Disabilità: nasce l’Erasmus per lavoratori con sindrome di Down

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Presentata oggi a Roma la seconda fase del progetto internazionale OMO-On my own…at work per l’inclusione lavorativa, nel settore alberghiero, di giovani con sindrome di Down. Nasce anche una rete di “alberghi amici”, riconoscibili grazie a un logo speciale. Per cui si cercano creativi

Cuochi, camerieri, addetti alla reception: gli alberghi di tutta Europa stanno per aprire le porte a decine di nuovi impiegati, tutti con una caratteristica particolare: un cromosoma in più. È uscito infatti con successo dalla fase sperimentale il progetto internazionale OMO- On my own…at work per l’inclusione lavorativa, nel settore alberghiero, di giovani con sindrome di Down: avviato nel settembre del 2014, ha come obiettivo promuovere una società accessibile e inclusiva nei confronti delle persone con sindrome di Down, e, nello specifico, di migliorare il processo di apprendimento di queste persone nello svolgimento di mansioni lavorative nell’ambito del settore alberghiero.
In un incontro oggi a Roma sono stati presentati i due strumenti elaborati dal consorzio gestore: un’applicazione per smartphone e tablet rivolta ai tirocinanti, con la funzione di ricordare compiti, strumenti e modalità di azione relativi alla mansione da svolgere, e alcuni video tutorial, che illustrano esempi di una corretta relazione tra i tirocinanti con disabilità intellettiva e i loro colleghi di lavoro, rivolgendosi a questi ultimi. Inoltre è stata presentata la rete europea di “hotel amici” che, in accordo con gli enti di formazione ed educazione professionale, potranno ospitare stage ed esperienze lavorative di persone con sindrome di Down, organizzati secondo regole di un processo di qualità che prevede, tra l’altro, l’adozione degli strumenti elaborati nell’ambito del progetto. Gli alberghi che aderiranno alla rete e che si impegneranno formalmente ad offrire con periodicità occasioni lavorative a persone con sindrome di Down, grazie all’applicazione di un apposito codice di condotta, riceveranno un marchio che hotel e ristoranti potranno utilizzare e che qualificherà la loro responsabilità e impegno etico; un concorso apre la possibilità a chi ne fosse interessato di realizzare il logo ufficiale di questa rete. Il 25 ottobre 2016 è il termine ultimo per partecipare al concorso.
Attraverso queste azioni, il progetto OMO promuoverà l’accesso dei cittadini europei con sindrome di Down alla formazione nel settore alberghiero, attraverso la creazione di partnership tra le agenzie di formazione, come ad esempio le scuole professionali e le associazioni di persone con disabilità e il settore alberghiero. In Italia il progetto ha visto già un gruppo di ragazzi, tra i 21 e i 23 anni, lavorare presso l’Hotel Melià Aurelia Antica di Roma.
Il progetto Omo è finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito del programma Erasmus + Key Action 2 (Cooperation for innovation and the exchange of good practices – Strategic Partnerships). Capofila di Omo è Aipd-Associazione Italiana Persone Down.

(VITA)

21 GRAMMI, IL BAR TRA SOGNO E AUTONOMIA

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È stato inaugurato in viale Italia 13, in città, «21 Grammi», locale aperto dal Centro Bresciano Down insieme alla cooperativa Big Bang e con il sostegno di numerosi attori istituzionali e privati.

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Colazioni, merende, aperitivi e molto altro, preparati e serviti da otto ragazzi con sindrome di Down, affiancati da professionisti, per intraprendere un percorso di formazione volto all’inserimento lavorativo anche in altre realtà e conquistare spazi di autonomia.

Foto Gabriele Strada /Neg © (giornaledibrescia.i

di Giovanni Cupidi

In barca a vela contro la disabilità, è il progetto “Gatto gatto”

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Lo skipper Vittorio Santoro, insieme ad una terapista, organizza piccoli equipaggi di ragazzi autistici e con sindrome di Down

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“Il passo più importante è quando riescono a percorrere senza paura la passerella per salire a bordo”. Nelle parole dello skipper Vittorio Santoro, la velaterapia con disabili mentali è un percorso fatto di emancipazione e piccole conquiste. Da due anni e mezzo, a bordo della barca a vela “Gatto gatto” dal porto di Riva di Traiano (Civitavecchia), Vittorio insegna le principali tecniche di navigazione a piccoli equipaggi di persone con sindrome di Down, autistiche o caratteriali, invitandole a lavorare in squadra, creando team dove tutti sono indispensabili, in un’attività all’aria aperta a contatto con la natura.

