del Dlgs 66 del 2017 (Decreto per la promozione dell’Inclusione degli alunni con disabilità) l’art. 18 comma 1 lettera a) prevede l’abrogazione del terzo e del quinto periodo del comma 5 dell’art. 10 Dl. 2010 n. 78, conv. in legge 2010 n. 122, cioè in parole semplici della norma di legge che attribuisce oggi i poteri al GLHO di indicare le ore di sostegno nel PEI (di fatto neutralizzando i compiti del GLHO, il quale non avrebbe più il potere di indicare le ore necessarie per l’alunno/a con disabilità).
Quindi il GLHO per la sua composizione pluridisciplinare e la partecipazione della
famiglia, l’unico che conosce la storia, la vita, le capacità, le potenzialità dell’alunno/a
con disabilità, non avrebbe più nessuno potere di personalizzare il PEI con riferimento alle ore di sostegno!
Nessun altro organo però può sostituire il gruppo GLHO!
Noterai che l’art. 7 del DLGS 2017 n. 66, “Piano Educativo Individualizzato” non prevede il potere del GLHO di indicare le ore, perché una volta abrogata per legge la norma che oggi attribuisce questo potere al GLHO, quest’ organo finirà per occuparsi di altro!
Non avrà più il potere di indicare le ore di sostegno necessarie per l’alunno/a con disabilità!

TUTTO CIO’ PERO’ E’ GRAVISSIMO PERCHE’ E’ ILLEGITTIMO, LEDE IL DIRITTO FONDAMENTALE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ ALLO STUDIO
E ALL’ISTRUZIONE – LE FAMIGLIE PERDEREBBERO UN PUNTO DI
RIFERIMENTO FONDAMENTALE PER LA VITA DEI LORO FIGLI DOVE
POTERSI CONFRONTARE NELL’ AMBITO DELLA REDAZIONE DEL PEI PER
L’INDICAZIONE DELLE ORE DI SOSTEGNO AI LORO FIGLI.
QUALORA CIO’ DOVESSE AVVENIRE PORTEREBBE AD UNA LESIONE
IRRIMEDIABILE DEI DIRITTI DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’ E UN TAGLIO PROBABILMENTE MOLTO RILEVANTE DI DOCENTI DI SOSTEGNO.
PERCHE TALE TENTATIVO E’ ILLEGITTIMO.

