Il maestro di arti marziali porta il karate ai disabili

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Alla palestra Tora-Ki Dojo da 12 anni si allenano atleti con handicap

Il maestro Gianni Botte (nella foto a destra con la tuta scura, mentre spinge la carrozzina) commenta: «Il mio scopo è dar loro sicurezza, fargli fare ciò che fino a ieri gli avevano hanno detto di non poter fare. Io lo ripeto: non fermarti, prova».

«Luogo della via e dell’energia della tigre». Questa la traduzione dal giapponese di «Tora-Ki Dojo», nome dell’associazione sportiva di Rivoli che opera nella palestra della scuola «Don Milani». Una palestra speciale, per allievi speciali. Lì il maestro Gianni Botte, 5° Dan di Karatè e con il diploma nazionale di operatore sportivo per le disabilità, insegna l’antica arte marziale a giovani diversamente abili. Un’esperienza che porta avanti da 12 anni. 

COME GLI ALTRI, ANZI DI PIÙ

«La verità? Quando i soci dell’Audido di Alpignano, dove prima aveva sede l’associazione – precisa Botte -, sono venuti a chiedermi se volevo allenare ragazzi disabili ho avuto un po’ paura. Mi sono detto: già si fa fatica con i ragazzi normodotati». Ma come tutte le paure l’ha affrontata. «E uno psicoterapeuta un giorno mi ha detto – racconta – “guarda che non sono né disabili né diversamente abili, sta a te trattarli come gli altri, così li aiuti a superare i loro limiti. E come faresti con ragazzi normali, se sono bravi o se sbagliano glielo dici”. Così ho fatto».  

Oggi nella sua palestra si allenano con impegno e passione in sei. «Due con disabilità fisiche e quattro mentali – ammette -. Ma negli anni sono già venuti in dodici per avvicinarsi al karatè». E il limite della disabilità è solo un’asticella da superare un po’ alla volta. «Un ragazzo con paraparesi – dice – riusciva a stento a stare in piedi oggi tira calci sopra i 60 centimetri e fa i piegamenti. Cose normali per qualcuno, per lui dei limiti superati. Io lo ripeto: non fermarti, prova». 

UNA SQUADRA AFFIATATA

Il maestro segue alcuni di loro ormai da tanti anni. «I miei allievi storici sono Luca D’Ambrosio e Massimo Sorrentino – spiega Botte -. Luca ha vinto tantissime medaglie mondiali, europee e nazionali. Ed anche Massimo che ora deve prendere la cintura marrone». Poi c’è Mauro Straticò, campione nazionale Csen della sua categoria. E infine ci sono tre nuovi allievi. «Il karatè insegna una cosa importantissima: il rispetto di sé e degli altri – confida il maestro -. Il mio scopo è dar sicurezza, fargli fare ciò che fino a ieri gli avevano hanno detto di non poter fare».  

Ma tutto questo costa fatica e anche soldi. «Non avendo sponsor le spese ricadono su di noi – confessa -. Però dopo tutti questi anni insieme, devo dirlo, mi sono innamorato di loro. E forse sono cresciuto più io stando con loro, di quanto loro sia cresciuti loro con me». 

(La Stampa)

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Extra Lea, ha ragione… la Regione

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Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar piemontese che aveva annullato due delibere con le quali si classificano le prestazioni di assistenza al di fuori del bilancio della sanità. Tra gli “sconfitti” anche il Comune di Torino

