DISABILITÀ, ECCO GLI EMENDENTI ALLA LEGGE DI STABILITÀ DEL COMITATO 16 NOVEMBRE

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Salvatore Usala denuncia “l’assordante silenzio” del governo e declina l’invito dell’Inps per un nuovo tavolo il 13 novembre. “Abbiamo preparato un emendamento formato da 6 punti, che punta alla sostanza”. Meno di 10 giorni al prossimo presidio

“Un tavolo tecnico per una fesseria”: così Salvatore Usala, segretario del Comitato 16 novembre, liquida la proposta di un dirigente dell’Inps, che convoca un tavolo di lavoro per il 13 novembre prossimo. All’ordine del giorno, la ricerca di procedure omogenee per riconoscere l’invalidità al 100% e l’indennità di accompagnamento nei casi di patologie degenerative progressive e conclamate, come la Sla. “Un tavolo tecnico per una fesseria”, commenta secco Usala. “La verità – aggiunge – è che vogliono evitare che il 20 novembre si faccia il presidio davanti al Ministero dell’Economia e Finanze usando metodi subdoli”. C’è solo un modo, però, per fermare la protesta: “Atti legislativi – ribadisce Usala – Questo è il vostro lavoro: siete pagati per produrre, non per fare promesse”. Il Comitato quindi rilancia la sua proposta in sei punti, questa volta sotto forma di emendamento alla legge di stabilità. I punti sono quelli di sempre, “gli stessi che abbiamo discusso il 23 ottobre, che voi vi siete impegnati ad applicare subito – ricorda Usala – L’emendamento punta alla sostanza, tecnicamente ci penserà l’ufficio legislativo del Ministero a renderlo perfetto Per noi è importante usare un linguaggio semplice e comprensibile. In quanto alle coperture, è tutto previsto: se a qualcuno non garba, libero di cambiare, a patto che la sostanza rimanga inalterata. Il Governo – conclude Usala, tornando ad annunciare il prossimo presidio, previsto per il 20 novembre – ha dieci giorni di tempo per studiare le nostre richieste”.
Ecco il testo delle proposte di emendamento: 
Art. 7 bis (Misure di carattere sociale e sanitario)1. A decorrere dal 1 gennaio 2014 i disabili potranno determinare la libertà di scelta in riferimento all’assistenza e cura. La scelta si esercita con la volontà di restare o rientrare nel domicilio da struttura ospedaliera, sanitaria o socio sanitaria. Ogni disabile riceverà, dalla Regione o Provincia Autonoma, un contributo pari al 50% della spesa certificata erogabile, quale contributo pubblico, per il ricovero in struttura residenziale sanitaria o similare. La Conferenza Unificata Stato Regioni elaborerà le linee guida, entro il 31 gennaio 2014, per le deliberazioni secondo le indicazioni del progetto “Ritornare a Casa” in vigore in Sardegna dal 2006. Nelle deliberazioni regionali o provinciali dovrà essere specificato che i risparmi sanitari dovranno essere utilizzati prioritariamente per finanziare i successivi punti 2 e 3. I risparmi previsti sono: 1.150 milioni di euro nel 2014, 2.300 milioni di euro nel 2015, 3.000 milioni di euro nel 2016. 2. Per gli interventi di pertinenza del Fondo per le non autosufficienze di cui all’art. 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è autorizzata la spesa di 600 milioni di euro per l’anno 2014, 700 milioni di euro per l’anno 2015, 800 milioni di euro per l’anno 2016. Il 50% della spesa dovrà essere utilizzata per le disabilità gravissime di cui all’elenco relativo all’art. 3, del Decreto Interministeriale di riparto, del 20 marzo 2013. Il riparto dei gravissimi, pari al 50%, sarà effettuato in base al numero dei malati certificati dalle Regioni o Province Autonome, entro e non oltre il 31 di gennaio. Il decreto di riparto dovrà essere promulgato entro e non oltre il 15 febbraio. Le cifre del finanziamento ai gravissimi dovranno essere stabilite in funzione della stadiazione e gravità dalla Conferenza Unificata Stato Regioni, in maniera omogenea in tutta l’Italia. I finanziamenti ai gravissimi dovranno essere certificati dalle Regioni e Province Autonome entro il 30 giugno dell’anno di riferimento con conguagli nel riparto in funzione dei numeri reali. 3. A decorrere dal 1 gennaio 2014 entreranno in vigore i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza ed il nuovo nomenclatore tariffario degli ausili. La Conferenza Unificata Stato Regioni dovrà provvedere a stilare i provvedimenti finali, proposti dal Governo, entro il 31 marzo 2014. E’ autorizzata la spesa di 800 milioni di euro per il 2014 e anni successivi. 4. E’ istituito un contributo “Caregiver” dal 1 gennaio 2014, a favore del familiare di riferimento, pari al 25% del finanziamento globale relativo ai punti 1 e 2. Il contributo è soggetto a tassazione Irpef. 5. Tutti i contributi relativi ai punti 1 e 2 si intendono esenti dal reddito Isee. 6. Le Regioni e le Province Autonome, l’Inps e il Ministero della Salute dovranno predisporre linee guida, entro il 31 gennaio 2014, al fine di omogeneizzare il riconoscimento dell’invalidità al 100% e dell’indennità di accompagnamento nel caso di patologie progressive, inguaribili e conclamate. Dovranno altresì esentare automaticamente da visite di controllo.
(superabile.it )