Perché ciò determina un abuso palese sia dell’oggetto della delega, sia dei principi e
criteri direttivi contenuti nella legge 107/2015 legge sulla buona scuola), che non (ha mai previsto un ipotesi di tale genere, né può ritenersi che il potere del governo possa estendersi fino al punto di ledere irrimediabilmente i diritti costituzionali degli alunni con disabilità.
Nessuno dei criteri o dei principi direttivi, per non parlare dell’oggetto della delega, contenuti nella lettera c) del comma 181 L. 107 del 2015, fa riferimento alcuno alla possibilità per il legislatore delegante di intervenire normativamente sulla possibilità “ di neutralizzare il potere del GLHO nell’ambito della redazione del PEI, un potere giuridico sostanziale attribuitogli per legge, quale è quello di indicare le ore necessarie ed effettive di sostegno che ogni singolo alunno/a ha diritto a usufruire seconda la necessaria personalizzazione
caso per caso, che solo questo specifico organo che conosce la storia e la vita
dell’alunno/a è in grado di realizzare in collaborazione con la famiglia.
Tale operazione è manifestamente illegittima, non è possibile operarla, qualunque siano le ragioni che impongono la soppressione dei poteri del GLHO nell’ambito della redazione del PEI, con specifico riferimento all’ indicazione delle ore di sostegno necessarie, quand’anche
fossero, come temiamo, ragioni di carattere finanziario, si andrebbero a scontrare con i limiti invalicabili che i diritti fondamentali impongono al legislatore, come ha più volte ha ribadito la Corte Costituzionale affermando che: “ i diritti sociali sono diritti fondamentali;
l’art. 38 è norma vincolante per il legislatore; un diritto fondamentale costituisce un
limite invalicabile alla discrezionalità del legislatore che è tenuto a renderlo effettivo,
affinchè la sua affermazione non si traduca una mera previsione programmatica, ma
venga riempita di contenuto concreto e reale (Cost. n. 80/2010 e 2016/275).
Gli alunni con disabilità e le famiglie sarebbero privati i primi di un loro diritto certo e soggettivo, le famiglie di uno strumento di tutela qualora il diritto dei loro figli venisse negato!
Si determinerebbe con molta probabilità un taglio notevolissimo di posti sul sostegno per i docenti specializzati, malgrado i dati dello stesso MIUR riportano una carenza di cattedre sul sostegno impressionante dovuta anche all’aumento ogni anno degli alunni con disabilità;
Dai dati MIUR emerge infatti che nell’ultimo anno 2016/2017, circa 51.949 docenti di fatto, (su cui si avvicendano ogni anno docenti precari specializzati, docenti di ruolo in assegnazione provvisoria e docenti non specializzati), hanno coperto cattedre sul sostegno:
Dunque le cattedre ci sono, i posti sul sostegno sono in abbondanza, gli alunni con disabilità crescono ogni anno, eppure il governo anziché stabilizzare tutti i docenti precari specializzati e di ruolo specializzati su tutti i posti disponibili sul sostegno e garantire in questo modo una vera ed effettiva continuità didattica, mira a togliere i poteri al GLHO, non vuole che sia
quest’ organo a dare le ore di sostegno agli alunni con disabilità, vuole che sia un organo
amministrativo ( il GIT?), ( la commissione prevalentemente sanitaria che dovrà redigere il profilo di funzionamento?) a indicare le ore di sostegno, (cioè un organo periferico del MIUR il primo e a prevalenza sanitaria il secondo!), che non conoscono nessuno degli alunni con disabilità e dovrà stabilire le ore che saranno necessarie tenendo conto delle esigenze di risparmio delle risorse.

PER TUTTO CIO’ CHIEDIAMO
Al Sig. Ministro dell’ Istruzione, della Ricerca e dell’ Università, Prof. Bussetti, che noi non
ci stiamo, non commetta l’errore di portare avanti la neutralizzazione dei poteri del GLHO con riferimento all’ indicazione delle ore di sostegno necessarie per gli alunni con disabilità, lei sa bene come noi, essendo stato un docente di sostegno, che non esiste nessun altro organo che può sostituirsi al GLHO in questo compito delicatissimo per la vita degli alunni e per la garanzia del loro diritto allo studio, all’ istruzione e all’inclusione scolastica.
Pertanto le chiediamo di sopprimere l’art. 18 del Dlgs 66 del 2017, nella parte in cui mira ad abrogare la norma di legge che oggi attribuisce al GLHO il potere di indicare le ore di sostegno, riconoscendogli i medesimi poteri che oggi questo organo ha per legge e
riconsegnando alle famiglie i diritti per i loro figli.

SE VUOI FERMARE QUESTO ATTO DI GRAVE ILLEGITTIMITA’, SE VUOI TUTELARE GLI ALUNNI CON DISABILITA’, FIRMA LA PETIZIONE
Facciamo sentire alta la nostra voce urlando:
GIU’ LE MANI DAL GLHO – GIU’ LE MANI DAL PEI

ALUNNI CON DISABILITÀ: TUTTI I DATI

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Reso noto da parte del Miur il Focus che fornisce con cadenza biennale una fotografia del grado d’inclusione degli alunni con disabilità nel sistema scolastico italiano. Il totale degli alunni con disabilità è cresciuto dell’8,3%, rispetto all’a.s. 2014/15.

I dati raccolti dalle Rilevazioni sulle scuole – Dati generali per l’a.s. 2016/2017 mostrano come tale incremento appare decisamente ragguardevole in particolare a fronte della diminuzione dell’1,6% del totale degli alunni frequentanti le scuole italiane, registrata tra i due anni.

Gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado sono 254.366, il 2,9% del totale della popolazione studentesca. In totale, nell’anno scolastico 2016/2017 il 43,3% delle classi aveva almeno un alunno disabile.