Non spetta alla Sanità regionale coprire i costi per le prestazioni socio-assistenziali a domicilio. Anzi, essendo il Piemonte sottoposto al piano di rientro l’eventuale accollo di queste spese nel capitolo sanitario sarebbe stato illegittimo. È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato che, ribaltando la sentenza emessa dal Tar del Piemonte poco meno di una anno fa, ha dato ragione all’assessorato di corso Regina il quale aveva, appunto, impugnato il pronunciamento del Tribunale amministrativo che, accogliendo il ricorso di alcune associazioni di volontariato e delle famiglie dei malati, aveva annullato due delibere del 2013 con le quali si classificavano le prestazioni non professionali di assistenza tutelare alla persona come al di fuori dei livelli essenziali di assistenza, i Lea. Il rischio, paventato, di non vedere più erogati gli assegni era stato scongiurato tramite il pagamento a carico dell’assessorato alle Politiche Sociali. Una soluzione temporanea

LEGGI LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

Il provvedimento dei giudici amministrativi, che fissava ancora in quello della Sanità il settore competente per l’erogazione dei fondi per la non autosufficienza, aveva provocato più di una fibrillazione in Regione. In ballo vi sono non pochi milioni di euro.  Certo la questione si mostrava all’apparenza meramente formale, visto che i soldi vengono sempre erogati dall’ente di piazza Castello, ma il punto era (ormai dopo la decisione di Palazzo Spada) un altro, come all’epoca aveva spiegato l’uomo dei conti della giunta Chiamparino, Aldo Reschigna: “Si rischia di alterare l’equilibrio del bilancio della sanità, con conseguenze per l’uscita dal piano di rientro”.  Ed era stato lo stesso vicepresidente a indicare la soluzione nel ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. “Una decisione tecnica imposta dal Ministero dell’Economia per poter mantenere la strada dell’uscita dal piano di rientro dal debito sanitario –  avevano spiegato nei mesi scorsi gli assessori alla Sanità e alle Politiche Sociali Antonio Saitta e Augusto Ferrari – alla quale però la giunta regionale ha affiancato una scelta politica forte, quella di incrementare di 15 milioni di euro del fondo sanitario la quota destinata alla non autosufficienza che sale così da 265 a 280 milioni di euro per l’anno in corso”.

 

Un via quella imboccata dall’esecutivo aspramente contestata dal M5s che aveva bollato come “inaccettabile il ricorso al Consiglio di Stato per non pagare le prestazioni di assistenza da parte di operatori non professionali alle persone non autosufficienti ” aggiungendo che “quando era all’opposizione, il Pd aveva inscenato vibranti proteste contro la decisione di considerare extra Lea le prestazioni domiciliari per non autosufficienti ora difende queste scelte, non solo in Consiglio regionale ma addirittura nelle aule dei tribunali”. Per i grillini “i soldi per garantire le prestazioni non professionali di assistenza ai non autosufficienti si devono trovare all’interno del bilancio sanitario regionale, anche opponendosi ai tagli del Fondo Sanitario Nazionale”.

A sostenere la tesi contraria a quella della Regione, non solo le associazioni dei famigliari dei pazienti e quelle degli operatori promotrici del ricorso al Tar adesso annullato nel grado successivo, ma anche 18 consorzi e 14 Comuni in maniera diretta, tra questi quello di Torino. Con la «riclassificazione degli interventi domiciliari in lungoassistenza come extra Lea – è la tesi sostenuta da Palazzo di Città, tramite i legali – sostanzialmente trasferisce la “garanzia” di tali prestazioni ai Comuni» e quindi al settore dell’assistenza, i cui interventi sono erogati in base a criteri di beneficenza e vincolati alla disponibilità di risorse.

La sentenza emessa a Roma si pronuncia solo sul ricorso della Regione contro la decisione del Tar circa i ricorsi delle associazioni, ma è evidente come la stessa ha effetto – come precedente – anche su quanto sostenuto fino ad oggi, e ad oggi corroborato dalla decisione dei giudici amministrativi regionali, dai Comuni, Torino compreso. Anche per questo raccontano di una Elide Tisi, l’assessore all’assistenza della giunta di Piero Fassino, parecchi0 incupita ed irritata dopo aver appreso della vittoria incassata da Piazza Castello.