di Giovanni Cupidi

Il dolore di Usala: “Se ci vogliono tutti morti saranno accontentati”

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Non c’è stato nemmeno il tempo di essere felici per la vittoria. Per quel sì strappato al Ministero a Roma. Per quei soldi che ancora una volta i ministri hanno promesso che faranno arrivare direttamente alle famiglie. Poche ore dopo l’incontro, la vita di Raffaele Pennacchio, il medico 54enne malato di Sla, anche lui protagonista del presidio romano,  si è spenta. Il  suo cuore ha ceduto. Troppo stress, troppa fatica. E Tore Usala adesso non ha voglia di festeggiare. Dalla sua camera di albergo alla periferia di Roma, la voce della moglie Giuseppina scandisce lenta le parole del marito. “La vittoria e gli impegni del Governo sono lontani, l’amico Lello è morto dopo quattro ore dalla conclusione dell’incontro. Lello era molto provato, è intervenuto poco all’incontro, ma ha detto piangendo una frase emblematica ‘Fate presto perché i malati terminali non possono attendere’”.
Ce lo aveva ripetututo anche Giuseppina Usala poco prima della partenza dal porto di Cagliari a bordo della Tirrenia: “Questa non è una passeggiata, non è una gita. In gioco c’è la vita di molti malati. Lo scriva a chiare lettere, per favore”.
Lo abbiamo fatto, in questi giorni abbiamo seguitominuto dopo minuto la battaglia di Tore e di tutti i malati di Sla che martedì mattina si sono presentati sotto il Ministero e ci sono rimasti tutta la notte. Fino a quando non sono stati ricevuti. Abbiamo seguito il consiglio di Giuseppina, lo abbiamo scritto a chiare lettere. Ma non è servito a fare più in fretta.
“In qualità di comandante di questo gruppo di eroi -continua la voce metallica di Tore al telefono -dico che il Governo deve rispettare il testamento del caro amico Lello. Vi diamo tempo fino a Natale, poi a metà gennaio saremo a Roma più determinati di prima. Non ci interessa il freddo, la pioggia o la neve: se ci vogliono tutti morti saranno accontentati, così avranno un risparmio. Lello era un combattente ineludibile, per rispettare la sua volontà dobbiamo continuare la battaglia, anche a costo della vita, non c’è altra strada”.
(sardiniapost.it)

di Giovanni Cupidi