È la scuola primaria a registrare, in termini assoluti, la presenza più elevata di alunni con disabilità, 90.845. Mentre è la scuola secondaria di I grado ad avere la più alta incidenza di disabili sul totale della sua popolazione studentesca, pari al 4%.

Il 93% degli alunni con disabilità frequenta le scuole statali che hanno una media di presenze, rispetto al totale della propria popolazione studentesca del 3,1% contro l’1,6% delle non statali.

Gli alunni con disabilità nel Centro Italia sono il 3,1% (51.259), al Nord-Est sono il 2,6% (42.353), nel Nord-Ovest sono il 3% (66.804), al Sud sono il 2,9% (93.950). La punta massima si registra in Abruzzo con una percentuale media del 3,6% e la minima in Basilicata con il 2,2%.

Nel 96,1% dei casi la disabilità è di tipo psicofisico. Nella scuola di II grado il 23,6% delle studentesse e degli studenti con disabilità frequenta un liceo, il 26,6% un istituto tecnico e il 50% un istituto professionale.

Dall’a.s. 2009/10 si è registrato un miglioramento del rapporto numerico tra alunne/alunni disabili e posti di sostegno, passando da 2,09 alunni a 1,80. La percentuale del contingente dei docenti di sostegno sul totale del corpo docente è passata dall’8,6% del 2001/2002 al 16,3% del 2016/2017.

(notiziedellascuola.it)

LA RETE DEI 65 MOVIMENTI PER IL SOSTEGNO CHIEDE IL RITIRO DELLA DELEGA SOSTEGNO

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​In questi giorni, direi in queste ore, in Parlamento sono in discussione il decreti attuativi della legge 107 sulla Buona Scuola nella parte che riguarda il sostegno agli alunni con disabilità e,  conseguentemente, il loro diritto allo studio. Inoltre si sta affrontando una modifica molto importante della legge 104/92 ossia la norma che sancisce i diritti di una persona con disabilità.  Nella fattispecie si intende modificare l’attuale quando normativo in relazione alle ore di sostegno spettanti allo studente con disabilità, quale sia il soggetto istituzionale che debba stabilire ciò, il numero dei docenti necessario, ma anche se gli studenti di licenza media possano continuare a conseguire il diploma attraverso prove equipollenti come previsto dalle leggi in vigore. Queste per citarne solo alcune. 

A fronte di tutto ciò si sono e si stanno opponendo con forza tante associazioni e gruppi di familiari, ma non solo, che si sono unite nella Rete dei 65 Movimenti per il Sostegno che con un documento ufficiale chiedono il ritiro da parte del Governo di tutte le deleghe in discussione in Commissione e che, oltre a non partecipare alle audizioni previste, sarà in Piazza Montecitorio il prossimo 23 Febbraio dalle ore 14 alle 19 proprio per chiedere il ritiro delle deleghe. 

Qui di seguito il comunicato rilasciato da la Rete dei 65 :

La rete dei 65 movimenti per il sostegno (composta da associazioni, genitori e gruppi docenti), dopo aver ascoltato il video dell’On.le Malpezzi sulla delega inclusione, 

chiede il ritiro della delega sostegno, Atto n. 378  –  Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità

Emendare tutto il testo non ha senso, va assolutamente ripristinata la legge 104 del 92, depotenziata dalla Legge delega.

Bisogna restituire la licenza media agli studenti con disabilità. E’ inumano infatti negare la licenza media, come previsto dalla delega 384, ai ragazzi che presentano delle disabilità, se non sosterranno prove equipollenti.

Lo snellimento burocratico relativo all’accertamento della disabilità, propagandato dal Governo, non c’è, anzi si allungano i tempi a 60 giorni contro i 6 giorni che servivano prima per attestare la condizione di disabilità e attivare così le tutele di legge.

Questo decreto attuativo finge di promuovere l’inclusione, in realtà attiva meccanismi perversi, anche quando rilancia il comma 79 della Legge 107 secondo cui il DS può assegnare lo studente con disabilità ad un docente di classe che abbia la specializzazione per le attività di sostegno. E’ questa l’inclusione?
Il PEI, nella sua elaborazione, sganciato dalla collaborazione dei servizi socio-sanitari e dalle famiglie non ha alcun senso.