(lospiffero.com)

Hackability. A Torino, designer e disabili progettano ausili a basso costo

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Organizzato dal consorzio Kairos, Hackability è una gara non competitiva per la progettazione di oggetti rivolti alle persone con disabilità. Ad aprile, i più interessanti verranno trasformati in prototipi

Google glass, domotica sociale, protesi all’avanguardia: che l’innovazione tecnologica sia portatrice di grandi benefici nella vita dei disabili si sapeva da tempo. Ma che succede quando agli stessi portatori di disabilità viene data l’opportunità di partecipare alla progettazione di prodotti tecnologici “on demand”? Se lo è chiesto il Consorzio Kairos – insieme di cooperative sociali che lavorano su tutto il  territorio piemontese – che a Torino ha messo insieme un gruppo di oltre quaranta giovani, divisi tra disabili, inventori, progettisti e designer; i quali, a partire da oggi, parteciperanno a una“gara non competitiva” per la progettazione di ausili tecnologici rivolti ai portatori di disabilità.

Si chiama Hackability e funziona all’incirca così: a partire da questa mattina, il gruppo è riunito nella sede di Fablab, laboratorio di progettazione e ingegneria digitale nel quartiere di San Salvario. Dopo le presentazioni di rito, a turno i creativi elencheranno le proprie competenze, mentre i  portatori di disabilità esporranno a quali piccole o grandi necessità vorrebbero ovviare con l’aiuto delle nuove tecnologie. I ragazzi, quindi formeranno una serie di squadre da cinque persone ognuna, perimmaginare e progettare oggetti a basso costo e personalizzabili, pensati per poter essere facilmente riprodotti attraverso l’uso di stampanti 3D o macchine taglio laser.

“Gli oggetti – spiega Carlo Boccazzi Varotto, ideatore dell’iniziativa – dovranno rivolgersi al quotidiano di queste persone, ai problemi che incontrano nella vita di ogni giorno.  L’evento di oggi andrà avanti fino alle 18, ma le squadre continueranno poi a lavorare fino ad aprile, quando verranno selezionati i progetti vincitori”. Nell’appuntamento concluso di Hackability, una giuria valuterà i progetti di maggiore interesse, che verranno trasformati in prototipo entro la fine del mese. “Anche i restanti, comunque – precisa Varotto –  saranno messi a disposizione del pubblico sotto licenza Creative Common sul sito di Hackability: vale a dire che chiunque potrà scaricarli e riprodurli con l’aiuto di una stampante tridimensionale”.

Organizzato da Kairos con la partecipazione di Fablab, del Consorzio mestieri e della Consuslta per le persone in difficoltà, l’evento di oggi era aperto alla partecipazione di chiunque, a condizione di inviare un modulo scaricabile in rete: “abbiamo ricevuto così tante richieste – conclude Varotto – che fino all’ultimo temevamo di non riuscire a contenere tutti. In molti, probabilmente, saranno qui solo per curiosità; ma anche parecchi esponenti del mondo dell’hit-tech si sono presentati. Del resto è comprensibile: è la prima volta, in Italia, che il mondo della disabilità e quello della tecnologia si incontrano per lavorare concretamente insieme. Trattandosi di giovani, possiamo dire che oggi, in un certo senso, questi ragazzi stanno scrivendo il futuro”.
(redattoresociale.it)

di Giovanni Cupidi

Un software contro l’Alzheimer: Brainer stimola la mente

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E’ stato sviluppato da una piccola azienda medica torinese, che lo ha utilizzato soprattutto su anziani e malati di Alzheimer, con ottimi risultati a quanto pare. Dal prossimo settembre, grazie alla collaborazione con una Onlus e una scuola torinese, partirà la sperimentazione su un gruppo di alunni autistici del capoluogo sabaudo

