Al TAR per avere assistenza – su LaRepubblica Palermo

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L’articolo pubblicato ieri su LaRepubblica Palermo di Patrizia Gariffo in risposta a una mia breve lettera sul ricorso in giudizio al TAR per avere riconosciuta assistenza domiciliare.

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Il Gioco dell’Oca – Ricominciamo da capo

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Quasi tre anni fa ho lanciato una petizione online, essendomi ritrovato senza nessuna forma di assistenza domiciliare, che ha raccolto 40731 firme!! Ho pensato che qualcosa davvero potesse cambiare soprattutto visto che è stata sostenuta anche da molti personaggi noti e rimbalzata dalla stampa anche a livello nazionale! Nel frattempo il mio impegno pubblico per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità va avanti partecipando a tante iniziative da solo e poi con il comitato #siamohandicappatinocretini ottenendo il famoso assegno di cura…un po’ di sollievo dopo anni senza assistenza. Ma non basta, non basta affatto perché io ho bisogno di assistenza H24!! Nel dicembre 2017 il mio Comune, Misilmeri, mi comunicava di essere tra i beneficiari di un provvedimento che mi assegnava 26 ore la settimana di assistenza domiciliare, meno di 4 ore al giorno, per 12 mesi. Non è ciò che mi serviva e che mi serve ma sicuramente la situazione migliora, ma l’H24 è sempre una chimera! Nel frattempo mi sono fatto in quattro, anche rimettendoci di salute, e io già ne ho poca, per le tante battaglie che ho condotto e iniziative promosse e ho pubblicato anche un libro in cui racconto tutto questo!
Dopo quasi tre anni mi ritrovo punto e a capo: a dicembre 2018 il progetto comunale si è concluso, l’assegno di cura si è nel frattempo ridotto, e alla richiesta di proroga e rinnovo del progetto non ho neanche ricevuto risposta da parte dell’amministrazione comunale!

Nuovamente senza assistenza!

COME NEL PIÙ CLASSICO DEI GIOCHI DA TAVOLA, COME NEL GIOCO DELL’OCA, TORNO ALLA CASELLA DI PARTENZA COSTRETTO A FARE RICORSO AL TAR PER AVERE GARANTITI I MIEI DIRITTI, PER AVERE GARANTITA UN PO’ DI ASSISTENZA SENZA SAPERE NEANCHE COME ANDRÀ A FINIRE!

La Petizione

Niente sostegno? Paga il MIUR!

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La riduzione delle ore di sostegno per gli alunni con disabilità più o meno grave dovuta al taglio delle risorse da parte del Ministero della Pubblica Istruzione è un danno. A dirlo è il Tar Siciliano che, inoltre, lo ha anche quantificato economicamente: 1.000 euro a studente per ogni mese senza l’adeguato supporto formativo

La riduzione delle ore di sostegno per gli alunni con disabilità più o meno grave dovuta al taglio delle risorse da parte del Ministero della Pubblica Istruzione è un danno. A dirlo è il Tar Siciliano che, inoltre, lo ha anche quantificato economicamente: 1.000 euro a studente per ogni mese senza l’adeguato supporto formativo. La terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale siciliano ha infatti condannato lo stesso Ministero ritenendolo responsabile di non aver ottemperato all’obbligo di erogare il servizio dell’insegnante di sostegno a favore di un alunno disabile. Con la sentenza 2909/2014 il Tar siciliano ha dunque sancito che la famiglia deve essere risarcita di 1.000 euro per ogni mese di scuola frequentato da ragazzo bisognoso di sostegno senza l’insegnante dedicato. A sollevare il caso sono stati i genitori di un bambino affetto da una grave disabilità. Il TAR ha inoltre stabilito un principio importante che costituisce un precedente giuridico che potrà essere applicato anche per altri casi simili: salvo una differente approvazione da parte del sistema scolastico centrale, ogni alunno che lo necessità ha diritto alla presenza di un insegnante di sostegno per il numero di ore individuato dal piano scolastico personale redatto dalla scuola di appartenenza. Questo significa che il MIUR è responsabile della presenza di un insegnante di sostegno e, nel caso non sia in grado di garantire tale diritto, dovrà risarcire la famiglia del giovane a cui è stata negata l’assistenza necessaria, proprio com’è successo per il bambino siciliano. Gli interventi di supporto all’apprendimento sono stati riconosciuti dai giudici fondamentali per garantire la parità di trattamento degli alunni affetti da disabilità rispetto agli altri studenti.
(affariitaliani.it)

di Giovanni Cupidi