Con la delega 378 è stato istituito il GIT (Gruppo per l’inclusione territoriale) di ambito, organo politico avulso dalle reali esigenze degli studenti con disabilità, composto da 4 ds e 2 docenti scelti dai ds.
Il Git d’ambito sostituisce i Gruppi di lavoro provinciale (110 gruppi), i Gruppi di studio e di lavoro (uno per ogni istituzione scolastica: 8.519), i Gruppi per la stesura del PEI (uno per ogni alunno con disabilità).

Il GIT avrà sede presso gli USR, i membri sono scelti dal Dirigente dell’USR, e avrà lo scopo di  razionalizzare le risorse.
 Con tale riforma, si passa così da circa 234 mila gruppi di lavoro per l’integrazione scolastica a soli 300 GIT che razionalizzarenno le risorse sulle ore di sostegno da assegnare agli studenti, senza tener conto della sentenza di Corte costituzionale, la 80 del 2010 che deroga ai risparmi di spesa in nome del diritto all’istruzione degli studenti con disabilità. Pertanto il GIT è inaccettabile.

Dalle commissioni mediche sono stati esclusi i rappresentanti dell’Associazione di stato ANIMC, non ne comprendiamo il motivo.
Anzi è chiaro che non si vogliono i difensori degli invalidi civili per i tagli che saranno operati dal medico INPS, inserito in commissione medica, proprio per tale motivo.
Per le famiglie, le associazioni e i docenti di sostegno, anche la formazione universitaria, prevista dalla legge delega,  lascia a desiderare. Una maggiore formazione, in termini di crediti universitari, occorrerebbe per un docente specializzato.

 L’onorevole Malpezzi come abbiamo già visto per la legge 107, tenta di placare gli animi sulla rivolta in atto negando che vi siano tagli, ma dovrebbe sapere che con questa delega si negano invece i diritti degli studenti con disabilità.

La Rete dei 65 Movimenti per il Sostegno è così composta:

Partigiani della scuola Pubblica

Insegnanti calabresi

Associazione Nazionale ILLUMIN’ITALIA

Docenti per la scuola Statale Pubblica

Docenti campani

#Waterlooscuola

CO.GE.DE. Liguria (Comitato genitori democratici)

Associazione Nazionale Onlus “Per La Scuola della Repubblica” Roma

A s. I. S. ASSOCIAZIONE INSEGNANTI DI SOSTEGNO Associazione professionale istituita nel 1991 , Atto notarile, Rep. 9699, Rac. N. 4962, registrato a Reggio Calabria l’1.2.1991, n. 247, v.1

Associazione Scuola Daneo – Sal. Concezione 2 – 16124 Genova

Azione civile Area Scuola

Mondo disabile

Coordinamento SOS Scuola Genova

Associazione Bal.ga.sar. (Baliano, Garaventa,Sarzano) – Genova

Comitato LIP Vicenza per la Difesa della Scuola pubblica

Comitato LIP Lamezia per la Difesa della Scuola pubblica

Coordinamento scuole Viterbo

La scuola dice no” di viterbo

“Associazione solidarietà cittadina” di Viterbo

Genitori tosti in tutti i posti Onlus (Verona)

Comitato bolognese Scuola e Costituzione

Comitato L’autismo parla – genitori di Palermo

Comitato disabilità Municipio X – Roma

Blindsight project ONLUS

ODS ( Osservatorio diritti scuola), Palermo

Professione insegnante

Associazione 20 novembre 1989

Comitato Genitori Co.Ge.Pace (prov. Monza Brianza)

Comitato 8000 esiliati FASE B GAE

Insegnanti di Sostegno

Anaca Associazione Nazionale Assistenti alla Comunicazione ed Autonomia. Presidente Dott.ssa Elisa Artosi.

Associazione onlus di genitori alunni sordi IL SENTIERO DORATO. Presidente Manola Scimionato.