Che lo si chiami “brain training” o – nella variante italiana – “fisioterapia della mente”, la sostanza non cambia: se opportunamente stimolato, il cervello umano può aumentare o rigenerare le proprie capacità cognitive. Merito dei Fattori di crescita neuronale, proteine che gli conferiscono la stessa plasticità di ogni altro tessuto nervoso: una scoperta figlia degli studi di Rita Levi Montalcini, che  ha aperto nuove strade nella prevenzione e nel contrasto dei danni cerebrali legati all’avanzare dell’età o a malattie degenerative come l’Alzheimer. In altre parole, con il giusto allenamento il nostro cervello può espandersi e rigenerarsi esattamente come accade ai muscoli del corpo con lo sport: ma se leggere, frequentare altre persone e coltivare un hobby può essere sufficiente per una mente giovane, di fronte all’avanzare dell’età o a funzioni cognitive compromesse c’è bisogno di un esercizio intensivo.  

Proprio per questo nascono i software di brain training, programmi per computer strutturati alla stregua di veri e propri videogiochi, il cui fine è conservare le capacità cerebrali, prevenendone il decadimento. Un ottimo esempio, in questo senso, arriva dal Politecnico di Torino, dove una start up guidata dal neurologo Giancarlo Bertoldi ha messo a punto Brainer, un software già utilizzato con successo su anziani e malati di Alzheimer, che a breve verrà sperimentato anche sui ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico. Merito di A.Tom.I. Onlus, un’associazione torinese che lavora all’interno del plesso scolastico “Niccolò Tommaseo” e si propone di fare dell’istituto (che comprende una scuola elementare e una media) un centro d’eccellenza per quanto riguarda l’educazione e l’inclusione degli alunni con disabilità. “Per noi si tratta di una duplice novità” spiega Jacopo Barbagallo, manager dell’azienda. “Siamo di fronte a un segmento nuovo, sia per quanto riguarda l’età dei ragazzi, sia per quella che è la loro condizione: non ci siamo mai occupati finora di autismo, e siamo intenzionati a utilizzare questa sperimentazione per costruire un progetto indirizzato alle problematiche dell’età evolutiva”.

Il principio in base al quale opera il programma è presto detto: “Nel cervello umano – spiega Barbagallo – nascono ogni giorno un milione di neuroni, che però muoiono altrettanto velocemente se non vengono attivati con dei collegamenti sinaptici. Patologie come l’Alzheimer  rendono questo processo più difficoltoso, ma è comunque possibile sollecitarlo con la stimolazione cognitiva: proprio per questo sono stati studiati gli esercizi contenuti nel programma”. Finora, Brainer  è stato utilizzato soprattutto sui cosiddetti pazienti Mci, ovvero a danneggiamento cognitivo medio: “generalmente – continua il manager – si tratta di anziani al primo stadio di demenza senile, o colpiti da afasia, Parkinson o Alzheimer. Questi ultimi sono anche stati inseriti in una sperimentazione con un gruppo di ragazzi Down, che hanno finito per svolgere una funzione di tutoragggio nei loro confronti: in altre parole erano loro che monitoravano lo svolgimento degli esercizi”.

Proprio la flessibilità del software ne rende possibile l’utilizzo su una vasta  platea di soggetti: “Brainer – continua Barbagallo – è composto da oltre 70 esercizi, suddivisi in tre livelli progressivi di difficoltà e profilabili secondo le esigenze di diversi pazienti: per lavorare con i ragazzi del “Tommaseo” ci siamo semplicemente impegnati a crearne una versione adatta a loro”.