La velaterapia.”Insieme a una terapista, facciamo uscite di 2 o 3 ore, ogni volta che il tempo è bello – spiega lo skipper  –  insegnando a tirare su il fiocco, issare una vela, ma anche a timonare, e per ognuno di loro è una grande responsabilità avere il controllo di un’imbarcazione di 10 metri”. È la velaterapia, molto diffusa in Francia e in Inghilterra, meno in Italia. Così la navigazione da attività sportiva diventa anche terapia, che stimola le capacità cognitive e relazionali, invita alla risoluzione veloce di problemi, e quindi ad affrontare la vita quotidiana sulla terra ferma, attraverso la responsabilizzazione e rendendo i partecipanti consapevoli delle proprie risorse e dei propri limiti. “Ai nostri equipaggi prendono parte uomini e donne di ogni età, dai venti fino ai cinquant’anni  –  continua Vittorio  –  ed è bellissimo vederli lavorare tutti insieme. In una decina di uscite in barca ognuno di loro impara quasi tutto il necessario”.
(repubblica.it)

di Giovanni Cupidi

“Hotel 6 stelle” premiato a Parigi

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Si sono svolti anche quest’anno a Parigi i Worldwide Hospitality Awards a cui partecipano le migliori realtà e progetti del settore turistico di tutto il mondo. Nell’edizione di quest’anno il gruppo editoriale MKG, leader europeo nel settore turistico, ha riconosciuto al Meliá Roma Aurelia Antica l’impegno per l’integrazione di persone con disabilità nell’ambiente lavorativo assegnando all’hotel il Worldwide Hospitality Award come “Miglior iniziativa di Responsabilità Sociale”, per aver dimostrato che la disabilità non è mai un ostacolo ma un valore aggiunto. Meliá Roma Aurelia Antica ha infatti offerto con il progetto “Hotel 6 stelle” un’esperienza lavorativa a tre ragazzi e tre ragazze affetti dalla sindrome di Down, impegnandoli in un tirocinio formativo in Hotel per tre mesi. I 6 ragazzi hanno collaborato con il personale dell’albergo nello svolgimento delle mansioni quotidiane, in un vero e proprio percorso formativo atto a dare loro una reale integrazione lavorativa.
Palmiro Noschese, managing director Italia di Meliá Hotels International, che ha ritirato a Parigi il premio ha dichiarato: “Sono orgoglioso di ricevere questo premio, la riconferma dell’impegno del Gruppo Meliá Hotels International anche nel campo sociale. Siamo stati i precursori di un progetto grandioso che mi auguro si possa ripetere presto nel nostro Paese”.
Il progetto “Hotel 6 Stelle” è stato realizzato in collaborazione con Aipd (Associazione Italiana Persone Down), con l’obiettivo di integrare le persone con disabilità nell’ambiente lavorativo generando un impatto positivo nella società. 
“Hotel 6 Stelle” è stato realizzato,inoltre, in collaborazione con Magnolia e Rai 3, che ha messo in onda il programma nel febbraio di quest’anno con l’obiettivo di raggiungere una vasta audience e risvegliare la coscienza delle imprese e dell’opinione pubblica.  
Da Venerdì 14 novembre, sempre su Rai3, la nuova edizione del programma: una docu-fiction in sei puntate di seconda serata nelle quali altri 6 ragazzi speciali sono questa volta alle prese con un tirocinio formativo in un resort a cinque stelle di Villasimius, una delle più suggestive località turistiche della Sardegna.

La prima serie di  Hotel 6 stelle ha inoltre fatto si che l’Associazione Italiana Persone Down sia stata contattata da oltre 50 aziende e associazioni disposte ad offrire tirocini formativi, assunzioni e lavori stagionali.
Sono 25 le persone con sindrome Down e altre disabilità intellettive che hanno già iniziato un percorso lavorativo, mentre molti altri tirocini sono in partenza o in fase di valutazione.

di Giovanni Cupidi