Cooperativa sociale integrata Una mano tira l’altra. Presidente Emanuela Monti

Movimento nazionale docenti specializzati 2 Gi

Unione docenti di sostegno in via di estinzione

Coordinamento nazionale del Personale educativo

Scuola, tutti uniti per resistere

Referendum abrogativo scuola – Comitato nazionale leaders

comitati nazionali “leadership alla scuola “

Aca Sicilia, Assistenti Autonomia e Comunicazione

A.Ge. Roma Capitale

Rete spontanea genitori “Immischiati A Scuola”

Happy time infernetto Onlus

Docenti consapevoli

Associazione La chiocciolina

Gruppo No Invalsi Roma

Associazione autismo (Roma) “I mille colori dell’albero della vita” .

Presidente Gianni Puglia

Associazione “Piccolo Principe” di Catania

Co.N.GaE (comitato Nazionale docenti in Gae)

Coordinamento Nazionale Docenti Gae

Onlus L’abbraccio di Uma associazione nazionale

Coordinamento Nazionale Adida

Associazione Un nuovo giorno di Palermo

Associazione Adelante di Palermo

Associazione Un nuovo giorno di palermo

 Comitato per i Referendum Sociali di Pistoia

Docenti resistenti

Associazione genitori AFISBI Roma

Coordinamento Nazionale TFA

Coordinamento Scienze della Formazione primaria Nuovo Ordinamento

Aisw Lazio Onlus

ANPE  Associazione Nazionale pedagogisti Sezione Sicilia

Insieme per l’autismo Onlus 

Aisw Piemonte-Val D’Aosta

AIPD sezione Alcamo

Associazione abilmente uniti di Mazara del Vallo

Lavoratori autoconvocati delle scuole di Roma e Lazio

I disabili fanno bene alla scuola

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Vi segnalo un breve l’articolo che riporto di seguito pubblicato ad inizio luglio sull’ Internazionale come spunto per riflettere su come le realtà storico-culturali nel giro di pochi anni si ribaltano. Di come un Paese come il nostro sia stato portatore sano di conquiste civili e di come adesso stia rischiando di tornare indietro e di come Paesi che erano restii ad accettare cambiamenti adesso siano da imitare se non da invidiare anche culturalmente parlando.
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La grande maggioranza dei genitori tedeschi promuove l’inclusione scolastica dei disabili o, più esattamente, le scuole che praticano l’inclusione. La cosa non era scontata. Il tema è complesso. Uno dei più significativi meriti della scuola italiana è avere intrapreso e realizzato fin dagli anni settanta l’inclusione scolastica dei disabili, gli handicappati si diceva allora. Le resistenze furono molte, ma sono state vinte dall’esperienza. Finalmente nel 2009 l’inclusione è stata sancita dalle Nazioni Unite. Così, dopo l’Italia, anche altri paesi si sono mossi, tra gli altri la Germania e i suoi land. Vittorioso a livello istituzionale, il principio dell’inclusione pareva che continuasse a trovare resistenze nell’opinione pubblica e nelle famiglie.

In febbraio la fondazione Bertelsmann ha intervistato un campione rappresentativo della popolazione adulta – 4.321 genitori con figli tra i 6 e i 16 anni sia che frequentano sia che non frequentano scuole aperte alla inclusione dei disabili – e ha ora pubblicato il suo rapporto, “Come i genitori vedono l’inclusione”. Die Zeit on line del 5 luglio lo riprende e ne riporta la sintesi. “Bei voti alle scuole dell’inclusione”, dice il titolo. I genitori di alunni in scuole inclusive, siano o no disabili, sono soddisfatti delle scuole assai più degli altri con figli in scuole non inclusive: gli insegnanti curano molto di più il loro lavoro e i ragazzi, anche i non disabili, hanno livelli di profitto e di partecipazione assai più alti.
(internazionale.it)

di Giovanni Cupidi

La mia “Maturità”

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Ovviamente mi riferisco ai miei esami di maturità visto che oggi sono iniziati quelli dei maturandi di quest’anno. Vi racconto i miei.