Attualmente, il software è presente “in oltre cento postazioni informatiche tutta Italia – precisa Barbagallo – sparse tra ospedali, case di cura e persino abitazioni private, dal momento che una delle maggiori innovazioni di questo tipo di terapie risiede nella possibilità di curarsi dal proprio domicilio, con la supervisione di un medico in collegamento web”. Lo staff medico dell’azienda afferma di aver registrato un miglioramento cognitivo del 27 per cento su un orizzonte di quattro mesi: “in altre parole – spiega Barbagallo – in quell’arco di tempo i pazienti si dimostrano più attenti, riescono a stabilire dei collegamenti che non riuscivano a fare, e c’è un forte abbassamento dell’apatia e un incremento della qualità dell’umore”. L’inizio della sperimentazione con i ragazzi del Tommaseo è programmato per settembre, all’inizio del nuovo anno scolastico. Nel frattempo, lo staff di A.Tom.I. Onlus é alla ricerca di nuove applicazioni per la terapia e l’inclusione degli alunni disabili dell’istituto. Per informazioni: http://www.brainer.it (ams) 
(redattoresociale.it)

CINEMA ARTE TEATRO UN FUTURO SEMPRE PIÙ ACCESSIBILE? TORINO, L’EUROPA E OLTRE

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Giornata di Studio promossa dalla Fondazione Carlo Molo Onlus 
Giovedì 6 marzo 9.00 – 17.30
Centro Incontri Regione Piemonte Torino – Corso Stati Uniti 23
Questa giornata di studio intende proporre una riflessione finale rispetto alle iniziative sviluppate in seno al progetto Torino + Cultura Accessibile e un’apertura, da Torino verso l’Europa, uno sguardo sul mondo in chiave accessibile, per oggi ma soprattutto per il futuro. L’esperienza, innovativa, creativa e stimolante di Torino + Cultura Accessibile  vuole essere un punto di partenza e non di arrivo, muovendosi tra il mondo del cinema, del teatro e dei musei e la loro resa accessibile. E ipotizzando nuove sinergie, nuove modalità e opportunità di fruizione, verso una reale e crescente inclusione delle persone con disabilità nella vita culturale del nostro paese e oltre.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
h 9.00 saluti
h 9.30 COM’È NATO IL PROGETTO “TORINO + CULTURA ACCESSIBILE”. L’ESPERIENZA E I                 PROTAGONISTI. introduzione Fondazione Carlo Molo Onlus
h 10.00 LEGISLAZIONE E FONDI EUROPEI PER L’ACCESSIBILITÀ: PASSATO E FUTURO INGHILTERRA ED EUROPA. Pilar Orero (Universitat Autonoma de Barcelona / ITU-T United Nations)
h11.00 pausa
h 11.30 I MUSEI TORINESI, L’ACCESSIBILITÀ E PERCORSI SENSORIALI: ESPERIENZE DAL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA E CASTELLO DI RIVOLI MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA. Donata Pesenti Campagnoni (Vice Direttore/ Conservatore capo Museo Nazionale del Cinema) e Brunella Manzardo (Coordinamento Accessibilità, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea)
Pranzo
h 14.00 NUOVI PERCORSI DELL’ACCESSIBILITÀ: RICERCA E PRATICA INGHILTERRA ED EUROPA. Pablo Romero Fresco (Roehampton University, London)
h 15.00 LA RICERCA DÀ LA PAROLA AGLI UTENTI: STUDI SULLA RICEZIONE DI AUDIO DESCRIZIONE E AUDIO INTRODUZIONE PER IL CINEMA. Elena Di Giovanni (Università di Macerata) e SubTi
h 15.30 L’ACCESSIBILITÀ È ACCESSIBILE! UNO SGUARDO AI COSTI E TEMPI DI REALIZZAZIONE. Federico Spoletti SubTi Ltd, SubTi Access
h 16.00 pausa
h 16.30 TAVOLA ROTONDA – DAL PRESENTE AL FUTURO: LA SFIDA E L’IMPEGNO NELL’ACCESSIBILITÀ. TORINO + CULTURA ACCESSIBILE: REALIZZATORI, FRUITORI E AUTORITÀ LOCALI A CONFRONTO. Moderatrice Elena Di Giovanni
Contributi video: -ACCESSIBILITY FOR THE DEAF IN THE USA: HISTORY, PRESENT, FUTURE di Andrea Saks (ITU-T) -ACCESSIBILITY FOR LIVE SHOWS IN THE UK di Louise Fryer -NINA di Elisa Fuksas
h 17.30 Conclusioni finali
*** *** *** ***
Torino + Cultura Accessibile – Giornata di Studio Secretary and Organization Fondazione Carlo Molo onlus, Torino
Daniela Trunfio – mob. +39.339.6116688 daniela.trunfio@fastwebnet.it Valentina Borsella – tel. +39.011.8171483 progetti@fondazionecarlomolo.it
www.fondazionecarlomolo.it