Innanzitutto c’è da dire che io non ho potuto frequentare i normali anni scolastici presso un liceo ma ho preparato anno per anno da “esterno” sostenendo ad ogni fine anno scolastico presso un istituto di scuola superiore gli esami di idoneità per l’anno successivo.
Arrivato al quinto anno sorse un grande problema. Avendo scelto come percorso quello del liceo linguistico non c’era una sede locale, a Palermo, dove sostenere gli esami di maturità ma sarei dovuto partire per sostenere l’esame in un’altra città come Cortina d’Ampezzo, Genova o Torino solo per dirne alcune e comunque tutte al nord. Sarebbe stato per me fonte di ulteriore stress, come se già non lo fosse stato quello dato dall’esame in sé, quello di dover affrontare un lungo e difficoltoso viaggio. Trovammo (coi miei genitori) una soluzione fattibile ma di dubbia applicazione ossia quella di  una commissione domiciliare per sostenere gli esami di maturità a casa. Dico dubbia perché comunque era pur sempre il 1996 (per poi gli esami del 97) quando richiedemmo al Ministero dell’Istruzione l’autorizzazione a questa modalità di esami e quelli degli anni 90 erano altri tempi per la disabilità (considerando che la legge 104 è del 92!). In ogni caso io cominciai la mia preparazione come ogni anno, iniziando ad ottobre per poi concludere a luglio, studiando ogni pomeriggio dopo la fisioterapia della mattina senza comunque sapere come avrei sostenuto gli esami finali. Per tutto il periodo di studio mia madre mi aveva organizzato una e vera propria scuola a casa con un/a professore/ssa per ogni materia, persone amorevoli che ancora ricordo e ringrazio per il sostegno.

Durante quella stagione 1996/97 arrivò finalmente la tanto attesa autorizzazione ministeriale, come pure arrivò puntuale come un orologio svizzero il momento in cui iniziare gli esami. Fui quindi affidato ad una commissione esterna valutatrice di un Istituto ad indirizzo linguistico di Termini Imerese (PA).

Ora dire che fu una breve Odissea non vi deve sembrare una esagerazione.
In realtà io ero già abituato alla modalità di esami che avrei dovuto affrontare perché ogni anno per gli esami di idoneità sostenevo 4 scritti e l’orale, suddiviso in due giorni, di tutte le materie anzi, se non fosse stato per l’enorme importanza dell’esame in sé, in realtà sarebbe stato più “leggero” perché gli scritti sarebbero stati “solo” due.
Dov’è stato, quindi, lo stess e l’enorme difficoltà? Adesso cercherò di rappresentarvelo: considerate che ho sostenuto i due scritti (il primo ad usare il PC per lo scritto di maturità con verbalizzazione dell’elaborato stampato e floppy disk nn più sovrascrivibile allegato) con un insegnante della commissione e una ispettrice ministeriale (con tanto di busta delle prove accompagnata dai Carabinieri) seduti davanti a me le quali non si sono mosse dalla stanza per tutte le ore concessemi per eseguire lo scritto. Considerate che per lo scritto di italiano avevo la professoressa d’inglese e che per quello di inglese la professoressa di italiano, logico no? Quindi non ho avuto ne l’aiuto che una classe di compagni è solita dare, ne quello di un insegnante della materia che magari potesse darmi qualche suggerimento utile. Ma il vero scoglio non fu questo e neanche l’orale di tutte le materie che avrei sostenuto nei giorni seguenti.
Per farla breve la Commissione era venuta a svolgere il suo oneroso compito col pregiudizio di dover “regalare” il diploma di maturità ad una persona invalida in carrozzina ovviamente con un voto molto basso, quanto sufficiente a superare l’esame!
A scoprire tutto questo fu mia madre, con l’intelligenza e la capacità di capire al  volo le situazioni che l’ha sempre contraddistinta, parlando con  la professoressa di italiano durante una pausa che prese per fumare una sigaretta prima di tornare alla sorveglianza del candidato. Ne seguì una veemente telefonata al Provveditorato agli Studi da parte nostra chiedendo e pretendendo di essere esaminato e valutato per la mia preparazione e non per “altro“!
Bene, agli orali ovviamente venni “spolpato” ma non solo feci (modestamente) la mia ottima figura essendo ben preparato ma anche caricato a pallettoni (incazzato in realtà) dopo quello che avevamo scoperto, ma addirittura il professore di filosofia, un salesiano, venne fuori dalla stanza dove stavo sostenendo gli orali chiedendo ai miei, che non assistevano agli esami per mia scelta, di procurare dei dolci e magari dei fiori per le insegnanti per festeggiarmi per quanto la mia preparazione li avesse sorpresi in barba al loro iniziale pregiudizio!

Traete voi stessi il valore da tutto ciò nella speranza che nella scuola di oggi certe situazioni non si verifichino più.

di Giovanni Cupidi

Disabilità, disegni di tutto il mondo: 1.500 opere arrivate all’Onu

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Grande successo per la campagna #DrawDisability, lanciata dalle Nazioni Unite. I disegni sono stati esposti già in Corea e saranno in mostra a New York, dal 9 all’11 giugno, alla Conferenza degli stati della Convenzione Onu. C’è tempo fino al 15 luglio

Quasi 1.500 disegni per raccontare la disabilità, vista dai bambini e dai ragazzi: grande successo per la campagna “#DrawDisability”, lanciata nel dicembre scorso dalle Nazioni Unite (Prima iniziativa di Educazione globale del Segretariato generale, insieme a Osservatorio globale per l’inclusione). Un vero e proprio progetto artistico, oltre che un modo per incoraggiare il dialogo e incrementare la consapevolezza sulla disabilità e le tematiche a questa collegate, tra studenti e insegnanti. 

I bambini e i ragazzi di tutte le scuole del mondo, dalle elementari alle superiori (6-17 anni), sono stati invitati a rappresentare attraverso il disegno la disabilità, motoria, intellettiva o sensoriale. E in tanti hanno finora risposto all’invito, che è aperto fino al 15 luglio. Circa 750 disegni sono arrivati, fino ad oggi, dai bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni e pochi di meno dai ragazzi più grandi. I primi disegni sono stati esposti nei giorni scorsi, ad Incheon, in Corea del Sud, durante il World education forum, mentre la seconda esposizione avverrà a New York, dal 9 all’11 giugno, in occasione della Conferenza degli Stati parte della Convenzione. Dopo il 15 luglio, inizierà la selezione di tutti i disegni pervenuti: le 30 opere finaliste saranno esposte durante la 70a Assemblea generale delle Nazioni Unite. 

 “Il punto di vista dei bambini – spiegano i promotori – può mettere in evidenza le difficoltà e le sfide, così come i risultati e i successi che le persone con disabilità hanno incontrato e raggiunto nelle proprie comunità. Ci si aspetta che i disegni attivino ulteriori discussioni sull’inclusione delle persone con disabilità nelle diverse parti del mondo”. 

DRAWDISABILITY EXIBITION – VIDEO

Punto di riferimento e ispirazione della campagna è la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, rispetto alla quale, evidenziano i promotori, “molto resta ancora da fare. Tante persone con disabilità – spiegano – non hanno ancora la possibilità di far valere i propri diritti umani fondamentali, tra cui quello all’istruzione”. Ci sono infatti 58 milioni di bambini che non hanno accesso alla scuola: e la disabilità è una delle ragioni di questa esclusione. Le società devono creare un ambiente inclusivo e accogliente e sviluppare i valori della tolleranza, dell’empatia e del rispetto- spiegano gli organizzatori – Un modo per portare avanti questa prospettiva è quello di coinvolgere attivamente la comunità scolastica ricorrendo a una forma creativa di espressione, come l’arte del disegno. Se i bambini e i giovani sono informati e motivati rispetto al tema della disabilità, le loro percezioni e le azioni saranno in grado di cambiare la vita di milioni di persone, soprattutto di quelle con disabilità in tutto il mondo, sfidando stereotipi e atteggiamenti radicati . L’arte – concludono i promotori – è uno strumento narrativo per il cambiamento sociale”.Tutti i disegni sono pubblicati nel sito dedicato all’iniziativa.
(redattoresociale.it)

di Giovanni Cupidi