TORINO + CULTURA ACCESSIBILE : Firma la petizione!!!

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“Lascia che anch’io possa attendere con ansia la prima di un film o di uno spettacolo e correre a comprare il biglietto, e non stare più nella pelle mentre aspetto che aprano la sala.
Lascia che anch’io viva quel momento magico in cui si spengono le luci e tutto comincia.
Lascia che anch’io mi emozioni, e rida, e pianga; lascia che anche il mio cuore risuoni mentre guardo o ascolto quel pezzo di vita che mi stanno raccontando e che assomiglia così tanto alla mia vita.” 
Per rendere Cinema e Teatro accessibili alle persone con disabilità sensoriale.

http://on.fb.me/19OHjGJ

C’è bisogno del nostro aiuto!!!

http://chn.ge/17GkOOd

di Giovanni Cupidi

Disabilità e lavoro, ecco come si regolano gli altri paesi europei

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A Torino un incontro di respirointernazionale è la punta di diamante della manifestazione IoLavoro-H, dal 10 al 12 ottobre

In una economia ancora caratterizzata da grande difficoltà nell’inserimento lavorativo, le persone con disabilità continuano ad essere percentualmente ancora più svantaggiate della media. Un problema molto serio che richiede un ripensamento delle politiche nazionali per far sì che nonostante tutto esse possano diventare risorsa piuttosto che peso.
L’Italia, peraltro, sembra essere ancora un po’ indietro rispetto alle altre nazioni europee, dunque diventa importante confrontarsi e scoprire come lavorano le altre organizzazioni nazionali, per trarre spunto dalle buone pratiche ed elaborare piani di miglioramento anche da noi.
Per questo è interessante l’incontro in programma a Torino all’interno della manifestazione IoLavoro: a discuterne, ci saranno Giampiero Griffo del European Disability Forum , Denis Taccini, direttore dellaDélégation départementale Association des Paralysés de France , i rappresentanti di aziende note come Eataly, L’Orèal Italia e Caffarel, oltre a diversi politici locali. Nell’ambito del convegno è previsto inoltre un videomessaggio di Daniela Bas dell’Organizzazione per le Nazioni Unite.
L’appuntamento è venerdì 11 ottobre, dalle 9.30 alle 13 , all’interno della Sala conferenze allo Juventus Stadium, in Strada comunale di Altessano 131.
Per raggiungere la manifestazione IoLavoro, all’interno della quale, come ogni anno sarà presente la sezione dedicata alla disabilità, dal titolo IoLavoro-H, sarà messo a punto un servizio di navetta che permetterà alle persone con disabilità di arrivare più facilmente alla fiera. Per usufruirne, è necessario prenotare chiamando il Centro Servizi V.S.S.P. al numero verde 800 590 000 oppure scrivendo una mail a iolavoroh@iolavoro.org.
La quindicesima edizione del job fair IoLavoro si terrà dal 10 al 12 ottobre. Nell’edizione passata, più di trecento persone hanno avuto l’opportunità di un colloquio con aziende, tra cui Eataly, Juventus Marketing, Humana, Novacoop e Randstand.
Tutte le informazioni sono disponibili sui siti:
http://www.iolavoro.org
http://www.aipsonlus.it 

(lastampa.it)

di Giovanni Cupidi